Che cosa resta di «genuinamente umano» quando la vita si scopre fragile? E che cosa dice il vangelo a chi attraversa il buio senza vederne l'uscita? Alessandro Deho' raccoglie la domanda lasciata aperta da Gaudium et spes e la attraversa con lo sguardo della contemplazione. Alcune figure evangeliche - Giuseppe, lo sposo di Maria, che deve ridisegnare il dogma per obbedire a un angelo; Maria, la madre, a cui non si chiede altro che un grembo disposto ad accogliere; Marta e Maria di Betania davanti al sepolcro del fratello; il giovane ricco; Pietro che piange - diventano specchi dell'esperienza comune. Fra un capitolo e l'altro ritorna la risurrezione, la luce che rivela il senso di ogni gesto compiuto nel buio. Un libro che non consola: fa compagnia. Perché la fede non dispensa dal buio: casomai insegna ad attraversarlo. E non è la forza che viene benedetta. È la fragilità. «Siamo tutti vasi d'alabastro, la vita ci frantuma, ma il profumo divino che ci abita trasforma il nostro agire in un travaglio».
Quando è lecito ricorrere alla forza? A quali condizioni una guerra può dirsi giustificata, o non-gisutificabile? L'etica della pace è soltanto un'utopia o può orientare concretamente le decisioni politiche? Marco Schrage Comencini offre il primo vero manuale di etica della pace e dei conflitti: una disciplina che il ritorno della guerra in Europa ha riportato al centro del dibattito pubblico. Il volume, pensato per un Master interdisciplinare in Peace and Security Studies, si articola in quattro sezioni: partendo dai fondamenti dell'etica normativa, sviluppa un percorso che intreccia approcci storici e teorici sulla tradizione della guerra giusta e le sue revisioni, fino a una proposta contemporanea di etica della pace; affronta infine alcuni temi concreti, tra cui la legittimità dell'uso della forza, la giustizia nei conflitti armati, la responsabilità morale degli attori politici e l'etica del disarmo. L'edizione italiana, rivista e ampliata dall'autore, integra un capitolo inedito sul magistero di Francesco sulla pace, andando a collocare il pensiero cattolico al centro del dibattito etico-politico internazionale. Apre il volume una prefazione all'edizione italiana di Nello Scavo, giornalista e saggista, inviato diAvvenire in zone di crisi umanitaria e di conflitto armato.
Chi sono io, davvero? La domanda ritorna a ogni svolta dell'esistenza, e oggi trova meno appigli che mai: le identità si sono fatte fragili, la fede non è più ovvia, e nemmeno la parola «cristiano» dice ormai da sé che cosa siamo. Bonhoeffer, dal carcere, la formulava così: «Chi sono? Questo sono o sono quello?» - e rispondeva soltanto all'ultimo verso, rivolgendosi a Dio. Sette volte, nel Vangelo di Giovanni, Gesù risponde parlando di sé: io sono la porta, il buon pastore, la vite, la luce, il pane, la via, la risurrezione. Sette volte riprende, in greco, il nome che Dio aveva pronunciato davanti a Mosè, presso il roveto. Gerhard Gäde attraversa questi detti non da esegeta, ma da guida sapiente di esercizi spirituali. Ne esce una meditazione che chiama in causa Caino e Sartre, la crisi climatica e lo smarrimento della chiesa, tenendo ferma una sola intuizione: nell'«Io sono» di Gesù non si rivela soltanto lui. Viene rivelato chi siamo noi. Un libro da pregare, prima ancora che da leggere. «Io sono» è il nome che Mosè ode davanti al roveto ardente. Nel Vangelo di Giovanni lo pronuncia un uomo. Sette volte.
Età di lettura: da 4 anni.
I misteri della vita di Gesù Cristo hanno ispirato nel corso dei secoli capolavori di arte che rendono presenti gli eventi narrati, ne trasmettono il significato, educano alla fede, evangelizzano con la bellezza. In particolare, la contemplazione della Natività nei capolavori dell'arte pittorica introduce nella comprensione di quel sublime mistero, illuminando la nostra vita di figli di Dio, generati dal grande amore del Padre, per mezzo del Figlio, in virtù dello Spirito Santo. Questo libro è stato redatto a quattro mani: da Arturo Cattaneo per gli aspetti spirituali e da Rodolfo Papa per quelli storico-artistici.
