Nato in un clima di evangelizzazione, il testo Sulle testimonianze rese dal Corano a Maria Vergine (1845) tardivamente attribuito a Rosmini e pubblicato in raccolta solo nel 1884, qui per la prima volta presentato a sé, mostra un volto inedito del pensatore considerato una delle voci più autorevoli del pensiero cattolico liberale dell'Ottocento. Persino ardita sembra la sua scelta di riportare e commentare passi della Sura dove è attestato il culto di Maria, anche solo perché, accostandovisi da studioso, è precursore di un'attenzione positiva verso l'Islam e il Corano all'epoca solo accennata. Di più, quasi per eterogenesi dei fini, queste pagine, pur avendo un chiaro intento missionario e di conversione che trova espressione anche in stilemi anti-islamici della cultura del tempo, inaspettatamente dimostrano la possibilità di una apertura al dialogo cristiano-islamico, proprio a appartare dalla ricerca storico-filologica di quelle verità della fede cattolica nascoste fra le pieghe di un credo - non un'eresia - diverso e come tale riconosciuto.
Alex ha un sogno nel cassetto: diventare il direttore di un giornale. C'è solo qualche piccolo intoppo da risolvere... I soldi, per esempio. La paghetta settimanale basterà a finanziare il suo ambizioso progetto? Difficile. E i giornalisti? Dove li trova dei giornalisti disposti a collaborare con lui? Senza contare che non ha la minima idea di come si scriva un articolo... Età di lettura: da 9 anni.
Il "Pasquino" del presente pamphlet è un impiegato della Presidenza del Consiglio dei ministri che racconta il cambio di governo tra Berlusconi e Monti e segue via via, con i colleghi, i passi del nuovo esecutivo. Da ottimista e, dovremmo dire, vitalista, "Pasquino" diviene sempre più preoccupato per la piega che prendono gli eventi a livello di scelte economiche e di ricaduta sul lavoro e la vita della gente. Da sostenitore d'ufficio di un governo di 'professori' si trasforma in prudente e poi deciso critico, solidale con chi smaschera decisioni che gravano sulla condizione dei più deboli. Il tutto si svolge nella chiacchiera e nello scherzo con i colleghi, ma con uno sguardo attento al Paese e a chi, in esso, si mostra più cosciente. Ciò che viene preso in considerazione è l'operato economico del governo con le conseguenze macroscopiche a livello sociale per varie categorie di cittadini. Altre tematiche non sono trattate da "Pasquino". Questa cronaca, anche divertita, vista tramite impiegati del Palazzo, non termina in un'atmosfera da funerale. La lettura di un altro volumetto, citato alla fine del presente pamphlet, e che è circolato tra gli impiegati dell'ufficio di Presidenza, fa vedere come quanto accade non sia necessariamente senza uscita.
Nei rapporti tra potere politico, economico e finanziario e mondo giornalistico italiano esiste una prassi di lungo periodo, declinata dal fascismo in forme mai viste prima ma non pienamente rimossa neanche dalla transizione alla democrazia repubblicana. Si tratta di una delle conseguenze della particolare connotazione storico-politica di un paese come il nostro, nel quale una ristretta oligarchia ha guidato tutti i passaggi decisivi della vita economica e politica e ha riprodotto un modello spiccatamente gerarchico nella distribuzione della ricchezza e del potere, anche a livello di influenza sui canali di informazione. A questa condizione ha fatto non di rado da corrispettivo la malcelata aspirazione di vari celebrati rappresentanti del mondo giornalistico italiano di entrare a far parte di quella stessa ristretta oligarchia, in una logica di non alterazione - e anzi spesso di salvaguardia dei rapporti di potere. Mauro Forno prende in esame gli ultimi centocinquant'anni di storia italiana e analizza le maggiori questioni che hanno attraversato il giornalismo italiano: i periodici d'informazione, confessionali e di partito, le strutture governative di controllo, il sindacato di categoria, la propaganda di guerra e l'esperienza fascista, l'istituzione dell'albo, le leggi repubblicane sulla stampa e l'editoria, fino all'avvento della televisione e del giornalismo online.
