Il Cazzabubbolo ciuschero è un lemmario alfabetico di insensatezze patafisiche e di verità instabili, progettato per una lettura fuori dagli schemi. Ogni voce distorce la realtà attraverso un filtro ironico e ricercato, mescolando etimologie creative, speculazioni filosofiche e aneddoti personali. L'Autore gioca con i contrasti, saltando dalla satira sociale alla citazione dotta con uno stile ricco di virtuosismi verbali e paradossi. È un'opera complessa e volutamente irriverente, un'esplorazione del grottesco celato nell'ordinario, un invito a guardare il mondo da una angolazione diversa: quella di chi ha smesso di cercare il senso e ha scelto di abbracciare la libertà.
Amare la politica propone un percorso. Si parte dall’individuazione dei "mali" che ammorbano la politica per provare, passo dopo passo, a ripercorrerne il senso, i (veri) protagonisti, gli "spazi", i possibili e grandi obiettivi che deve darsi, sia per diventare di nuovo una dimensione appassionante per molti, sia per ritrovare la propria anima a servizio del "noi". Senza trascurare aspetti particolari, e costitutivi, di una buona politica (dalla formazione all’attenzione prioritaria ai poveri e alle fragilità), giungendo a indicare nuovamente, con convinzione, il trinomio democrazia, cittadinanza, partecipazione. Sta qui - è la tesi che emerge dai diversi contributi raccolti nel libro - l’antidoto alle posizioni preconcette, ai populismi e alle loro forzature, alle falsità spacciate per verità incontrovertibili, alle bugie ammantate di buon senso, alla trasformazione della politica in tifoserie gridate sui palcoscenici reali e digitali.
La vita ti ha ferito? Sei stanco di subire il male l'ingiustizia? Cosa si agita nel tuo cuore quando fai esperienza del dolore?
Padre Claudio Soldavini non offre risposte preconfezionate, né promette di eliminare la sofferenza, ma ti invita a un percorso di cambiamento profondo: la "trasfigurazione" del male che farà scoprire che hai «la possibilità di far fiorire su di esso qualcosa di nuovo».
Accogliere l'invito a intraprendere un cammino personale di ricerca per scoprire la verità di te stesso, illuminato dalla sapienza della Scrittura, significa capire come sia importante porsi nel giusto atteggiamento, trovare un nuovo senso e una via di rinascita per imparare a trasfigurare la sofferenza in saggezza, speranza e coraggio.
Il frutto di questo itinerario è un cambiamento interiore, la possibilità di poter rileggere la tua vita da un' altra prospettiva per un cammino di risanamento che trasforma le ferite nel tuo punto di forza.
Il libro, che raccoglie alcune riflessioni del Magistero di Papa Leone XIV, è un invito a riscoprire il cuore vivo del Vangelo: il perdono come gesto libero, preveniente, capace di spezzare il ciclo del male. In queste pagine il Santo Padre conduce il lettore a contemplare un paradosso profondamente cristiano: il vero perdono non nasce come risposta al pentimento, ma come suo annuncio. Non attende che l’altro si converta, ma gli corre incontro, come il padre della parabola che abbraccia il figlio ancor prima che questi pronunci una sola parola. Papa Prevost mostra come la giustizia di Dio non coincide con la punizione, ma con la misericordia. Dio non ignora il male, non lo minimizza: lo vede, lo prende sul serio e lo redime, assumendolo su di sé. È in questo mistero - nella Croce che trasforma l’ingiustizia in salvezza - che si rivela la vera misura del perdono cristiano. Un libro che è un percorso da vivere: un incoraggiamento a lasciarsi toccare dalla misericordia e a diventare, a propria volta, segno visibile di un amore che non chiede nulla in cambio.
Che cos’è la compassione? Non semplice pietà, ma Gianfranco Santini partecipazione profonda al dolore altrui, fino a farsene carico. In queste pagine Gianfranco Santini ci guida in una "scuola" speciale, dove i maestri sono santi e beati che hanno trasformato la sofferenza in amore: da Camillo de Lellis a Madre Teresa, da don Gnocchi a Giorgio La Pira. Sette racconti, tratti da vicende reali e ricreati con sensibilità narrativa, mostrano come la compassione sia il linguaggio stesso di Dio e la via più alta per vivere da cristiani nel mondo.
Settant’anni fa Bonifaas Luykx pubblicò uno studio sulle origini dell’Ordo missae che segnò una svolta decisiva nella ricerca su questo tema. Nel corso dei decenni successivi numerosi studiosi hanno arricchito il panorama degli studi in questo ambito e, al tempo stesso, sollecitato una nuova valutazione delle ipotesi di Luykx. Il presente volume propone per la prima volta una traduzione italiana del suo contributo, accompagnata da una revisione accurata e da un aggiornamento delle note a piè di pagina. Un’ampia bibliografi a degli studi sull’Ordo missae classico e sul nuovo Ordo missae offre a studenti e studiosi uno strumento di riferimento solido e aggiornato per ulteriori ricerche.
