Che cosa differenzia un expat da un migrante? In questo libro si parla di expat e di migranti mescolando con misura considerazioni e racconti di storie anche autobiografiche. Lo si fa dall’esterno, cioè da parte di chi osserva l’ondata di migranti infrangersi, in senso reale e in senso metaforico, sulle coste dei paesi-fortezza. E lo si fa dall’interno, ovvero a partire dalla condizione di chi ha provato l’espatrio e/o la migrazione, due aspetti di un fenomeno antico e moderno.
Anche se gli expat hanno i documenti in regola, denaro in banca e un buon posto di lavoro, la vita non è rosea neanche per loro. Ancor meno per i migranti che nessuno vuole, “povera gente! lontana da’ suoi, in un paese qui che le vuol male”. Eppure entrambi conoscono qualcosa di speciale: la libertà dei migranti.
Uno dei personaggi più affascinanti e divertenti di Georgette Heyer, Venetia Lanyon è una giovane donna cresciuta in totale isolamento a causa di un padre freddo e distante, che anni prima, alla morte della moglie, aveva deciso di rinchiudersi con i figli nella tenuta di, campagna. Sua unica compagnia i libri, il fratello minore Aubrey, sempre immerso nello studio, e un grande senso dell'umorismo. Giunta ai venticinque anni, Venetia immagina per sé un futuro solitario: da un lato i corteggiatori noiosissimi e dall'altro l'indipendenza economica le fanno ritenere che non sposarsi possa essere la soluzione migliore. All'improvviso però nella sua vita precipita lord Damerel, vicino di tenuta e libertino dalla reputazione orribile, con cui Venetia condivide da subito il senso dell'umorismo e la passione per discussioni argute.
Tra la fine dell'estate e l'autunno 1921, Pavel A. Florenskij teneva un corso decisivo per gli studenti dell'Accademia teologica di Mosca. Nei difficili tempi della smobilitazione generale, portava avanti il suo insegnamento di storia della filosofia con un atto di profonda onestà intellettuale e di resistenza. Forse temendo che potessero essere le sue ultime lezioni - siamo all'indomani della Rivoluzione, in pieno processo di nazionalizzazione dei beni religiosi - Florenskij ha tentato di riprendere tutti gli argomenti affrontati in lunghi anni di ricerca filosofica e teologica. Il privilegiato incontro con gli studenti che amava è rimasto indelebile in una serie di appunti: di recente riscoperti in Russia, vengono qui restituiti ai lettori nella traduzione integrale.
Perché ridere fa bene? Perché la risata permette di liberarci dai nostri impulsi inibiti in modo piacevole e non danneggiando gli altri e perché scarichiamo l'aggressività senza compiere atti aggressivi. Per questo, oltre alla lunga tradizione di scritti umoristici, anche la psicoanalisi ci viene in soccorso: è dagli scritti di Freud sul motto di spirito che il riso con i suoi meccanismi è al centro dell'indagine analitica. Ridere, e capire come e perché ridiamo, è veramente importante per tutti noi. Mario Farné con "Guarir dal ridere" ci offre un excursus sui meccanismi che animano le dinamiche del riso, e raccoglie per ogni tipo di «battuta» un vero e proprio catologo di storie umoristiche.
"Questo libro è stato scritto per le persone che si interessano al proprio corpo, al proprio essere e alla propria voce. Il metodo che qui espongo dà la possibilità di accedere al proprio mondo interiore e di essere presenti con il corpo e con la voce nello spazio circostante". Così introduce il proprio lavoro Maria Höller-Zangenfeind: il testo, frutto di una ricerca durata anni, nasce dalla forte esigenza dell'autrice di trasformare il raffinato lavoro con il respiro della sua maestra Ilse Middendorf, riflessivo, contemplativo e introvertito, in voce, in espressione di sé e relazione con l'esterno. Maria Höller sviluppa a partire da queste premesse il metodo Atem-Tonus-Ton ('Respiro-Tono-Suono'), una ricerca molto originale sulla voce in cui vi è continua alternanza tra interno ed esterno, tra raccoglimento ed espressione di sé. È molto chiaro in questo processo il ruolo che ha non soltanto l'espirazione ma l'intero ciclo respiratorio. Ogni intervento attivo fatto durante l'espirazione è preceduto da un'inspirazione accurata e libera, ed è proprio durante l'inspirazione che avviene il cambiamento. È durante l'inspirazione che il corpo si apre, crea spazi di risonanza, costruisce piano piano una memoria che renderà sicura ogni futura esecuzione. Il libro (corredato di una lunga serie di esercizi, spiegati e illustrati nel dettaglio) conduce dunque attraverso la scoperta e la costruzione degli spazi del respiro e degli spazi di risonanza, proponendo al lettore anche l'esplorazione e la percezione di spazi raramente presi in considerazione. Una vera mappa di risuonatori. Un metodo che si rivolge a chiunque sia interessato a utilizzare la voce come strumento di esplorazione personale, e naturalmente di grande interesse per cantanti, strumentisti, performer, terapeuti e per tutti coloro che lavorano con la voce e con il respiro.
