Sette storie danno voce a uomini e donne ai margini, non come destinatari di aiuto ma come protagonisti dell'evangelizzazione. Le loro vite, talvolta segnate da ferite che non si chiudono, svelano una sapienza che mostra la Buona Notizia e interroga la Chiesa. Raccontano volti diversi della povertà e ne rivelano la complessità. Attraverso racconti intensi e una rilettura teologico-pastorale, il libro esplora il legame tra povertà ed evangelizzazione, restituendone la profondità umana e spirituale e offrendo spunti per il cammino ecclesiale. Un invito a riscoprire che l'essere poveri ci riguarda tutti, e che proprio dagli ultimi può giungere una luce nuova per la fede e la missione. Prefazione di Marcello Semeraro.
Primo di tre volumi che indagano l’intreccio tra la libertà dell’uomo e la sua relazione con Dio, questo libro si affianca alla storia e alle domande di ciascuno di noi, mettendosi alla ricerca di un "colpevole" che sia in grado di rispondere della sofferenza, del male, della fatica dell’esistenza. A partire da testi biblici, che spaziano dal giardino dell’Eden fino a quello della Risurrezione, si ripercorre la parabola dell’esperienza umana nelle figure del fallimento e dell’incompiutezza, in una prospettiva moderna ed esistenziale. Il senso di colpa che attanaglia tutti, credenti o meno, ci pone continuamente nella condizione di coloro che devono "scusarsi" per non aver saputo vivere all’altezza della propria umanità. Questo profondo smarrimento si declina in forme diverse: ci sentiamo soli, inadeguati, cancellati; siamo insofferenti, infedeli, idolatri; ma viviamo anche nel dolore (siamo muti, ciechi, fuggiaschi), e, forse, è proprio Dio l’unico che ci guarda nella certezza che, a volere tutto questo, non siamo stati noi. Attraverso questo sguardo, Dio può e vuole condurci fuori dal senso di colpa, restituendoci la vista, la parola e un sentiero da percorrere insieme.
Di fronte alla fatica quotidiana, che invoca un bisogno di libertà e, insieme, ci impedisce di sentirci fuori dal terribile senso di colpa che spesso ci attanaglia, nelle nostre relazioni umane e anche nel rapporto con Dio, la Scrittura ci offre una via d'uscita unica e rasserenante. Le pagine bibliche, infatti, rovesciano il nostro modo di pensare, chiuso su noi stessi, per aprirci a una nuova prospettiva: non siamo noi al centro della storia — o meglio, lo siamo, ma solo quando ci confrontiamo con l’amore di Dio svelato nello splendore di Cristo e del suo dono. Così ribadisce l’autore di queste pagine: «Di fronte alla bellezza di Cristo non possiamo che smettere di sentirci in colpa, per quello che siamo stati o per quello che non abbiamo saputo essere. Resta solo una voglia — matta e lucida — di voler diventare finalmente noi stessi. Ecco come si supera quel senso di colpa di cui facciamo così fatica a liberarci: con il senso di stupore per quanto Dio ha voluto compiere, donandoci suo Figlio e svelandoci quanto il suo amore possa ammettere sconfitte ma sia incapace di rinunciare a noi». Secondo di tre volumi che mettono a tema la libertà dell’uomo nel suo rapporto con Dio — ma leggibile anche autonomamente dal precedente, Non siamo stati noi — questo libro nasce da predicazioni serali, a contatto diretto con un pubblico di giovani e meno giovani: una lettura biblica originale e moderna, benché rigorosa sia nelle intuizioni sia nella scritttura, personale e curatissima.
Come in ogni giallo che si rispetti, alla domanda: "Chi è il colpevole?- ci si attende una risposta che venga alla luce alla fine del percorso, dell’indagine, della ricerca. Così deve essere anche per questo libro, che conclude una trilogia biblica ricchissima di spunti, profonda, attuale. Paradossalmente, però, qui l’autore non ci consegna un colpevole, spalancandoci invece un orizzonte nuovo con cui leggere la responsabilità di Dio e quella di noi, donne e uomini, credenti o meno, nella storia del mondo. Poiché la nostra vita, se non vuole perdersi nei meandri della disperazione, ha bisogno di prendere sul serio il "caso- della resurrezione di Cristo come possibilità di un nuovo sguardo sull’esistenza e il "caso- della nostra vita fraterna come occasione per realizzare un futuro in cui non è la morte ad avere l’ultima parola. Ci uniamo all’auspicio espresso dal prefatore, fratel MichaelDavide, quando scrive: «L’augurio al lettore è di poter terminare la lettura avvertendo profondamente un senso di leggerezza interiore e il sottile profumo delle cose buone, che ci fanno bene fino a renderci capaci di compiere il bene».
Le riflessioni proposte in questo libro rispondono in fondo a una sola domanda: «Cosa ne abbiamo fatto, cosa ne stiamo facendo dei nostri giorni?». Non delle giornate ideali, quelle di cui ci ricordiamo la data anche una vita dopo; le giornate del quotidiano, quelle uguali, segnate dall'alzarsi e dal coricarsi, dal lavoro e dal cibo, da pensieri e parole, incontri e scontri, un po' di quiete, perfino qualche momento di gioco. Mescolando riflessioni ispirate dalla Bibbia a spunti tratti dalla vita quotidiana di un prete metropolitano, don Caldirola ci invita a coltivare la sapienza del cuore, intrisa di stupore e gratitudine verso un Dio che si rivela (anche) nelle piccole cose.
