Illustrare la storia del rapporto tra fede e ragione, insieme alle questioni storiche riguardanti la relazione tra teologia e filosofia, lungo l'intricato percorso della storia millenaria dell'apologetica cristiana, è l'obbiettivo principale di questo libro. Infatti, la storia del rapporto tra l'atto di fede e la facoltà della ragione trae la sua vitalità primaria e originaria dalla storia dell’apologetica cristiana. Entrambe rappresentano due aspetti dell'unica realtà. Una storia comune forgiata dagli sforzi ponderati, intelligenti, fiduciosi e responsabili di apologeti concreti che, nelle loro conquiste teologiche, hanno cercato di elaborare un'interpretazione che onori la fede cristiana e che sia in grado di discutere non solo sul come, ma anche sul perché delle cose.
Nella sua veste storica, l'apologetica cristiana rivela le linee maestre del cammino teologico proprio là dove homo est capax Dei, ratio est capax fidei, philosophia est capax theologiae, e viceversa. Si tratta delle linee maestre di una storia scandita da specifici paradigmi di pensiero che vengono accettati come evidenti durante i secoli, finché non si presenta la necessità del loro cambiamento. Ogni cambiamento paradigmatico nell'apologetica cristiana si spiega sulla base di un determinato contesto spirituale-intellettuale-culturale, che a sua volta è una delle chiavi di interpretazione del medesimo.
Con questo agile testo, vogliamo proporvi un percorso che rimetta davanti ai nostri occhi le intuizioni bonhoefferiane sotto molteplici aspetti e che, a partire da esse, ci consenta di capire meglio qual è il nostro compito oggi, con il il pensiero e con l'azione, per dire e fare qualcosa di sensato in una situazione inquieta e perigliosa come non mai dai tempi tragici che sconvolsero il mondo e portarono l'Europa al suicidio. Quelli nei quali Dietrich Bonhoeffer visse e morì camminando eretto.
In principio il “noi” rivela il cuore relazionale della creazione biblica. Il lettore è condotto in un viaggio esegetico attraverso i primi undici capitoli della Genesi, in cui ogni racconto, dalla creazione dell’uomo e della donna alla caduta, dal dramma di Caino e Abele alla Torre di Babele, testimonia l’importanza della fraternità. Con competenza esegetica e sensibilità pastorale, l’autore mostra come il testo sacro non descriva semplicemente eventi primordiali ma proponga un’antropologia della relazione. Il “noi” originario non è un’utopia perduta ma un orizzonte sempre aperto: anche nelle situazioni più drammatiche, la Scrittura indica la strada per ritrovare la fraternità.
Informazioni sull'autore
Roberto Tadiello, frate cappuccino residente a Venezia, dirige l’Istituto Teologico “Laurentianum”, dove insegna Antico Testamento, ed è docente presso il Seminario Patriarcale.
"Le Lettere ai Rocchigiani costituiscono un diario di bordo della navigazione della Pro Civitate Christiana. Scegliendo tra di esse secondo sapienti percorsi tematici e all'interno degli appuntamenti storici della Cittadella, si mette a disposizione dei lettori una chiave per comprendere il cammino di fede di una comunità sotto la guida attenta e responsabilizzante del suo fondatore. Rocca fu uno dei primi strumenti pensati e creati da don Giovanni. E poi la Casa Editrice, L'Osservatorio cristiano con la grande Biblioteca, la Fonoteca, la Galleria d'arte, insieme al Corso di studi di agosto, a quello per i giovani di dicembre e agli appuntamenti teatrali, cinematografici e musicali per annunciare Cristo con gli strumenti messi a disposizione dalla comunicazione contemporanea" (Dalla Prefazione di Mariano Borgognoni).
