Il volume è frutto di un progetto di ricerca volto a offrire una storia «altra» delle università italiane durante il Ventennio fascista, facendo emergere la quotidianità di quelle istituzioni attraverso l'indagine condotta sugli archivi e, in particolare, su quelli universitari. Ne è scaturito un panorama che da Trieste a Palermo, fino a lambire l'esperienza coloniale, narra di un vissuto non sempre in linea con le indicazioni imposte dall'alto, offrendoci il quadro complessivo degli atenei italiani durante il regime, colti, concretamente, nella vita di ogni giorno, con riferimento a tutte le componenti della comunità accademica, verificandone l'adesione progressiva (o il grado di adesione) al fascismo. E ciò in linea con i più recenti orientamenti storiografici che sempre con maggiore convinzione tendono a cogliere il volto plurale e multiforme delle esperienze locali durante il Ventennio, al punto di parlare di fascismi.
Nella società dell’effimero, della velocità, dell’iperconnessione accade che si avverta la necessità di assentarsi da sé, di ritrarsi dalle richieste spasmodiche di efficienza dove la prestazione si fonde con l’azionismo e dove la parola scivola nella mera necessità di richiesta di contatto. Una ricerca d’impersonalità permeata dalla volontà di non concedersi più, se non sotto una sembianza neutra. Nel difficile sforzo di essere sé, molti individui preferiscono “fare il morto”, prendersi un periodo di vacanza dalle sollecitazioni di una società spettrale, vivere al minimo, come fossero degli eremiti del XXI secolo. In questo saggio, l’Autore descrive le varie forme di fuga da sé o blancheur che possono accadere a causa di un lutto, una separazione o in seguito a un licenziamento. Per non dire dei dolorosi annullamenti di sé quali la depressione, il burnout, il deficit di attenzione per arrivare a quell’intorpidimento progressivo che si chiama Alzheimer, e che è una fuga senza ritorno.
Questo libro parte, motivandolo, dall’assunto che Tommaso sia un pensatore radicalmente e coerentemente teocentrico e sviluppa su un piano storico-critico l’idea che la sua dottrina della predestinazione sia dottrina della creazione. La tesi che si attribuisce a Tommaso è quella di un ordine morale del mondo finalizzato, al pari di quello metafisico, alla manifestazione della gloria del Creatore. Rimessa al centro della sua riflessione, questa tesi sembra restituire al pensiero di Tommaso e al finalismo teologico che lo sostanzia una impressionante coerenza logica e speculativa, capace di intersecare con mirabile sistematicità Aristotele e Vangelo, metafisica ed escatologia.
Perché le chiese si svuotano? E per quale motivo, invece, fioriscono i corsi di meditazione e mille discipline che pretendono di avere un rapporto con lo spirito? Che cosa cercano i nostri contemporanei? Perché le religioni ufficiali non sembrano capaci di intercettarne i bisogni? Per rispondere a queste domande nessuno è più adatto di Marco Vannini, il grande studioso di Meister Eckhart e della tradizione mistica dell'Occidente. Le sue risposte conducono dritte a una conclusione: non è entrata in crisi la fede, ma la credenza, cioè quell'insieme di contenuti su cui si basa l'apparato dogmatico delle religioni. La sete di assoluto è sempre viva e forse soltanto l'esperienza della mistica è in grado di soddisfarlo.
Questo libro nasce come risposta alla grande sfida che Benedetto XVI lanciò al nostro mondo, stanco e smemorato di Dio: vivere come se Dio esistesse. È una sfida per sentire con i cinque sensi i tempi di Dio, per avvicinarsi con i nostri sensi a Dio stesso. È un libro che desidera, mediante la pratica concreta, condurre le persone, giorno dopo giorno, anno dopo anno, ad acquisire il senso di Dio e la memoria di Dio, esercitando i propri sensi a sentire l'odore della Domenica, i colori del Natale, il gusto della Pasqua.
