"La mamma non era così sicura che avrebbe rivisto il suo Pin. Quello dello spazzacamino era infatti un mestiere pericoloso, così si diceva in paese, e molti "rusca", una volta partiti, non tornavano più, andavano in giro per il mondo, oppure morivano in qualche incidente. Età di lettura: da 8 anni.
Nella storia è accaduto un fatto unico: la risurrezione di Gesù. Questa buona notizia è stata diffusa da coloro che ne erano stati testimoni oculari. Tutta la loro vita sarebbe stata spesa per portare ovunque e a tutti, con la forza e la grazia data loro dallo Spirito Santo, questo annuncio: Cristo ha vinto il male e la morte. Di qui, dalla risurrezione inizia questa Storia di Gesù che ne ripercorre l'infanzia, gli incontri, le parole, i fatti, che si fissarono nella memoria di quei primi amici che li trasmisero perché ogni uomo potesse accoglierlo come il grande amico della propria vita. Questa storia è custodita nei Vangeli e nei luoghi della Terra Santa dove Gesù ha vissuto la sua vita terrena. Ad essi è dedicata l'appendice: Sulle orme di Gesù. Età di lettura: da 9 anni.
La Luce del Natale sorge da lontano e non tutti si accorgono subito del suo arrivo. Entra nella casa di Maria e nei sogni di Giuseppe, che aspettano la nascita del loro Bambino. La Luce, che ogni anno la notte di Natale brilla di nuovo, è per tutti ed entra anche nelle nostre case, nelle nostre famiglie, nel nostro tempo. Età di lettura: da 3 anni.
Conoscere i contesti di guerra nel mondo, studiarne le cause prendendo contatto con esperti, fino a incontrare qualcuno che nel mezzo del conflitto ci vive o ci è vissuto: questo è stato il lavoro di studenti e insegnanti. E proprio gli incontri che ne sono scaturiti rappresentano il cuore di questo percorso: volti e parole tratti da questi dialoghi, nei quali gli studenti per primi hanno posto le loro domande, con la schiettezza che si ha a sedici anni e che può contagiare anche gli adulti: come costruire la pace? è possibile perdonare? Come non perdere la speranza? La strada aperta da queste domande si è riempita di volti ed esperienze che testimoniano percorsi di pace inimmaginabili, mentre accendono il desiderio di essere anche noi, lਠdove siamo, "profeti" di pace. Con la collaborazione di docenti e studenti di Gioventù Studentesca. Interviste a Pierbattista Pizzaballa e Paolo Pezzi.
Il 24 febbraio 2022 la Russia invadeva il territorio ucraino: era l'inizio di una "guerra insensata" (Leone XIV) tuttora in corso. Questo libro ci porta dentro la drammaticità di storie di persone molto diverse tra loro, ma accomunate dalla decisione consapevole di voler resistere e di dover agire. Ascoltando le loro voci, si vede con orrore l'abisso del male, ma anche la possibilità di opporsi al male, di continuare a vivere, costruire, educare e amare, di assumersi la responsabilità del presente per assicurare un futuro ai propri figli e al proprio popolo. Fatti talora apparentemente piccoli, ma in essi si vede quanto sia profondo l'abisso di bene che è nel cuore dell'uomo. La disponibilità di tanti a dare la vita per l'Ucraina provoca ciascuno a chiedersi: "Io per cosa darei la vita? Esiste qualcosa che valga così tanto?" (Luca Trippetti) e a riscoprire che cos'è l'uomo, il valore di tutto ciò di cui noi, cittadini del mondo "libero", abbiamo la possibilità di godere. "Dopo i bombardamenti, accogliere il mattino, essere vivi, è già un dono. Le persone vivono la vita come un regalo e la prendono sul serio. Non ci si sente stanchi della vita, non si è sazi del bene: si capisce che il bene è qualcosa che va conquistato con decisione" (Tetiana Oharkova). Così si costruisce la pace.
