Una Milano, con i suoi condomini giganteschi, le piazzette, certi grovigli di vicoli, che è insieme ritratto della metropoli in un preciso momento storico e simbolo della babele d'ogni tempo. Su questo sfondo si muove il protagonista di "Un amore": un uomo inconsapevole di aver atteso troppo, che è rimasto nell'intimo un giovane e crede che il sentimento possa compiere miracoli. E così il professionista maturo si innamora perdutamente di una donna giovanissima, ma già carica della cinica spregiudicatezza e della stanchezza morale di un'epoca. Unico romanzo erotico di Buzzati, "Un amore" sorprese al suo primo apparire i lettori abituati alle consuete tematiche dello scrittore. Eppure anche queste pagine apparentemente "diverse" continuano l'indagine nelle inquietudini dell'uomo contemporaneo - e dell'uomo tout-court - esplorando la dimensione del sentimento e descrivendo la parabola di un amore vero, di esemplare limpidezza, destinato a smarrirsi nella menzogna come in un labirinto.
Don Dolindo è stato un sacerdote umile e nascosto, non cercò mai la gloria letteraria: scrisse solo per condurre le anime a Dio. La sua opera monumentale, nutrita di preghiera e sacrificio, non fu altro che un’estensione del suo ministero sacerdotale, vissuto fino all’ultimo come offerta per la salvezza delle anime. In queste pagine affiora il suo spirito infaticabile, la sua carità paterna e materna, il suo abbandono totale alla volontà divina. Don Dolindo, anche quando perseguitato e frainteso, seppe rispondere con umiltà disarmante, trasformando ogni sofferenza in occasione di offerta e redenzione. Leggere i suoi scritti significa entrare in una pedagogia spirituale viva, ardente, dove la conoscenza delle Scritture si intreccia con la testimonianza concreta di un’esistenza consumata nell’amore. In un mondo che parla troppo e vive poco, la sua figura si staglia come un faro di coerenza, di preghiera incarnata, di fede viva e soprattutto come un campione di umiltà che ci insegna con il suo esempio e con i suoi scritti.
Claudio CircelliÈ nato a Napoli nel 1959. Dopo la laurea in sociologia ha conseguito il diploma di scuola magistrale e ha insegnato nella scuola primaria per quasi 15 anni. Attualmente insegna agli adulti in un Istituto Penitenziario della Campania. È Postulatore delle Cause dei Santi e giornalista iscritto all’albo. Ha pubblicato “Il Quattr’ore” e “Dov’è Bubbolo” (due libri per l’infanzia), “Padre Pio e la sofferenza redentiva” e “Don Dolindo Ruotolo, devoto delle anime purganti” (con don Marcello Stazione) e, per le Clarisse dell’Immacolata, “Madre Maria Pia Miari: la monaca guerriera di Dio”.
La consapevolezza della caducità dell’esistenza è una caratteristica esclusivamente umana, così come la capacità di elaborare strategie che affranchino dal pensiero ossessivo della morte. Quelle concepite sinora – la resurrezione, il paradiso, la reincarnazione –, tuttavia, oggi non ci bastano più, né ci basta il pensiero di continuare a vivere attraverso la nostra discendenza biologica o le opere che lasciamo dietro di noi. Resta un’unica opzione, un’idea folle che si sta trasformando in un preciso disegno: la conquista dell’immortalità grazie alla scienza. Solo nell’ultimo decennio sono apparsi più di trecentomila articoli sull’invecchiamento e l’estensione della vita, e oltre settecento aziende emergenti hanno investito complessivamente decine di miliardi di dollari nell’impresa. Ma quanto è realistico tale mirabolante sogno? Quali sarebbero le implicazioni etiche di trattamenti o manipolazioni volti ad aumentare indefinitamente la durata della vita? E quali le conseguenze sociali, economiche e politiche? Domande incalzanti, e capitali – ora che la risonanza di queste ricerche e le aspettative, spesso illusorie, da esse suscitate sono al culmine –, alle quali Ramakrishnan cerca di rispondere attraverso un’analisi approfondita della fisiologia dell’invecchiamento e delle tecniche allo studio per contrastarlo, gettando luce nel contempo sulla realizzabilità della più avveniristica delle sfide: far sì che «tutti muoiano gio- vani – dopo molto, molto tempo».
