Età di lettura: da 6 anni.
Età di lettura: da 5 anni.
Questo studio propone di avanzare un’ipotesi capace di spiegare le ragioni dell’originalità del Quarto Vangelo, individuando le fonti a cui l’Evangelista attinge, le linee guida che segue, i destinatari dell’opera e, infine, l’intento che ne ha motivato la composizione; esso mostra la plausibilità che il filo rosso seguito da Giovanni lungo tutto il Vangelo sia la sequenza di Genesi 1-4, ipotesi suggerita da numerose "coincidenze", e rileva inoltre come Giovanni sembri avere un’ulteriore guida e fonte d’ispirazione nei commenti di Filone di Alessandria ai capitoli 1-4 della Genesi, nel quadro di un progetto orientato al desiderio di evangelizzare i giudei di Alessandria.
Sembrerebbe inopportuno, in questo terzo millennio segnato dalla cibernetica e dall’informatica, proporre all’Africa subsahariana di ritrovare il cammino della nuova evangelizzazione a partire dalla catechesi narrativa; e invece no, perché l’Africa nera, civiltà dell’oralità, ha bisogno di un modello di catechesi che risponda alle esigenze della sua cultura e della sua storia. Tornare a raccontare la Parola di Dio significa tenere conto dell’intreccio tra la tradizione giudaico-cristiana, la cultura negro-africana e l’esperienza vissuta, assumendo come stile della nuova evangelizzazione lo "stile narrativo". Occorre dunque dire Dio e annunciare in profondità la Buona Notizia del Regno rivitalizzando i criteri della narratività - evocabilità e performatività, comunicabilità, argomentazione e simbolo - affinché il narratore della Parola di Dio non sia più un individuo isolato, ma una comunità di narratori: la Chiesa. Attraverso questa esperienza si intende proporre alle guide delle parrocchie dell’Africa di fare della catechesi una narrazione in cui la vita quotidiana risplende e trova orientamento grazie alla Parola di Dio raccontata, alla parola ancestrale evocata e all’analisi del vissuto sociale proiettata verso un futuro migliore, favorendo la maturazione della fede di una comunità cristiana.
Ma davvero le fiabe scritte centinaia o migliaia di anni fa hanno qualcosa da dire alla coppia in quest'epoca di dissoluzione delle certezze e delle relazioni? La sfida è quella di dimostrarlo. Questo libro prende spunto da tre fiabe classiche per parlare di coppia alle coppie e a tutti quelli che si interessano di relazioni d'amore. Incastonati in ogni racconto ci sono infatti suggerimenti, ammonimenti, perle di saggezza. Il testo delle fiabe - riportato integralmente - è intervallato da alcuni spunti di analisi scritti con caratteri diversi, così si potrà leggere a piacimento tutto di seguito come scritto, o solamente la fiaba, o solo l'analisi. La propensione a cogliere nelle fiabe in particolare le dinamiche di coppia viene dall'esperienza più che ventennale dell'autore come consulente di coppia, o "consolatore di coppia" come ama definirsi. Un libro che va dritto al cuore della relazione d'amore, con le sue tensioni e le suealtissime aspirazioni.
Un politico con le "carte in regola" ucciso oltre 40 anni fa. Piersanti Mattarella presidente della Regione Siciliana, fratello dell’attuale Presidente della Repubblica, venne freddato la mattina del 6 gennaio del 1980 a Palermo mentre con la famiglia stava andando a messa. La sua storia e il suo impegno sono ancora poco noti in un tempo in cui risalta la dimensione politica della corruzione e dell’accomodamento. Ombre rimangono ancora persino sul suo omicidio per il quale sono stati condannati come mandanti esponenti della cupola di Cosa nostra ma non gli esecutori materiali. Un delitto che insieme al sequestro Moro, ha cambiato la storia d’Italia, una testimonianza che riavvicina al percorso di rinnovamento per cui vale sempre, vale ancora, impegnarsi per il bene comune. Età di lettura: da 10 anni.
L’accoglienza: una forma di carità e una via di prima evangelizzazione; un atteggiamento costante del cristiano e un servizio da realizzare nella comunità cristiana, in parrocchia, in un gruppo di preghiera. Per crescere nella capacità di accogliere occorre maturare il senso della cura per l’altro, sviluppare qualità umane e spirituali e disposizioni interiori ed esteriori che questo libro individua con grande chiarezza. Il testo è arricchito dai numerosi riferimenti alla Parola di Dio e da spunti pratici e suggerimenti concreti, suffragati dalla grande esperienza di vita comunitaria e di responsabilità pastorale che caratterizza i due Autori.
Secundum Calendarium Romanum Generale
Pro Anno Liturgico 2026-2027
Ordo latino secondo il calendario liturgico romano per l’anno 2026-2027.
