Gerusalemme: un nome che evoca santità e, al tempo stesso, contese e polemiche; che evoca pace in un luogo troppo spesso devastato dalla violenza; che non può lasciare indifferenti o passare inosservato, in quanto mistero che ha a che fare con la storia e con una promessa universale di salvezza. Ecco perciò l’invito a riflettere sul significato di Gerusalemme nella coscienza ebraica a partire da alcuni passi-chiave della Scrittura e della tradizione rabbinica, con la speranza che possa aiutare ad accostarsi e a confrontarsi con il mistero da lei custodito nel rispetto del contesto in cui la provvidenza divina ha voluto manifestarlo.
ELENA LEA BARTOLINI, di origini ebraiche da parte materna, è nata a Pavia nel 1958 e vive a Casalpusterlengo (LO). Licenziata in Teologia ecumenica, è membro dell'Associazione Italiana per lo Studio del Giudaismo (AISG), docente presso il Centro Studi del Vicino Oriente di Milano, e collabora con alcuni Atenei Pontifici e con gli Uffici Nazionali della Conferenza Episcopale Italiana (CEI). Dirige la collana «Studi giudaici» per la Casa Editrice Effatà e, insieme a Paolo De Benedetti, sta curando la sezione «Giudaismo» nell'ambito di una nuova edizione dell'Enciclopedia Filosofica promossa dal professor Virgilio Melchiorre dell'Università Cattolica di Milano. Fa parte del gruppo interconfessionale Teshuvah ed è impegnata a livello locale e nazionale per il dialogo fra le Chiese e gli ebrei.
Fra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo: Gesù Ebreo per sempre (con C. VASCIAVEO), EDB, Bologna 1991; Anno sabbatico e giubileo nella tradizione ebraica, Ancora, Milano 1999; Come sono belli i passi... La danza nella tradizione ebraica, Ancora, Milano 2000. Con la Casa Editrice Effatà nel 2003 ha pubblicato Narrare giocando (con G. A. CONORI ~ E. DANELLI), e nel 2004 ha curato il volume Nello spirito di Nazareth nel quale è presente un suo saggio sulla «fede ebraica» della Famiglia di Nazareth.
Il libro è un utile strumento per tutti coloro che desiderano approfondire la Sacra Scrittura senza "impegnarsi" in difficili studi per "addetti ai lavori". Laici e catechisti vi possono trovare gli orientamenti per una riflessione che sia l'avvio per un maggiore impegno di conoscenza della Parola di Dio donata all'umanità.
I testi presentano le risposte scientifiche ad interrogativi intorno ad alcune questioni bibliche. Essi presentano alla gente comune il frutto di recenti studi biblici in relazione ad alcune questioni che oggi incuriosiscono le nostre conoscenze. Tutti i temi immaginabili sulla Bibbia sono gia stati trattati, studiati, investigati, e hanno una risposta, la migliore che si possa offrire al punto delle attuali ricerche. Tutte le difficolta, gli enigmi, le apparenti contraddizioni, le questioni insolite, le sfide storiche e geografiche gia sono state poste e risolte, per quanto possibile. Tuttavia, nonostante la prolifica produzione non tutti hanno accesso alle recenti scoperte, alle nuove ricerche o agli sviluppi di antichi studi; percio, il volume cerca di riempire tale vuoto, offrendo un utile strumento di informazione e conoscenza.
Dio è più grande del nostro cuore e conosce tutto (1 Gv 3,20): Dio come giudice severo, oppure come "mare di misericordia"? Qual' è il significato di questo testo giovanneo cosi oscuro? A queste domande risponde il presente studio che si concentra non solo sulla "crux exegetum" in 1 Gv 3,19-20, ma esamina la relativa unità testuale 3,18-22. la spiegazione proposta per 3,19-20 e in parte nuova (quindi "contro corrente"), in parte "classica" in quanto si riallaccia a interpretazioni di "autori classici": Dio non è né giudice severo né "mare di misericordia", ma semplicemente colui che conosce "tutto". questa sua conoscenza (dei peccati, ma soprattutto degli atti di carità dell'uomo) è paradossalmente motivo di conforto per il credente afflitto dalle accuse della coscienza. Lo studio si articola nei seguenti singoli passi: nella prima fase è proposta una visione globale e panoramica del brano (critica testuale, contesto, delimitazione, analisi sintattica e semantica globale del testo), seguita, nella seconda fase, dall'analisi dettagliata. In questa seconda fase, seguendo la divisione in tre micro unità (3,18; 3,19-20; 3,21-22), viene presentata per ogni singola micro unità la storia dell'interpretazione (parte storica che include un' esame critico delle varie interpretazioni) e successivamente l'interpretazione dell'autore (parte esegetica).
Lectio divina sull'Eucaristia, in prospettiva vocazionale. Quinto volume della collana. Al centro dell'attenzione della Lectio divina si colloca la comunita ecclesiale che santifica io giorno del Signore, vivendo la pienezza dell'Eucaristia. Il Giorno del Signore viene visto nella sua dimensione vocazionale, e il racconto della Cena del Signore viene considerato come un percorso vocazionale. La Lectio e articolata in quattro parti che seguono lo sviluppo dell'argomentazione paolina.
Lectio divina sulla vocazione di Geremia. Quarto volume della collana. Piu di ogni altro profeta, Geremia e stato legato alla Parola di Dio e ha lasciato che essa agisse in lui secondo gli effetti che essa comportava, finanche il rischio della vita. Il racconto della vocazione, presentato seguendo il metodo della lectio divina alla luce di altri brani, permette di cogliere i lineamenti spirituali della figura di Geremia e di capire l'incidenza che la chiamata ha avuto nel corso della sua maturazione di profeta. Dopo l'introduzione, il testo prevede i classici momenti della Lectio divina, una conclusione e alcune opportune indicazioni bibliografiche.