Degno figlio di San Bruno, padre Pollien fu un grande devoto e appassionato della Madonna. Egli ne imitò le virtù attentamente, innanzitutto vestendosi di umiltà e di amore; riportò tutte le cose a Lei e al suo Figlio divino, nostro Signore Gesù Cristo. Dalla sua copiosa produzione nasce quest'antologia, i cui testi sono stati scelti e curati al fine di introdurre al pensiero e alle meditazioni del pio certosino. Essa vede la luce con l'auspicio che possa essere di consolazione e di benefico aiuto alle anime devote, sincere ricercatrici di Dio. Egli ci dona preziose istruzioni circa la pratica spirituale e non cessa di ricordarci che "Il Regno di Dio è interiore" e perciò bisogna cercarlo interiormente, nella stabilità del rapporto con il Signore, con l'aiuto stesso della sua grazia. Le significative pagine di questo fecondo Scrittore di Dio ispirato dallo Spirito Santo, straordinario maestro di vita interiore e tenero innamorato di Maria Santissima, potranno rendere l'idea, se ben meditate, di quanta grazia possiamo ricevere glorificando il Dio incarnato per la felicità degli uomini (Lc 2,14).
La fitta corrispondenza tra Giulio Andreotti e Francesco Cossiga, pubblicata in questo secondo volume e risalente al periodo tra il 27 settembre 1990 e il 25 luglio 1991, è incentrata sulla crisi del Golfo e sull’operazione Gladio. La preoccupazione principale, a livello internazionale, dei due statisti è l’ultimatum imposto dalle Nazioni Unite all’Iraq di ritirarsi dal Kuwait, che apre la possibilità concreta di un coinvolgimento bellico in Italia. Dal carteggio emerge in particolar modo la figura di Cossiga, che tenta, con avvisi e raccomandazioni al governo, di trovare soluzioni che rendano compatibile la Costituzione e gli impegni militari che il governo è pronto ad assumere. Sul piano interno, stanno invece la polemica su Gladio e le accuse di alto tradimento e attentato alla Costituzione rivolte al presidente della Repubblica. Saranno poi alcune dichiarazioni su Gladio rilasciate da esponenti del governo a turbare maggiormente il quadro istituzionale e a spingere Cossiga, nel dicembre 1990, a minacciare di aprire una crisi istituzionale se Andreotti non avesse assunto una presa di posizione pubblica riguardo Gladio. Tra gli altri argomenti significativi, si legge dell’attacco del PDS nei confronti del capo dello Stato, del referendum per l’abolizione delle preferenze plurime nelle elezioni della Camera e delle origini del messaggio sulle riforme istituzionali inviato da Cossiga nel giugno 1991, in cui si mostrano i dissensi politici e personali con Andreotti e il senso di isolamento da alcuni settori della Democrazia Cristiana. La corrispondenza tutta tra i due statisti, toccando aspetti governativi, umani e istituzionali, restituisce le voci di due tra i maggiori protagonisti della vita politica italiana di quegli anni.
