Il libro si propone di aiutare a capire quale sia la nostra vera identità, grazie all’uso intelligente e profondo dell’immaginazione che permette di sperimentare il potere spirituale della mente attraverso l’accettazione incondizionata dell’inevitabile, la scoperta dell’oblio come essenza del perdono e il senso della felicità, che sta nel non trattenerla per sé ma donarla. Passando dalla psicoanalisi alla neurologia, dalla fisica all’ecologia, dalla mistica alla letteratura, dall’ipnosi alle parabole, ecc., sempre mossi dal desiderio di vivere grazie all’immaginazione la presenza del divino in noi, verifichiamo concretamente che l’intero universo è dentro di noi e che ognuno di noi è insieme sia amore che consapevolezza in gioiosa relazione con gli altri.
Cosa significa aiutare davvero? In un mondo in cui l’impegno sociale è spesso guidato da buone intenzioni ma povero di strumenti critici, Markus Fellinger sfida le nostre certezze sull’aiutare e sul fare volontariato. L’autore combina esperienza sul campo e riflessione teologica per smascherare i rischi nascosti di una assistenza mal gestita: la creazione di dipendenze, gli squilibri di potere, il burnout di chi aiuta. «L’aiuto non è sempre una vera assistenza»: questa provocazione attraversa tutto il libro, che analizza con lucidità i meccanismi psicologici e relazionali che si attivano quando decidiamo di "fare del bene". C’è infatti una inevitabile tensione tra il sostegno disinteressato agli altri e la ricerca, inconscia o meno, di prestigio e potere. Partendo dalla parabola del buon Samaritano, considerata il prototipo di un aiuto ben riuscito, Fellinger elabora dieci criteri concreti per un volontariato efficace che rispetti la dignità di chi riceve aiuto senza consumare chi lo offre. Arricchito da testimonianze provenienti dal mondo carcerario e da riflessioni poetiche sui volti incontrati, questo libro è una solida guida per operatori sociali, volontari e responsabili di comunità che vogliono trasformare l’impulso solidale in azione trasformativa. Non più "carità" vecchio stampo, i cui meccanismi nascosti esprimono paternalismo, ma relazioni autentiche, che liberano e costruiscono comunità. Perché "aiutare" è un processo relazionale altamente complesso.
C'erano pastori, e c'erano i loro cani. Quel rapporto di simbiosi era la condizione stessa per l'esistenza di quel mondo, ne era stato il presupposto indispensabile; l'uomo e il cane Si erano uniti in quel sodalizio nella notte dei tempi e solo grazie ad esso si era sviluppato l'allevamento ovino, che per le popolazioni di quei luoghi aveva rappresentato, per secoli, l'unico sostegno contro fame e povertà.
Rinascere, accompagnare e farsi accompagnare sono tre attitudini vitali che non si improvvisano, ma si apprendono. Ogni apprendimento autentico richiede però un cammino, ed è proprio questo il cuore di questo volume: un percorso alla luce della Pedagogia di Emmaus per scoprire i movimenti fondamentali dell’arte del rinascere e dell’accompagnamento. Perché proprio Emmaus? La narrazione evangelica dei discepoli di Emmaus, più che una semplice pagina biblica, si rivela oggi come una profonda pedagogia dell’umano. Delinea un vero e proprio itinerario di andata e ritorno: uscita da sé e dalla comunità, e ritorno in sé e in comunità completamente trasformati. Questo percorso rappresenta un modello di crescita personale e comunitaria e alterna l’attenzione tra i discepoli e il forestiero (chi educa e chi viene educato) evidenziando le rispettive specificità in funzione delle sue finalità, sintetizzabili nelle seguenti domande: quali sono gli elementi costitutivi di una rinascita integrale? Come accompagnare altri verso una trasformazione radicale della propria esistenza? Come farsi accompagnare per generare consapevolezza, discernimento e ricomposizione interiore?
Il Vangelo e gli Atti degli Apostoli possono essere una guida per riconoscere vizi e virtù nel governare? I personaggi di potere di oggi ricordano quelli incontrati da Gesù? Si possono ricavare lezioni di politica dal Nuovo Testamento? Sono le domande da cui parte questa riflessione sorprendente e attuale sulle dinamiche di potere così come vengono raccontate nella seconda parte della Bibbia. L’autore mostra come i libri neotestamentari possono essere letti anche come un manuale sulle spietate regole del potere umano e sui valori che dovrebbero guidare l’impegno politico. Un viaggio affascinante alla scoperta del lato oscuro di figure come Erode, Pilato e Caifa, ma anche sugli errori che si possono commettere quando si critica il potere, nonché sulla rivoluzione innescata da Gesù. Egli, con un cambio di prospettiva sull’arte di governare, alla "poltrona- preferì la croce, nella logica capovolta di quel Dio inafferrabile che «ha rovesciato i potenti dai troni e ha innalzato gli umili».
Ascoltare Gemma che "si racconta" ma solo davanti a Gesù, alla Vergine Madre Addolorata Maria, agli angeli e ai santi, come san Gabriele dell’Addolorata, sue guide fraterne celesti, ascoltarla narrarsi a chi la guidava nelle vie dello spirito, insieme a pochissimi altri interlocutori, potrà farcela sentire davvero sorella d’anima, nei pur brevi anni della sua corsa terrena; potrà essere per tutti noi conforto e stimolo a vivere il Vangelo della Croce con la fiducia dei figli di Dio, nella gioia e nella sofferenza, nella lotta, nell’abbandono confidente, nella speranza "che non delude-, per essere noi pure "luce nel Signore" in ogni nostra giornata.
