Edith Stein nacque a Breslavia da famiglia ebrea. Di straordinarie doti intellettuali, intraprese la carriera universitaria divenendo assistente del filosofo Edmund Husserl. Dopo aver letto l'autobiografia di Teresa d'Avila, abbandonò l'ateismo e si convertì. A causa delle leggi razziali fu costretta ad abbandonare l'insegnamento ed entrò nel carmelo di Colonia prendendo il nome di Teresa Benedetta della Croce. Trasferitasi nei Paesi Bassi, non sfuggì alla rappresaglia nazista e venne deportata ad Auschwitz, dove fu uccisa il 9 agosto 1942 insieme alla sorella Rosa. Conoscere la sua figura vuol dire compiere un'esperienza di provocante attualità. Nella nostra civiltà meccanizzata e tecnologica, Edith, donna dalla parola limpida ed essenziale, ha qualcosa da dire: è un andare alle radici, alla scoperta dell'esistenza umana. Edith Stein è stata beatificata (1987) e canonizzata (1998) da Giovanni Paolo II, che nel 1999 l'ha proclamata compatrona d'Europa.
Con il presente Compendio di diritto amministrativo canonico gli autori hanno cercato innanzitutto di offrire agli studenti del corso di licenza in diritto canonico uno strumento di studio per la preparazione dell'esame. Hanno tuttavia pensato in modo particolare anche a quanti, nelle diverse curie ecclesiastiche, devono quotidianamente far uso del diritto amministrativo, affinché possano trovare in queste pagine un sussidio di accesso immediato. Il Compendio si propone di spiegare in maniera sistematica e rigorosa, ma allo stesso tempo sintetica, gli elementi fondamentali del sistema amministrativo vigente nella Chiesa. Gli autori si sono esplicitamente preoccupati di mostrare le basi genuinamente canoniche del sistema: la loro congruenza con i principi di giustizia implicati nel mistero della Chiesa che costituiscono la chiave per una corretta interpretazione e applicazione delle norme e degli strumenti tecnici previsti dal legislatore Nella prima parte vengono studiati il concetto di Amministrazione ecclesiastica e il principio di legalità, in quanto mezzo che concretizza giuridicamente la dimensione di servizio della potestà ecclesiastica di governo. La seconda parte prende in considerazione le diverse manifestazioni dell'attività giuridica dell'Amministrazione ecclesiastica, soffermandosi specialmente sulla disciplina giuridica degli atti amministrativi. La terza parte, infine, si occupa del sistema dei ricorsi di fronte agli atti amministrativi. In tutte le questioni trattate, si è cercato di tenere presente anche la prassi della Curia romana come riferimento più adeguato per colmare le eventuali lacune delle norme vigenti. Nonostante l'impiego di un taglio pratico nella trattazione delle diverse questioni, si è reso necessario spiegare alcuni principi teorici come anche utilizzare determinati concetti tecnici. Per tale ragione, al termine dell'esposizione è stato aggiunto un Glossario contenente il significato di quasi trecento termini impiegati nel Compendio.
I media hanno trasformato la giustizia in spettacolo, portando nelle nostre case notizie di indagini e processi attraverso giornali e telegiornali, salotti televisivi e talk show. E non si tratta purtroppo solo di informazione o di cronaca giudiziaria, bensì di una rappresentazione spettacolarizzata dove la corretta descrizione dei fatti viene sacrificata all'impatto sull'audience. Si dà vita in tal modo a una sorta di processo parallelo incurante delle regole e delle garanzie individuali, facendo leva sull'indignazione morale del pubblico e generando scandali. Nel tribunale mediatico il diritto rischia di rimanere imbrigliato nel giudizio dell'opinione pubblica, che trasforma automaticamente l'indagato in colpevole, negandogli il diritto alla presunzione d'innocenza, e travolgendo molti altri diritti fondamentali. Questo libro agile e penetrante mette in rilievo gli «effetti perversi» di tali dinamiche sull'esito del processo e indica le vie da seguire per far sì che la giustizia non rischi di perdere autonomia e credibilità.
In molti e diversi modi il popolo di Dio fa penitenza e si esercita in essa. Prendendo parte, con la sopportazione delle sue prove, alle sofferenze di Cristo, compiendo opere di misericordia e di carità, e intensificando sempre più, di giorno in giorno, la sua conversione, secondo il Vangelo di Cristo, diventa segno nel mondo di come ci si converte a Dio. Tutto questo la Chiesa lo esprime nella sua vita e lo celebra nella sua liturgia […] È sempre un atto della Chiesa la celebrazione del sacramento della Penitenza; con esso, la Chiesa proclama la sua fede, rende grazie a Dio per la libertà con cui Cristo ci ha liberati, offre la sua vita come sacrificio spirituale a lode della gloria di Dio e intanto affretta il passo incontro a Cristo Signore (Rito della Penitenza, 4.7).
