Viviamo in una fase della storia che ha perso la visione trascendente della vita e nella quale rischiamo di venire travolti dal correre ininterrotto del tempo che passa e che tutto divora. È una visione ben triste a cui non dobbiamo rassegnarci, ma lottare per uscire dai limiti angusti nei quali ci siamo rinchiusi. Dal fondo del cuore avvertiamo una spinta ad andare oltre, perché l'uomo non è un pugno insignificante di polvere. La nostra generazione, in pochi decenni, ha perso Dio e di conseguenza ha perso l'anima e la proiezione verso l'eterno. Adesso vaghiamo qua e là, come dice la Madonna a Medjugorje, nelle tenebre e senza una meta. Questo libro è una collezione di pensieri spirituali tratti dal Vangelo e dai messaggi della Regina della pace, esposti con un linguaggio semplice, che parla non solo alla mente, ma anche e soprattutto al cuore, L'obiettivo è quello di offrire una meditazione quotidiana che aiuti a vivere la fede in profondità, incarnandola nella propria vita, in modo tale da tenere alto lo sguardo nelle fatiche di ogni giorno. Noi siamo chiamati ad essere «le mani tese» di Maria verso tutti coloro che satana ha ingannato con le sue false luci e con le sue promesse ingannatrici (Padre Livio).
È il calendario ufficiale che ordina le celebrazioni liturgiche della Messa e della Liturgia delle Ore per tutto l’anno 2027. Edizione in lingua inglese.
È il calendario ufficiale che ordina le celebrazioni liturgiche della Messa e della Liturgia delle Ore per tutto l’anno 2027. Lingua: italiano.
È il calendario ufficiale che ordina le celebrazioni liturgiche della Messa e della Liturgia delle Ore per tutto l’anno 2027. Edizione in lingua spagnola.
Il libro pubblica gli Atti della 75ª Settimana Liturgica Nazionale tenutasi a Napoli, dal 25 al 28 agosto 2025.
In questo Anno Giubilare, la 75ª Settimana Liturgica Nazionale si è svolta dal 25 al 28 agosto, per la prima volta, a Napoli e ha avuto come tema «“Tu sei la nostra speranza”. Liturgia dalla contemplazione all’azione». Tematica composta da un’invocazione liturgico-spirituale collegata all’Anno Giubilare (cfr. l’inno Te Deum e le Lodi di Dio altissimo di San Francesco d’Assisi) e da un’affermazione che è entrata direttamente nell’argomento che si è trattato: Liturgia e vita (Lex orandi – Lex vivendi), così caro alla Chiesa delle origini come a quella del Vaticano II. Una duplice connotazione che, da una parte, ha posto la sua attenzione sulla speranza, in quanto la Liturgia vive e infonde speranza e non è mai chiusa o nostalgica e, dall’altra, la Liturgia ha la forza di plasmare l’identità del credente rendendolo capace di vivere ciò che prega e diventare testimone della speranza in cui crede.
Questo volume degli Atti, che viene affidato alla storia della comunità ecclesiale e a tutti coloro che avranno modo di consultarlo, è un contributo alla riflessione nel cuore di questo Anno Giubilare. Ci auguriamo che i contenuti proposti, relazioni e omelie, siano un invito a saper vivere una Liturgia ricca di pathos per l’umanità, per essere pronti a prendere il largo e a lasciarci sommergere, come ricordava papa Francesco, dall’«oceano di grazia che inonda ogni celebrazione» (DD 24) e a far sì che quell’oceano, attraverso la nostra testimonianza, rifluisca nella vita di tutti i giorni, dando forma eucaristica alle nostre città e alla società nel suo complesso.
In una Chiesa che si impegna ad assumere la sinodalità come stile fecondo del proprio incarnarsi nel mondo contemporaneo, il diaconato emerge in tutta la sua singolarità. Infatti, lungi dall'essere marginale o supplementare, esso è segno vivo e sacramentale della diaconia fondamentale che è propria di tutto il Popolo di Dio. Una diaconia profetica perché ricorda a tutti nella Chiesa l'esigenza di assumere il servizio come coordinata imprescindibile di ogni ministero. I diaconi permanenti, infatti, configurati a Cristo Servo, aiutano tutta la comunità a non dimenticare mai che la missione non si compie con il potere, ma con l'umiltà del servizio; non con il prestigio, ma con la prossimità ai poveri e agli ultimi.
