Questo libro vuole contribuire a chiarire la natura della conoscenza come interpretazione e la natura dell’interpretazione stessa come servizio reso alla verità e alla vita, agli altri e a se stessi. Ascoltando la lezione di autori quali Theodor Adorno, María Zambrano, Raimon Panikkar ed Emmanuel Levinas, si giunge a riconoscere che la sapienza ermeneutica, essenziale in tutti i campi della conoscenza e non solo in filosofia, costituisce un efficace antidoto sia al fanatismo che allo scetticismo. Le diverse vie lungo le quali l’approccio ermeneutico coltiva la conoscenza convergono nel comprendere che la verità è amore. Un amore sconosciuto e fondante per ogni vita e per la storia. L’interpretazione svolge il suo servizio se ascolta, decifra e segue l’invito di questo amore. Nella filosofia o nella teologia, nell’esegesi o nella storiografia, nelle scienze umane o in quelle naturali, nell’arte come nell’esercizio quotidiano della ragione, quanti non riducono il sapere a potere, ma vivono la conoscenza come servizio per la vita vera e comune, troveranno in questo testo motivi per una riflessione feconda.
Un piccolo libro dove trovare le parole per ringraziare Dio e ritrovarsi uniti come famiglia giorno dopo giorno.
Un piccolo regalo a chi riceve per la prima volta il Sacramento della Comunione, per scoprire Gesù che si dona ai suoi amici.
Un piccolo libro dove trovare le parole per ringraziare Dio della giornata appena trascorsa.
Una lettura per certi aspetti inedita dell'opera di tre maestri: interpretata , l'opera, alla luce delle consapevoli e inconsapevoli emergenze di un oltre che si profila allo sguardo naturale che caratterizza l'arte del XIX secolo.
Lo stupore ineffabile per la grazia ricevuta dall'alto e la scoperta costante del limite umano nelle pieghe del tempo segnano l'esistenza terrena del credente. Destinatario dei doni di Dio, per lui si dischiude, nel limite posto alle cose dal creatore, la ragione che permette la vita e la relazione con l'altro da sé. Queste poche pagine indagano il significato di tale primigenia tensione. Una convincente rilettura del secondo capitolo della Genesi e una meditazione della drammatica vicenda personale dell'apostolo Paolo, compongono una singolare e suggestiva riflessione sull'uomo di ogni tempo.
Il "principio dialogico" è il "filo d'Arianna" scelto per attraversare la vasta e affascinante opera di Balthasar: esso indica un sentiero promettente e non ancora pienamente esplorato. La cornice entro la quale il saggio si colloca è offerta dall'ipotesi che il "principio dialogico" sia interpretabile come chiave di volta di una possibile teoria del soggetto diversa da quella costruita sul trascendentale. Se tale ipotesi ha una sua plausibilità, essa invita ad una revisione (almeno parziale) dell'immagine di Balthasar come teologo che, quale custode arcigno della trascendenza della Rivelazione, giunge fino alla radicale esclusione di qualsivoglia accostamento antropologico al cristianesimo. Rimane tutto lo spessore della sua critica, a volte aspra, all'approccio trascendentale - e segnatamente a quello elaborato da Rahner - ma ci sarebbe anche - nei suoi testi - l'indicazione di una via antropologica alternativa: una via che va "oltre il trascendentale" ma non "oltre il soggetto". L'indagine presente è un primo passo su questa via e un invito a percorrerla fino in fondo, anche per verificare la fecondità teoretica di una lezione balthasariana - quella sul "principio dialogico" - che attende ancora di essere pienamente valorizzata.
Come pregare? Cosa fare quando il dubbio e la stanchezza rallentano il cammino? Come abitare il silenzio? Cos’è l’umiltà? Come vivere la notte della fede? Molte sono le domande che nascono in un “cercatore di Dio”: queste lettere rispondono con dolcezza e pedagogia agli interrogativi posti da un giovane che desidera mettersi in cammino sui sentieri dell’avventura interiore. L’autore affronta con grande semplicità tutte le dimensioni della vita spirituale cristiana: brevi consigli da gustare e meditare per procedere con gioia e fiducia sul cammino della fede.
I testi qui raccolti sono stati pubblicati dal mensile cattolico francese Panorama.
Enzo Bianchi (Castel Boglione 1943), priore della Comunità monastica di Bose, è autore di numerosi testi sulla spiritualità cristiana e sulla grande tradizione della chiesa. Per le nostre edizioni ha pubblicato, tra l'altro, Ascoltare la Parola, preziosa introduzione alla “lectio divina”, Adamo, dove sei?, Non siamo migliori , Dare senso al tempo e presto uscirà Presbiteri: Parola e liturgia.
Per l’anno sacerdotale.
La parola di Dio nella vita del presbitero.
Come celebrare la messa?
Sono qui raccolte le riflessioni attorno a due snodi fondamentali del ministero presbiterale: il rapporto con la parola di Dio e la celebrazione della liturgia eucaristica. Apre il volume una “lettera” più personale, con indicazioni su come celebrare la messa affinché possa irradiare in pienezza la sua grazia sacramentale. Solo quando viene celebrata con autentica e rinnovata fede, la liturgia plasma la vita del presbitero.
Enzo Bianchi (Castel Boglione 1943), priore della Comunità monastica di Bose, è autore di numerosi testi sulla spiritualità cristiana e sulla grande tradizione della chiesa. Per le nostre edizioni ha pubblicato anche Ascoltare la Parola, preziosa introduzione alla “lectio divina”.
Per una comprensione spirituale ed esistenziale
del mistero centrale della fede cristiana
La ragione per riflettere sul legame tra la fede e la resurrezione di Gesù è duplice: da un lato la resurrezione è il fondamento della fede in Cristo Figlio di Dio; dall’altro lato sembra diventato molto difficile per la nostra epoca credere a questa resurrezione. Ma la fede nella resurrezione di Gesù non è il credere a un prodigio insolito o al mito di un altro mondo: è l’inserirsi in una visione di storia, è un orientamento di vita, una decisione di ogni istante, è un impegno a vivere una vita sempre nuova perché incessantemente strappata al compiacimento di sé, all’inerzia, alla sufficienza.
Joseph Moingt (Salbris 1915), gesuita, è considerato uno dei più grandi teologi francesi. Tuttora attivissimo, ha insegnato alla Facoltà dei gesuiti di Lyon-Fourvière, all’Institut catholique e al Centre Sèvres di Parigi. Dal 1968 al 1
La religione regna la' dove l'uomo sa che in definitiva deve essere riconoscente per la sua esistenza