Figura evangelica di primo piano, Maria Maddalena costituisce fin dalla più antica tradizione l’immagine del processo di trasformazione che l’incontro con l’amore di Cristo attiva in coloro che si aprono a riceverlo. Nell’iconografia che la rappresenta confluiscono diverse figure di donne presenti nei Vangeli che costituiscono i tasselli di un vero e proprio itinerario mistico. Filo conduttore la passione d’amore in cui si fondono dolore e beatitudine, morte e vita, tenebra e luce, e che conduce in una dimensione al di là del bene e del male, in un sentire nudo che, mentre purifica, risveglia e rigenera. La comunione ardente che Maria vive con Gesù fa di lei la prima testimone oculare della resurrezione e colei che l’annuncia ai fratelli, da cui il titolo di Apostola degli Apostoli. Ella vede il Risorto perché suscitata a nuova vita dal tocco del suo amore puro. Il libro tratta in particolare l’aspetto della Maddalena penitente attraverso l’esperienza stessa dell’autrice che, nel suo cammino solitario, trova in questa figura il necessario sostegno per affrontare le asperità del deserto interiore. "Nei primi tempi che seguono la conversione, quando tutto inizia a vacillare, la mente, che sente minacciate le proprie strutture, si ritrova smarrita. Il dubbio prende a martellare, il conflitto interiore diviene feroce, lo spettro della follia incombe, mentre l'anima s'inoltra solitaria nell'ignoto. È in quel meraviglioso e terribile tempo che cominciai a sentire un fortissimo richiamo verso Maria Maddalena. Mi attraeva la sua immagine di convertita penitente nel deserto che sentivo particolarmente vicina alla mia solitaria esperienza di silenzio. E ancora di più mi colpiva il fatto che questa immagine fosse divenuta l'icona dell'Apostola degli Apostoli, di colei che era stata chiamata ad annunciare la resurrezione." (Antonella Lumini)
L'insegna dell'Hotel Spaander, nel pittoresco villaggio costiero di Volendam, vicino ad Amsterdam, è il dipinto di un uomo sorridente con una mano sporca di tempera blu e la scritta: «Benvenuto, artista.» Fondato nel 1881 da un visionario votato all'arte, l'albergo ha ospitato per oltre un secolo centinaia di pittori e scultori, diventando un vivace centro di confronto, creazione e sperimentazione di stili e universi estetici, crocevia di vite vagabonde, radicalismi politici e passioni inquiete, angolo preservato dal clamore delle grandi capitali e protetto in un'Europa dilaniata dalle guerre. A Jan Brokken basta una visita per rimanere affascinato dalla ricchezza di storie e curiosità di questo luogo d'eccezione dell'arte moderna, che ha attirato Picasso, Kandinskij, Signac, Joseph Beuys, così come Proust che qui trovò ispirazione per un'eroina della sua Recherche. Una colonia internazionale libera e aperta dove l'americana Elizabeth Nourse e molte altre artiste, regolarmente escluse dai coevi circoli parigini, venivano accolte e trattate da pari a pari dai colleghi uomini. Con la sua capacità di rivelare gemme nascoste del Novecento europeo attraverso percorsi poetici e romanzeschi, Brokken ci accompagna alla scoperta di ciò che tanti talenti da tutto il mondo hanno inseguito e cercato di catturare sulla tela a Volendam, spesso ingaggiando sfide senza fine: la luce unica dell'Olanda, con i suoi vasti cieli mutevoli che in ogni scorcio si specchiano nell'acqua; i colori, i silenzi, i volti rosi dalla salsedine dei pescatori e la grazia di semplici gesti femminili; i riti antichi di una comunità di mare in cui sembra farsi più intensa ogni esperienza umana.
Nei tre video contenuti in questo DVD, un bambino palestinese presenta a un immaginario coetaneo europeo i luoghi più significativi della Terra Santa. La visita tocca i monumenti storici più importanti e diventa anche occasione per spiegare usi e costumi del popolo ebreo, antico e contemporaneo. Il messaggio evangelico di pace e di fede, lungo il cammino, assume una veste concreta e molto familiare, per una riscoperta dei gesti d'amore compiuti da Gesù su questa terra. I tre episodi: La Nascita e l'infanzia; La predicazione; La Passione e la resurrezione.
