Nel '500 la discussione sul Purgatorio ha opposto in dura polemica la Chiesa di Roma ai seguaci della Riforma protestante. Ma è sin dal 1100 che si afferma la credenza di un luogo intermedio dell'aldilà: un evento che va oltre la storia della religione e della spiritualità, e che Le Goff ricollega alle nuove strutture sociali e politiche del feudalesimo, e alle conquiste economiche, agricole e mercantili del secolo. Una nuova visione del mondo chiede che il peccato non decida tragicamente il destino dell'anima umana, che possa darsi una possibilità di redenzione. In una società profondamente impregnata di religione, osserva Le Goff, cambiare la geografia dell'aldilà significa operare una vera rivoluzione mentale, vuol dire cambiare la vita.
Un libro con cui Bruno Maggioni, autore di un gran numero di libri dedicati all’esegesi biblica (attualmente disponibili sul mercato sono circa 40 titoli), scrive di un tema a lui caro e a cui ha sempre dedicato grande attenzione: la missionarietà.
Collaborando con Luigina Barella giornalista di Mondo e Missione, questo piccolo libro è un po’ la “summa” della riflessione di Maggioni sul tema della missione.
L’opera si articola principalmente in due parti: una serie di riflessioni bibliche sul senso e l’urgenza oggi della “missio ad gentes”e alcune interviste prese sul campo di Luigina Barella a figure emblematiche di missionari.
La capacità e l'esercizio di ascolto della parola poetica è anche un presupposto per ascoltare la parola di Dio, "alla quale l'uomo si abbandona in umile prontezza, affinché essa gli apra l'udito dello spirito e gli penetri nel cuore". In effetti, Rahner, interrogandosi su come sia possibile per l'uomo d'oggi trovare accesso alla fede cristiana, scopre che una poesia di Baudelaire o un romanzo di Graham Greene possono suscitare nel lettore una personale esperienza religiosa. Tra teologia e arte della parola Rahner, infatti, scopre un'affinità intrinseca. L'essere umano è stato creato e salvato dal Verbo fatto carne, e la letteratura, per il solo fatto di esprimere la realtà umana, dice dunque il mistero di Cristo e l'esperienza che l'uomo ne fa, perfino quando la ignora o la rifiuta.
L’autore propone una breve sintesi delle verità più importanti e oggigiorno più discusse della teologia cattolica. Si tratta di un vademecum, un’esplorazione discreta e ordinata utile soprattutto ai catechisti, perché adempiano meglio il loro servizio nella Chiesa. Mentre si parla delle metodologie di trasmissione della fede, occorre non perdere di vista il problema dei contenuti, da tenere continuamente aggiornati nel tempo. Prima di imparare a dire bene le cose è dunque necessario avere idee chiare su ciò che si vuole trasmettere agli altri.
Sommario
Presentazione. 1. Gesù Cristo centro del messaggio cristiano. 2. Gesù ci ha raccontato Dio. 3. Il peccato dell’uomo. 4. La Chiesa di Gesù. 5. «Senza di me non potete far nulla». 6. Luci nuove sulle ultime realtà. 7. La dottrina sociale della Chiesa.
Note sull'autore
Giordano Frosini ha pubblicato presso le EDB diversi volumi nei quali la teologia è ripensata con un impianto sistematico, ma con linguaggio e con sensibilità che la comunicano come spiritualità per il credente: Aspettando l’aurora. Saggio di escatologia cristiana (1994, 31996); Una Chiesa possibile (1995, 22004); La Trinità mistero primordiale (2000); i volumi dedicati a Dio Padre (Incontro al Padre. Una Teo-logia per tutti, 1998, 21999), a Gesù Figlio («Chi dite che io sia?». Una cristologia per tutti, 1997), allo Spirito Santo (Lo Spirito che dà la vita. Una sintesi di pneumatologia, 1997, 21998); Teologia oggi. Una sintesi completa e aggiornata (1996, 21997); Spiritualità e teologia (2000); Desiderio di infinito. Il cristianesimo e le aspirazioni dell’uomo (2001); La risurrezione inizio del mondo nuovo (2002); Il ritorno della speranza. Una nuova teologia, una nuova spiritualità (2005); Teresa di Lisieux e l’Aldilà (2006). Alcune sue opere sono state tradotte in albanese, portoghese, spagnolo e polacco. Collabora a quotidiani, periodici e riviste scientifiche.
