"Il cammino dei 100 giorni cresimandi" accompagna la proposta di catechesi per i ragazzi, che sono stimolati ad una partecipazione più intensa nei momenti formativi. Il percorso, sviluppato attorno alle grandi tematiche del catechismo Cei, la Chiesa, lo Spirito santo e la vocazione, riprende il brano evangelico di Bartimeo, attraverso il quale i cresimandi sono invitati a riflettere sull'azione dello Spirito santo e dei doni che ci comunica. La metafora utilizzata, molto coinvolgente e appassionante, è quella del giro del mondo, da compiere in cento giorni, dalla Quaresima al tempo di Pasqua. Sarà un percorso ricco di spunti e di idee per una catechesi che cerca di essere sempre più adeguata ai tempi, per condurre i ragazzi verso l'appartenenza alla comunità, che li accompagnerà nel cammino della fede e della vita.
Le preghiere della tradizione cristiana, raccolte in un pratico fascicolo da portare con sé. Parole sempre nuove per vivere la fede in ogni momento della giornata.
Chi ha subito la perdita di una persona cara vive il dolore di una ferita profonda e ha estremo bisogno di un aiuto particolare. E se riesce ad aprirsi a un aiuto che davvero consola, non è più ineluttabilmente costretto a disperare. Questo libro di Freya von Stülpnagel intende allora elargire autentico conforto. Ma ottiene, in più, di regalare quella pace del cuore che sgorga dall'armonia tra caducità ed eternità. Ed è così che, allora, attraversare un lutto rende sapienti.
Il libretto è una guida quotidiana per i quaranta giorni di Quaresima 2024. E’ una guida pratica, un compagno essenziale per mettere in atto la Parola divina durante il tempo quaresimale, aprendo la strada alla nostra migliore versione. Il percorso quotidiano proposto in questo libretto:
* l’ascolto del Vangelo del giorno,
* la meditazione sugli spunti più importanti che ne emergono con delle domande che aiutano ad approfondire la riflessione personale,
* il proposito personale della giornata, un piccolo gesto che aiuterà a mettere in atto la Parola del Vangelo ascoltata e meditata.
* il PropositoMetro per misurare quotidianamente le vittorie e le sconfitte nel mettere in atto il proposito della giornata.
Dobbiamo convertirci ogni giorno, dobbiamo cercare Dio nelle faccende quotidiane per poter diventare la migliore versione di noi stessi. La Parola di Dio è la bussola che ci guida in questa avventura interiore, donandoci orientamento e significato.
Traccia per parrocchie, gruppi, comunità che vogliano vivere un momento comunitario di approfondimento del tempo liturgico della Quaresima.
la biografia di pier giorgio frassati e`emblematica. Di famiglia alto locata, il padre era proprietario e direttore del giornale la stampa", durante e dopo gli studi si dedicr completamente e in totale umilta all assistenza dei diseredati della sua citta. " gli spiriti altruistici e benevoli provengono, talvolta, dai ceti sociali piu`abbienti, vedi san francesco. Anche pier giorgio frassati si spoglir di tutti i suoi beni e decise di dedicare la propria esistenza a cercare di portare sollievo a chi ne ha bisogno. Superr i tormenti giovanili, perche`la sua condizione lo ingabbiava entro certi ruoli sociali, e si diede anima e corpo ad aiu
"Ero a Disto, una località che, fino a due mesi prima, non sapevo nemmeno esistesse. Ed ero a più di mille chilometri da casa"
Una conversazione, colta casualmente sul treno che prende tutti i giorni, porta il protagonista, un bibliotecario, a intraprendere un viaggio inatteso e ineluttabile fino a un remoto paese della Calabria. Qui, in un museo che accoglie un solo visitatore per volta, inizia un percorso interiore che lo costringe a una faticosa scoperta di sé e a mettere in dubbio l'ordine quasi catalografico, ma solo apparente, della sua esistenza.
In un'atmosfera crepuscolare e ambigua, e in un crescendo di tensione emotiva, il romanzo parla del passato come tempo non concluso; del peccato e del rimorso; della fragilità delle relazioni; della vita come incognita che ammette molte soluzioni o, forse, nessuna.
GIORGIO ANTONIACOMI è nato e vive in Trentino. Maturità classica, laurea in Sociologia all'Università di Trento, master in management urbano all'Università di Ferrara e all'Università Bocconi. Dirigente del Comune di Trento per oltre trent'anni, si è occupato soprattutto di trasformazioni delle città. Dal 2015 al 2020 è stato direttore della Biblioteca comunale di Trento. Per Publistampa e Il Margine ha pubblicato un romanzo e alcune raccolte di racconti.
Nada ha vent'anni, una bambina di due ed è sola. Il marito è partito volontario per la guerra in Africa. La sua famiglia è lontana e nella nuova città dove abita non conosce quasi nessuno. Hermann di anni ne ha quasi quaranta, una famiglia in Germania, è sottufficiale della Wehrmacht e odia Hitler. Si incontrano per caso in un pomeriggio d'inverno a Marina di Carrara e si innamorano. Insieme decidono di fuggire, lei da una famiglia sbagliata, lui da un esercito che da alleato è diventato occupante e invasore. Scappano sui monti e si uniscono ai partigiani. Rischieranno la vita, parteciperanno alla liberazione di Parma, convinti che il futuro sia dalla loro parte. Non sarà così. Giorgio van Straten ci porta sapientemente sulle tracce di Nada e di Hermann, inseguendo persone, documenti, oggetti, fotografie: riaffiora così una storia incredibile e ricca di colpi di scena. Una ricerca che ci fa 'inciampare' in domande e interrogativi che riguardano tutti: l'amore è una forza capace di travolgerci, anche di farci rischiare la vita stessa? I grandi sogni della giovinezza indirizzano tutta la nostra esistenza o sono destinati a diventare fonte inesauribile di nostalgia e frustrazione? Le cicatrici di esperienze così travolgenti possono essere nascoste e dimenticate?
Dal latino "communitas" (dono e obbligo reciproco), il libro riflette sull’essenza della comunità cristiana come laboratorio di misericordia e redenzione, ispirato alle CEC: esperienze residenziali con carcerati che trasformano il dolore in luce per la società, la famiglia e la Chiesa. Un viaggio intimo nella forza trasformativa della comunità contro la solitudine moderna: dal "singolarismo" (io isolato dalla tecnologia) alla condivisione autentica con gli "ultimi" - carcerati, disabili, feriti della vita. Attraverso etimologie, aneddoti reali e riflessioni su desideri, paure e perdono, Pieri rivela come il dono di sé generi felicità e redenzione quotidiana.
Il termine giubileo ha dentro di sé il suono del corno d'ariete che si udiva all'inizio di un anno particolare durante il giorno del Kippur. Esso rinvia a un rito, ma anche a qualcosa che si propone di incidere in modo profondo nell'esistenza del popolo ebraico evocando il riposo della terra, la remissione dei debiti, la liberazione degli schiavi, il pellegrinaggio, lo scandire del tempo e l'annuncio del Regno, cioè di un diverso ordine di rapporti. Il giubileo è per eccellenza la festa dei poveri, l'attesa dei diseredati e ha una delle sue insegne eccellenti nel tema del perdono. Assente dal Nuovo Testamento, il termine entra nella vita della Chiesa il 22 febbraio del 1300, quando Bonifacio VIII emana la bolla del primo anno santo, anche se la struttura fondamentale del rito viene definita nell'anno 1500 da papa Alessandro VI Borgia.