L'autore, ripercorrendo la formazione e lo sviluppo dell'etica sessuale cattolica a partire dall'insegnamento dell'apostolo Paolo fino al nostro tempo, mette in luce come la fedeltà a tale insegnamento può assumere oggi modalità diverse da quelle indicate materialmente da Paolo, sempre tuttavia in obbedienza allo stesso principio di realtà che guidava l'apostolo. In modo particolare si può oggi affermare che la moralità dell'agire sessuale non è in radice stabilita dalla configurazione giuridica della relazione tra le persone ma dalla forma esistenziale di tale relazione prima e indipendentemente dalla configurazione giuridica.
La giustizia riparativa propone un radicale cambio di prospettiva: mentre la giustizia "tradizionale" mira a ristabilire l’ordine violato dalla norma, quella riparativa si concentra su ciò che resta irrisolto dopo l’esito formale del processo, quando la sofferenza continua ad abitare le persone e le relazioni. La frattura prodotta dal reato non è più letta soltanto come un fatto individuale da sanzionare o risarcire, ma come una ferita che interpella l’intera comunità. Il dolore causato diviene così il centro di una riflessione condivisa sulla cura, che coinvolge chi ha subito l’ingiustizia, chi ne è stato autore e il contesto sociale in cui essa si è prodotta. Con questo volume corale, Caritas Italiana offre uno strumento prezioso di comprensione e di impegno: dall’approfondimento teologico all’analisi aggiornata del quadro normativo, fino alle pratiche concrete delle città riparative. Un libro rivolto alle persone, ai territori e alle comunità che intendono interrogarsi su come sia possibile, oggi, «vivere riparativamente», facendo della giustizia riparativa uno stile di vita.
Aggiornato a:
D.L. 30 giugno 2025, n. 95 (antiriciclaggio)
D.Lgs. 19 giugno 2025, n. 88 (trasformazioni, fusioni e scissioni transfrontaliere)
L. 9 giugno 2025, n. 80, di conversione del D.L. n. 48/2025 (decreto sicurezza)
L. 6 giugno 2025, n. 82 (reati contro gli animali)
L. 23 maggio 2025, n. 74, di conversione del D.L. n. 36/2025 (cittadinanza)
L. 14 marzo 2025, n. 35 (responsabilità dei componenti del collegio sindacale)
L. 11 marzo 2025, n. 28 (intermediazione finanziaria e sistema sanzionatorio)
Leggi complementari in materia di:
Ambiente ed energie rinnovabili - Assicurazione - Consumatore - Contratti agrari - Cooperative - Credito - Diritto d’autore - Edilizia e urbanistica - Espropriazione - Fallimento - Famiglia - Impresa - Informatica - Lavoro - Locazioni - Marchi e brevetti - Notariato - Organizzazioni non lucrative - Persone - Società - Titoli di credito - Vendita
Un ritrovamento unico: un frammento inedito, il più antico, del romanzo su Clemente Romano. Avventure rocambolesche e romanzo d'amore, ricerca del sé e riflessione esistenziale, testimonianze e raccordi storici sulla vita di Gesù, incontri di culture e mentalità sono gli ingredienti di questo frammento inedito, un romanzo cristiano finora ritenuto perduto, che ha Clemente Romano come protagonista e si evolverà in seguito nei più famosi ritrovamenti tradotti in latino da Rufino († ca. 410). Grazie allo zelo pastorale del vescovo Esichio di Salona (405-426), i "Gesta Sancti Clementis" sopravvivono come la più antica fonte sugli inizi del cristianesimo in Occidente: uno scorcio unico sulla vivacissima società mediterranea dei primi secoli.
Il volume intende presentare al lettore la traduzione italiana, accompagnata dall’originale testo greco a fronte, di due delle più importanti opere di tutta la produzione letteraria di Basilio: le nove omelie sull’Esamerone e le due omelie sulla creazione dell’essere umano. Queste opere, che contengono una ricca e affascinante interpretazione del racconto della creazione dell’universo narrato all’inizio del libro della Genesi, offrono una sintesi del metodo esegetico e della prospettiva teologica dell’autore.
Un epistolario prezioso che svela l'anima del venerabile servo di Dio Enrique Ernesto Shaw e di sua moglie Cecilia Bunge, nell'Argentina della prima metà del Novecento. Tra queste lettere, raccolte con cura dalla nipote, Sara Critto de Eiras, pulsa un amore coniugale autentico, radicato nella fede e nella gioia del dono. In un’epoca di legami fragili, la loro testimonianza brilla come un faro per i giovani, invitandoli a riscoprire la bellezza di un destino condiviso e di un patto eterno: un cammino di santità che si compie nel cuore della vita quotidiana.
Davanti al genocidio, alla tortura, all’incesto o agli abusi sessuali e spirituali commessi nei contesti religiosi - chiamati in questo libro «crimini fondativi» perché causano un «impedimento a essere» - la giustizia sembra impossibile. E una certa giustizia lo è: quella che pretende di commisurare l’incommensurabile, di giudicare i colpevoli (spesso vittime a loro volta) di fatti irreparabili, di punire crimini per cui non esiste pena adeguata. Antoine Garapon indica qui un percorso possibile davanti all’impossibile, senza fare sconti alla complessità della domanda di giustizia e alla difficoltà della risposta. È la «via riparativa» alla giustizia che l’Autore ha visto delinearsi nell’arco di centinaia di incontri con i sopravvissuti a quei crimini: l’ascolto, sostenuto dalla grande esperienza come magistrato e dalla raffinatezza dei riferimenti culturali, ha rivelato che qualcosa si può fare, a condizione di andare oltre il mero dettato normativo (pur indispensabile) verso quel luogo misterioso dove ogni essere umano, se rispettato e accompagnato, può ritrovare l’innocenza perduta a causa del male subito o inferto, senza scalfire la gravità di ciò che è, e resta, accaduto. Che la giustizia sia possibile e consista, in fin dei conti, nel ritorno alla vita è la buona notizia contenuta in questo libro che riguarda tutti. A dispetto dei temi cupi affrontati, Antoine Garapon conduce il lettore lungo una via che porta in alto senza irenismi, perché a guidare il cammino, e a intridere le pagine ‘vissute’ di questo libro, sono i volti che, ancor più dei libri, ci insegnano la giustizia.
