Questo trattato mistagogico sull’Eucaristia - il primo nel suo genere - si propone, con l’aiuto di grafici stimolanti e di prospetti didattici, di guidare il Lettore alla riscoperta dell’autorevole magistero delle preghiere eucaristiche d’Oriente e d’Occidente. Secondo l’autore è ormai tempo di “studiare l’Eucaristia in chiesa, con gli occhi fissi all’altare, con l’orecchio teso all’insegnamento di quella preghiera con la quale la Chiesa da sempre fa l’Eucaristia”.
Cesare Giraudo sj è nato a Roccavione (Cuneo) nel 1941. Completata la formazione filosofica all’Aloisianum di Gallarate e quella teologica alla Facoltà di Lyon-Fourvière, ha conseguito il dottorato in teologia presso l’Università Gregoriana di Roma. Ha ricevuto un apporto stimolante per i suoi studi dal contatto con la tradizione religiosa orale della Costa-Est del Madagascar, dove si è impegnato nel ministero pastorale. Attualmente è docente ordinario di Teologia dogmatica al Pontificio Istituto Orientale di Roma. Insegna pure come docente invitato presso la Sezione S. Luigi della Pont. Facoltà Teologica di Napoli e presso la Pont. Università Gregoriana. Dopo la sua tesi dottorale La struttura letteraria della preghiera eucaristica (Analecta Biblica 92, 1980, rist. 1989), ha pubblicato Eucaristia per la Chiesa (Aloisiana 22, 1989) e Preghiere eucaristiche per la Chiesa di oggi (Aloisiana 23, 1993). Collabora a riviste teologiche italiane ed estere con frequenti contributi che riguardano la liturgia, la teologia dei sacramenti, l’inculturazione del linguaggio e la pastorale.
In tempi che vedono anche la lingua della predicazione e della catechesi cristiana afflitta in misura non lieve dalla frammentazione tipica della cultura postmoderna, il tentativo di offrire un’intelligente introduzione alla fede va salutato con soddisfazione. È questo il caso del saggio di Pierluigi Lia, che si propone di disegnare una visione complessiva e coerente del mistero cristiano. La sintesi unificante viene conseguita, in modo agile e originale, attorno alla nozione di ‘forma’, sviluppando un orientamento teologico, quello sensibile alle istanze ‘estetiche’, che si va dimostrando sempre più pertinente ed efficace. Qui non si allude certo a un inconcludente estetismo, ma ci si riferisce al disporsi bello della realtà cristiana verso lo sguardo semplice che si fa guidare dal manifestarsi della verità. Al cuore dell’identità cristiana, quale forza che ne plasma la forma, sta la rivelazione di Dio, il suo splendore, apparso una volta per sempre nella pasqua di Gesù. Nel Figlio, nella sua sorprendente vicenda terrena, Dio realizza l’intenzione di far conoscere la propria verità. In rapporto a questa figura acquistano collocazione sensata e ordinata le linee essenziali che costituiscono l’identità cristiana e che qui vengono conseguentemente rilette: la deformazione dell’immagine originaria dell’uomo a causa del peccato, la rinascita dall’alto del credente che si va così conformando all’immagine del Figlio, la figura della Chiesa come segno vivo del destino a cui tutti gli uomini sono chiamati. L’itinerario che l’autore fa in tal modo percorrere si rivela nitido e persuasivo, capace di accompagnare la riflessione di chi si avventura a riscoprire l’insieme inviolabile del mistero cristiano.
Pierluigi Lia, teologo, è stato a lungo docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Nel suo lavoro dedica particolare attenzione alle relazioni tra l’intelligenza propria della fede cristiana, la filosofia e l’estetica. Oltre a numerosi articoli e contributi in opere collettive ha pubblicato: Libertà incatenata e trascendenza. Note per una fenomenologia della coscienza credente, Milano 1995; Forza di Dio è solo quella che dona la vita. Percorsi di riflessione teologica a proposito della speranza cristiana, Milano 1996; L’incanto della speranza. Saggio sul canto dei Misteri di Ch. Péguy, Milano 1998; La pietà Rondanini. Una lettura del Mistero pasquale, Milano 1999; Et incarnatus est. Sguardi sul mistero cristiano, seduzione dell’intelligenza e passione del cuore, Milano 2000.
Moltmann ripercorre le tappe del suo cammino teologico, descrive gli incontri che hanno segnato la sua biografia e gli eventi che hanno influito sul suo pensiero, spingendolo a elaborare una teologia originale. Un'opera che coniuga alla perfezione teologia e biografia.
Dalla quarta di copertina:
Fare teologia non è stato e non è per Moltmann un’attività astratta al di là del mondo, ma un’attività alimentata dall’esperienza nel mezzo della vita e con la vita.
In questo volume l’Autore ripercorre ancora una volta le tappe del suo cammino teologico, descrive gli incontri che hanno segnato la sua biografia e gli eventi che hanno influito sul suo pensiero e lo hanno spinto a elaborare la sua teologia. Si sofferma a lungo sulla prospettiva della speranza, aspetto centrale del suo pensiero teologico, e spiega i concetti fondamentali della propria teologia e la loro intima connessione.
