L'autore definisce questo suo commento una contemplazione del Vangelo di Marco; la parola del Vangelo, perché notizia di liberazione e di vita, esige un ascolto e un'accoglienza che non si limitano alla conoscenza e alla comprensione intellettuali. In queste pagine il commento essenziale e semplice si accompagna con la parola dei Padri della Chiesa e con alcune indicazioni pastorali. Molto interessante l'Introduzione che presenta in modo sintetico l'ambiente socio-culturale in cui visse Gesù e gli elementi essenziali per conoscere struttura e messaggio del vangelo di Marco.
Atti del Convegno svoltosi a Roma, presso l'Istituto Maria SS. Bambina, dal 2 al 6 ottobre 2002: un fondamentale contributo delle scienze storiche allo studio del Nuovo Testamento. Il filo conduttore del presente volume e la vita stessa del Nuovo Testamento, dalla sua nascita alla piena maturita, come collettore di una molteplicita di interessi. Vi si prendono in esame la sua fecondita culturale, la sua presenza continuata nel cristianesimo primitivo, e poi risorgente come oggetto autonomo di ricerca; vi si mettono in luce le acquisizioni recenti, le questioni discusse, le prospettive aperte, in un fecondo dialogo con le discipline sussidiarie della storia e dell'esegesi biblica.
Un commento alle Beatitudini del capitolo 5 di Matteo come apici di perfezione e di felicità. L’Autore, compianto arcivescovo di Città del Messico durante il difficile periodo di persecuzione dei cattolici messicani e oggi Servo di Dio, riprende le otto beatitudini una per una facendo emergere la loro straordinaria potenza e semplicità, quasi un vocabolario universale per tutti gli uomini che si può riassumere in due sole disarmanti parole: amore e dolore.
Il servo di Dio monsignor Luis María Martínez (1881-1956) è stato arcivescovo di Città del Mes sico, primate del Messico e incaricato d’Affari della Santa Sede. «Uomo di studio e di azione, la sua potente personalità, sorretta dal fascino d’una candida semplicità, irraggiava Dio. Questo profondo teologo aveva un’anima di santo. I suoi scritti a carattere mistico hanno fatto di lui uno dei maestri di spirito del XX secolo…» (M. - M. Philipon).
Come hai udito e hai creduto,
come hai detto: “Avvenga di me”, così ti è avvenuto.
Dio Padre ti ha baciata con il bacio della sua bocca.
Il testo qui proposto per la prima volta in italiano ha costituito una pietra miliare nella storia della mariologia per l’interpretazione che offre del Cantico dei cantici in riferimento al mistero dell’incarnazione. In tutta l’opera traspaiono la profonda sensibilità biblica, patristica e liturgica di Ruperto (abate del monastero di Deutz all’inizio del xii secolo) e il suo sensus fidei che gli consentono di risalire alle sorgenti della Scrittura e di leggerla con profonda intelligenza spirituale. Per Ruperto, secondo il quale il Cantico canta l’amore “per cui Dio discese nella beata Vergine così da generare da lei un figlio”, è grazie alla sua fede che Maria ha accolto in sé l’opera dello Spirito santo e ha concepito il Verbo, e per questa sua fede ella è beata e diviene madre di ogni credente.
Paradossali, criptiche, radicali e brucianti nell'enunciazione, queste Apocalissi lasceranno in ogni lettore immagini che non si cancellano: basti pensare a quelle di Cristo che ride sulla croce o a quelle del frontale attacco, nell'Apocalisse di Pietro, alla Grande Chiesa. O all'anima presentata quale "donna nuda, multiforme e soggetta a sofferenze"; all'apostolo Paolo che attraversa i cieli e dice: "Sto andando al luogo dal quale sono venuto". In queste immagini convergono tutti i temi peculiari della gnosi, che si mostrano in sequenze narrative oscure e lampeggianti. Sono le tracce di un'esperienza grandiosa, che per secoli sarebbe stata condannata e oggi, per un'accidentale scoperta, torna a parlarci con la propria voce.
La cultura del nostro tempo ha desacralizzato il corpo umano, riducendolo o ad un banale insieme di organi e funzioni o a "idolo", da servire secondo il culto dell'immagine a tutti i costi. L'autore, riafferma la verità del corpo come segno del divino, e ridisegna, attingendo dalla tradizione biblica e dalla mistica ebraica, una vera e propria "mappa corporea", nella quale ogni organo, ogni tessuto è riscoperto nel suo valore sacrale e simbolico, portatore del legame tra cuore e anima e Dio.