Tra le più importanti matrici intellettuali dell'Europa L'eredità romana non consiste solo in grandi monumenti, anfiteatri, acquedotti o strade, ma soprattutto nel suo diritto, un contributo originale, da cui si sviluppò la scienza giuridica, ancora oggi una grammatica condivisa, trama e ordito delle società e del potere. Essa si dispiega dall'universo medievale, il suo apogeo, alla rivoluzione americana e francese, al trionfo del capitalismo borghese fino al primo Novecento. Da Roma e Bisanzio (con Giustiniano), a Bologna, la prima facoltà di diritto, che lo diffuse in tutta l'Europa cristiana, il diritto romano è rimasto la principale fonte d'ispirazione dell'Europa continentale, dalla Francia di Napoleone alla Germania, dove ha vissuto una ennesima giovinezza nella temperie romantica della scuola storica di von Savigny.
Scott Hahn nos invita a mirar al sacerdote como padre y protector de la gran familia cristiana.
Scott Hahn, teólogo católico y padre de familia numerosa, nos invita a mirar al sacerdote como padre y protector de la gran familia cristiana. Cuando los hombres comprenden de veras qué es el sacerdocio, se sienten instintivamente atraídos hacia él.
Quienes son ordenados reciben el poder de realizar acciones totalmente divinas, y son muchos los llamados a esa tarea en servicio de todo el pueblo cristiano. Scott Hahn ofrece aquí un libro de la máxima actualidad, útil también para los momentos de discernimiento.
Un viaje a través de algunas de las historias más significativas de todos los tiempos, que han inspirado durante siglos a millones de personas.
Seis pensadores cristianos abordan una colección de parábolas con el mismo propósito que tuvo Jesús: ayudarnos a razonar sobre el sentido de la vida y afrontar con confianza el propio camino.
Las parábolas del buen samaritano, de la cizaña y del sembrador, la de los talentos, el tesoro escondido y el siervo impenitente ayudarán al lector a encontrar la inspiración adecuada para sobrellevar tantos momentos difíciles.
La escuela no tiene que tratar solo de ser una buena escuela, ni siquiera la mejor. Debe tener el coraje de salir de sí misma y comprometerse con la construcción de un mundo mejor.
Una escuela o una familia que desea educar con sentido cristiano es, en sí, una comunidad creativa y abierta. Su fe se hace cultura, y arraiga en escenarios muy diversos.
La escuela no puede tener un horizonte autorreferencial, ni tratar solo de ser una buena escuela, ni siquiera la mejor. No puede vivir para su propia autopreservación, sino para responder con valentía a los desafíos del presente y del futuro. Debe tener el coraje de salir de sí misma y comprometerse con la construcción de un mundo mejor.
Este libro se dirige a todo aquel que, para educar, desee inspirarse en los grandes principios de convivencia que la fe cristiana ha traído a nuestra civilización.
Cómo fue la mirada del fundador del Opus Dei sobre la liturgia, y sobre la Misa como corriente trinitaria de amor. Así se explica en este libro, al hilo de su biografía y del contexto del Concilio Vaticano II.
El autor explora la relación del fundador del Opus Dei con la liturgia, al hilo de su biografía y del contexto del Concilio Vaticano II. Se detiene así a considerar la Misa como corriente trinitaria de amor, y centro y raíz de la vida del cristiano, que debe prolongar su efecto durante toda la jornada.
Para ello, recurre a abundantes citas textuales de san Josemaría y, al hilo de ellas, ofrece un comentario detenido de la Santa Misa.
JUAN JOSÉ SILVESTRE (1973) es licenciado en Derecho y en Historia de la Iglesia. Sacerdote, doctor en Sagrada Liturgia por el Pontificio Istituto Liturgico SantAnselmo de Roma, ha sido profesor de Teología litúrgica en la Pontificia Universidad de la Santa Cruz y consultor del Ufficio Celebrazione Liturgiche del Sommo Pontifice y del Dicasterio del Culto Divino. En la actualidad es profesor de Liturgia en la Facultad de Teología de la Universidad de Navar
La oración es uno de los tesoros más sublimes porque supone tener hilo directo con Dios, y este libro nos ayudará a descubrir sus diferentes facetas.
«Donde esté tu tesoro, allí estará tu corazón», nos dice Jesús en el Evangelio. La oración es uno de los tesoros más sublimes porque supone tener hilo directo con Dios. Si la fe cristiana es un encuentro, la oración es el cauce.
En esta obra, Jacques Philippe y varios autores más nos ayudarán a descubrir las diferentes facetas de la oración y los medios que la Iglesia nos ofrece para alimentarla y hacerla parte de nuestra vida.