Isoapostole, profetesse, diaconesse. Questi i ritratti delle sante dei primi secoli cristiani, oggi ben poco conosciute. A lungo ammirate per il coraggio nell'affrontare le strazianti torture di un martirio subìto per la fede in Cristo, negli ultimi decenni sono state ridimensionate e da molti dimenticate per le loro vite giudicate leggendarie. Oggi si inizia timidamente a riscoprirle, sovente con intenti femministi che però non rendono pienamente onore alle donne e sante che furono. Le loro storie traboccano effettivamente di eventi e dettagli eccezionali, ma la santità è un'adesione totale a Cristo, in una vita segnata da traversie e prove. Le dodici donne qui presentate sono molto di più di meri modelli di castità e coraggio: furono apostole attive nell'annuncio del Vangelo, donne di alto rango che abbandonarono lussi per una vita di penitenza, diaconesse attive nella Chiesa delle origini e soprattutto coraggiose testimoni che non ebbero timore di rinunciare a promessi sposi, famiglie, status sociale, una vita agiata per aderire totalmente a Cristo. Santa Tecla si autobattezzò nella vasca delle foche che l'avrebbero dovuta uccidere, Santa Maria Egiziaca si esiliò nel deserto per 47 anni dopo essersi convertita sulla porta del Santo Sepolcro, le sante Agata, Lucia, Caterina affrontarono torture con sorprendente dialettica e singolare coraggio, Santa Nino evangelizzò l'intera Georgia con un ardore che stupì i contemporanei. Donne folgorate da Cristo, incarnano storie eccezionali, qui restituite nella loro freschezza attraverso la ricca letteratura che hanno generato e immagini scelte che, tratteggiandone i volti, permettono di incontrarle ancora oggi.
Un racconto nato per condividere gioia che si apre attraverso le immagini, in uno spazio silenzioso di attesa. Poi il sorriso e l'energia di Nathan, bimbo di Nazareth abituato a fermarsi lungo la staccionata che cuce, come un ricamo, la vita della sua giovane famiglia con quella dei vicini, Maria, Giuseppe e il giovane Gesù: è l'invito ad entrare tra le pieghe di una storia, di un legame profondo nel quale il lettore è coinvolto fino a ritrovarsi, alla fine, nel calore dell'abbraccio del Risorto. Un racconto da leggere, gustare e rivivere insieme, genitori e figli, in un tempo in cui fermarsi diventa sempre più il segreto per assaporare il mistero della vita. Età di lettura: da 7 anni.
Età di lettura: da 6 anni.
C’è una vecchia umanità, egoistica, solitaria e dominatrice, come un “corpo diviso”, fatto a pezzi e destinato a morire. È quella del primo “Adamo” che è solo, ha paura, è violento, domina sulla donna. Un’umanità che oggi, con l’intelligenza artificiale, qualcuno potrebbe addirittura potenziare sostituendola e rendendola un involucro vuoto. E c’è un’umanità nuova, “magnifica”, come suggerisce papa Leone XIV nella sua prima enciclica, a cui tutti siamo invitati a tendere e che dobbiamo collaborare a realizzare. Essa racconta un abbraccio di fratellanza e sorellanza oltre i muri etnici, linguistici, politici, economici, culturali. È canto di corrispondenza tra maschile e femminile; è libertà nell’amore e nella relazione: verso gli amici e, ancor più, verso i nemici. Le sette opere di misericordia spirituale, rilette con un linguaggio moderno, tra riferimenti all’attualità e alla Bibbia, sono le tessitrici della sua bellezza, quelle che curano la sua magnificenza.
Età di lettura: da 7 anni.
Un dolce racconto in cui Santa Lucia parla direttamente ai bambini e racconta la sua vita, il suo grande cuore e il suo desiderio di aiutare chi è nel bisogno. Attraverso brevi tappe, i piccoli lettori scopriranno la tradizione di Santa Lucia, il suo asinello e il significato più bello dei suoi doni: la gentilezza, la generosità e l’amore verso gli altri. Una storia semplice e luminosa, pensata per bambini dai 5 anni in su e perfetta da leggere insieme in famiglia durante il periodo dell’Avvento e della festa di Santa Lucia. Alla fine del libro disegni da colorare. Età di lettura: da 5 anni.
San Francesco aveva "posto" la melodia sulla sua ispirata preghiera, espressione del Canto nuovo che tutte le creature inneggiavano insieme ai salvati (cfr Ap 5). I pochi dati che ci vengono trasmessi dalle narrazioni non sono sufficienti a ricostruirne le caratteristiche; poco più fa il testo stesso che con la sua forma così libera a mo’ di salmo biblico ci consegna solo alcune note retoriche e macro-formali che risultano essere forse più svianti che utili indizi. Le domande e i pensieri che abitano la mente di un musicista non si accontentano di gettare la spugna di fronte all’evidente impossibilità di recuperare un canto perduto: scrutano luoghi e tempi e raccolgono quelle misere poche informazioni per poter dar vita a un canto che sia quanto più possibilmente vicino all’intenzione e ai suoni originali. Ci riusciremo?