Continuando il cammino intrapreso nel suo "Pomeriggio del cristianesimo" (2022), il teologo Tomás Halík ci racconta qui il suo sogno della Chiesa che verrà. Un sogno a occhi aperti di un nuovo mattino, che prende la forma di dialogo con l'immaginario papa Raffaele del futuro, vero archetipo della figura papale che già nel nome (in ebraico, letteralmente: 'Dio guarisce') si manifesta come un padre spirituale che ispira e incoraggia, pastore di tutte le persone alla ricerca di senso. Halík mette per iscritto questi dialoghi tra il sogno e la veglia sotto forma di lettere (dodici come i dodici apostoli) in cui, con la libertà del figlio, confida e affida a papa Raffaele le sue speranze e i suoi dubbi, le idee e le preghiere di fronte al destino dell'esperienza religiosa, che non sta scomparendo, ma piuttosto cambiando nel suo modellarsi nel contesto della contemporaneità, mandando segnali di grande richiesta di senso, e che per questo va compresa e interpretata in modo nuovo. Cercatore tra i cercatori, in queste sue lettere immaginarie e concretissime Halík si interroga senza sconti sulle difficoltà e i problemi attuali cui il cristianesimo si trova a rispondere, dalle guerre al cambiamento climatico, dagli scandali e gli abusi alla sfida dell'intelligenza artificiale, al senso che per le donne e gli uomini di oggi possono avere l'inferno e il paradiso... Ne nasce, in questo che è forse il suo libro più personale, la visione profetica di una Chiesa davvero cattolica, cioè universale ed ecumenica, che, senza perdere la propria identità, non rinuncia a «uscire da sé stessa» e a leggere con coraggio e senso di responsabilità i segni dei tempi, intraprendendo un cammino sinodale per tornare a essere sale della terra, lievito per il pane fresco di domani.
La tesi che qui viene presentata, in polemica con il pensiero post-metafisico e le varie forme di irrazionalismo contemporaneo, è che la metafisica, intesa come formalizzazione delle verità originarie già presenti nel senso comune, non può essere superata" e tanto meno ignorata dalla ricerca antropologica, etica e politica. "
Le 22 lettere dell'alfabeto ebraico, da sempre oggetto di grande rispetto perché consentono la rivelazione dei Nomi divini, sono alla base della contemplazione mistica e rappresentano autentici universi condensati in simboli. Ogni lettera contiene la quintessenza dell'energia universale e la loro pronuncia, scrittura o contemplazione libera forze potenti che entrano in risonanza con i gradi più profondi della coscienza e parlano direttamente alla nostra anima. Il libro approfondisce l'origine dell'alfabeto ebraico, mostrandone l'evoluzione storica e le basi mistiche, anche con l'ausilio dei testi fondamentali della tradizione cabbalistica, che l'autore ha tradotto dall'originale.
La veggente Marie-Julie Jahenny, una semplice contadina bretone, nacque nel 1850 nella Francia postrivoluzionaria. Visse per oltre novant'anni e, secondo i suoi estimatori, per oltre sessant'anni ricevette numerosi messaggi e rivelazioni dal Cielo. Molto conosciuta in Francia, diverse persone la invocano ogni giorno e affermano di avere ricevuto per mezzo di lei favori di ordine temporale ma soprattutto grazie di ordine spirituale. La sua fu una vita costellata da eventi soprannaturali: estasi mistiche, profezie - molte delle quali si sono verificate -, dialoghi con santi e sante nel Cielo, rivelazioni sulla Chiesa, la Francia, l'Italia e il mondo. Le sue visioni apocalittiche annunciano castighi e distruzioni radicali: «La crisi verrà per tutti repentina, i castighi saranno universali e si succederanno uno dopo l'altro senza interruzione». I suoi messaggi profetici sono spesso indicatori dei tempi difficili che si stanno approssimando per la Chiesa cattolica in particolare, che attraverserebbe una fase di decadenza mai vista prima. Marie-Julie avrebbe ricevuto le stigmate in quanto si offrì quale vittima espiatrice per i peccati dell'umanità e riferì di un «matrimonio mistico con Cristo». Durante una delle estasi, la Vergine le chiese la realizzazione di uno scapolare - di cui diede una descrizione precisa - in grado di fornire una protezione speciale. Non sempre compresa, anzi anche osteggiata da una parte del clero, morirà a La Fraudais il 4 marzo 1941. Don Stanzione riporta nel suo testo numerose testimonianze di medici che l'hanno assistita e di laici, sacerdoti e alti prelati con i quali è stata in contatto.