"L'antologia di passi di articoli di don Giovanni Rossi su "La Rocca" edita in questo volume aiuta senz'altro a cogliere, dietro le condizioni dell'occasionalità degli scritti, la linea di sviluppo di un'iniziativa religiosa intonata alla diffusione dell'esperienza del cristianesimo. Con peculiarità proprie questo percorso si avvicina e per gli aspetti fondamentali coincide largamente con il ministero e l'opera di Angelo Giuseppe Roncalli. Le pagine che seguono sono un piccolo contributo alla comprensione dell'impegno per il rinnovamento della vita religiosa nel corso del Novecento, osservato attraverso la prospettiva di una profonda amicizia sacerdotale." (Dall'Introduzione di Giovanni Vian).
Giovanni Rossi (Parigi 1887 Assisi 1975), sacerdote milanese, già segretario del cardinale Andrea Carlo Ferrari, arcivescovo di Milano, fonda prima la Compagnia di San Paolo e poi un novo centro spirituale ad Assisi, la Pro Civitate Christiana che ha come sede la Cittadella. La nascita dell' Associazione affonda le sue radici nella riscoperta dell'impegno laicale, nel dialogo con le varie componenti della cultura, con chi è lontano 0 ai margini della vita della Chiesa, con le altre fedi.
San Francesco d’Assisi è icona, trasparenza del volto di Cristo. In lui vediamo un uomo che ha veramente i sentimenti di Cristo. Eppure Francesco è un uomo del suo tempo, inserito in una cultura, in un contesto lontano oltre mille anni e migliaia di chilometri da quello della Palestina di Gesù. Cristo è in noi alla maniera della luce, che non rivendica spazio per sé ma al contrario rivela gli altri. Francesco ci accompagna così, a partire dal suo cammino personale che ripercorriamo insieme, per trovare il nostro modo, oggi, di aderire a Cristo e di amare i fratelli e le sorelle che la vita ci pone accanto.
Questo è il racconto degli straordinari avvenimenti riguardanti un manoscritto, il Codex Amiatinus, che ha attraversato i secoli tra abbazie, monasteri e corti papali e che ha le sue radici in una lontana regione della Britannia. In quella terra, un abate visionario, Ceolfrid, nell’ VIII secolo, fece preparare, dai suoi monaci, tre manoscritti miniati derivati dal misterioso Codex Grandior di Cassiodoro. Due copie furono destinate ai monasteri di cui era abate Ceolfrid ed una terza, fu realizzata per essere portata in dono all’allora pontefice Gregorio II. Questa è la storia della sua genesi e del suo temerario viaggio, sino alla destinazione finale in una remota abbazia sul Monte Amiata.
Il Lettore noterà che nel primo capitolo si sviluppa il tema dell’esichía come «incontro» con Dio e come «scontro con i demoni» (philauthìa). Tale scontro è descritto nel secondo capitolo, dove l’Autore si sofferma sulla gastrimargia, nella duplice modalità della voracità e della golosità. Il terzo capitolo tratta della preghiera: l’esichía non è fine a se stessa, ma mezzo indispensabile per la preghiera, definita da san Nilo come infinita sapienza. La preghiera è richiesta dalla Sacra Scrittura: per questo il quarto capitolo è dedicato ad essa, nelle sue diverse forme. Per Nilo la Scrittura è la norma normans in quanto comanda pure di amare i nemici: proprio a questo amore è dedicato il quinto capitolo. La Scrittura, però, sottolinea anche l’importanza del lavoro, e questo fa sì che ad esso sia dedicato il sesto capitolo: un lavoro che per Nilo significa soprattutto «lavoro di calligrafia». Il settimo capitolo è dedicato all’ascesi, mentre l’ottavo agli ultimi istanti di vita di san Nilo e ai diversi Canoni Innografici a lui dedicati. L’intero percorso offerto al Lettore è illuminato e illustrato con testi di vari Padri, soprattutto di Marco il Monaco, Diadoco di Foticea e Doroteo di Gaza: opere e parole che san Nilo ha meditato e fatto proprie, dal momento che sono l’oggetto degli unici suoi tre Codici manoscritti autografi.
