Che cosa significa davvero dire che "Dio è amore"? È solo un’espressione devota, o la rivelazione più profonda sull’essere stesso di Dio e sul destino dell’uomo? In questo volume, Renzo Lavatori conduce il lettore dentro il cuore del mistero cristiano: il Dio uno e trino, pienezza dell’amore, sorgente unica da cui sgorga ogni forma autentica di amore sulla terra. Non si tratta di un sentimento generico né di un ideale morale, ma della realtà viva di Dio stesso, che è comunione eterna tra Padre, Figlio e Spirito Santo. Solo alla luce della Trinità l’amore non è solitudine, bisogno o possesso, ma dono reciproco, relazione, vita che si comunica. Partendo dalla Scrittura, dal Catechismo della Chiesa Cattolica e dalla grande tradizione teologica e spirituale, l’Autore mostra come tutto nasca da qui: la creazione, la redenzione, la misericordia, la vocazione dell’uomo ad amare e a lasciarsi amare. Senza questo riferimento al Dio trinitario, l’amore umano si svuota, si deforma, diventa ricerca di sé; unito alla sua sorgente divina, invece, si purifica, si risana e trova la sua pienezza. Non si tratta dunque di una semplice esposizione dottrinale: se Dio è veramente amore, allora l’uomo trova la sua verità solo entrando in questo movimento eterno di comunione.
Roma cambia volto quando la si guarda dall'alto. 1 rumori si attenuano, le strade diventano disegni, le cupole emergono tra i tetti, i monumenti più celebri dialogano con scorci inattesi. È una città familiare e sorprendente insieme, capace di rivelarsi diversa a chi la visita per la prima volta e a chi crede di conoscerla da sempre.
Questa guida nasce per accompagnare il lettore in quel momento speciale in cui la vista si apre e Roma torna a meravigliare. In questa sesta edizione sono raccolte 55 terrazze: indirizzi diversi per atmosfera, proposta e occasione d'uso, dalle tavole più ricercate ai rooftop bar, dagli aperitivi al tramonto alle colazioni all'aperto, fino ai luoghi perfetti per una cena da ricordare.
Non un semplice elenco di panorami, ma un invito a scegliere il proprio modo di vivere la città: con un calice in mano, davanti a un piatto ben fatto, in una pausa di quiete sopra il ritmo urbano o in una serata speciale sospesa tra cielo e storia.
Pensata per i turisti e per i romani, la guida offre schede in italiano e in inglese, immagini, informazioni utili e una mappa accessibile tramite QR code per orientarsi tra gli indirizzi e trovare il prossimo affaccio sulla Capitale.
Perché a Roma basta salire di qualche piano per scoprire che la bellezza può ancora sorprenderci.
Rome changes appearance when seen from above.
The noise fades, the streets become patterns, the domes rise among the rooftops, and the most famous monuments enter into dialogue with unexpected views. It is a city both familiar and surprising, capable of revealing itself differently to those who visit it for the first time and to those who believe they have always known it.
This guide was created to accompany the reader in that special moment when the view opens up and Rome becomes a source of wonder again. In this sixth edition, 55 terraces are brought together: addresses that differ in atmosphere, offering, and occasion, from the most refined dining tables to rooftop bars, from sunset aperitifs to open air breakfasts, and up to places that are perfect for a memorable dinner.
Not a simple list of panoramas, but an invitation to choose your own way of experiencing the city: with a glass in hand, in front of a well prepared dish, in a quiet pause above the urban rhythm, or during a special evening suspended between sky and history.
Designed for tourists and for Romans, the guide offers entries in Italian and English, images, useful information, and a map accessible via QR code to help navigate the addresses and find the next view over the Capital.
Because in Rome it is enough to go up a few floors to discover that beauty can still surprise us.
La teologia del XX secolo in ottanta testi tanto essenziali quanto chiarificatori: da Barth a Bultmann, da Bonhoeffer a Tillich, da Cullmann a de Lubac, da Congar a Daniélou, da Guardini a Rahner, da Metz a Gutiérrez, da Boff a Panikkar, da Küng a Moltmann, da Ratzinger a Kasper...
Fornire un aiuto per leggere attraverso e al di là di alcuni personaggi e vicende bibliche, di fronte ai quali l’autore si è posto da “credente”, interpretandoli cioè “come se” fossero letteralmente reali. Nascono così queste pagine: non spunti per meditazioni devote ma tentativi ispirati di comprensione della vita quotidiana e delle situazioni umane che, nella loro concretezza, conducono ciascuno a interrogarsi sulla qualità del rapporto con gli altri uomini, con la creazione intera, con il Creatore.
Paolo De Benedetti, docente di Giudaismo alla Facoltà teologica dell’ Italia settentrionale di Milano e all’Istituto di Scienze religiose dell’Università di Urbino, ha pubblicato presso le nostre edizioni “E l’asina disse...”. L’uomo e gli animali secondo la sapienza di Israele.
Calendario da muro cm 30 x 42
Qual è la natura della potestà ecclesiastica? L'origine della potestà di governo è sacramentale o piuttosto extra-sacramentale? Quale posto compete ai laici nel governo della Chiesa? Queste sono alcune delle questioni controverse sottese al can. 129 CIC. Un'impostazione ermeneutica che, appellandosi alla legittimità delle varie teorie canonistiche, assuma tale dibattito come principale se non unico criterio interpretativo del can. 129, rischia di far precipitare l'oggetto dell'analisi giuridica in un baratro nichilista. Il presente studio, invece, cerca di dare delle risposte, tentando di fare un passo in avanti verso l'obiectum giuridico proprio del can. 129, sulla base di un'attenta analisi della sua lunga storia redazionale; di una rigorosa interpretazione letterale; di una indispensabile interpretazione sistematica (in relazione soprattutto con i cann. 274 §l e 1421 §2); dell'importante legislazione successiva al Codice del 1983; nonché del criterio della tradizione canonica e della più ampia tradizione ecclesiale in senso teologico, tenendo nella debita considerazione anche la storia del primo millennio, notevole contributo per una ponderata valutazione interpretativa del can. 129 e della sua ratio.