Dio riveste Adamo ed Eva dopo il peccato con tuniche di pelli. Gesù viene spogliato sulla croce dalla sua tunica di lino. Una "vestizione" e una "spogliazione" aprono e chiudono il percorso della storia della salvezza biblica. Anne Lécu, che con la vergogna, la spogliazione e le ferite di corpi e spiriti ha a che fare quotidianamente con il suo lavoro di medico e consacrata nelle carceri, ci invita a compiere con lei un cammino straordinario, alla ricerca del "senso dell’abito" lungo la storia biblica. Ne viene, come lei stessa dice, una «ricerca in forma di inchiesta... a un tempo seria e allegra, perché è come un vagabondaggio nel paese delle tuniche, quelle di pelle e quelle di lino, dunque una ricerca molto tattile, dove si incontrano dei tessuti ma anche dei pudori, la nudità, la vergogna, la pelle dell’uomo e i vestiti che la ricoprono. Lettore, non essere sorpreso per il vagabondaggio di queste pagine. Lasciando in ogni posto un sassolino bianco, alla fine ritroveremo il cammino fatto». Un cammino, che è quello di Dio stesso, «tanto appassionato di noi che... davanti a lui siamo tutti innocenti».
Il testo, rimasto anonimo fino al 1946 - anno in cui Romana Guarnieri ne identificò l'autrice nella beghina Margherita Porete - è vicino, per tensione spirituale, al pensiero del coevo Meister Eckhart, all'origine della mistica speculativa. Introdotto da tre saggi sugli aspetti storici, estetico-letterari e filosofico-teologici, il testo consiglia a coloro che già hanno messo in pratica i precetti evangelici di limitarsi a praticare soltanto quello dell'amore, diventando in tal modo pienamente liberi (ma non libertini!) e sperimentando la perfetta gioia dello spirito che nasce dalla sequela amorosa del Signore. Questa tesi, in sé perfettamente ortodossa, venne fraintesa e portò la sua autrice al rogo. La versione italiana è accompagnata, a fronte, dal testo medio francese (Quattrocento).
Estate 1920. Quando Nancy Parker trova il suo primo lavoro come cameriera presso la giovane e affascinante Mrs Bryce, non realizza esattamente il suo sogno. Lei vorrebbe risolvere misteri! Ma ben presto scopre che i misteri l’aspettano proprio dietro la porta di casa. Chi è il responsabile dei furti che mettono in allarme gli abitanti di Seabourne? Qual è l’oscuro segreto della cuoca? E, cosa più inquietante di tutte, Mrs Bryce è coinvolta in un omicidio? Come in ogni giallo che si rispetti, nulla è come sembra. Una detective story per ragazzi, ambientata negli anni d’oro del giallo con i tipici ingredienti dei romanzi di Agatha Christie. Età di lettura: da 10 anni.
Andrea ha sedici anni e con la sua classe si sta preparando per un viaggio ad Auschwitz in occasione della Giornata della Memoria. A scuola l'insegnante invita i ragazzi a una ricerca sulla storia della loro città durante la seconda guerra mondiale. Andrea si trova così a intervistare un'anziana parente in qualità di testimone. Ma durante il colloquio, la donna lascia cadere una frase ambigua sul passato del bisnonno Sergio, morto ormai da qualche anno, al quale Andrea era molto legato. Il bisnonno non è stato un partigiano, come lui aveva ingenuamente pensato, anzi! La sua stessa ricchezza sembra avere avuto un'origine oscura. Incalzata dalle domande di Andrea, l'anziana signora diventa evasiva e si rifiuta di dire altro. Ma un tarlo si è ormai insinuato nella mente di Andrea. Con l'aiuto di Barbara, un'amica conosciuta in biblioteca, comincia a indagare per proprio conto no a compiere una drammatica scoperta che rischia di mandare in pezzi la sua vita. Una parola gli martellava nelle tempie: colpevole, colpevole, colpevole…
Cosa faresti se ti dicessero che il bimbo che porti in grembo potrebbe non sopravvivere dopo la nascita e che, se dovesse sopravvivere, lo attenderebbero interventi, cure invasive, difficoltà di crescita, impossibilità di vivere una vita come quella di tutti gli altri bambini? E come reagiresti se ti dicessero che puoi terminare tutto prima della nascita, evitare sofferenze alla tua famiglia ma rinunciando a mettere al mondo la tua creatura speciale? Queste sono solo alcune delle situazioni che Maria Di Marco, con suo marito Nunzio, si è trovata ad affrontare dopo aver scoperto di essere incinta del secondo figlio, un bambino con una malformazione cardiaca congenita gravissima. Quella raccontata da Maria è una storia di difficoltà e sofferenza, visite e ospedali, certo, ma anche di gioia, amore — tantissimo, per i figli, per il marito, per la famiglia, per la vita —, speranza, accoglienza, resilienza, coraggio, gratitudine, generosità, fede. Fede in un Dio che ci è accanto anche quando ci sembra di essere soli, che non previene il male ma ci dà sempre la forza e gli strumenti per affrontarlo, che ci apre il cuore alla gioia nelle piccole cose e alla generosità nei momenti più bui, un Dio con cui puoi anche arrabbiarti e litigare, perché ti riaccoglierà sempre fra le sue braccia come un amico.