Rinaldo Iacopino, religioso della Compagnia di Maria (Marianisti), è sacerdote di rito bizantino-greco (2003) e archimandrita (2017). Ha conseguito il dottorato in Scienze Ecclesiastiche Orientali. Già Consultore del Dicastero per le Chiese Orientali, dal 2022 è stato nominato padre spirituale del Pontificio Collegio Pio Romeno – Sant’Efrem. Docente di Teologia e Liturgia Orientale presso la Pontificia Università Urbaniana e il Pontificio Istituto Orientale. Membro del Comitato Scientifico del «Bollettino della Badia Greca di Grottaferrata», dei «Monumenta Studia Instrumenta Liturgica» della Libreria Editrice Vaticana, della Collana «Sapientia ineffabilis» della IF Press, e della «Rivista Theotokos». È socio ordinario della Pontificia Academia Mariana Internationalis.
Fra le varie pubblicazioni ricordiamo: Il Typikón della Cattedrale di Bova. Codex Barberinianus gr. 359. A.D. 1552. Presentazione di SB. Gregorio III Patriarca di Antiochia dei Melchiti, IF Press, Roma 2014; Il Menológio Italo-Bizantino di Bova. Codex Barberinianus gr. 371. Presentazione di SS. Bartolomeo I Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, IF Press, Roma 2015; La Vergine Maria “alfa e omega” della celebrazione liturgica bizantina. Presentazione di S. Cecchin, Presidente della Pontificia Academia Mariana Internationalis, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2018; Presvìa. Celebrazione liturgica alla Madre di Dio. Rito italo-bizantino della Chiesa di Bova. Codex Barberinianus gr. 307. Prefazione di S. Ecc. Manuel Nin, Esarca Apostolico in Grecia, IF Press, Roma 2024.
In questo studio, Francesco Morganti propone una riflessione radicale e originale sul rapporto tra fede e ragione, affrontando il cuore del messaggio cristiano con gli strumenti della logica modale e doxastica. L’Autore non cerca scorciatoie: si addentra nei territori più esigenti del pensiero - dalla metafisica alla scienza, dalla filosofia antica alla modernità tecnologica - per esplorare il mistero cristiano nella sua pienezza, senza rinunciare alla chiarezza né alla profondità. In dialogo con Pascal, Tommaso d’Aquino, i Padri della Chiesa e i grandi pensatori moderni, Morganti offre una lettura appassionata e rigorosa del Vangelo, nella convinzione che solo un pensiero capace di amare la verità per sé possa restituire senso all’umano e aprirlo al Fondamento. Un testo che sfida tanto il fideismo quanto il razionalismo, e che si rivolge a chi, con mente aperta e cuore inquieto, è ancora disposto a pensare Dio non come concetto astratto, ma come Amore vivente.
La filosofia della storia rappresenta uno degli aspetti più suggestivi e fecondi della riflessione di Ruggero Bacone. In un mondo che appariva gettato in un crescente caos destinato alla devastazione, il frate inglese propone una lettura dei processi storici profondamente calata in un orizzonte ermeneutico escatologico e apocalittico, nel quale ogni momento acquisisce un senso in cui si legano, in una costante tensione dialettica, orrore e speranza.
Ma è proprio questa correlazione dinamica che riapre la la storia: a uno sguardo capace di abitare il tempo fluido e fertile delle possibilità, si apre anche la facoltà di scorgere le crepe che segnano l'apparenza di un presente chiuso e statico, che propone un'immagine del domani come mera reiterazione di se stesso.
Il futuro può presentarsi a figure quali Ruggero Bacone, viceversa, come un fascio di potenzialità ed eventualità molteplici e aperte. Agli uomini, pertanto, è così restituito un forte grado di libertà, contro ogni visione di rigida necessità storica.
Tre tappe: 1967 articolo di Lynn White sulle radici della ecologica, 1979 Giovanni Paolo II proclama san Francesco patron dei cultori dell'ecologia 2015 Enciclica Laudato si' di papa Francesco. Tre testi che sono all'origine, a loro volta, di una letteratura infinita, nella quale san Francesco viene rivestito di tutte le migliori qualità ecologiche, finendo per apparire talvolta un idolo, un pretesto o un malinteso.
In questo libro il famoso studioso francese si propone di rispondere a domande semplici, avendo come unico riferimento le fonti francescane più affidabili.