"Sono un figlio di Sant'Agostino, agostiniano. Con voi sono cristiano e per voi vescovo", ha affermato Papa Leone XIV nel discorso pronunciato la sera dell'8 maggio 2025, dalla loggia della basilica vaticana in occasione della sua prima benedizione Urbi et Orbi a coronamento dell'elezione a 267° successore di Pietro citando una frase del grande filosofo e Dottore della Chiesa. Anche nell'omelia di intronizzazione di domenica 18 maggio il nuovo pontefice ha esposto più volte alcuni pensieri di sant'Agostino. Don Marcello Stanzione - sacerdote, autore, con oltre 200 libri pubblicati a carattere religioso e tradotti anche all'estero - presenta la vita di Santa Monica e quella del figlio Sant'Agostino. Conoscendo a fondo la vita di entrambi e il pensiero filosofico e teologico di Agostino si potrà comprendere meglio l'impostazione dottrinale e morale che regge il pontificato di Papa Leone XIV. Completano il libro le preghiere e le Novene ai due Santi.
Con Ignazio, verso la Maggior Gloria di Dio - Maestro Ignazio, sono pronto ad allenarmi duramente al vostro fianco! E per mostrargli la sua buona volontà, il giovane Rodrigo esegue una figura complicata con la spada. - Impressionante! Ma guarda un po', anche se abito in una grotta, non sono un drago! Le armi qui non ti serviranno. - Mio zio mi ha detto che mi farai fare degli esercizi, ribatte lo scudiero. - Sì, giusto, ma esercizi... spirituali! - Ehm... Che cosa intendi con «esercizi spirituali»? - Gli esercizi spirituali ti aiuteranno a trovare la volontà di Dio nella tua vita. - Molto bene, sono pronto, dice Rodrigo riponendo la sua spada. Un libro di spiritualità adatto ai bambini per far scoprire loro, con sant'Ignazio di Loyola, la bontà di Dio, il profondo desiderio del proprio cuore e l'importanza del discernimento.
Il carisma della consolazione: nell'espressione sta la teologia dei doni dello Spirito Santo, del Discorso della Montagna, dei "luoghi" della consolazione stessa, cioè dei Sacramenti della Chiesa cattolica, della psicologia e della sociologia, della spiritualità e della mistica. Dio consola, Gesù consola, la Chiesa consola, il cristiano consola e chiede di essere consolato.
Scrive molto bene in queste pagine il nostro confratello padre Richard presentando Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo alla luce del fondamento biblico della sua "piccola via", un aspetto cruciale per definire questa sua intuizione che la rende "apripista" per molti che anelano a imboccare la strada della pace e della gioia per giungere al Sole della vita. Amica e compagna, esperta di deserti e di pozzi, che nella Parola di Dio ha trovato e compreso sé stessa, la sua vocazione, il suo presente, la storia, la Chiesa, il destino del mondo. Si lasciò trovare, incontrare, lavorare dalla Parola, e divenne "parola" per altri, per tutti, mano tesa e amorevole per tanti che cercano di decifrare il proprio vissuto interiore. Dalla prefazione di padre Miguel di Maria Márquez Calle & madre Maria Costanza dell'Eucaristia.
Belli, amorevoli, simpatici, buffi, generosi, permalosi, orgogliosi, mai violenti gratuitamente e capaci di amore incondizionato, gli animali sono i nostri fratelli. Non abbiamo una lingua comune ma con loro, se vogliamo, possiamo comunicare con un linguaggio che potremmo definire preverbale. Però non li trattiamo come dovremmo: usurpiamo il loro habitat, li cacciamo senza un vero motivo, li facciamo esibire in manifestazioni ormai grottesche, li rinchiudiamo in lager per poi cibarcene senza criterio. Ma la cosa più grave è che non li consideriamo più dei soggetti, ma quasi degli oggetti. In questo libro Luca Sommi fa un viaggio sentimentale e culturale nel rapporto tra noi e loro mettendo insieme tanti appunti per un nuovo manifesto in difesa del mondo animale. Perché gli animali sanno perfettamente cosa siano il dolore, la paura, l’abbandono, la solitudine, la sofferenza e l’amore. Sono capaci di essere tristi e felici, esattamente come noi. Con quale diritto consideriamo il loro dolore meno importante del nostro? Chi ci ha dato questa autorità? Per questo, e per altri mille motivi, è giunto il momento di cambiare radicalmente il nostro rapporto con loro.