Calendario da muro cm 21 x 29,5; con preghiera all'Angelo custode e a san Michele Arcangelo
Per trent'anni in Occidente ci siamo raccontati una storia rassicurante: la storia era finita. Dopo la caduta del Muro di Berlino, il futuro sembrava una strada in discesa verso democrazia, benessere e diritti per tutti. Bastava aspettare, aggiustare qualche dettaglio, correggere qualche ingiustizia, e il mondo intero ci avrebbe seguito. Poi la realtà si è fatta sentire: attentati, crisi economiche, pandemia, nuove guerre feroci, catastrofi ambientali, ondate d'odio. La parte maggioritaria del mondo ci ha detto, molto chiaramente, che quel sogno era solo nostro, la storia non era affatto finita, avevamo solo smesso di guardarla. Davanti a questa disillusione abbiamo scelto la rimozione. Invece di elaborare il lutto per un futuro che non potrà mai avvenire, oggi ci aggrappiamo alla normalità. Alla domanda «come stiamo?» ripetiamo automaticamente «va tutto bene», ma non è così. La politica si è ridotta ad amministrazione di emergenze, gestione del presente, manutenzione di algoritmi. Al posto delle visioni insegue i sondaggi, ossessionata dai dati in tempo reale. Il linguaggio politico - incapace di elaborare il trauma della fine delle certezze - si è ridotto a puro fatto tecnico. In queste pagine originali e acute, Gabriele Segre analizza il fallimento della politica senza cedere al catastrofismo. Non si tratta di piangere il mondo che avevamo immaginato e che non si realizzerà, ma di accettare che abitiamo un luogo scomodo, nel quale volenti o nolenti dovremo restare. Se la storia è ricominciata, non possiamo più chiederci «quando torneremo alla normalità», ma «come faremo ad abitare un tempo che non promette certezze». È questo il compito della politica: recuperare la capacità di sentire, desiderare insieme, dare speranza, che è poi l'unico modo onesto di rispondere alla domanda più semplice e più spaventosa: «Come stai?».
Il cinichilismo è un termine inventato per indicare un atteggiamento diffuso nella società contemporanea in cui la perdita dei valori (nichilismo) si combina con un adattamento pragmatico e disincantato a questa perdita (cinismo). Si può dire che il cinichilismo è la situazione in cui si sa che molti valori tradizionali (verità, giustizia, ideali) sono stati svuotati o messi in dubbio, ma invece di reagire o cercare nuovi fondamenti, ci si adatta consapevolmente e cinicamente, continuando a vivere puntando solo a ciò che funziona. Questo atteggiamento si traduce in una postura culturale e politica sempre più diffusa e pericolosa che attraversa l’intera piramide sociale: dai vertici del potere politico ed economico al mondo tecnologico, fino alle giovani generazioni che crescono in un contesto privo di riferimenti stabili. Il libro propone un percorso di analisi attraverso alcuni dei nodi più critici del nostro tempo mostrando come molte dimensioni della nostra epoca sembrino essere state progressivamente contaminate da questo "morbo" culturale, le cui conseguenze sono stata intuite e denunciate da una delle voci più autorevoli e illuminate del nostro tempo, Papa Francesco.
La liturgia può essere riconosciuta come via adeguata ed efficace di esperienza e di conoscenza di Dio? A partire da questa domanda, il volume propone una ricerca che, integrando prospettiva fenomenologico-trascendentale e teologia, indaga le condizioni di possibilità dell’esperienza del sacro e della liturgia, acclarando, nello stesso tempo, come il rito – fondamentale sia per la dimensione del sacro sia per l’esperienza liturgica – manifesti un radicamento profondo nella struttura “trascendentale” del soggetto, e come sia strutturale anche nei processi conoscitivi in generale. Tutto ciò ha una ricaduta epistemologica non marginale: in virtù del suo radicamento liturgico, la teologia – che è riflessione dalla e sulla esperienza religiosa (sempre rituale) – non può più apparire come secondaria né derivata; essa, pur restando una disciplina peculiare, indaga il reale e il suo senso, alle stesse condizioni di ogni altro campo conoscitivo.
Il Calendario Liturgico 2027 per il Rito Romano è il sussidio tascabile essenziale per vivere l'anno pastorale in costante comunione con la Parola di Dio. Curato da Editrice Shalom, offre a sacerdoti, religiosi e fedeli laici una guida quotidiana accurata per la preparazione della Santa Messa e per la preghiera personale. Questo calendario liturgico tascabile è strutturato per accompagnare la preghiera della comunità ecclesiale e del singolo fedele lungo l'intero anno salvifico. L'opera ha inizio con la prima domenica di Avvento (29 novembre 2026) e si conclude in corrispondenza dell'ultima domenica dell'anno liturgico, la solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo (21 novembre 2027). Per l'anno 2027, il Lezionario segue il ciclo dell'Anno B per le domeniche e le solennità, e l'Anno I (anno dispari) per il ciclo feriale quotidiano.