Un libro che incoraggia a fare teologia e a interessarsi della teologia.
L’opera si articola in quattro parti:
I. Che cos’è la teologia?
II. Ermeneutica della speranza
III. Riflessi di una teologia liberante
IV. Nel “vasto spazio” della Trinità
Un esame critico e secondo una prospettiva teologica degli asserti principali dell'antropologia contemporanea.
Dalla quarta di copertina:
L’opera è un’analisi critica e teologica degli asserti principali dell’antropologia contemporanea. Il dialogo critico con le voci della cultura contemporanea, infatti, è necessario oggi più che mai, per la situazione di diaspora culturale in cui il cristianesimo vive ed opera, per il policentrismo culturale che ha messo in crisi la pretesa di unicità e di validità universale della razionalità eurocentrica, e per l’accresciuta potenza di costruzione e di distruzione che la scienza e la tecnica hanno conferito all’uomo di oggi.
Il volume è diviso in due parti. La prima analizza l’antropologia della modernità, mentre la seconda prende in esame le principali caratteristiche dell’antropologia della postmodernità, che è delineata come un’antropologia che indebolisce le concezioni di Dio, dell’uomo e del mondo.
La conclusione del volume è che, se si parte da una razionalità teologica aperta al mistero, è possibile giungere ad una concezione dell’uomo “altra” e diversa, ereditata dalla tradizione ebraico-cristiana e centrata sulla categoria fondamentale dell’uomo come immagine di Dio.
LE TRE VIRTU`TEOLOGALI. OVVERO IL SOTTOTITOLO DELL OPERA, SONO AFFRONTATE E PROPOSTE COME AI TEMPI DELLE PREDICAZIONI: UN ENTE UNITARIO, COME HANNO AD ESSERE COERENTI LA CONDOTTA E LA PERSONALITA DI OGNI INDIVIDUO. L'originaria unita delle virt y teologali e`coerentemente proposta e riattualizzata in modo sintonizzato rispetto agli usi di oggi. L'ndividuo e`il v ero centro prospettico della teologia ; una analisi e diagnosi matura per sostenere la vita di cittadini e credenti sicu
Una delle opere giovanili" di Hegel piu note e piu suggestive. "
Studi, cronache, recensioni su varie tematiche teologiche.
Il saggio offre un’ampia visione di sintesi su alcuni articoli decisivi del Credo, con un taglio tematico-monografico che attraversa da cima a fondo la professione di fede e la teologia. La buona accoglienza ricevuta dalla comunità scientifica ha indotto a riproporlo, arricchito da alcune variazioni significative nell’esposizione delle tematiche, tenendo conto di pubblicazioni che in quest’ultimo decennio hanno contribuito al dibattito teologico. Ne hanno tratto vantaggio anche l’apparato di note che corredano il volume, le bibliografie ragionate e quella generale.
Note sugli autori
Marcello Bordoni, sacerdote diocesano, è professore emerito nella Facoltà di teologia della Pontificia Università Lateranense, dove dal 1970 è stato titolare della cattedra di cristologia. Consultore della Congregazione per la dottrina della fede e della Congregazione per le cause dei santi, è presidente della Pontificia accademia di teologia. Ha pubblicato: Il tempo. Valore filosofico – mistero teologico, Roma 1965; Dimensioni antropologiche della morte. Saggio sulle ultime realtà cristiane, Roma 1969; Questioni attuali di cristologia, Roma 1973; Gesù di Nazaret Signore e Cristo. Saggio di cristologia sistematica, 3 voll., Roma 1982-1986; Gesù di Nazaret. Presenza – memoria – attesa, Brescia 1988; La cristologia nell’orizzonte dello Spirito, Brescia 1995.
Nicola Ciola, sacerdote diocesano, è professore ordinario di teologia trinitaria alla Facoltà di teologia della Pontificia Università Lateranense, di cui è attualmente vice-decano. Ha pubblicato: Paradosso e mistero in Henri de Lubac, Roma 1980; Studio bibliografico sulla cristologia in Italia, Roma 1984; Il dibattito ecclesiologico in Italia. Uno studio bibliografico, Roma 1986; Introduzione alla cristologia, Brescia 1986, 21991; La crisi del teocentrismo trinitario nel novecento teologico, Roma 1993; Credo la vita nel mondo che verrà. Il cristiano e la vita eterna, Cinisello Balsamo 1995; Teologia trinitaria. Storia – metodo – prospettive, Bologna 1996, 22000. Ha inoltre curato: Temi di pastorale e catechesi, Roma 1984; La parrocchia in una ecclesiologia di comunione, Bologna 1995; La Dei verbum trent'anni dopo. Miscellanea in onore di Padre Umberto Betti, Roma-Casale Monferrato 1995; Servire Ecclesiae. Miscellanea in onore di Mons. Pino Scabini, Bologna 1998.
Nata come disciplina teologica nella tradizione soltanto alla fine del XVIII secolo e in un contesto politico-religioso confuso, la teologia pastorale è stata troppo spesso considerata come una tecnica di adattamento della verità dogmatica o morale alle condizioni socio-culturali.