L’autore guida il lettore in una profonda riflessione sul significato di essere cristiani oggi, rimanendo fedeli al messaggio di Cristo.Frutto e sintesi di numerosi corsi di Esercizi spirituali, conferenze e ritiri tenuti in tutta Italia a persone di ogni età e condizione, questo testo rappresenta un aiuto concreto alla spiritualità cristiana, parlando con profondità a tutti: laici, religiosi, consacrati e a chiunque sia in ricerca.Un invito a recuperare lo spirito originario del cristianesimo, che sa attrarre, ispirare e dare senso all’esistenza, là dove ne sembra smarrito il significato.
Un giorno, Fra Masseo, uno dei primi discepoli di San Francesco, chiese perché tutti volessero seguirlo: "Di’, perché a te tutto il mondo viene dietro e ogni persona pare che desideri di vederti e di udirti e di obbedirti?". Ottocento anni dopo, il fenomeno di san Carlo Acutis solleva la stessa domanda. La risposta semplice è che Carlo, come Francesco, non punta a se stesso, ma a Dio. "Non io, ma Dio", ripeteva. Il segreto dei santi è questo "spogliarsi" per diventare una cosa sola con Dio attraverso Gesù, specialmente nell’Eucarestia e nella carità. Ti invito a leggere questo libro davvero bello, agile e ispirante con il desiderio di essere un santo. È storicamente ben documentato. Teologicamente profondo. Off re a tutti, a qualunque stadio del loro cammino, una roadmap di cinque vie per fare della vita un capolavoro e così arrivare al Cielo sulle orme di Carlo, il primo santo del millennio. Cardinale Robert Sarah
Venti domande radicali sull’accompagnare un malato nell’ultimo tratto e sulla morte: ad esempio, perché nella nostra società facciamo così fatica a parlarne; perché è così di difficile accudire un corpo malato; che senso ha la preghiera; come le grandi religioni descrivono l’Aldilà; che cosa dicono le Sacre Scritture rispetto al senso dell’esistenza; che tipo di parole esprimere quando si sta accanto a un malato, e come rispettare i suoi desideri rispetto alle cure; che cos’è l’Unzione degli infermi… Questo libro, come un compagno di viaggio, offre una mappa di riflessioni inserite in un discorso sostanziale sul senso della vita e sulla fede, con uno sguardo sul tema del bilancio di vita e del perdono, del lascito spirituale e umano.
Dio, quanto lo desideriamo! Lo desideriamo quando, nello stordimento dei sensi che ci impediscono di ascoltare la nostra anima, emerge il grido profondo che ci abita: "Ho bisogno di amare, di essere amato, di esistere!". Questo percorso meditativo sul Padre nostro nasce proprio dalla consapevolezza che quel grido interiore è stato ascoltato, ha ricevuto una risposta, ha ricevuto una indicazione. Da allora (e per sempre) siamo diventati cercatori di Dio. Il Padre nostro è la preghiera cristiana più conosciuta, l'unica consegnataci direttamente dal Rabbi Gesù, che non è venuto per insegnarci preghiere, ma come pregare e chi pregare. Riprendendo, invocazione dopo invocazione, la preghiera del Padre nostro, pregando e meditando le parole del testo, possiamo convertire il nostro cuore al vero volto del Dio di Gesù. Perché noi non crediamo in un Dio, ma nel Dio di Gesù Cristo.
Questo libro, attraverso alcune storie bibliche e pennellate di spiritualità impastata con la nostra umanità, vuole semplicemente farci scrutare e gustare la bellezza della "notte" esistenziale senza fuggire. L’obiettivo è quello di far emergere che la notte, che può essere esistenziale/spirituale, umana/divina, è un "grembo fertile", una nuova occasione, una nuova opportunità, una nuova vita. Tutta la Chiesa nell’Annuncio Pasquale della Veglia canta il farsi di una notte più chiara del giorno: "Di questa notte è stato scritto: la notte splenderà come il giorno, e sarà fonte di luce per la mia delizia".
Il messaggio di Padre Pio, considerato uno dei più grandi mistici di ogni tempo, è tra i più profondi e radicali di tutta la tradizione religiosa occidentale. Il dolore, la sofferenza, la Croce sono la via privilegiata per giungere all'unione con Dio. Il segreto sta non solo nell'accettarli per amor Suo, ma nel "santificarli", offrendoli quotidianamente come mezzi di espiazione e di corredenzione del mondo intero. Il presente volume contiene una preziosa raccolta di pensieri, riflessioni, risposte, orazioni e confidenze dell'umile frate stigmatizzato, ordinate secondo temi ascetici dottrinali.
Viaggio nell’anima di san Francesco d’Assisi. Perché, di fronte alla malattia, alla cecità incalzante e al corpo ormai stremato, Francesco non si lascia abbattere dalla sofferenza? Come arriva a concepire il Cantico delle Creature, una delle poesie più luminose e potenti mai composte per celebrare la bellezza del Creato e la presenza di Dio? Ricco di spunti storici e riflessioni francescane, l’autore conduce il lettore alla scoperta di come Francesco abbia saputo attingere, proprio nella debolezza, alla fonte inesauribile di luce e speranza. Un libro che non parla solo di un santo: un invito a credere che anche nelle nostre prove più dure possa nascere qualcosa di straordinario. Introduzione di fra Carlos A. Trovarelli