Il volume raccoglie tre saggi di Italo Mancini (1925 -1993), tra i filosofi più significativi del Novecento italiano, passato dalle ricerche di ontologia fondamentale all’elaborazione di una filosofia della religione intesa come ermeneutica della rivelazione e come epistemologia teologica (o coscienza critica della teologia). Un intenso e rigoroso itinerario, che ha avuto una lunga gestazione, del quale non sempre si sono colte le molteplici implicazioni teoretiche, metodologiche e spirituali nel mondo della cultura e in quello della fede. La preziosità di questi tre scritti del grande filosofo urbinate, da tempo non più reperibili, risiede anzitutto nel portare alla luce alcuni aspetti fondamentali e ancora poco conosciuti della sua ricca riflessione: da una sintetica e densa trattazione dell’ermeneutica nel suo sviluppo storico recente, all’approdo ad una originale strutturazione della medesima che offre alla filosofia la possibilità di interpretare la religione senza dissolverla, ma rispettandone la sua essenza rivelativa, portando in evidenza il tema della prassi, «dell’efficacia pratica come momento della verità della religione». In questa prospettiva si colloca l’intervento finale dedicato alla questione, tuttora viva, della demitizzazione biblica, con particolare riferimento alla celebre proposta esegetica di Rudolf Bultmann, della quale Mancini ne chiarisce la portata, ma anche i limiti, sottolineando il pericolo di una dottrina minata da un irrimediabile riduzionismo di una fede senza dogmi da credere, leggi da osservare, riti da compiere, futuro da costruire.
I contributi raccolti in questo volume possono essere ritenuti un "punto d’arrivo" dell’esperienza e della riflessione di Giovanni Moioli. Non solo perché sono stati pubblicati nell’ultima parte della sua vita - a partire dal 1973 - ma soprattutto perché propongono alcune delle prospettive fondamentali che hanno suscitato, orientato e accompagnato la sua ricerca teologica e che, tra le righe, lasciano facilmente trasparire il suo modo di comprendere e vivere il cristianesimo. Emerge, così, chiaramente al centro del suo percorso il riferimento a Cristo come modello, forma e criterio di ogni autentica esperienza di fede. Un’esperienza che per essere compresa e vissuta ha bisogno di un’attenta lettura, sia storica che teologica. Il reciproco e fecondo rapporto tra queste due prospettive consente, infatti, di illuminare più facilmente coloro che, nel solco della ricca e articolata spiritualità cristiana, desiderano ancora oggi diventare "discepoli" di Gesù e vivere "come" lui e "con" lui. «Il significato e l’originalità del cristiano stanno ultimamente nella sua riferibilità e nel suo riferimento a Cristo. In tal senso, essere cristiano è "sequela": cioè quel particolare "discepolato di vita" che non solo fa vivere come il Maestro, ma fa vivere con lui e in dipendenza da lui, in qualche modo riesprimendolo, traducendolo, riattualizzandolo». (Giovanni Moioli)
Una fonte cruciale per comprendere a fondo la vita e la personalità di Charles de Foucauld, specialmente prima della conversione, rivelando la sua formazione, i suoi gusti giovanili e il suo spirito esploratore. Le lettere a Gabriel Tourdes, amico di Strasburgo e Nancy, sono una fonte preziosa per conoscere Charles de Foucauld, in particolare prima della sua conversione. Esse rivelano la sua formazione, la sua cultura intellettuale, i suoi gusti giovanili, il suo stato d'animo durante gli anni di sregolatezza e incredulità, il suo modo di affrontare la carriera militare e la vita di esploratore... e mettono in luce le sue grandi qualità di cuore e la sua fedeltà nell'amicizia. Queste lettere ci accompagnano a riflettere anche sulla qualità dei legami che possiamo costruire nella nostra esistenza e a considerare quanto un legame di amicizia possa sostenere il cammino umano e di fede, accompagnare i momenti di gioia e sofferenza, portare felicità e allontanare la solitudine. (Dall’introduzione) «Parleremo della nostra amicizia, che sarà durata quanto la nostra vita, e che, almeno per me, sarà stata una delle cose più dolci… È bello sapere attraverso una lunga esperienza che si può assolutamente contare su un’anima… è così che tu conti su di me e io conto su di te.».
I momenti finali di una vita, di ogni vita, sono preziosi per comprenderne il significato. Ma nel caso di Francesco è come se i momenti finali, quelli del trapasso, siano stati preparati per diversi mesi, anzi anni.
