Raccolta lettere a Timoteo e a Tito.
E' la prima storia organica del santuario della Madonna dell'Arco (e sono passati ben 559 anni da quel lontano lunedì in albis" del 1450), ma anche dei frati domenicani, da 415 anni (1594-2009) custodi e servitori fedeli del luogo benedetto. "
Il volume indaga la singolare peculiarità della raccolta di ex voto scaturita dalla fede plurisecolare di un'umanità variegata ed eterogenea, quella dei devoti della Madonna dell'Arco.
Tutti i testi qui contenuti tracciano un'icona dell'essere, dell'agire e di alcune prospettive che connotano il vivere dell'uomo credente nella storia e nella comunità, dopo che egli ha accolto la benevola irruzione di Dio nella storia.
Scritto per chi soffre perché la speranza non muoia mai, anche con l'aiuto del sacramento dell'unzione dei malati.
Un pratico libretto con il rito completo per la benedizione della famiglia.
La prima edizione mondiale della filosofia della religione di Romano Guardini, con la pubblicazione di inediti
"...Frate Egidio, uomo semplice, retto e timorato di Dio, che, in tutta la sua lunga vita, praticò la santità, la giustizia, la pietà, lasciandoci esempi di obbedienza perfetta, lavoro manuale, amore al raccoglimento e alla contemplazione religiosa": ecco il ritratto che, in poche ma dense parole, fa Tommaso da Celano, primo biografo di Francesco, di Egidio (1190 circa - 1262), il terzo compagno del santo di Assisi. Giovane contadino, Egidio riflettè a lungo sulla svolta radicale attuata da Francesco e con fine sensibilità giunse a una convinzione intima sempre più forte: Francesco non era affatto un pazzo, era uno che aveva trovato il tesoro evangelico. Il libretto illustrato racconta questa affascinante avventura.
Tra le immagini più venerate di Maria nella città di Roma, ve n'è una, quella dell'icona bizantina Mater Gratiarum, il cui originale si trova nella Chiesa romana di Santa Maria delle Grazie al quartiere Trionfale. La storia ci racconta di una piccola, grande icona e di una piccola, grande chiesa, legate entrambe al nome e alla memoria di un religioso itinerante, Fra' Alberto de' Rossi, esempio vivente di devozione mariana. La storia del Santuario di Santa Maria delle Grazie, raccontata nel libretto illustrato, sottende la condizione di povertà e le sofferenze patite da larghi strati della popolazione nei secoli passati, interpretando nel contempo temi ed espressioni propri della pietà popolare romana.
Santo fra i più amati, Filippo Neri (1515 1595) è uno dei grandi riformatori della Chiesa. Di origine fiorentina, esercitò per sessant’anni il suo apostolato a Roma, raccogliendo intorno a sé piccoli gruppi di amici per letture, conversazioni spirituali e incontri di preghiera. Ebbe così origine l’Oratorio, uno strumento libero e flessibile di annuncio, mirante all’incontro personale con Cristo. Col trascorrere degli anni l’Oratorio coinvolse migliaia di persone: gente comune, uomini di curia, studiosi e artisti. A tutti san Filippo proponeva una lieta santificazione della vita quotidiana con il ricorso alla musica e alle arti figurative.
AUTORE
Francesco Danieli, originario di Galàtone (Le), è nato nel 1981. È sacerdote della Diocesi di Nardò Gallipoli. È diplomato in Archeologia Cristiana e ha conseguito il dottorato in Teologia con specializzazione in Storia della Chiesa. È vicedirettore della rivista Spicilegia Sallentina. Ha pubblicato numerosi contributi a carattere storico, artistico e teologico per opere miscellanee e riviste.
Le fiabe sono una grande parabola sul mistero che è la vita. L'uomo, ascoltandole, impara sé stesso. Gli parlano della sua casa perduta, del suo errare e del dolore, del suo desiderio di tornare all'antica condizione e di Colui che si svela in un modo che sconvolge totalmente l'uomo e gli offre una mano di aiuto. Le fiabe aprono all'uomo gli occhi e quindi lo educano. Perché «il discorso spiega, la legge dà ordini e il racconto converte». Nel paese dell'infanzia la gerarchia dei valori è imperniata sulla priorità del dono. Il bambino spontaneamente coglie la realtà del mondo umano nel suo aspetto più essenziale che è la gratuità... Del bel mondo del dono parla la poesia. La fiaba è il suo aspetto primario e forse quello che più profondamente penetra nella verità dell'essere umano.