Le riflessioni proposte in questo libro rispondono in fondo a una sola domanda: «Cosa ne abbiamo fatto, cosa ne stiamo facendo dei nostri giorni?». Non delle giornate ideali, quelle di cui ci ricordiamo la data anche una vita dopo; le giornate del quotidiano, quelle uguali, segnate dall'alzarsi e dal coricarsi, dal lavoro e dal cibo, da pensieri e parole, incontri e scontri, un po' di quiete, perfino qualche momento di gioco. Mescolando riflessioni ispirate dalla Bibbia a spunti tratti dalla vita quotidiana di un prete metropolitano, don Caldirola ci invita a coltivare la sapienza del cuore, intrisa di stupore e gratitudine verso un Dio che si rivela (anche) nelle piccole cose.
Venti domande radicali sull’accompagnare un malato nell’ultimo tratto e sulla morte: ad esempio, perché nella nostra società facciamo così fatica a parlarne; perché è così di difficile accudire un corpo malato; che senso ha la preghiera; come le grandi religioni descrivono l’Aldilà; che cosa dicono le Sacre Scritture rispetto al senso dell’esistenza; che tipo di parole esprimere quando si sta accanto a un malato, e come rispettare i suoi desideri rispetto alle cure; che cos’è l’Unzione degli infermi… Questo libro, come un compagno di viaggio, offre una mappa di riflessioni inserite in un discorso sostanziale sul senso della vita e sulla fede, con uno sguardo sul tema del bilancio di vita e del perdono, del lascito spirituale e umano.
Dio, quanto lo desideriamo! Lo desideriamo quando, nello stordimento dei sensi che ci impediscono di ascoltare la nostra anima, emerge il grido profondo che ci abita: "Ho bisogno di amare, di essere amato, di esistere!". Questo percorso meditativo sul Padre nostro nasce proprio dalla consapevolezza che quel grido interiore è stato ascoltato, ha ricevuto una risposta, ha ricevuto una indicazione. Da allora (e per sempre) siamo diventati cercatori di Dio. Il Padre nostro è la preghiera cristiana più conosciuta, l'unica consegnataci direttamente dal Rabbi Gesù, che non è venuto per insegnarci preghiere, ma come pregare e chi pregare. Riprendendo, invocazione dopo invocazione, la preghiera del Padre nostro, pregando e meditando le parole del testo, possiamo convertire il nostro cuore al vero volto del Dio di Gesù. Perché noi non crediamo in un Dio, ma nel Dio di Gesù Cristo.
Questo libro, attraverso alcune storie bibliche e pennellate di spiritualità impastata con la nostra umanità, vuole semplicemente farci scrutare e gustare la bellezza della "notte" esistenziale senza fuggire. L’obiettivo è quello di far emergere che la notte, che può essere esistenziale/spirituale, umana/divina, è un "grembo fertile", una nuova occasione, una nuova opportunità, una nuova vita. Tutta la Chiesa nell’Annuncio Pasquale della Veglia canta il farsi di una notte più chiara del giorno: "Di questa notte è stato scritto: la notte splenderà come il giorno, e sarà fonte di luce per la mia delizia".
Viaggio nell’anima di san Francesco d’Assisi. Perché, di fronte alla malattia, alla cecità incalzante e al corpo ormai stremato, Francesco non si lascia abbattere dalla sofferenza? Come arriva a concepire il Cantico delle Creature, una delle poesie più luminose e potenti mai composte per celebrare la bellezza del Creato e la presenza di Dio? Ricco di spunti storici e riflessioni francescane, l’autore conduce il lettore alla scoperta di come Francesco abbia saputo attingere, proprio nella debolezza, alla fonte inesauribile di luce e speranza. Un libro che non parla solo di un santo: un invito a credere che anche nelle nostre prove più dure possa nascere qualcosa di straordinario. Introduzione di fra Carlos A. Trovarelli
All'età di sedici anni, quando un'improvvisa paralisi agli arti inferiori lo costringe a letto senza grandi speranze di guarigione, l'autore vede la sua vita stravolta. Nell'istituto dove è ricoverato, un amico lo introduce alle pratiche dell'occultismo. Per tre anni esplora spiritismo, telepatia, ipnosi, radiestesia, magnetismo e vite passate, che lo portano a vivere nella paura costante. Solo l'incontro con Cristo lo libererà dall'angoscia e lo porterà ad abbandonare quel cammino di tenebre. Attingendo alla propria esperienza e alla propria formazione scientifica, filosofica e teologica, Bernard Bastian racconta la sua esperienza di medico e uomo credente e fornisce criteri di discernimento per riconoscere i pericoli e suggerimenti concreti per liberarsi da circoli viziosi.
Il messaggio di Padre Pio, considerato uno dei più grandi mistici di ogni tempo, è tra i più profondi e radicali di tutta la tradizione religiosa occidentale. Il dolore, la sofferenza, la Croce sono la via privilegiata per giungere all'unione con Dio. Il segreto sta non solo nell'accettarli per amor Suo, ma nel "santificarli", offrendoli quotidianamente come mezzi di espiazione e di corredenzione del mondo intero. Il presente volume contiene una preziosa raccolta di pensieri, riflessioni, risposte, orazioni e confidenze dell'umile frate stigmatizzato, ordinate secondo temi ascetici dottrinali.
