Che cosa intende davvero Agostino quando parla della civitas Dei? È un ideale politico, una comunità invisibile, una realtà escatologica o il volto storico della Chiesa nel mondo? In questo saggio giovanile, Joseph Ratzinger affronta una delle questioni più decisive dell’eredità agostiniana: il significato della Città di Dio e il suo rapporto con la storia, la Chiesa e le forme terrene del potere. Nel confronto critico con Wilhelm Kamlah, il futuro Benedetto XVI sottrae Agostino sia alle letture teocratiche sia a quelle puramente idealistiche, restituendo alla civitas Dei la sua densità ecclesiale, spirituale e storica. Accompagnato da autorevoli commenti, il testo interroga temi ancora attualissimi: Chiesa e Stato, libertà religiosa, secolarizzazione, presenza pubblica del cristianesimo e destino della città degli uomini. Un’opera breve ma intensa, che invita a tornare ad Agostino per comprendere le tensioni profonde del nostro tempo.
Con tono brillante, ironico e sorprendentemente attuale, Sergio Ricossa accompagna il lettore in un viaggio attraverso la storia del pensiero economico. In una singolare cornice narrativa ambientata nell’anno 2450, dopo una misteriosa Catastrofe, un improbabile "Ricossa il Giovane" è incaricato di ricostruire la vicenda degli economisti e delle loro idee. Ne nasce un racconto vivace popolato da personaggi eccentrici, teorie ambiziose e clamorosi equivoci. Da Adam Smith a Ricardo, dai classici ai premi Nobel, nessuno sfugge allo sguardo pungente dell’autore, che smonta miti, svela contraddizioni e restituisce agli economisti la loro dimensione più umana. Un libro colto e divertente, che fa sorridere e riflettere, mostrando come dietro le grandi teorie si nascondano spesso paradossi, illusioni e imprevedibili fragilità. Prefazione di Lorenzo Infantino. Introduzione di Davide Giacalone.
Il mondo accelera, l'Europa arranca. Attraverso tre nodi geostrategici cruciali - Taiwan, Hormuz e il Bosforo - Thomas Gomart, voce di riferimento della geopolitica europea, traccia una mappa lucida e urgente di un pianeta fuori controllo. Un libro indispensabile per chiunque voglia capire le forze che stanno ridisegnando gli equilibri del XXI secolo. Sono tre i nodi geostrategici che condizionano l'intera architettura del potere mondiale: Taiwan, dove si gioca la guerra tecnologica tra Cina e Stati Uniti, con la taiwanese TSMC che controlla da sola il 53% della produzione mondiale di semiconduttori; lo Stretto di Hormuz, che si è rivelato un'arteria energetica indispensabile; il Bosforo, al cui controllo è intrecciata la guerra d'Ucraina con le sue drammatiche conseguenze sulle forniture di grano e sugli equilibri nucleari globali. Su questi tre nodi, Thomas Gomart, uno dei maggiori esperti europei di geopolitica, vede scaricarsi cinque grandi accelerazioni simultanee che riscrivono la mappa degli equilibri internazionali: il cambiamento climatico che moltiplica eventi estremi e pressioni sulle risorse naturali; la rivoluzione dell'intelligenza artificiale come nuovo campo di competizione tra grandi potenze; la trasformazione dell'emergenza economica dei paesi del Sud del mondo in rivendicazione politica; il confronto di Russia, Iran e Corea del Nord con l'Occidente; la corsa globale agli armamenti, con spese militari che tra il 2001 e il 2026 sono più che raddoppiate. In questo scenario l'Europa rischia di restare sempre più sola, sorpresa dagli eventi. Un libro per chi vuole orientarsi in un presente che corre più veloce della nostra capacità di comprenderlo.
«Siamo certi di volere la libertà? La domanda non è retorica perché, sebbene questa sia tra le parole più usate nell'Occidente democratico, non è certo che chi gode della libertà non desideri dominare e perfino essere dominato.» Poche parole sono pericolose come ‘libertà': la invochiamo tutti, ma non la intendiamo allo stesso modo. Due date ne scandiscono la storia moderna e sono legate a due opere fondamentali: nel 1859 John Stuart Mill pubblica "Sulla libertà" e, quasi un secolo dopo, nel 1958, Isaiah Berlin dà alle stampe "Due concetti di libertà". Da un lato c'è la libertà come autonomia, che prevede la tensione verso l'eliminazione di ogni dominio - privato e pubblico, sociale e politico - e trova spazio solo nei governi liberi; dall'altro, la libertà come non-interferenza, che vuole delimitare uno spazio entro il quale la scelta è assolutamente libera e non dipende necessariamente dalla natura dei governi. Spaziando tra riferimenti teorici di epoche diverse, che vanno da Machiavelli a Rousseau, da Thoreau ad Arendt, Nadia Urbinati discute le due visioni della libertà e sostiene la necessità di recuperare la lezione di Mill e di Thoreau: la libertà si vive insieme agli altri, ma riceve vigore dall'allenamento a non essere mai interamente coinvolti. Peraltro, una libertà intesa come semplice assenza di interferenza statale resta muta di fronte alle forme di dominio più insidiose del nostro tempo, prime tra tutte quelle dell'intelligenza artificiale e del controllo dei dati.