Un nodo biblico-teologico cruciale, all'incrocio di una preziosa sensibilità attuale, è il tema di questo volume che edita gli Atti di un Seminario sulla teologia della Bibbia svoltosi nel 2006 presso la Facoltà teologica dell'Italia settentrionale di Milano, dedicato a mons. G. Segalla per il suo emeritato. Esso trae spunto sinergico dal plesso tra memoria-identità-scrittura, attualmente oggetto di multidisciplinare interesse, per dare alla memoria biblica modelli di maggior respiro rispetto a quello storicistico più corrivo. Ecco allora il contributo filosofico di S. Petrosino (Memoria, esperienza e scrittura. Rivisitando Platone e J. Derrida), seguito da quelli biblico-teologici di G. Borgonovo (A partire da Deuteronomio. Il canone scritturistico come medium tra evento originario e progettazione di identità) e di G. Segalla (Il Quarto vangelo: memoria scrittura testimoniale, fondata e fondante), che qualificano la scrittura di questi due libri canonicamente tanto affini nei termini di una "memoria simbolica" (Dt), e di una "memoria semeiotica" (Gv).
"Questo libro raccoglie alcune cose che ho imparato in tanti anni di professione, di incontri, di esperienze, di libri letti e scritti, di speranze e delusioni..." Così Piero Angela riassume e spiega la sua ultima fatica, un testo scritto di getto e nato dall'urgenza del momento, e dalle enormi sfide che ci attendono. Un lascito morale, dopo una lunghissima carriera al servizio dell'informazione e della formazione di generazioni di italiani. "Com'è possibile" si chiede in queste pagine "che un paese come l'Italia, che ha marcato profondamente per secoli il cammino della civiltà, oggi sia così in difficoltà, e abbia perso le sue luci?" La risposta è in dieci semplici capitoli, dieci aree critiche su cui occorre agire. Per oltre cinquant'anni Piero Angela si è occupato a tempo pieno di scienza, tecnologia, ambiente, informazione, energia, televisione, comportamenti, e ha scritto "Dieci cose che ho imparato" per condividere con i lettori alcune proposte, frutto della sua lunga esperienza sul campo. Con questo libro, a cui ha lavorato fino all'ultimo, colui che è stato per tutti il volto rassicurante della scienza ha voluto dirci come usarla per migliorare le cose. Per rilanciare l'Italia con una nuova visione.
Descripción
Índice
INTRODUCCIÓN 11
Siglas y abreviaturas 13
Capítulo I.
CÁNONES COMUNES A TODOS LOS LUGARES SAGRADOS 17
1. Introducción 17
2. Noción 19
2.1. Lugares destinados al culto o enterramiento de los fieles (causa final) 19
2.2. Por dedicación o bendición (causa eficiente) 21
3. Autoridad competente para la dedicación 25
4. Autoridad competente para la bendición constitutiva sobre los lugares 26
5. La prueba de la dedicación o bendición 29
5.1. Prueba documental 30
5.2. Prueba testifical 31
6. Actividades permitidas y prohibidas en un lugar sagrado (c. 1210) 32
6.1. Lo que es “propio”, lo “prohibido” y lo “permitido” en los lugares sagrados 33
6.2. El Ordinario podría permitir excepcionalmente otros usos no contrarios a la santidad del lugar 34
7. Profanación-violación de un lugar sagrado (c. 1211) 35
7.1. Condiciones para que se pueda dar la profanación-violación de un lugar sagrado 35
8. La pérdida de la dedicación o la bendición: la execración de los lugares sagrados (c. 1212) 42
9. Los poderes y funciones que la autoridad eclesiástica ejerce en los lugares sagrados (c. 1213) 45
Capítulo II.
LAS IGLESIAS, LOS ORATORIOS Y LAS CAPILLAS PRIVADAS 49
1. Introducción 49
2. Las iglesias 51
2.1. Noción 51
2.2. Las condiciones para construir una iglesia (c. 1215) 59
2.3. Criterios para construir o reparar las iglesias (c. 1216) 65
2.4. La dedicación o bendición de la iglesia (c. 1217) 69
2.5. El título de una iglesia (c. 1218) 75
2.6. Las celebraciones que pueden realizarse en una iglesia (c. 1219) 78
2.7. Cuidados y ornato de la iglesia 79
2.8. El libre acceso en la iglesia de los fieles (c. 1221) 87
2.9. La reducción al uso profano de una iglesia (c. 1222) 90
2.10. ¿Quién puede interponer un recurso por la reducción de una iglesia a uso profano? 101
2.11. El destino de las iglesias que se reducen a uso profano y legislación que le puede afectar 104
3. Los oratorios y capillas privadas 104
3.1. Introducción 104
3.2. Noción de oratorio (c. 1223) 107
3.3. La licencia para crear un oratorio (c. 1224) 108
3.4. Celebraciones permitidas en los Oratorios (c. 1225) 110
3.5. Noción de Capilla privada (c. 1226) 112
3.6. La capilla privada del Obispo (c. 1226) 113
3.7. Condiciones para celebrar en una capilla privada (c. 1228) 114
3.8. Bendición de los oratorios y de las capillas privadas (c. 1229) 116
3.9. Reducción a uso profano de estos lugares 117
Capítulo III.