«Il senso del libro è semplice da dire. Le donne e gli uomini che ci hanno lavorato e lo firmano, si sono ritrovati più volte, liberamente, per parlare di sé e del mondo nel loro linguaggio abituale ma senza escludere “Dio”, come parola e come pensiero. Perché lo hanno fatto, con quali scopi? Non trovo una risposta semplice, da mettere qui, bisogna cercarla nel libro. Il punto sul quale ci siamo trovati d’accordo (anch’io che scrivo ero una di loro), dal primo momento, è quello che ho detto: ci andava bene parlare di quello che ci capitava di essere, vivere, pensare, e di quello che succedeva tra noi, con parole di un vocabolario dove c’era anche la parola “Dio”, e con pensieri che non lo escludevano». (dalla Presentazione del libro di Luisa Muraro) Gli autori: Marco Cazzaniga, Gabriella Cimarosto, Elsa Confortin, Luisella Conti, Livio Dal Corso, Manuela Dal Soldà, Fabia Di Stasio, Gianni Ferronato, Luisa Muraro, Adriana Sbrogiò, Tilde Silvestri, Rosetta Stella, Gelindo Tonon, Marisa Trevisan, Carla Turola, Natalina Zanatta
Il libro cerca di mettere dialogicamente a confronto le due parti dell'unica e duplice Bibbia cristiana dal punto di vista della teologia della creazione.
Gödel fornisce, in questo piccolo scritto, una dimostrazione logica dell'esistenza di Dio: impresa che oggi potrà anche sembrare anacronistica, ma che si situa nella scia di una tradizione millenaria. La dimostrazione fu concepita nel 1941, rimaneggiata nel 1954, e perfezionata nel 1970. Nel febbraio dello stesso anno Gödel mostrò la versione definitiva al logico Dana Scott, e nell'agosto dichiarò all'economista Oskar Morgenstern di esserne soddisfatto, ma di non volerla pubblicare: non intendeva rivelare i suoi interessi teologici; la dimostrazione gli interessava solo da un punto di vista logico.
Il filosofo Carl Friedrich von Weizsäcker afferma: «Non credere a qualcosa che hai compreso prima di essere riuscito a dirla con parole semplici, tali che chiunque possa comprenderla». Questo principio guida l'«introduzione», anzi il «seducente invito» a filosofare, a cui mira l'Autore in questo libro: l'avventura del pensare in prima persona assomiglia molto al travaglio che si prova quando si è colpiti dal dardo di Eros. I temi proposti per co-riflettere con altri pensatori e per pensare-oltre sono: Come si entra nella filosofia?; Ragione e fede: avversarie o alleate?; Sulla verità; L'arte del comprendere; Che cosa dobbiamo fare?; L'enigma dell'essere un io; La speranza può avere delle ragioni? Ciò che distingue questa introduzione sono la chiarezza del dettato e l'attenzione prestata all'interesse di teologi/teologhe.
Il "desiderio di Dio" è indubbiamente uno dei temi più classici della storia del cristianesimo e, forse, di ogni autentica esperienza religiosa. Eppure appare oggi come un tema piuttosto trascurato. Forse perché di Dio, in generale, si parla poco, ma forse anche perché molti - intimoriti più che istruiti da elementari nozioni di psicologia - si sentono in imbarazzo di fronte a una riflessione sul proprio desiderio, tanto più se accostato al nome di Dio. Si deve, però, riconoscere che le esperienze cristiane più significative e le pagine cristiane più profonde - in ogni epoca - hanno trovato proprio nel tema del desiderio di Dio la loro origine e il loro fine. È per questo che il Centro Studi di Spiritualità della Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale, ha dedicato al tema una settimana residenziale di studio nel luglio 2005 a Marola (RE) e ora ne raccoglie in un volume gli atti. Bravi maestri hanno aiutato a ripercorre la questione e comprenderla illustrandone il contesto filosofico-culturale nella contemporaneità (Antonio Margaritti), ritrovandone le radici bibliche (Patrizio Rota Scalabrini), approfondendone la comprensione teologica (Alberto Cozzi) e rileggendone alcune esemplari esperienze di santi (Ezio Luca Bolis).
Quest'opera di Dobschütz rappresenta un lavoro importante per quanto riguarda le raffigurazioni di Cristo e i significati profondi che si nascondono dietro di esse nel corso dei secoli. Partendo dalle immagini degli dèi greci "non fatte da mano umana", ma cadute miracolosamente dal cielo, l'autore spiega come attributi di statue e dipinti di divinità pagane, primo fra tutti il potere di proteggere la città che li possiede, si trasferiscano in epoca cristiana alle icone di Cristo, di Maria e dei santi. Dobschütz descrive nei minimi dettagli, servendosi di numerose testimonianze, le leggende legate alle più famose immagini sacre, da quella dell'antica città di Camuliana al famoso panno di lino in cui Gesù lasciò l'impronta del proprio volto per donarlo ad Abgar, sovrano di Edessa. Le varie leggende, tra cui quella della Veronica, s'intrecciano e si sovrappongono, creandone a loro volta di nuove. Un classico che spazia dall'archeologia alla storia del culto, dall'agiografia all'arte, dalla storia del teatro alla teologia. Lo scopo principale di questo studio di religione è l'analisi della "psicologia religiosa del popolo" che si esprime molto meglio nella leggenda che negli atti di un concilio o in opere di teologia.