Nominare Dio è un'operazione impossibile, se non viene da Lui. Insistere è idolatrico. Una teologia autentica non può che essere kerygmatica. Ma ciò che la fede crede non rimane semplicemente accostato a ciò che la ragione sa, perché ciò che la fede biblica confessa come vero a proposito di "Dio" porta in sé una consistenza dell'umano riconoscibile all'intelligenza. È proprio il dispositivo di rivelazione che la Scrittura mette in opera a conferire all'esperienza umana una rilevanza teologica; si potrebbe dire anche "escatologica", in ragione della sua implicazione nell'iniziativa dell'assoluto di "Dio". La novità graziosa che Dio è per l'uomo non si consegna a lui al di fuori e a prescindere dall'autoconsegna dell'uomo istituito come altro da Dio. Completa il fascicolo una corposa presentazione dei principali orientamenti nel dibattito recente della teologia francese. Guido Benzi - Dinamismo, figura e teologia biblica in Paul Beauchamp Roberto Vignolo - La Bibbia come «racconto totale» Benoît Bourgine - Teologia biblica come teologia della Bibbia Giovanni Trabucco - Il "velo" del Libro. Antropologia biblica e autonominazione di Dio Vincent Holzer -La teologia nello spazio pubblico a prezzo di una deteologizzazione? Teologico-politico, teologia "confessionale" e istanza apofatica
Tra le diverse forme di disagio sociale che si impongono all’attenzione dei media e del novero degli specialisti, va assumendo fisionomie del tutto specifiche quella inerente alle persone di vita consacrata, all’interno di una continua riconfigurazione del rapporto religione-società differenziata. Emersa come tipologia specifica di disagio e rubricata all’interno del burnout delle professioni di cura, la condizione di disagio delle persone di vita consacrata si situa all’interfaccia di dimensioni socio-strutturali sempre più improbabili, riguardanti la messa in latenza della funzione sociale della religione e il concomitante aumento di responsabilità e di difficoltà a carico di persone spesso isolate, anziane e operanti in contesti sociali ostili. La crisi della partecipazione alla vita della Chiesa da parte dei laici ha come contraltare un diffuso malessere dei preti, oberati di incarichi e con uno status sociale in caduta – che un tempo era invece un riferimento socio-culturale. Si configura a carico del sacerdote una situazione di “estremo psicologico” che chiama in causa diversi fattori, non ultimo la mutazione del rapporto tra trascendenza e società complessa. In tal senso il disagio nella condizione presbiterale diviene un indicatore complesso, non solo del distanziamento della società dai valori di ordine comunitario tipici del dettato evangelico, ma soprattutto da condizioni di condivisione e di corrispondenza tra tempi sociali e tempi psichici. Allora, la sofferenza di oggi nel vissuto di molti consacrati si sviluppa nella situazione di comunità sfilacciate ispirate a valori diversi da quelli evangelici e socialmente impegnate nel conseguimento di obiettivi dettati da quell’individualismo possessivo che limita la religione negli ambiti ristretti della tradizionalizzazione, museificazione e culturalizzazione. La perdita di uno status riconosciuto e una formazione al futuro Ministero ricevuta come se il prete vivesse “sotto assedio” fanno il resto. In queste pagine non si propone una lettura religiosamente orientata del disagio delle persone di vita consacrata, ma una sua valutazione in ordine a problematiche generali riguardanti il rapporto tra religiosità e società complessa e alla possibilità stessa di garantire espressione a dinamiche relazionali non rigida- mente determinate da criteri utilitaristici. Lo strumentario utilizzato nell’analisi sociale si ispira alla teoria dei sistemi sociali di Niklas Luhmann.
Una Milano, con i suoi condomini giganteschi, le piazzette, certi grovigli di vicoli, che è insieme ritratto della metropoli in un preciso momento storico e simbolo della babele d'ogni tempo. Su questo sfondo si muove il protagonista di "Un amore": un uomo inconsapevole di aver atteso troppo, che è rimasto nell'intimo un giovane e crede che il sentimento possa compiere miracoli. E così il professionista maturo si innamora perdutamente di una donna giovanissima, ma già carica della cinica spregiudicatezza e della stanchezza morale di un'epoca. Unico romanzo erotico di Buzzati, "Un amore" sorprese al suo primo apparire i lettori abituati alle consuete tematiche dello scrittore. Eppure anche queste pagine apparentemente "diverse" continuano l'indagine nelle inquietudini dell'uomo contemporaneo - e dell'uomo tout-court - esplorando la dimensione del sentimento e descrivendo la parabola di un amore vero, di esemplare limpidezza, destinato a smarrirsi nella menzogna come in un labirinto.
Introduzione diAldo Cazzullo. Nel maggio 1891 Leone XIII dà alle stampe un’enciclica destinata a cambiare il mondo: la Rerum Novarum. Contro un modello basato sullo sfruttamento dei lavoratori e sull’arricchimento di pochi ai danni di molti, il Papa ribadiva la centralità della dignità umana e la necessità della solidarietà, facendo interloquire il Cristianesimo con le nuove sfide sociali ed economiche. Centoventiquattro anni più tardi, nel maggio 2025, Robert Francis Prevost è stato eletto Papa e ha scelto di chiamarsi Leone. Una scelta, come mostra Aldo Cazzullo nella sua illuminante introduzione, tutt’altro che casuale. Come Leone XIII si era trovato ad affrontare i problemi legati alla rivoluzione industriale, così Leone XIV si trova ad affrontare quelli causati dalla rivoluzione digitale, a partire dai pericoli provocati dall’intelligenza artificiale, che rischia di proiettarci in un mondo post-umano, in cui molti mestieri saranno obsoleti e il ragionamento e il sapere diventeranno monopolio delle macchine. Mentre, ieri come oggi, sempre più persone vivono al di sotto della soglia di povertà e le ricchezze si accentrano in poche mani. Papa Prevost ha scelto così di ripartire dal nome Leone, dalle parole del suo predecessore, dalle riflessioni, più attuali che mai, della Rerum Novarum.