Questo studio ruota attorno all’approfondimento delle categorie di "esperienza" e di "contingenza" nella filosofia di Günther Anders (1902-1992), mostrando in quale misura esse - nonostante le numerose "cesure" che lo stesso autore ha individuato all’interno del suo pensiero - siano da considerare un elemento di unione di tutta la sua produzione intellettuale. Tali categorie vengono declinate in relazione alle diverse fasi del pensiero di Anders e alle rispettive discipline cui egli approda progressivamente nel corso della sua formazione filosofica, vale a dire la fenomenologia, l’antropologia filosofica, l’esistenzialismo e infine l’etica della tecnica, offrendo un rinnovato ritratto di uno dei più profondi e stimolanti critici della civiltà tecnica.
Il giornalismo non è morto e non morirà, almeno finché ci saranno notizie e storie da raccontare, e finché ci sarà un pubblico. Ma è innegabile che siamo tutti alla ricerca di nuovi modelli per aggirare la crisi. In questo senso il digitale offre enormi opportunità che vanno analizzate, studiate, capite e messe in pratica. E bisogna farlo seguendo due stelle polari: l'attenzione per il lettore e quella per i contenuti. In quest'ottica, seo, social, membership, paywall, newsletter, instant messaging, metriche, non sono più semplicemente parole di moda, ma diventano strumenti organici che vanno a comporre nuove e fondamentali competenze che non possono mancare al giornalista di oggi e di domani: il digitai content management. Questo testo è una guida contemporanea, teorica e pratica, pensata per il giornalista o per gruppi di giornalisti che vogliano acquisire nuove competenze, sia per metterle al servizio di grandi testate e gruppi editoriali, sia per intraprendere proprie strade alternative indipendenti, con uno sguardo all'autoimprenditorialità.
Il matrimonio tra giornalismo e marketing, ancor più che tra Montecchi e Capuleti, è sempre stato impossibile da celebrare. Ma i tempi cambiano e quello che prima suonava come un'onta giornalistica oggi, sotto certi aspetti, non solo è ammesso ma sta rappresentando un nuovo importante settore per il giornalismo. Grazie al web (blog, Facebook, Twitter, YouTube, ecc.) le aziende decidono da sole dove, quando e soprattutto cosa e per chi pubblicare una notizia. Il brand journalism, che ha avuto notevole impulso dal 2004 negli Usa, si occupa di comunicare tutto ciò che ruota attorno a un marchio (brand) con lo scopo di informare i lettori sulla storia dell'azienda. Lo fa con gli strumenti e le regole proprie del giornalista. Il brand journalist, non inganna il lettore, non gli deve vendere nulla, ma gli mette a disposizione ciò che gli occorre per approfondire la conoscenza del marchio di cui è, o potrebbe, diventare cliente. Questo manuale di brand journalism, primo in Italia, fornisce caratteristiche, strumenti, tecniche e regole di quello che rappresenta una nuova grande opportunità per i professionisti dell'informazione. Prefazione di Daniele Chieffi.
In questa sua ultima opera, lo studioso Zygmunt Bauman, che ha spiegato la postmodernità attraverso l'illuminante immagine di una «società liquida», affronta per la prima volta - in uno scambio con il giovane scrittore Thomas Leoncini - il mondo delle generazioni nate dopo i primi anni '80, quelle che a una società liquida appartengono da nativi. E, come sempre, Bauman coglie la realtà nella sua dimensione più vera e profonda, analizzandone i fenomeni considerati più effimeri. La trasformazione del corpo, i tatuaggi, la chirurgia estetica, gli hipsters, le dinamiche dell'aggressività (e in particolare il bullismo), il web, le trasformazioni sessuali e amorose. L'ultima lezione di un'icona della cultura, capace di parlare a tutti con un linguaggio comprensibile e mai riduttivo.
Emma Slade ha trentun anni, un lavoro prestigioso nella finanza internazionale e un'ambizione sconfinata, quando, durante un viaggio d'affari a Jakarta, si ritrova presa in ostaggio nella sua camera d'albergo, una pistola puntata al petto, e il suo mondo improvvisamente crolla. Ne esce miracolosamente illesa, ma la sua vita, dopo, non sarà più la stessa. Abbandonata la carriera nel business, inizierà a viaggiare e a scoprire il potere benefico dello yoga, della meditazione e della filosofia buddhista. Solo in Bhutan, dove sarà la prima occidentale a venir ordinata monaca, riuscirà finalmente a riaprire il suo cuore, ritrovando nell'amore verso il prossimo la gioia di vivere.