Dopo il suo incontro con Teresa di Gesù, Edith Stein, giovane studiosa, dotata nell'introspezione e nell'analisi degli stati d'animo, comprese che il "Castello interiore" della Madre degli spirituali, se era inscritto nell'anima di tutti, e perciò anche nella sua anima di ebrea, fenomenologa e poi cristiana, possedeva alcune caratteristiche peculiari. Di rilievo è soprattutto la modalità dell'ingresso: la grande carmelitana spagnola vi entrò attraverso la porta della preghiera, la grande carmelitana tedesca attraverso la porta della conoscenza di sé e del rapporto con gli altri.
A Chesterton Shakespeare piaceva da matti: ne traeva insegnamento per la sua vita interiore e al tempo stesso autentico piacere e godimento, non solo per gli straordinari concetti da lui espressi, per la profondità dei suoi drammi, per la complessità delle psicologie dei personaggi, ma anche per l’originalità di talune immagini visive, per la creatività nell’uso del linguaggio, per il semplice suono di certi suoi versi, per la straordinaria capacità di raccontare l’uomo all’uomo senza infingimenti. Nel presente volume sono raccolti – grazie a Valentina Vetri, docente di Cultura e Civiltà inglese presso l’Università CIELS di Bologna – proprio gli scritti in cui Chesterton spiega e interpreta meglio alcune delle opere di Shakespeare più note, in modo che siano perfettamente comprensibili a tutti, dandone letture tanto semplici quanto originali e profonde, che ci spingeranno con rinnovato gusto sulle pagine del “grande Bardo”.
Oltre a mostrarne l'importanza per le società e le culture, gli studi novecenteschi sull'archivio ci hanno insegnato a riconoscere i suoi profondi legami con la memoria e l'organizzazione umana. Del resto, l'archivio è in costante trasformazione essendo altrettanto legato alle dinamiche del web e alle risorse offerte dalle nuove tecnologie. Che cosa comporta l'influenza di questi fattori? In quali ambiti della realtà sociale e della cultura contemporanea l'archivio ha acquisito importanza e in quali ne potrà avere con le sue prossime trasformazioni? Come sarà l'archivio di domani? I saggi raccolti in questo volume offrono più risposte, attraverso l'elaborazione di due prospettive critiche: la prima dedicata alla condizione attuale dell'archivio, la seconda ad alcune sue applicazioni nella realtà sociale, con particolare attenzione per il ruolo della tecnologia. Saggi di: Maurizio Ferraris, Camilla Domenella, Riccardo Fedriga e Margherita Mattioni, Mariella Guercio, Tiziana Andina, Elisabetta Pallottino, Davide Dal Sasso, Alberto Salarelli, Gianmaria Ajani, Cristina Baldacci, Alessandra Donati, Elisabetta Modena e Marco Scotti, Carla Subrizi. Prefazione di Carlo Birrozzi.
Pur avendo compiuto settant'anni, la televisione è ancora al centro del sistema mediale e le sue caratteristiche continuano a cambiare, tanto che il broadcasting, un flusso vincolato al palinsesto, si sta trasformando in streamcasting, ibridando l'offerta lineare dei canali con quella delle piattaforme. In questa edizione completamente rivista e aggiornata, il volume raccoglie i contributi degli studiosi più autorevoli nell'ambito dei Media studies e di professionisti di primissimo piano che operano nelle imprese mediali, per illustrare a chiunque vi sia interessato per studio, lavoro o curiosità i meccanismi di funzionamento del mezzo: dai modelli di produzione alle strategie di programmazione, dal marketing editoriale e commerciale alla promozione on air e on line, dalle analisi qualitative ai sistemi di misurazione della total audience. Un quadro esaustivo che fa del libro il manuale più completo sull'industria della TV e dello streaming.
L'articolo 8, comma 3° della Costituzione italiana è stato attuato per la prima volta nel 1984 con la sottoscrizione dell'intesa tra lo Stato e le Chiese rappresentate dalla Tavola valdese, grazie al ruolo della Chiesa valdese e di quella metodista per l'affermazione della libertà religiosa e per il riconoscimento dell'autonomia e dell'indipendenza degli ordinamenti confessionali nei loro rapporti con lo Stato. Per la definizione dell'istituto dell'intesa fu fondamentale il giurista Giorgio Peyrot, il cui contributo prese le mosse dall'esperienza del diritto interno della Chiesa valdese per proiettarsi poi in quella del pluralismo religioso e nell'attuazione dei principi costituzionali connessi. L'impianto di base dell'intesa costituì in seguito lo schema della successiva normativa bilaterale tra lo Stato e le altre confessioni religiose di minoranza. Interprete di un diritto ecclesiastico portatore di istanze geneticamente differenti rispetto a quelle contemplate fino ad allora, il pensiero di Peyrot si inserisce nel più ampio tema del modello di relazione tra Stato e confessioni religiose. Il volume ricostruisce e analizza le trattative che hanno condotto al testo del 1984 offrendo al lettore gli strumenti per comprendere le ragioni profonde di questioni relative alla libertà religiosa ancora aperte.
