Atti della XXXVI Settimana di Studio dell'Associazione Professori di Liturgia, Monastero di Bose, 25-29 agosto 2008.
L'Autore fotografa undici personaggi biblici nel momento iniziale della loro esperienza vocazionale. A partire dalla chiamata di Abramo nostro padre nella fede", l'Autore segue un percorso genetico-progressivo rileggendo la soria di Israele in chiave vocazionale: dall'esodo con Mosè, ai grandi protagonisti del periodo classico come Isaia, Geremia ed Ezechiele. Chiude la rassegna l'unica imponente figura femminile, che riassume in sè il compimento delle attese messianiche: Maria di Nazareth. "
Un progetto educativo dedicato ai bambini dai 4 ai 7 anni, per una festa natalizia all'insegna dell'amicizia in una società multiculturale. 6 semplici canzoni, complete di basi musicali, accompagnano la storia, che è espressa sia attraverso un racconto diviso in quattro unità tematiche, sia attraverso una semplice drammatizzazione. L'azione è ambientata in un aeroporto, dove alcuni bambini di diversa nazionalità si trovano insieme proprio la sera della vigilia di Natale. Una circostanza realistica diventa così lo spunto per trattare il tema dell'intercultura, della condivisione delle proprie usanze con bambini di altra lingua, razza e religione, in uno scambio reciproco di conoscenze in cui la diversità è un valore positivo e non un ostacolo alla comunicazione.
Canzoni e Basi musicali: Natale è - Evviva la neve - Dieci cento mille voci - Un vero amico - Senza confini - Natale è già qui.
Nel 1946, don Luigi Maria Verzé studia appassionatamente la figura sociale di Cristo nelle opere di San Giovanni Crisostomo. Dalla discussione della sua tesi di laurea sono trascorsi più di sessant'anni; un lungo periodo in cui le idee e le tensioni spirituali di un giovane prete idealista hanno potuto confrontarsi con la realtà e sostanziarsi in opera. Tornare su quegli scritti è l'occasione per una riflessione sul corso della vita, in una sorta di biografia intellettuale e spirituale, ma anche per una riscoperta della prodigiosa attualità della predicazione di uno tra i più importanti Padri della Chiesa: la centralità del ruolo della donna, la funzione sociale del denaro, la reciproca carità, l'abominio dell'usura, il rispetto dei beni comuni e - sopra ogni cosa - la dignità umana di quel corpo sociale in cui Cristo volle incarnarsi. Perché, sostiene don Verzé, il corpo sociale è "Corpo di Cristo".
Proseguendo il discorso ideale, iniziato con la pubblicazione del primo volume, con il quale l’Autore intende ritornare ai princìpi ispiratori della filosofia aristotelico-tommasiana, con questo egli vuol mostrare che tale ritorno non va effettuato mediante un appiattimento anacronistico, che farebbe un torto a questa stessa filosofia, ma mediante un ritorno che ripensa i problemi di oggi alla luce di quei princìpi, i quali, quanto più sono conservati nella loro formulazione originaria, tanto più se ne coglie la loro immensa fecondità ermeneutica, profondamente umana, ragionevole e positivamente laica, nel momento stesso in cui sono applicati, come si fa in questo secondo volume, ai problemi in cui vive e si dibatte l’uomo moderno. Fra questi problemi, emblematico è quello dell’aborto. Alla luce di quei princìpi, infatti, l’Autore adduce sufficienti argomenti razionali, senza dover ricorrere necessariamente alla fede, per sostenere che l’aborto, comunque considerato, è sempre un malum. La ragione, per essere se stessa nell’integrità della sua rettitudine, non deve necessariamente essere laica. Ogni aggettivo, messo accanto alla ragione, la snatura. L’Autore è in polemica con quei laici, meglio laicisti, i quali si sforzano con ogni mezzo di accreditare la tesi che la ragione, per procedere rettamente, deve essere antireligiosa: un’idea che, da Voltaire in poi, ha illuso e continua ad illudere coloro che vedono nella ragione un ottimo strumento ideologico e non uno strumento per cercare la verità, qualsiasi verità, anche quella scomoda.
Descrizione
L’azione pastorale e civile di don Lorenzo Milani può ispirare la formazione delle coscienze delle genti del sud d’Italia aiutandole a superare la rassegnazione e il giogo delle associazioni criminali e della politica ridotta a clientela e a dominio? Rispondono a questa domanda alcuni studiosi meridionali: Anna Carfora, Rocco D’Ambrosio, Luigi Di Santo, Giorgio Marcello, Antonio Mastantuono, Umberto Santino, Cosimo Scordato, Fabrizio Valletti.
I curatori
SERGIO TANZARELLA insegna Storia della Chiesa e Introduzione alla storiografia presso l’Università Gregoriana di Roma e presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli dove dirige l’Istituto di storia del cristianesimo. Tra le sue pubblicazioni Chiesa e società nel secolo XX (Roma 1993); La purificazione della memoria: il compito della sto- ria tra oblio e revisionismi (Bologna 2001). Ha curato l’edizione italiana di A. Harnack, Militia Christi (Trapani 2016) e i volumi: Tra Cristo e Gandhi.