LOS SANTUARIOS 119
1. Introducción 119
2. Noción 121
2.1. Noción de santuario hasta el CIC 83 121
2.2. Noción descriptiva de santuario (c. 1230) 123
3. Clasificación de los santuarios (c. 1231) 130
4. Los estatutos que rigen el santuario y la autoridad que los aprueba 134
5. Los privilegios anejos al santuario (c. 1233) 137
6. Actividad pastoral en los santuarios (c. 1234 §1) 139
6.1. El contenido del §1 139
6.2. La predicación abundante de la Palabra de Dios 140
6.3. Celebraciones cultuales en los santuarios 140
6.4. La piedad popular 141
6.5. Reflejo de esta vida pastoral en los estatutos 142
7. La custodia y conservación de los exvotos en los santuarios (c. 1234 §2) 142
Capítulo IV.
LOS ALTARES 145
1. Introducción 145
2. Noción y especies de altares (c. 1235 §1) 146
2.1. Noción de altar 146
2.2. Altar fijo y móvil 148
3. Tipo de altar a erigir en los diferentes lugares sagrados (c. 1235 §2) 150
3.1. El canon y sus fuentes 150
3.2. Los contenidos del parágrafo 152
4. La materia del altar (c. 1236) 154
4.1. Materia del altar fijo (§1) 154
4.2. Materia del altar móvil (§2) 157
5. Dedicación y bendición de los altares (c. 1237 §1) 158
6. Colocación de las reliquias bajo el altar (c. 1237 §2) 159
7. Perdida de la dedicación o de la bendición de los altares (c. 1238 §1) 161
7.1. El §1 del canon y sus antecedentes 161
7.2. Los contenidos del §1 163
8. El altar conserva su dedicación o bendición, aunque el lugar sagrado quede reducido a uso profano (c. 1238 §2) 164
9. Uso exclusivo del altar para el culto divino (c. 1239 §1) 165
10. Prohibición de enterramiento de cadáveres debajo del altar (c. 1239 §2) 166
Capítulo V.
LOS CEMENTERIOS 169
1. Introducción 169
1.1. Cementerios y columbarios-cinerarios: descripción y equiparación 169
1.2. Los criterios para la revisión de esta parte del Código 172
1.3. La denominación y la sistemática en el CIC 17 y las modificaciones del CIC 83 173
1.4. El “derecho de asilo” en “lugar sagrado” 175
2. Derecho de la Iglesia a poseer cementerios propios donde sea posible (c. 1240) 176
2.1. El CIC 17 y las aportaciones del proceso de redacción 176
2.2. El canon actual 177
3. Quiénes pueden poseer cementerios en la Iglesia (c. 1241) 180
3.1. El CIC 17 y las aportaciones del proceso de redacción 180
3.2. Los contenidos del canon actual 183
4. Prohibición de enterramiento en las Iglesias (c. 1242) 188
5. La regulación de los cementerios en la legislación particular 191
Bibliografía 195
Fuentes 195
1. Romanos Pontífices 195
2. Concilios 196
3. Libros litúrgicos 196
4. Curia Romana 198
5. Conferencia Episcopal Española y acuerdos Santa Sede-Estado Español 202
Libros 203
Artículos de revistas y capítulos de libros 205
"Una canzone per mio padre" è la storia di Bart Millard e di come sia arrivato a scrivere una canzone (I Can Only Imagine) vincitrice del doppio disco di platino, che ha emozionato milioni di persone in tutto il mondo. Lo vediamo dapprima bambino, abbandonato dalla madre e in balia di un padre violento e dipendente dall'alcol; poi adolescente, intento a nascondere i suoi problemi davanti alla fidanzata e a cercare l'ammirazione paterna, inseguendo un sogno non suo, il football americano, precedentemente praticato dal padre. La vita di Bart però ha una svolta, quando scopre - per caso - il suo talento canoro. Dopo il liceo, complice una convivenza con il padre sempre più insostenibile, Bart fugge di casa e si unisce a una band giovanile, che diviene la sua seconda famiglia, con cui gira l'America su un camper. I cinque ragazzi vivono alla giornata, mantenendosi con piccoli concerti nei locali, sino all'incontro con un produttore di successo, Brickell, che farà comprendere a Bart l'importanza di prendere in mano la propria vita, senza "fuggire" dal proprio dolore. Solo dopo un profondo lavoro interiore, Bart riuscirà a ricongiungersi al padre, scrivendo la sua canzone più bella, che cambierà la sua vita e quella di molte altre persone.