Perché ci appassionano tanto i reality show? Cosa ci attira nell’ascoltare le storie di cronaca nera? Com’è possibile che le teorie cospiratorie e le fake news abbiano tanto seguito? E come tutto questo ha cambiato il nostro senso della realtà? Attraverso quattro esempi - la televisione dei reality, il true crime, i documentari cospirazionisti e i video creati dall’intelligenza artificiale - questo libro offre una riflessione critica e politica su come i concetti di realtà e verità siano oggi messi continuamente alla prova. Ogni giorno, sui social e nei media tradizionali, verità alternative ma verosimili mettono in discussione alcuni dei capisaldi del pensiero occidentale (primo fra tutti il principio di non contraddizione), alimentando così una cultura che non sa più distinguere tra ciò che è reale e ciò che è messo in scena, o inventato, virtuale o finzionale. Che si tratti delle vicende di una coppia vip raccontate come una serie tv, o di un omicidio reale raccontato come un noir, o di video virali creati dalla IA, siamo colpiti dal loro contenuto "interessante", senza interrogarci sulla loro corrispondenza al reale. E così l’intelligenza artificiale non fa che metterci di fronte a un’abitudine all’irrealtà cui ci siamo narcotizzati da tempo. Attraversando la cultura pop contemporanea (film, serie, podcast, contenuti virali) e le lezioni di Roland Barthes, Jean Baudrillard, Umberto Eco, questo libro denuncia la perdita del senso della realtà a cui sembriamo condannati, e prova a offrire gli strumenti per tornare coi piedi per terra, prima che sia troppo tardi.
Solo pochi anni fa, nessuno avrebbe potuto immaginare che ci saremmo ritrovati all’improvviso in un clima di guerra. Politici, intellettuali e giornalisti fanno a gara per trovare argomenti a favore del riarmo e per convincerci che dobbiamo riscoprire il nostro ‘spirito bellico’. In un mondo in cui il motto più ripetuto è «si vis pacem, para bellum» è diventato allora particolarmente urgente domandarsi se si possa pensare la pace a partire dalla pace e non dalla guerra. È possibile solo se mettiamo la pace al principio e non alla fine, così da impedire di giustificare in suo nome atti e comportamenti che la rendono sempre più precaria, se non addirittura irraggiungibile. Occorre ragionare sui mali del mondo, e sulla guerra in particolare, cambiando il nostro punto di vista e muovendo da un presupposto diverso rispetto a quello che ci vuole nemici gli uni degli altri. Perché è la guerra a essere l’interruzione della pace, e non viceversa. E perché non è affatto vero che la guerra appartenga alla ‘natura’ degli esseri umani. Occorre quindi contrastare la ‘narrazione’ che relega la pace nell’‘utopia’ o nell’‘ideale’. Non c’è nulla di naturale nella guerra, e nemmeno nella pace. Ci sono solo le scelte che vengono compiute dai governanti e da chi li sostiene.
Un romanzo fiume autobiografico diventa metafora universale: la vita come guerra e malattia, i libri e la fantasia come consolazione. Il grande male, capolavoro del maestro francese del fumetto David B., è il racconto di una dolorosa vicenda personale, narrata senza reticenze: la vita di David e della sua famiglia con un fratello, Jean-Christophe, colpito fin da bambino da una grave forma di epilessia. Testimone dei violenti attacchi della malattia, e dei vani tentativi dei genitori di trovare una cura, l'autore amplia la prospettiva dalla cronaca familiare alla Storia con la maiuscola. A David B. la vita appare come guerra e mistero incomprensibile: i libri e i sogni sono l'unica via di fuga dai traumi che segnano le nostre esistenze.
«Che cosa possiamo imparare da una dottrina sociale della Chiesa cattolica?» si domanda Robert Francis Prevost - l'attuale Papa Leone XIV - introducendo questo saggio del suo amico e fratello agostiniano John J. Lydon McHugh. Due nordamericani missionari in Perù ci riconsegnano dalle periferie del mondo un modo di avvicinare i problemi che può cambiare la percezione delle sfide cui è esposta la nostra umanità. Creare coscienza morale, sviluppare il senso critico, onorare la libertà: una via di ricerca e di azione che riaccende l'entusiasmo e unisce le generazioni.