Filomena (Minuccia) Cerni (Airola - BN 1918-1946) da giovane donna coltivò molti interessi: lettura, musica, volontariato in associazioni religiose... Influenzata dalle sue frequentazioni dell’ambiente religioso passionista, ebbe il desiderio di far parte di quella grande famiglia e nella notte di Natale del 1936, nel segreto del cuore, fece voto al Signore di vivere in castità, amore e preghiera. Il suo sogno di divenire suora passionista non si realizzò; la Congregazione non l’accolse a motivo della sua malferma salute e per la forte miopia. Tuttavia, benché non poté indossare l’abito delle Passioniste, conformò all’ideale di esse la propria esistenza, in azioni, preghiere, spirito ed esempio di vita, in tutto simile a santa Gemma Galgani, suo ideale di vita. Colpita da grave malattia, a seguito di una lunga e dolorosa agonia spirò, dopo aver fatto un altro voto segreto: dare la sua vita in cambio di quella del fratello Gigetto, prigioniero di guerra.
Questo messale feriale riporta, nelle pagine in latino, i testi del “Missale Romanum” e delle letture ricavate secondo le indicazioni ufficiali dalla “Nova Vulgata”; nelle pagine affiancate in italiano, i testi del “Messale Romano” e del “Lezionario” approvati dalla CEI.
Cosa accadde nella notte in cui Gesù consumò l’ultima cena con i discepoli? Spezzare il pane e versare il vino, il dono del corpo e del sangue di Gesù sono i due gesti più crari e solenni per tutti i credenti. In un vero e proprio dossier Ermenegildo Manicardi rintraccia in cinque testi - gli elementi che possono contribuire a una più attendibile ipotesi storica sui doni che Gesù ha voluto fare nell’imminenza della sua morte.
La guerra di Liberazione fu insieme guerra civile contro i fascisti e guerriglia contro l’occupante nazista. Costituì il punto d’approdo del distacco popolare dal fascismo e, al contempo, un’assunzione di responsabilità civile. Quell’ansia di riscatto e quella spinta al cambiamento costituirono la volontà fondativa della democrazia italiana. Su di essa si innestò e prese forma una Carta costituzionale dal valore programmatico, che disegnava la democrazia repubblicana per cui si era combattuto. Il libro indaga questa duplice dimensione: la conquista della libertà attraverso la partecipazione e l’impegno nella lotta, e la democrazia che si fa strada nella ricostruzione della vita civile locale e che si afferma nel potere costituente. La Costituzione emerge così come un corpo vivo, frutto originale di un intreccio indissolubile di memoria critica del passato, urgenze del presente e aspettative del futuro. Un prologo, un libro aperto sul futuro.
Dal referendum del 2 giugno 1946 alle elezioni del 27-28 marzo 1994 si snodano i quasi cinquant’anni della prima fase del «lungo dopoguerra italiano». Questo volume concentra l’attenzione sul ruolo delle istituzioni repubblicane e sul loro continuo intrecciarsi con le trasformazioni sociali, economiche e politiche del Paese. Le istituzioni in movimento, dunque, mai immobili: dal consolidarsi e poi incrinarsi del sistema politico al protagonismo mutevole dei partiti, dalle metamorfosi del modello di governo al progressivo ridimensionamento del Parlamento. Sullo sfondo, il peso decisivo del presidente della Repubblica, l’entrata in scena delle Regioni a statuto ordinario, la vitalità delle autonomie locali, il ruolo della Corte costituzionale, l’azione dei grandi corpi dello Stato, delle magistrature, dei sindacati e degli interessi organizzati, i primi passi dell’unità europea. Una riflessione che illumina le continuità e le fratture della democrazia italiana nella sua fase più delicata.
Letizia Moratti, che incrocia la storia personale e l’impegno civile e politico. Ci sono l’infanzia, la formazione, l’incontro con Gian Marco Moratti, i figli, ma anche la fede e la fondazione della comunità di San Patrignano. E poi gli incarichi pubblici in Rai come presidente, a Milano come prima donna sindaco della città e oggi in Europa, al Parlamento. Ma soprattutto la sfida di Expo: fortemente voluta e destinata a cambiare il volto della metropoli lombarda in modo radicale. Molti gli incontri e i retroscena raccontati per la prima volta: la caccia ai voti per vincere la sfida con Smirne, l’impegno di una donna che, da sola e a sue spese, gira cinque continenti attivando o rilanciando relazioni internazionali di grande rilievo strategico. La ritroviamo scortata da uomini armati di mitra nella foresta della Colombia, coinvolta in un blitz a Londra, «sequestrata» a Washington da parte degli uomini della sicurezza del presidente per un incontro al vertice. Ma a muoversi in quell’occasione fu tutta la squadra italiana: da Berlusconi a Prodi e D’Alema. Un modello che forse tuttora ha da insegnare qualcosa all’Italia divisa di oggi perché il Paese - e Milano in testa - può ancora puntare a sfide importanti.