Quella sarebbe stata una giornata come tutte le altre per Alexandre Dumas, se non fosse stato per una bizzarra vecchia che gli aveva proposto di leggergli gli astri per l'anno successivo, il 1844. Dopo i primi convenevoli, infatti, si era accorto che l'indovina non aveva alcuna intenzione di parlargli dell'oroscopo, ma che aveva una storia da raccontare, la propria. Per una volta sarebbe stato lui lo spettatore. Tutto aveva avuto inizio a Modigliana, in Romagna, dove la madre della chiromante, Vincenza, l'aveva data alla luce e l'aveva chiamata Maria Stella. In breve, però, Vincenza si era accorta che l'accenno di chioma scarlatta e i piccoli occhi di cielo della neonata non potevano venire né da lei né da Lorenzo, suo marito, entrambi neri come la pece. Quella non era sua figlia. Ma quando aveva provato a parlare dei suoi sospetti, nessuno le aveva creduto, e Vincenza si era vista costretta a frugare in lungo e in largo la casa, e a chiedere ai vicini; era arrivata addirittura a interrogare il signor Conte. La scoperta sull'origine della bambina era stata sconcertante, ma Vincenza si era confidata solo con la piccola Maria Stella che, dopo tanti anni, aveva deciso di mettere Dumas, il grande scrittore, a parte di quello scandalo che avrebbe potuto minare dalle fondamenta l'intero regno di Francia. Quella era stata una strana giornata per Alexandre Dumas e la storia che aveva udito sarebbe diventata fonte di ispirazione per uno dei suoi capolavori.
Il libretto presenta testi per una "novena" in preparazione alla festa di san Domenico Savio. Per ogni giorno, il sussidio propone: un breve brano tratto dalla Bibbia, un episodio della vita di san Domenico Savio, alcuni spunti per la riflessione, una preghiera finale.
Sia nella liturgia che nell’intimità della vita personale e familiare la “festa” per il popolo d’Israele rappresenta la memoria continua dell’Alleanza con Dio. Quattro sono i momenti di passaggio nella vita di ogni ebreo: la circoncisione, otto giorni dopo la nascita; il bar mitzvà, al compimento del tredicesimo anno di vita, nel momento in cui un ragazzo diviene adulto dal punto di vista religioso; il matrimonio, momento in cui i coniugi si apprestano a formare una nuova famiglia; la morte in cui ci si prepara a raggiungere la Luce di Dio nel Gan Eden. L’autrice, personalità di spicco della comunità israelitica in Italia, ha arricchito ogni argomento di racconti, curiosità e aneddoti, rendendo il libro semplice e immediato, adatto a chiunque voglia conoscere più da vicino questa cultura affascinante.
Schemi di lezioni per una scuola di preghiera. In una delle scene piu solenni e commoventi della Bibbia, Davide, gia avanti negli anni, fissa nella persona del figlio Salomone la successione al trono. La cerimonia di successione termina con un'immensa offerta di ricchezza per la costruzione del futuro tempio del Signore (cfr. 1Cr 28-29). Di fronte a tutto il popolo, Davide dice: Per l'amore che ho per la casa del mio Dio, quanto possiedo in oro e argento lo offro per il suo tempio" Subito dopo invita il popolo ad offrire anch'esso per lo stesso fine. Tutti rispondono con pari generosita: "Signore nostro Dio, io, con cuore retto, ti ho offerto spontaneamente tutto questo". Nella preghiera di Davide troviamo sintetizzata la preghiera di offerta. Di offerte e sacrifici nell'Antico Testamento se ne facevano tanti, per i motivi piu vari: lodare, ringraziare, riparare, impetrare grazie... "