Conflitti, tensioni nazionali e internazionali, aumento dei costi delle materie prime, povertà, migrazioni, crisi politiche, economiche e sociali. Il nostro mondo è vessato ogni giorno da problemi che ci riguardano tutti, e che paiono sempre sul punto di deflagrare in qualcosa di ancora più grande e, forse, irreversibile. Eppure, sembra che noi esseri umani, piuttosto che invertire i processi quando siamo ancora in tempo, ci ostiniamo ad aspettare un punto di non ritorno prima di mobilitarci e agire davvero per il bene comune. E la crisi ambientale non fa eccezione: il disastro ecologico è già iniziato, i suoi effetti sono tutt'intorno a noi, anche se fingiamo di non vedere. Invece, ci dice Gaël Giraud, è ora di aprire gli occhi e trovare risposte concrete a una serie di domande fondamentali: come possiamo affrontare le straordinarie sfide poste dalle crisi causate dalla distruzione del nostro habitat? Cosa c'entra il concetto di proprietà privata con l'emergenza climatica? È tempo di mettere in discussione la sovranità degli Stati nazionali? Come possiamo lavorare insieme per costruire le istituzioni internazionali che ci permetteranno di prenderci cura dei nostri beni comuni? In questo suo libro-manifesto, Giraud procede a un'analisi esaustiva e illuminante della delicata situazione globale, delle cause che ci hanno portato fin qui e delle possibili soluzioni. Coniugando le sue due anime di economista e teologo, l'autore esplora la realtà anche alla luce degli insegnamenti evangelici e della tradizione cristiana: proprio nella Bibbia, suggerisce, è celata la risposta alla «policrisi» che minaccia il nostro pianeta.
Nell’opera è presentato il testo di don Bosco "Il più bel fiore del Collegio Apostolico ossia la elezione di Leone XIII" edito nel settembre 1878. Si tratta del risultato di un’esperienza unica, poiché don Bosco è stato a Roma dal 22 dicembre 1877 al 26 marzo 1878 sempre in contatto con il Vaticano alla morte di Pio IX e alla elezione di Leone XIII. Il testo è stato redatto principalmente dopo il 20 di febbraio. Questo testo permette di comprendere come don Bosco nel contatto con questi due Papi fosse fortemente impegnato sia nei rapporti con l’arcivescovo di Torino mons. Gastaldi che nella concessione dei privilegi alla Società Salesiana e delle Missioni d’Oltreoceano. A questo si aggiunge la costruzione della Chiesa del Sacro Cuore affidatagli dal Papa Leone XIII nel 1880. Si tratta di presentare sia il testo edito da don Bosco sulla elezione del nuovo Papa che i suoi rapporti con il Vicario di Cristo, i quali permettono di comprendere l’apertura di don Bosco verso il nuovo Papa e l’intervento di Leone XIII nelle attività sottolineate di don Bosco e come questi sia riuscito a realizzarle. Presentazione di Roberto Colameo.
Un giovane santo con una vita avvincente, dinamica e sorprendentemente moderna. Ideale per chi cerca l`esempio di una fede autentica, gioiosa e concreta.
La testimonianza cristiana di Pier Giorgio Frassati è avvincente, dinamica, non affatto scontata. Chi riesce a penetrare nella sua breve, ma ricchissima vita resta meravigliato dalla forte personalità, dal vigore delle opere, dalla gioia esistenziale. «In lui la fede e gli avvenimenti quotidiani si fondono armonicamente, tanto che l’adesione al Vangelo si traduce in attenzione amorosa ai poveri e ai bisognosi, in un crescendo continuo sino agli ultimi giorni della malattia che lo porterà alla morte. Il gusto del bello e dell’arte, la passione per lo sport e per la montagna, l’attenzione ai problemi della società non gli impediscono il rapporto costante con l’Assoluto» (Giovanni Paolo II).
AUTORE
Salvatore Farì, missionario vincenziano, formatore e counselor. Docente Associato di Teologia alla Sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. Direttore dell’Ufficio comunicazioni della Congregazione della Missione. Assistente spirituale dei Gruppi di Volontariato Vincenziano AIC Italia. È autore di diversi articoli e libri.
Un viaggio alle radici della fede e della preghiera francescana, che svela la teologia liturgica di San Francesco dalla Porziuncola.
Lex orandi, lex credendi: un antico adagio che da secoli insegna come quello che si prega sia l’oggetto della nostra fede. Ne deriva da ciò che il modo in cui celebriamo la liturgia dice ciò che crediamo. Il presente studio si propone, infatti, di risalire alle radici della preghiera liturgica delle prime comunità francescane, ancora vivente san Francesco, per poi definire i fondamenti dottrinali e teologici, che sono alla base dell’edificio liturgico-spirituale dell’Ordine dei Frati, Figli di San Francesco. Attraverso lo studio dettagliato degli Scritti del Santo di Assisi, si è potuta delineare con tratti più chiari, quella che si può considerare la Teologia liturgica francescana, le cui radici e il cui sviluppo hanno avuto origine nel grembo e per i meriti della Beata Vergine Maria, alla Porziuncola.