I sette sacramenti della Chiesa Cattolica, hanno un potere, ma lo conosciamo davvero? Scott Hann mostra come le alleanze di Dio, con Adamo, Noè, Abramo, Mosè e Davide, siano diventate le forze trainanti della storia. Quando Gesù venne per adempiere a tutte queste alleanze con il suo sacrificio ne stabilì una nuova, con un potere più grande che mai. Questo potere è contenuto nei sacramenti. In queste pagine scopriamo la loro dottrina, la loro storia, i loro simboli e i loro rituali. Nei sacramenti c'è la più intima connessione tra parole sacre e azione umana, promesse e impegno. In essi l'uomo entra nella nuova alleanza e si impegna con Dio. Restare fedeli a queste promesse non riguarda solo il destino della vita di ognuno, ma anche quella dei popoli. Scott Hann (1957), teologo autore di best seller negli Stati Uniti, è una delle voci più influenti del mondo cattolico americano. La sua conversione al cattolicesimo è stata raccontata nel suo libro Rome Sweet Home, divenuto un caso editoriale internazionale.
A esplorare l'intreccio incandescente fra religione e violenza ci conduce in queste pagine una guida d'eccezione. Ecco le guerre di Dio, la violenza che reca il marchio sacrale: presente in molti luoghi dell'Antico Testamento, dal conflitto fra tribù alla guerra santa, quasi scompare nei Vangeli, alla luce del dirompente messaggio di Cristo. Poi è la volta del fondamentalismo, «la lettera che uccide», un fenomeno che oggi riguarda soprattutto l'islam, ma che si inscrive anche nella tradizione ebraico-cristiana. Infine, tocchiamo il tema, vivo e lacerante ai nostri giorni, del rapporto con lo straniero: un incontro che può generare esclusione e rigetto, come emerge in vari passi biblici nazionalistici o etnocentrici, ma che può diventare anche dialogo, aprendosi all'universalismo della salvezza e all'uguaglianza di tutti gli esseri umani.
Opera che ha acquisito l'importanza di un classico della riflessione cristologica, questo saggio di Karl Adam raccolse al suo apparire, in Germania e in Italia, notevoli consensi per il linguaggio nuovo con cui presenta Cristo ai contemporanei, facendo proprie le istanze critiche della mentalità del Novecento e prendendo le distanze sia dal “gesuanismo”, sentimentale e troppo umano, sia dal “docetismo”, che induce a scorgere nel Cristo solo la divinità. La sua visione riesce a trasmettere con efficacia e immedesimazione spirituale la comprensione dell'umanità piena di Gesù; le sue intuizioni sulle facoltà dell'Uomo-Dio, sul senso della realtà, sulla ricchezza e l'equilibrio perfetti dei rapporti con gli uomini si dispiegano in pagine di qualità letteraria oltreché di solidità teologica. Originale è la collocazione del discorso sulla Risurrezione e la Pentecoste prima di quello sulla Croce: Adam avverte che il cammino per attingere l'abisso del mistero dell'amore sacrificale, anche e soprattutto nell'uomo d'oggi, presuppone la luce spiegata della Pasqua. Su «études» un recensore scriveva: «Questo libro è opera di un teologo che ha meditato profondamente sul nodo vitale del cristianesimo e di un apostolo che vuole comunicare la sua fede con un ardore mirabile».
Essere cristiani significa per Matteo essere alla scuola di Gesù. Per l'evangelista Gesù è Gesù vivente che accompagna la comunità. Matteo riformula il racconto di Gesù che riprende da Marco e gli imprime una forma del tutto nuova, così che possa corrispondere alla storia fondamentale e alle esperienze della propria comunità, e al tempo stesso essere più della storia di un modello: in Matteo si legge la storia di una promessa che è evangelo del regno. Gesù che con la sua vita è modello della comunità è insieme presenza di Dio con noi. La storia di Gesù è per Matteo un tentativo di parlare di Dio, e una storia di Gesù deve ripetere il tentativo di Matteo per non correre il pericolo che la sua voce si spenga.