Dalla notte dei tempi, poesia e preghiera hanno camminato insieme. Perché la poesia, anche quando non invoca Dio in modo esplicito ma dà voce all'inquietudine della condizione umana, alla confusa bellezza dei sentimenti che ci agita, alle asperità del quotidiano, è ascesi - un esercizio di attenzione al mondo e a ciò che lo trascende. La poesia, quando è davvero poesia, religiosa o meno che sia, ci spinge oltre noi stessi, sull'orlo dell'indicibile, là dove terra e cielo si sfiorano. E, su quel confine vibrante, ricava uno spazio sacro in cui le parole si intrecciano in modo inaspettato, smentiscono le leggi della grammatica, accendono immagini e orizzonti: non servono solo a comunicare, ma ad abitare il Mistero. In questo breviario personale, don Paolo Alliata sceglie le poesie che più parlano al suo cuore e le dispone lungo la giornata secondo le Ore liturgiche per scortarci nella grande avventura di diventare vivi. Dal Notturno - o Mattutino - al Vespro, dalle Lodi alla Compieta, nel meriggiare dell'Ora Media, i versi di Rilke e Pozzi, di Whitman e Turoldo, di Milton e Pessoa ci infondono una grazia potente che ci trasforma tutti - poeti e lettori - in profeti. Perché se la nostra anima, come quella degli angeli, è piena di canto, è solo cantando che possiamo liberare lo Spirito che soffia nel fondo della nostra umanità.
La Lettera di Giacomo, ancora troppo poco conosciuta, è incentrata su un monito vigoroso: se la tua fede si sottrae al compito di salvare questo mondo, si dimostra una fede vuota, disattivata, morta. Collin ci fornisce qui un commentario particolarmente personale e incisivo a quella breve epistola del Nuovo Testamento dal tono vivace e impegnato. L'apprezzato teologo domenicano mostra come, per Giacomo, la fede sia una sorta di leva "fuori dal mondo" che, come il punto d'appoggio chiesto da Archimede, è capace di sollevare il mondo e di smuovere la sua pretesa autosufficienza. Questa è l'attualità stupefacente della Lettera di Giacomo: ci ricorda l'urgenza di destinare la fede a questo mondo - che pure ha dei tratti intollerabili - ma al fine di viverci come in un mondo a venire. Un mondo che ha senso soltanto quando rende l'essere umano sovranamente libero e lo mette al riparo da qualsiasi alienazione.
Qual è la realtà ultima e definitiva al di là di questa vita? Che cosa possiamo aspettarci quando questa nostra esistenza giungerà a termine? Ci sono domande che siamo soliti evitare o ignorare, perché siamo distratti dai tanti impegni quotidiani o semplicemente indifferenti ad esse, convinti che siano solo una fuga e un'alienazione dalla realtà. Víctor Codina trova invece il coraggio di porsi queste domande e prova a darsi delle risposte, cosciente che è solo la speranza escatologica, alla luce della risurrezione di Gesù, che può dare senso e orientamento alla nostra vita quotidiana. Si dischiude di fronte a noi, così, un lungo cammino, che dai maestri del sospetto, passando per le antiche religioni primitive e la fede del popolo d'Israele, arriva fino alla rivelazione di Gesù e alla testimonianza cristiana della chiesa. Un testo per ripensare il paradiso non tanto come luogo quanto come destino, come un compimento che proprio qui, nella nostra vita presente, trova il suo inizio.
Il primo volume della Mistica dell'Amore ha esposto la genesi dell'opera comune di Hans Urs von Balthasar e Adrienne von Speyr e il nucleo bruciante dell'apporto teologico di questa mistica tedesca. Nel secondo volume viene ripreso questo apporto, a partire dal quale si apre un dialogo con grandi autori della tradizione: Origene e Antonio il Grande, Ilario e Agostino, Pietro Lombardo,Tommaso d'Aquino, Giovanni della Croce e Teresa d'Avila, e molti altri. La questione in gioco è quella della mistica, che Adrienne affronta in una maniera totalmente nuova e che formula in una mistologia tanto più oggettiva e affascinante in quanto interamente biblica. Ma come è possibile che posizioni così contrastate possano capitare nella teologia cristiana sebbene gli autori si richiamino tutti al medesimo Dio e alla medesima Rivelazione? L'inchiesta appassionante di questo libro ci fa risalire dalla mistologia alla soteriologia, alla cristologia, alla decisione della missione kenotica del Figlio, alla vita d'Amore di Dio. Finalmente, al mistero del suo Amore assoluto trinitario.
Proclamato “venerabile” dalla Chiesa cattolica, Giuseppe Lazzati (1909-1986) fu una figura importante del movimento cattolico italiano nel Novecento. Dopo l'8 settembre 1943 rifiutò di aderire al fascismo e per questo fu deportato nei lager nazisti. Tornato in Italia, partecipò all'Assemblea Costituente e fu parlamentare fino al 1953. Accademico di rilievo, divenne rettore dell'Università Cattolica di Milano. La sua esperienza umana, politica e religiosa viene ripercorsa – in una conversazione con i curatori – dall'amico e compagno di impegno Giuseppe Dossetti, anch'egli costituente e leader della sinistra democristiana, che li vedeva, a fianco di Giorgio La Pira e Amintore Fanfani, animati da forti ideali etici e spirituali. Dopo la sconfitta nel confronto con la linea degasperiana, Lazzati e Dossetti abbandonarono la politica attiva, ma continuarono a lavorare, nei rispettivi ambiti, per la riforma della Chiesa e per la promozione della cultura e del laicato cattolico, restando sempre coerenti con i valori che li avevano guidati.