LUIGI DI SANTO Insegna Filosofia del Diritto presso l’Università di Cassino ed è vicedirettore della rivista “Persona”. Tra le sue pubblicazioni: Teoria e pratica dei Diritti dell’Uo- mo (Napoli, 2002); Nomos e Chromos Il tempo nel diritto e il diritto nel tempo (Napoli, 2004); Tempo della coscienza ed esperienza giuridica (Napoli, 2008).
Vita del Servo di Dio Arsenio da Trigolo (al secolo Giuseppe Antonio Migliavacca, 1849-1909), cappuccino. Dapprima sacerdote gesuita, fondò l'istituzione delle Suore di Maria SS. Consolatrice. Allontanato dalla Congregazione a seguito di accuse infamanti e prive di fondamento, ottenne di essere ammesso fra i Cappuccini. Fu confessore stimato, predicatore di esercizi, animatore del Terz'Ordine e direttore spirituale.
San Gabriele dell'Addolorata (Assisi 1838 - Isola del Gran Sasso 1862) è conosciuto universalmente come il santo dei miracoli. Fin dal 1892, anno della riesumazione del suo corpo, il giovane studente passionista morto a 24 anni inizia a operare strepitosi segni in favore dei suoi devoti. Da allora si contano a migliaia gli episodi che si possono definire prodigiosi, attribuiti all'intervento del santo. Il libro illustrato racconta i più recenti. Nei fatti narrati c'è una costante ricorrente, quella del sogno premonitore. E tra questi casi ci sono quelli di persone che sognano il santo pur senza neanche conoscerne l'esistenza.
Questo volume non è solo un saggio di storia dell'arte ma un ricco e prezioso manuale per conoscere in modo più approfondito la bimillenaria storia dell'arte sacra cristiana. L'opera destinata a tutti coloro che pensano che l'arte svolga un ruolo primario nell'educazione, nella comunicazione religiosa e nella predicazione evangelica. Appassionati d'arte, docenti e allievi, educatori potranno trovarvi utili percorsi di crescita culturale e religiosa.
Nel quinto anniversario della morte un'opportunità per avvicinare la straordinaria figura di Giovanni Paolo II e coglierne la profondità spirituale, dagli anni in cui era vescovo di Cracovia fino al lungo pontificato.
Il Curatore Aldino Cazzago (1958) appartiene all'Ordine dei Carmelitani Scalzi ed è sacerdote dal 1983. Ha studiato al Pontificio Istituto Orientale di Roma. Insegna Teologia dell'Oriente cristiano e Agiografia presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose dell'Università Cattolica (sede di Brescia). Tiene corsi anche presso lo Studio Teologico Sant'Antonio di Padova della Facoltà Teologica del Triveneto. Ha pubblicato Cristianesimo d'Oriente e di Occidente in Giovanni Paolo II (Jaca Book, 1996); Paolo VI. Invito alla lettura (San Paolo, 1999); I santi danno fastidio (Jaca Book, 2004); Il cristianesimo orientale e noi. La cultura ortodossa in Italia dopo il 1945 (Jaca Book, 2008). Dal 2007 è direttore dell' edizione italiana della rivista Communio che annovera tra i suoi fondatori Hans Urs von Balthasar e Joseph Ratzinger.
destinatari
Un libro per tutti coloro che hanno amato la straordinaria figura di Giovanni Paolo II.
Autore Giovanni Paolo II (Karol Jozef Wojtyla, 1920-2005), ordinato sacerdote il 1 novembre 1946, nominato arcivescovo di Cracovia il 30 dicembre 1963, fu eletto papa il 16 ottobre 1978, ed è stato una delle maggiori figure della storia della Chiesa e del Novecento. Primo pontefice polacco e primo straniero dal 1522, ha intrapreso numerose azioni politiche e diplomatiche: la lotta al comunismo e la riconciliazione con gli ebrei sono stati due dei momenti più importanti del suo operato internazionale. Compì più di cento viaggi in tutto il mondo allo scopo di costruire un ponte di relazioni tra paesi e religioni diversi, in uno sforzo ecumenico che fu uno dei punti fermi del suo pontificato. Basta ricordare gli incontri interreligiosi di Assisi e le Giornate mondiali della gioventù. Il 13 maggio 1981, ricorrenza della prima apparizione della Madonna di Fatima, subì un attentato da parte del killer turco Mehmet Ali Agca. Sottoposto a un lungo intervento, il pontefice sopravvisse e due anni dopo fece visita in carcere all'attentatore per concedergli il suo perdono. I postumi dell'intervento iniziarono a minare la sua robusta salute, che attraversò fasi alterne fino ad aggravarsi notevolmente nel 2005. Il 30 marzo apparve al pubblico per l'ultima volta, dalla finestra su piazza San Pietro. Si spense tre giorni dopo, il 2 aprile, alle 21.37. Milioni di persone giunsero a Roma per partecipare al funerale. Dopo la sua morte i fedeli che accorrono incessanti alla sua tomba ne chiedono la beatificazione e la canonizzazione.