C'era una volta il Natale. Anzi, c'è ancora: solo che c'è da così tanto tempo che non ne conosciamo più la storia. Sapremmo dire perché il Natale si celebra proprio il 25 dicembre? O cosa c'entrano Stonehenge, le feste di Dioniso e i regali dei Saturnali romani con il presepe e le luci sull'albero? Alessandro Vanoli ci propone di fare un lungo viaggio alla scoperta delle tante storie che hanno inventato il Natale: dalla Natività ai Magi, da San Nicola alla Befana, dal solstizio d'inverno a Babbo Natale. Una storia sorprendente e divertente, fatta di riti antichissimi e tradizioni di famiglia. Perché sotto le lucine c'è molto più di quanto immaginiamo. E fa ancora meraviglia.
Zaffaroni affronta l'epopea dell'imperialismo, dal genocidio coloniale ai nostri giorni. Non si limita a tratteggiare un affresco sulla storia dei diritti umani e della loro violazione, ma offre una sorta di controstoria globale dei diritti dell'uomo. Marco Fioravanti, "Alias - il manifesto" I diritti umani hanno una ‘storia breve' e una ‘storia lunga'. Quella ‘breve' l'hanno scritta i Paesi del Nord, ricchi e sviluppati, e comincia con la seconda guerra mondiale. Quella ‘lunga' inizia invece nel 1492, con la cosiddetta ‘scoperta' dell'America e la creazione europea di un sistema coloniale e criminale. Il grande giurista Zaffaroni porta alla luce questa ‘storia lunga', occultata per giustificare tali atrocità con la sedicente superiorità della cultura colonizzatrice. Quando Cristoforo Colombo sbarcò nei Caraibi nel 1492, in quelle isole vivevano più di un milione di persone. Trent'anni dopo erano rimaste in mille. È qui che comincia la vera storia dei diritti umani: una storia criminale, un sistema fondato su omicidi di massa, sulla privazione di diritti e sulla deumanizzazione.
Che cosa c’entra il patriarcato con la crisi ecologica? E Dio, da che parte sta? Dominare le donne e sfruttare la terra non sono storie separate: si alimentano di gerarchie e immagini che anche il cristianesimo ha legittimato. Elizabeth E. Green segue l’incontro tra femminismo, ecologia e teologia, dalle pioniere alle voci di Africa, Asia e America Latina. Con chiarezza e con ironia, mette alla prova le idee di donna, natura e Dio. Senza idealizzare la maternità né assolvere la religione, apre una domanda decisiva: può la fede che ha sostenuto il dominio aiutarci a costruire relazioni capaci di custodire la vita? «Il punto è, che sebbene critiche della tirannia della teologia classica e patriarcale, le teologhe femministe alle quali questa introduzione è dedicata non hanno alcuna intenzione di separarsi dal messaggio cristiano! Ruether, per esempio, ha sempre ritenuto che il cristianesimo, come tutta la cultura Occidentale, è sì condizionato dalla casa patriarcale nella quale è cresciuto ma non è da essa determinato. In altre parole, il cristianesimo non si riduce al patriarcato, ma lascia uno spazio di manovra che, insieme ad altri e altre, le teologhe ecofemministe stanno allargando». (Elizabeth E. Green)
Donald Trump alza una Bibbia davanti alle telecamere. Ma quale America vuole costruire nel suo nome? Tra leader religiosi che lo benedicono, consiglieri alla Casa Bianca e movimenti che invocano una «guerra spirituale», la fede diventa un programma di governo. E la sua idea di cristianesimo arriva a scontrarsi persino con papa Leone XIV. Paolo Naso racconta da dove viene l’alleanza che cementa il nazionalismo cristiano, perché milioni di credenti vi si riconoscono e come sta cambiando le istituzioni, la politica estera e il futuro della democrazia americana. Una storia che riguarda anche noi.