Un libro spezzato in due, come il suo titolo e la sua partitura, per delineare la separatezza tra i tempi del vivere e del contemporaneo. Questo è La Linea spezzata di Fabrizio Lombardo. E spezzata in due appare anche l'unica poesia possibile oggi, come il suo linguaggio. Da un lato gli anni settanta e ottanta, nel ricordo di un bambino, poi di un ragazzo, cresciuto osservando la lotta operaia e il conflitto di classe, attraverso la ribellione artistica del punk; dall'altro la vita adulta nella genitorialità del nuovo millennio, nell'amore della vita coniugale, e il lavoro di una professione qualificata con il salto, e il rientro, all'interno di una dimensione dell'abitare opposta alla prima: una zona solo borghese, e solo apparentemente borghese. Nel ridisegnare una impossibile memoria intergenerazionale, questo libro - affatto scontato sulla scena contemporanea - rimarca la scissione e l'unione salda tra esperienza individuale e storia collettiva, in un viaggio che corrode e divarica in due l'Italia: l'epoca appena successiva all'utopia del Sessantotto e il senso imprendibile del presente. Una prima parte, come storia primitiva, racconta la vera e propria linea spezzata (nel richiamo al terrorismo di prima linea) ed è a sua volta concepita in capitoli, dove la vicenda privata si fonde con il paesaggio politico e culturale degli anni settanta, fino a confluire in Ionio, sezione stratificata in cui il lutto per la morte del padre, e il legame con la Calabria, si sovrappongono in un movimento temporale fluido. Una seconda vicenda, Strategie di fuga, rallenta l'andatura del racconto catturando ritratti brevi, testi pensati come fotografie in bianco e nero con volti, luoghi, istantanee che lo sguardo coglie passando in auto, accanto a figure celebri di poeti e di scrittori quali frammenti di una geografia emotiva e culturale. Con lo sfondo in movimento e stasi dell'amore. Ed è questo Atlante dei giorni a far emergere un «noi» generazionale, mai dichiarato ma profondamente presente, pagine come un'eco condivisa. Un libro duplice e reversibile, nello sforzo più alto di una voce già distinta e distinguibile come quella di Lombardo. Ma un libro mai doppio, che apre a una visione potente del contemporaneo, attraverso il racconto di un lento e silenzioso crollo della società e della cultura occidentale, della poesia come strumento di descrizione del mondo. E che si muove tra narrazione, fotografia, riflessione, con l'ambizione di restituire la complessità del tempo vissuto. Pur sempre immaginato.
In un tempo in cui il "per sempre" sembra fuori moda e le relazioni appaiono fragili, questo libro o re uno sguardo nuovo e coraggioso sullamore che dura. Con chiarezza e profondità, lautrice guida il lettore in un percorso di consapevolezza, aiutandolo a ritrovare equilibrio tra autonomia e intimità, libertà e presenza. Come scrive Derio Olivero nella prefazione: «Oggi il "per sempre" fa paura. Un tempo la durata era un valore; oggi sembra quasi un disvalore. Viviamo in una società che esalta l individuo e toglie respiro alle relazioni». Accanto alla ri essione teorica, il libro propone attività di confronto, esercizi di dialogo e percorsi pratici per recuperare e ra orzare la vita di coppia, rendendo il cambiamento possibile e concreto. La forza di questo libro? Ci restituisce il coraggio di credere che amare "per sempre" non solo è possibile, ma è ancora necessario.
Mentre il primo tomo del volume "Mistero ed ermeneutica" trattava di mito, simbolo e culto, tre forme attraverso le quali l’uomo si apre al mistero della Realtà, il secondo tomo è dedicato alla fede, all’ermeneutica e alla parola come espressione di questa apertura. La prima sezione si articola intorno alla fede, alla sua natura, e cerca di rompere la monopolizzazione della fede ad opera di una certa sua interpretazione ristretta. Solo il carattere simbolico delle parole e il loro uso in senso mitico può vincere la tendenza della nostra ragione ad arrogarsi il monopolio sul significato delle parole. La seconda sezione cerca di applicare l’ermeneutica ad alcuni dei problemi presenti nell’odierno incontro tra religioni e nel confronto tra le varie visioni del mondo. Lo sforzo qui è di integrare le interpretazioni, dettate dalla situazione contemporanea, della cosiddetta teologia fondamentale. Da questa prospettiva ermeneutica viene esaminato un esempio fornito principalmente dalla religione cristiana. L’ultimo capitolo analizza un aspetto importante di ogni religione, che sembra essere stato spesso indebitamente trascurato. La secolarizzazione e la religione trovano certamente un punto di incontro nel sottolineare l’importanza non solo della liberazione, ma della libertà. La terza sezione è composta da quattro testi che affrontano il tema del rapporto tra Uomo, Realtà e Parola, ciascuno da una particolare prospettiva.
Quella della frontiera adriatica è una storia di ferite non rimarginate. E il sangue negli ultimi anni è stato la ragione, quando non il pretesto, per fare della memoria della violenza un’arma politica e, sempre più spesso, ha trasformato il dibattito istituzionale in dolorosa mistificazione. A partire da questa lacerazione Gianni Cuperlo ha scelto finalmente di attraversare una storia che è sua da tanti punti di vista: di triestino, italiano, antifascista, comunista. Le pagine che ne sono emerse sono trasparenti e irradianti come cristallo: capaci di tenere insieme l’esperienza personale e un’attenta bibliografia. Così la frontiera ferita non è solo quella che attraversa il confine tra italiani e slavi, ma è il margine della stessa coscienza europea, segnata da una serie di conflitti che hanno permesso di costruire una democrazia internazionalista oggi chiaramente in crisi, ma che sta a noi continuare a immaginare.