La malia che sempre esercita un’edizione critica recente (la Leonina), la lusinga di inserire un pensatore autorevole (Tommaso d’Aquino) in una collana seria, sono le occasioni per la presente edizione del de magistro.
Le motivazioni di fondo, che spiegano la riproposta, si raccolgono in una, nella convinzione cioè, che il testo non rappresenta un reperto archeologico, e neanche un documento storico datato, anzi di impone per la vigorosa presas d’atto di istanze inamovibili e mai risolte circa il rapporto dell’uomo alla realtà, alla comunicazione giusta, alla verità, e circa il più squisito evento umano: la trasmissione da mano a mano, da generazione a generazione dei vertici raggiunti.
Per il testo a fronte, oltre ai motivi che solitamwente inducono l’editore, c’è un motivo proprio affidato allo stile della traduzione: rendere invogliante e gustoso il passaggio alla lingua in cui il soggetto é stato pensato e detto, perché l’eterno problema del rapporto maestro discepolo si avvale dell’apporto prezioso di sfumature delicatissime.
Nel corso degli ultimi anni, il tirocinio all'interno delle strutture pubbliche ha risentito dei profondi mutamenti che hanno rivoluzionato l'intera politica assistenziale nel nostro paese. Non più semplice tappa 'curricolare', ma intervento attivo sui problemi della comunità e del suo territorio, il tirocinio è divenuto l'occasione per un primo vero incontro con la prassi assistenziale, con i concreti problemi dei cittadini prima che con le astrazioni della pura teoria. Nato dall'esperienza di un gruppo di lavoro dell'Università di Catania, il libro ripercorre la storia del tirocinio professionale in Italia alla ricerca di un modello in grado di misurarsi con la centralità dell'allievo, con le sue specifiche capacità, con le sue motivazioni alla scelta professionale. Completano il testo una trattazione del percorso formativo professionale all'interno del gruppo di lavoro e un'appendice bibliografica specifica.
Il testo collega strettamente l'evoluzione degli ordinamenti giuridici all'evoluzione della società e allarga l'esame all'intera Europa occidentale. Caravale prende in esame prima gli ordinamenti giuridici nell'alto Medioevo, seguendone lo sviluppo nelle diverse aree europee. Per il pieno e basso Medioevo, segue poi le conseguenze della rinascita del XII secolo, con il sorgere delle città, la ripresa degli studi giuridici nelle università, il fissarsi degli ordinamenti monarchici in Ighilterra, Scozia, Francia e la formazione dei minori stati regionali. Ne viene un vastissimo quadro in cui la vicenda degli ordinamenti giuridici si fa storia delle istituzioni politiche, descrizione della società medievale nel suo concreto articolarsi.
Questo libro viene incontro al desiderio di quanti desiderano essere "introdotti" alla sacra Scrittura, particolarmente sulle questioni generali. Dall'ambientazione storico-geografica, culturale-religiosa, letteraria e linguistica della Bibbia e del popolo (Israele e la Chiesa primitiva) che l'ha prodotta, ad una breve panoramica dei singoli libri biblici. Parte fondamentale dell'opera è l'introduzione teologica: la Bibbia parola di Dio (ispirazione e verità della Bibbia); parola normativa (canone e sua formazione); interpretazione e studio della Bibbia (esegesi, ermeneutica e attualizzazione).