Questo testo vuole essere un viaggio all’insegna della "mistica del cuore", vissuta attraverso l’esperienza dei grandi cammini dei primi eremiti, asceti protocristiani o "santi" sufi musulmani. Nel rievocare antiche sapienze, questo saggio intende manifestare la religiosità e la metafisica, l’erudizione e le contaminazioni culturali, ponendosi esso stesso come pellegrinaggio nel deserto interiore, fra monasteri, angeli e arcangeli cristiani e musulmani, martiri e icone, capolavori d’arte, poeti, artisti, mistici e filosofi. Mostrando migrazioni, invasioni e incroci culturali dei "cammini spirituali", fra luoghi, memorie, immagini e tradizioni della fuga mundi, queste pagine spaziano dall’Asia Minore alla Cappadocia, dalle città dell’Apocalisse alle rotte del Mediterraneo orientale, dai Paesi dell’Est all’Occidente Jacobeo, dalle vie baltiche alle tracce norvegesi di un santo vichingo. L’autrice accosta emozioni e storie, immagini e frammenti di un unico grande itinerarium, da cogliere, interpretare, colmare e anche da vivere interiormente. Il pellegrinaggio, che costituisce il filo conduttore dell’opera, appare dunque come una forma di conoscenza incarnata, un moto antropologico originario, ancestrale, inscritto nella struttura profonda dell’esperienza umana e dei suoi orizzonti.
A volte basta fermarsi un momento e guardarsi attorno. Il volto di una persona incontrata per caso, la meraviglia improvvisa di un paesaggio, un fatto lieto o doloroso della giornata: ogni cosa può custodire un significato che sfugge alla fretta. È questo lo sguardo che l'autore di questo libro ci propone e che pratica lui stesso: quello di un uomo, di un sacerdote, di un vescovo, e prima di tutto di chi ama profondamente ciò che ci rende umani. Si sofferma sulle giornate vissute, ne assapora il gusto, cerca una luce, intravede una speranza. Pagina dopo pagina, il lettore viene preso per mano e invitato a fare suo questo modo di guardare. Non offre risposte preconfezionate, ma aiuta a ritrovare i motivi per sperare, la spinta a guardare lontano e, insieme, la propria umanità. E a riscoprire, nelle pieghe del tempo che scorre, quanta bellezza ci sia ancora da vedere. Nel novembre 2017 il vescovo di Pinerolo, mons. Derio Olivero, ha inaugurato la rubrica «Le parole per dirlo», che esce settimanalmente su «L'Eco del Chisone», un incontro con i lettori del giornale che è diventato un appuntamento fisso e molto atteso. Questo volume raccoglie parte di questi scritti pubblicati negli anni 2024, 2025 e 2026. Un primo volume, Insieme, nel tempo, pubblicato nel 2021, raccoglieva gli scritti dal 2017 al 2020, e un secondo, Compagni di viaggio, quelli dal 2021 al 2023.
Cento anni dalla nascita di Joseph Ratzinger: un anniversario che non è solo memoria, ma una bussola per il futuro. In queste pagine, Mons. Giampaolo Crepaldi - vescovo emerito di Trieste, tra i massimi esperti di Dottrina sociale della Chiesa - ci conduce nel cuore del magistero sociale di Benedetto XVI, svelandone il valore intrinseco e l'inaspettata freschezza. L'insegnamento sociale del Papa teologo rivela oggi una sorprendente attualità e una straordinaria forza profetica, capace di orientare il cammino della Chiesa di fronte alle sfide della modernità, a partire dall'avvento dell'intelligenza artificiale. Attraverso un'analisi rigorosa, l'Autore ci guida alla scoperta dei fondamenti sociali del magistero di Benedetto XVI, restituendoci così l'eredità viva di uno sguardo lungimirante indispensabile per interpretare il nostro tempo.
"Le riflessioni sul De civitate dei" di p. Nello Cipriani rappresentano indubbiamente un'efficace introduzione alla lettura della maggiore opera del grande vescovo d'Ippona; l'autore ci offre sia uno sguardo sintetico sulla natura e sulla logica interna dell'opera, sia un'importantissima panoramica delle questioni fondamentali che agostino si è trovato ad affrontare. "Pochi libri hanno esercitato tanta influenza nella storia e nella cultura umana quanto il "De civitate dei" di Sant'Agostino d'Ippona. È stato detto che, dopo il Vecchio ed il Nuovo Testamento, lo scritto agostiniano è quello che ha maggiormente influito sulla civiltà occidentale ed è stato anche osservato che il De civitate era gravido di avvenire perché in esso erano contenuti in germe gli sviluppi di gran parte del pensiero politico e sociale successivo. Si aggiunga che tra i capolavori dell'Ipponate, il De civitate è senza dubbio da porre al primo posto, costituisce la somma della sua produzione letteraria, è una vasta sintesi teologica, filosofica, storica e morale, che racchiude le più sincere ed acute espressioni di quella mente superiore e di quell'animo ardente". Il testo inedito di Nello Cipriani è una, se non la maggiore, opera di approfondimento del "De civitate dei".