Cosa significa definire Francesco "provocatore"? L'autore ce lo spiega subito: provocare è suscitare reazioni, attirare l'attenzione, sfidare con gesti e scelte contro corrente. È proprio questo il filo rosso che attraversa l'intera esistenza del santo di Assisi: dalla giovinezza spensierata agli ultimi giorni alla Porziuncola, Francesco non ha mai smesso di provocare...
Questo piccolo libro si rivela così un compagno prezioso per chiunque voglia accostarsi autenticamente alla figura di Francesco, al di là delle immagini oleografiche o delle appropriazioni ideologiche. Frate Francesco Marchesi ci restituisce un Francesco provocante e provocatorio, scomodo e attuale...
Dalla Presentazione di fra Massimo Fusarelli, Ministro generale OFM
Il libro approfondisce, con il metodo della lectio divina, la sezione centrale della Prima Lettera di Pietro: 1Pt 2,11-4,11. I temi proposti dall'autore petrino rimandano probabilmente ad un'antica «catechesi battesimale» che ha come destinatari i cristiani di Roma, provati dalla persecuzione dell'imperatore Domiziano. Spicca nella lettera l'incoraggiamento a perseverare nella fede rivitalizzando la dimensione battesimale della vocazione cristiana per fare la differenza qualitativa nella realtà sociale nella quale i credenti in Cristo vivono. E Gesù stesso, il Signore crocifisso e risorto, a condurre la comunità come «buon Pastore» che guida la Chiesa. I credenti camminano «sulle orme del Pastore», dando ragione della speranza viva che è nel loro cuore. Con la ricchezza del suo messaggio teologico-spirituale, questo passo della Scrittura sostiene anche oggi il nostro itinerario aperto alla speranza e alla pace. In tempo di crisi, l'annuncio del Vangelo rappresenta per la comunità il senso del suo esserci, genera un'autentica risposta vocazionale e apre al rinnovamento delle relazioni ecclesiali e nella società.
Giuseppe De Virgilio, è docente di Esegesi del Nuovo Testamento e Teologia Biblica nella Facoltà di Teologia della Pontificia Università della Santa Croce. È membro dell'Associazione Biblica Italiana e vice-presidente del Consiglio di Amministrazione della Federazione Biblica Cattolica. Dirige la collana «Bibbia e Vocazione» (Editrice Rogate - Roma) e «Sentieri della Parola» (insieme a E. González) per l'Editrice Edusc (Roma). Ha in attivo diverse pubblicazioni ed ha curato alcune opere collettive, tra le quali il Dizionario Biblico della Vocazione (Rogate, Roma 2007). Tra le pubblicazioni più recenti: Il discepolo amato e la sua testimonianza. Itinerario nel vangelo secondo Giovanni, Ancora, Milano 2024; L'epistolario paolino.
Studi di esegesi e teologia, Edusc, Roma 2025; Bibbia e teologia morale. Analisi dei modelli ermeneutici, Cittadella, Assisi 202
"Alzi la mano chi non ha mai pronunciato la frase: «Abbiamo problemi di comunicazione». Se la state tenendo abbassata, o state mentendo oppure siete una coppia appena nata; nel qual caso, godetevi questo momento magico e ci rivediamo qui tra qualche mese. Per tutti gli altri: benvenuti! Questo libro è per voi! «Comunicare non è una magia. È una strada da percorrere e questo testo letteralmente vi accompagna lungo tutto il percorso». (Dalla prefazione di Nicoletta Musso Oreglia)
Questo non è un libro di teologia. Non è nemmeno un libro per chi preferisce le cose di Chiesa spiegate con toni elevati da sermone classico. Perché qui le cose vengono affrontate di petto, senza girarci troppo attorno, col linguaggio colloquiale che ci vuole per farsi capire da tutti, giovani in testa. Sono proprio dei giovani veri, in carne e ossa, ad aver affidato le loro domande a questo testo, pretendendo risposte senza filtri. Pertanto, non stupitevi se l'autrice è una donna, laica, che scrive sui social e non ha all'attivo una laurea in teologia. Però la voglia di capire le cose in cui dice di credere sì, ce l'ha come ogni adulto che si rispetti. Qui troverete spiegato, tra i tanti argomenti trattati, perché mai i sacerdoti non possono sposarsi; che ruolo ha avuto la Chiesa nell'inquisizione e nelle crociate; cosa saltava in testa ai santi che si autoflagellavano; per quale assurdo motivo bisogna chiamare Sua Santità un Papa pure quando si comporta da impostore. Il tutto suffragato da prove, documenti, citazioni evangeliche. Perché, nonostante il linguaggio informale, qui si parla di cose serie, senza fare sconti a nessuno.