Atti della sessione di formazione ecumenica del SAE: una riflessione sui cent’anni del cammino ecumenico (XLVII sessione. Chianciano Terme, 25-31 luglio 2010).
Il Movimento ecumenico ha compiuto i cento anni. Sono pochi a fronte di secoli di divisione, ma, nonostante le pesantezze della storia e, per i cristiani, del peccato, fare memoria delle testimonianze di cui è ricco il suo cammino aiuta a guardare al futuro con speranza. La fiducia dei credenti in Cristo non è fondata sulla propria piccolezza, ma sulla preghiera stessa di Gesù: Ut unum sint, perché il mondo creda. Educarsi ed educare al dialogo, praticare la giustizia, lavorare per la pace, essere attenti all’ambiente è imperativo oggi sempre più urgente. Per i cristiani, è impegno di testimonianza della speranza nel Regno di Dio che viene.
Il volume, in formato tascabile, si presenta come un agile sussidio per l’Adorazione Eucaristica. Interamente a colori, in ogni pagina si trova un brano evangelico e una preghiera di adorazione, affiancata da un’immagine che invita alla meditazione e alla preghiera. Il libro esce in preparazione del XXV Congresso Eucaristico Nazionale.
Attraverso l’analisi degli scritti di lode di Francesco e delle biografie che raccontano esperienze di lode da lui vissute, il rendere lode a Dio appare come un elemento fondamentale del suo cammino spirituale, che lo accompagna sempre. L’esortazione a rendere la giusta lode a Dio è parte integrante della missione dei frati minori chiamati a divenire araldi della lode nel mondo. L'autore ricorda che l’esercizio della lode a Dio ha il potere di trasformare l’intimo dell’uomo donandogli consolazione di fronte a situazioni di sofferenza e dolore, aiutandolo a superare in letizia anche l’empasse della morte.
Autore
Raffaele Ruffo (1966), frate cappuccino della Provincia di Genova, ha conseguito la licenza in teologia spirituale presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma e il dottorato in teologia presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale con la tesi dal titolo: Laudato si’, mi’ Signore. La lode nell’esperienza spirituale di Francesco d’Assisi.
Quando conosciamo le figure dei santi, rimaniamo meravigliati delle grandi opere che Dio realizza tramite loro. Padre Félix de Jesús Rougier (1859-1938) non si distinse per eventi straordinari, né trovò nella preghiera le esperienze privilegiate dei mistici. Egli fu un sacerdote del tutto normale, un modello alla portata di tutti. Ed è proprio l'ordinarietà piena di fede, di speranza e di carità che ne fanno una figura eccezionale. Nato in Francia da una famiglia di contadini, da adolescente rimase incantato dai racconti di un vescovo missionario e decise di seguire le sue orme. Entra nella Società di Maria e diventa sacerdote. Viene inviato prima in Colombia e poi in Messico, dove, pur in mezzo a innumerevoli difficoltà di ogni tipo, fonda i Missionari dello Spirito Santo. In seguito fonderà altre tre congregazioni religiose.
Giovanni Paolo II, nel giorno della Beatificazione di padre José Vaz (1651-1711), lo ha definito "il più grande missionario cristiano che l'Asia abbia mai avuto". José nasce a Goa, in India, da una famiglia profondamente cristiana. La sua indole generosa lo porta presto a donare la sua vita a Dio: viene ordinato sacerdote e insieme ad alcuni compagni comincia l'esperienza dell'Oratorio di San Filippo Neri. Matura la scelta di recarsi a Ceylon (Sri Lanka) per aiutare i fedeli di quell'isola, oppressi dal regime dei calvinisti olandesi. Entratovi clandestinamente, comincia un'opera paziente e inarrestabile di evangelizzazione e soprattutto di rianimazione delle comunità cattoliche ivi presenti. Percorre in lungo e in largo, instancabile, tutta l'isola, finché consumato dalle fatiche e dagli stenti muore santamente.
"Non c'è amore più grande di dare la vita per i propri amici" ha detto Gesù e Michela Dui nell'entusiasmo del suo amore sponsale a Cristo ha voluto fortemente vivere queste parole e donare la sua giovane esistenza, consumandosi per il bene dell'umanità e, in particolare, per i sacerdoti. Nata ad Orune, in terra nuorese, il 3 marzo 1912, Michela, dopo una gioventù leggera e spensierata, incontra il Signore e la sua vita cambia completamente. Tra preghiera profonda e impegni parrocchiali matura nel suo cuore un'offerta totale di sé: entra nella Trappa di Grottaferrata nell'agosto del 1933. La malattia della sua compagna Maria Gabriella Sagheddu e l'esempio di Santa Teresa del Bambin Gesù le aprono il cuore a chiedere a Dio lo stesso terribile male, per fare di sé un sacrificio vivente nella certezza di fede dell'incontro finale con l'Amato, che avvenne il 23 luglio 1939: aveva ventisette anni.
Un testo unico in cui l'Autore, con l'esempio dei grandi Santi, ci mostra come la fede cristiana getti una luce di verità sulla condizione mortale dell'uomo. Il mistero ineluttabile della morte affrontato non solo nel suo significato teologico ed escatologico, ma anche sul piano concreto: l'idea di accettarsi mortali, il conflitto tra desiderio di sfuggire alla morte e l'idea di rinunciare a dominare il nostro tempo. Un testo utilissimo per una crescita spirituale ed il raggiungimento di una piena consapevolezza cristiana del mistero della morte.
L'assise del Vaticano II può essere interpretata come un evento di discernimento ecclesiale particolarmente autorevole. Il presente testo si presenta come una riflessione su alcune dimensioni del Concilio. In particolare si concentra sulla 'forma' conciliare, sullo 'stile' del Concilio, e su alcuni contenuti fondamentali.
La prospettiva di lettura adottata suggerisce una riflessione sull'oggi della Chiesa. Riflessione che viene affrontata a partire da una questione specifica quale il complesso rapporto tra l'universale ed il locale nella Chiesa. Questo ci pare, infatti, uno dei nodi da sciogliere per far si che il Concilio Vaticano II sia effettivamente una bussola per la vita della Chiesa.
Il volume presenta una proposta teorico-pratica di intervento formativo centrata sulla promozione e il potenziamento di una educazione efficace nei confronti dei figli. Vengono presi in esame alcuni elementi fondamentali dell'essere famiglia quali gli aspetti educativi centrali nella relazione genitori-figli (educarli a pensare, all'espressione emotiva, alle regole, ai valori...), l'uso di una comunicazione efficace genitori-figli, lo sviluppo delle caratteristiche di una genitorialità in linea con lo sviluppo di figli sereni, e la delicata situazione educativa di genitori con figli disabili. Riferimento fondamentale è il sistema educativo salesiano, che continua a dimostrarsi attuabile ed efficace.
Un denso studio nato da un convegno sul tema della relazione con l'altro, con la differenza, con il diverso.