Suor Maria Cecilia Pia Manelli, Francescana dell’Immacolata, nel 2015 ha conseguito la Licenza in Teologia liturgica presso la Pontificia Università della Santa Croce in Roma. Il 25 maggio 2020 ha conseguito il Dottorato in Teologia con specializzazione in Teologia Liturgica presso la medesima Pontificia Università della Santa Croce a Roma. Si è laureata col massimo dei voti in pianoforte e organo e composizione organistica presso il Conservatorio di Musica di Frosinone e in composizione principale presso il Conservatorio di Musica di Benevento. Nel 2011 consegue il Dottorato in Canto gregoriano. Oltre all’attività di musicista (concerti in Italia e all’estero, pubblicazione di cd con il coro delle Suore), collabora – con studi e articoli – con varie riviste, sia a carattere musicale (Studi gregoriani, Vox antiqua) che teologico (Immaculata Mediatrix, Annales Franciscani, Maria Corredentrice).
Dopo il successo di preghiera del non credente, Andreoli torna con una profonda riflessione sul tema del mistero come elemento ineludibile di ogni esperienza umana. Il mistero - inteso non come domanda a cui cercare una risposta definitiva, ma come una presenza intrinseca del quotidiano - illumina e lega insieme tutte le esperienze umane, dalla nascita alla morte. Il ruolo della fede e del sacro sono quindi l'espressione di un bisogno che si esprime attraverso preghiere, rituali e pratiche religiose: strumenti attraverso i quali l'uomo cerca conforto e significato di fronte all'inspiegabile.
Siamo davvero liberi? La domanda attraversa la storia del pensiero e, lungi dall'essere esaurita, continua ancora oggi a inquietare filosofi, scienziati e pensatori contemporanei. Il presente volume raccoglie dodici contributi nati all'interno delle attività promosse dalla SISRI, con l'intento di esplorare il tema della libertà in una prospettiva autenticamente interdisciplinare, affrontando il problema nei suoi snodi teorici e nelle sue implicazioni applicative. Muovendosi tra filosofia, neuroscienze, psicologia e antropologia, il volume restituisce la complessità di una nozione che, pur essendo familiare, si rivela sfuggente e polisemica. Ogni contributo esplora un volto diverso della libertà, intesa non come mera astrazione ma come esperienza concreta e vitale, e sprona il lettore a interrogarsi senza pregiudizi, alla ricerca di un senso condiviso e incarnato della libertà, tra fini dati e fini scelti, tra necessità e possibilità.
Il papato rinascimentale è stato oggetto di un'ampia e consolidata produzione storiografica, che ne ha esplorato i molteplici aspetti politici, culturali e istituzionali. Manca tuttavia, in questo panorama, uno studio sistematico sul rapporto tra papato ed eucaristia. Questo volume intende colmare tale lacuna, mostrando come il sacramento del Corpo di Cristo non soltanto fosse al centro della devozione papale, ma rappresentasse anche un fondamento teologico e simbolico della concezione del potere pontificio sviluppatasi nel tardo Medioevo. La ricerca si concentra innanzitutto sulla celebrazione della solennità del Corpus Domini alla corte pontificia, dedicando particolare attenzione alla processione eucaristica, momento culminante della festa, in cui si riflettevano dinamiche curiali, gerarchie ecclesiastiche e messaggi politici. Il libro affronta inoltre un aspetto ad oggi poco indagato: la riluttanza dei papi rinascimentali a celebrare personalmente la Messa, cui preferivano, invece, assistere. Se questo fenomeno è stato interpretato da alcuni studiosi come un segno di "secolarizzazione", l'autore ne propone qui una lettura più contestualizzata, legata alla sacralità del ruolo papale e alla liturgia come spazio di rappresentazione teologica. Lo studio si fonda su un'ampia base documentaria prodotta presso la corte pontificia tra XV e XVI secolo, e riserva particolare rilievo alle testimonianze dei maestri delle cerimonie, i cui diari e trattati offrono uno sguardo privilegiato sulla vita rituale della Curia romana e sulla costruzione simbolica del primato papale. Ne emerge un affresco ricco e inedito del ruolo dell'Eucaristia nella liturgia pontificia e nella visione del papato tra Medioevo ed età moderna.