Il senso dimenticato è una storia culturale del tatto, il senso che ha plasmato l’arte, la filosofia e la letteratura. Un viaggio curioso e sorprendente nelle nostre radici per capire come non solo di sguardi, di suoni, di odori e sapori sia fatto il nostro immaginario, ma soprattutto di ciò che è riuscito a sfiorare la nostra superficie fino a toccarci nel profondo. Definire che cosa sia il tatto è allo stesso tempo immediato e sfuggente. Già Aristotele si era chiesto se fosse un senso solo o molti, essendo diffuso in tutto il corpo. Fu Lucrezio, tuttavia, nel De rerum natura, a sostenere che il tactus governa la natura, tanto che gli altri sensi possono essere considerati come sue varianti. Da qui comincia l’esplorazione di Pablo Maurette dei molti significati che scrittori, artisti, poeti, intellettuali e persone comuni hanno dato al tatto e di ciò che hanno capito attraverso di esso: dall’Iliade, che sin dalla sua metrica sottolinea il legame tra la mano e la parola, a Moby Dick, con i tanti passaggi dedicati proprio alle sensazioni fisiche; dal lingchi della tradizione cinese - la pena capitale che annientava la persona trasformandola in un ammasso informe di carne -, a malattie come la sifilide o la peste, in cui si è rivelato cruciale il rapporto tra contatto e contagio; fino alle tante pagine scritte sul bacio, massima espressione del tatto e soglia tra il materiale e lo spirituale. Il senso dimenticato è un’opera che ci fa riconsiderare l’essenza umana come qualcosa che non sta dentro di noi, ma sull’epidermide. Il tatto, in fondo, è l’unico senso che ci permette di conoscere insieme il mondo e la nostra individualità: perché toccare è anche essere toccati, e sentire qualcosa è sempre anche sentire noi stessi.
Si stagliano in questo romanzo i giorni più intensi e drammatici della vita del Maestro attraverso gli occhi di coloro che gli furono più vicini: amici e nemici, credenti e traditori. Giuda, lacerato dai dubbi, è delatore per denaro in seguito a un ideale infranto. Pietro, uomo semplice e fedele, lotta contro la paura, pur volendo compiere la missione ricevuta. Pilato, il governatore romano, si trova a decidere il destino di un uomo che non comprende, mentre il Sommo Sacerdote Caifa vede in Gesù una minaccia per la stabilità della nazione. E poi Maria, con tante altre donne, icone memorabili di forza e compassione. Ognuno affronta il proprio conflitto interiore in una narrazione che mescola eventi evangelici e approfondimenti psicologici, gettando nuova luce sul mistero insondabile della Passione di Cristo. Con uno stile coinvolgente e poetico, Stefano Segreto rende attuali riflessioni eterne su giustizia, fede e sacrificio. La capacità di alternare descrizioni vivide a dialoghi intensi dona al testo una straordinaria forza visiva e drammatica. L'autore sa scavare nell'animo dei personaggi con delicatezza e precisione, facendo emergere le fragilità, i tentennamenti e le contraddizioni di un'umanità fatta di carne e spirito. Non solo una narrazione potente, ma un viaggio emotivo e spirituale attraverso il mistero del dolore e della redenzione. Prefazione di Romano Penna. Post-fazione di Nicola Ciola.
Il presente ci spaventa perché appare tanto incomprensibile quanto ansiogeno. Caduti i vecchi modelli di spiegazione del mondo, sembra che l’unico filtro tra noi e la realtà siano le emozioni. Spoiler: non finirà bene. Benvenuti nel tempo della modernità esplosiva. Perché sono così infelice? Perché le app di dating mi creano ansia? Perché la paura di fallire può tenermi chiuso in casa per mesi? Perché, se la sera incrocio delle persone nere, cambio marciapiede? Perché la politica mi fa così arrabbiare? Viviamo nel tempo della modernità esplosiva, un tempo in cui siamo quotidianamente sottoposti a una pressione emotiva così forte da renderci bombe a orologeria sempre sul punto di deflagrare. Le nostre esistenze sono abitate da tensioni e contraddizioni insanabili che nascono dal costante conflitto tra una società che ci promette libertà, autorealizzazione, godimento e un futuro - individuale e collettivo - che invece ha un aspetto tutt'altro che roseo. Tramontato il tempo della «modernità liquida», Eva Illouz ci guida nei meandri del disagio di questa nostra nuova, minacciosa, inquieta «modernità esplosiva», servendosi della letteratura, da Annie Ernaux a Madame Bovary, passando per Ishiguro: le storie come punti nevralgici in cui il sociale e l'individuale s'intersecano. E costruendo così un vero e proprio atlante con cui orientarsi nella confusione di un presente che non riusciamo più a comprendere.