Questo libro esplora i territori più delicati della mente femminile, muovendosi tra biologia e cultura, ormoni e stereotipi. Parte dal tema dell’identità di genere e si concentra sull’empatia: una virtù fragile, capace di guidare le scelte morali ma anche di portare fuori strada. Analizza poi il rapporto tra donne e matematica, mostrando come uno svantaggio, spesso legato al contesto educativo, emerga già nei primi anni di scuola. La sessualità viene riletta oltre i miti della differenza e i tabù che ne limitano la comprensione. Infine affronta misoginia e consenso, studiandoli nei loro aspetti psicologici, neuroscientifici e giuridici. Tenendo ferma l’idea che l’interazione con l’ambiente sia decisiva e che non tutto dipenda dall’eredità genetica, Raffaella Rumiati esamina i fattori che costruiscono l’identità femminile, evitando di ridurla a opposizione, subordinazione o complemento rispetto all’uomo. Il punto di partenza è chiaro: credere in una differenza mentale rigida tra uomini e donne, o negare il peso del contesto culturale, può avere conseguenze enormi anche sul piano dei diritti.
In questi anni ci siamo concentrati sullo scontro tra democrazie occidentali e regimi autoritari. La realtà ci mostra che siamo noi occidentali ad avere un grave problema: i nostri regimi non sono più delle vere democrazie, se consideriamo la democrazia il sistema in cui le decisioni chiave vengono prese in sintonia con le preferenze dei cittadini. Negli ultimi decenni, l’evaporazione dei partiti di massa, la globalizzazione economica, il trionfo di megamultinazionali globali, la nascita di una governance con decisioni prese a livelli sovranazionali in sedi tecnocratiche, la crisi dei media indipendenti, hanno fatto perdere alle nostre democrazie questa capacità. Il successo in tutto il mondo occidentale dei cosiddetti movimenti ‘populisti’ apparirà in una luce inedita: come la richiesta inevasa, da parte dei cittadini, di protezione in un contesto che è diventato sempre più competitivo e avaro di sicurezze. Una crisi, quella della democrazia occidentale, non passeggera ma strutturale, che richiede risposte innovative.
Questo libro affronta uno dei periodi più gravi e più drammatici della storia italiana: quello compreso fra il 1494 - l’anno della discesa in Italia di Carlo VIII - e il 1527, l’anno del sacco di Roma. Fu in quel periodo che l’Italia da centro della civiltà e della politica divenne periferia del mondo. Una grande ‘mutazione’ che colpì particolarmente Firenze, la città che sotto il dominio di Lorenzo de’ Medici era stata la capitale del Rinascimento. Qui, sotto la guida di Girolamo Savonarola, dopo la morte del Magnifico nel 1492, si sperimentò una nuova forma di governo repubblicano e popolare che voleva essere una risposta coraggiosa e alta alla tempesta in arrivo. Questa esperienza lasciò un segno indelebile anche in Francesco Guicciardini e Niccolò Machiavelli, nel loro operato politico e nei loro scritti teorici. Furono tutti sconfitti, in maniera diversa, e la loro sconfitta confermò il declino al quale l’Italia era ormai avviata e che durò per un lungo periodo di tempo. Paradossalmente, proprio in questi anni cruciali emerge il ruolo che la cultura italiana ha avuto nella costruzione delle libertà dei moderni: la libertà di pensiero, la libertà di coscienza, la libertà religiosa. L’eredità più importante dell’Umanesimo e del Rinascimento anche per la crisi che stiamo attraversando.
Oggi le società occidentali sembrano ossessionate dai ricchi: ammirati e lusingati e, allo stesso tempo, biasimati e disprezzati. Ma è sempre stato così? Negli anni le cose sono molto cambiate. In passato come oggi, però, ci si è interrogati su come si diventa ricchi e sul perché le ricchezze tendono ad accumularsi nelle mani di pochi. In questo libro, pieno di esempi e di resoconti delle vite di alcuni individui straordinari, si prova a rispondere a queste domande all’interno di un’ampia e organica ricostruzione storica. Chi sono i ricchi? Come lo si diventa? Perché le ricchezze tendono ad accumularsi nelle mani di pochi? Una grande storia dei ricchi e dei super-ricchi in Occidente.
Che cosa sappiamo di Sparta? Città guerriera, popolata di eroi programmati per combattere a difesa della patria senza temere la morte. Società dove il singolo non conta di fronte alla comunità. Soprattutto, Sparta è l’antitesi di Atene: se questa è la culla della democrazia, della filosofia, della poesia, della libertà, Sparta è la roccaforte dell’oligarchia, città senza cultura, austera ed essenziale. Ma è davvero così? Questo libro prova ad andare oltre lo stereotipo. Di Sparta sappiamo essenzialmente quello che ci ha raccontato la sua storica rivale, Atene. Ma a leggere bene tra le testimonianze del passato, emerge un’altra storia, tutta da raccontare.