Furono anni di sofferenze: Francesco era malato e divenne via via sempre più debole; eppure sono anche gli anni in cui il povero di Assisi realizzò grandi e importanti novità, a cominciare dalle sue lettere, per terminare con il Cantico di frate Sole.
In queste pagine si è cercato di seguire lo sviluppo degli avvenimenti degli ultimi anni di Francesco per provare a capire come tutta la sua vita, seppure in mezzo alla sofferenza, sia diventata un canto di lode al Signore. Solo così si potrà tentare di capire come Francesco abbia potuto arrivare a chiamare sorella anche la morte.
MARCO BARTOLI, Professore associato di Storia medievale presso la LUMSA di Roma, discepolo di Raoul Manselli, è specialista in storia degli ultimi secoli del medioevo occidentale, con un particolare interesse intorno a Chiara e a Francesco d’Assisi.
Con prefazione del Card. Matteo M. Zuppi
Di fronte alla sfida dell’incessante frenesia e crescente velocità della vita moderna, questo libro propone di ritrovare l’arte perduta di fermarsi, di rallentare il passo. Vivendo bene una giornata, cioè accogliendo la sua unicità, entrando nella sua lentezza, possiamo celebrare la sua santità. La necessità di riscattare il tempo e assaporare la vita, per il credente in Gesù Cristo, deve trovare espressione concreta in pratiche specifiche, di cui l’autore invita a riappropriarsi: l’osservanza del riposo sabbatico, il culto del giorno del Signore, la preghiera mattutina e serale, la preghiera dei Salmi, gli impegni presi "un giorno alla volta", la preghiera per il pane quotidiano, la compagnia a tavola, l’ospitalità, l’attenzione alla presenza di Dio. Per un cristiano, ogni nuovo giorno dovrebbe essere vissuto come un "sacramento" della grazia di Dio.
Cosa dire della vecchiaia in un tempo in cui assistiamo a un’esaltazione nevrotica della vita nella sua "eccellenza"? La vita deve essere bella, perfetta, intelligente, ricca di successo. La vita conta se appare, se maschera gli anni cancellando le rughe... La vecchiaia può trovare accoglienza, a patto che sia truccata. Contro l’immaginario comune che la considera niente più che una stagione di decadenza e di tristezza, l’autore cerca di risignificare questa età della vita mettendone in luce la bellezza e la ricchezza. Perché la presenza degli anziani può portare uno sguardo più sapiente sui tempi della vita e della grazia!
"La tolleranza autentica fiorisce non in spazi ermeticamente separati, ma in un intreccio rispettoso ove la verità dell’uno dialoga concretamente e attivamente con la verità dell’altro. Il principio di tolleranza, dunque, non vale a giustificare tutto. Non tutto è tollerabile!". In una società attraversata da una forte tendenza a chiudersi e a considerare la diversità una minaccia, occorre riscoprire il valore della tolleranza non come semplice sopportazione della differenza, ma come disposizione a entrare in dialogo con essa, per maturare nella libertà e nel rispetto reciproco. E andare oltre, in un cammino di avvicinamento e conoscenza dell’altro mai finito.
La cartella contiene 4 schede attive per ciascuna Domenica di Avvento: il testo del Vangelo del giorno domenicale con le attività pratiche legate a quel testo. Ogni Domenica ha il suo adesivo che alla fine del percorso comporrà il presepe (4 adesivi per ogni settimana di Avvento). Un calendario di Avvento formato A3, dal 30 novembre fino al 25 dicembre, con un impegno per ciascun giorno di Avvento. Il linguaggio è semplice, le meditazioni brevi e le proposte pratiche sono accessibili a tutte le età. Una forma bella e concreta per parlare di Vangelo anche ai più piccoli. Un sussidio utile per catechisti, genitori ed educatori. Uno strumento che aiuta i bambini a vivere l’avvento con il cuore con attività pratiche adatte a loro. Età di lettura: da 7 anni.
Che succede quando il tuo parroco diventa uno dei cardinali più influenti della Chiesa italiana? Quando quel prete di strada che conoscevi per nome diventa presidente della CEI e, per molti, anche un possibile futuro Papa? Massimo Orlandi ci accompagna in un viaggio dentro l’umanità e la spiritualità del cardinale Matteo Zuppi, per tutti ancora "don Matteo", attraverso conversazioni intime e domande che lo interpellano sui temi più caldi della vita cristiana e civile di oggi. In queste pagine emerge il ritratto autentico di un uomo che ha fatto della semplicità, del servizio e del dialogo la cifra della sua missione. Un pastore che parla con tutti, che ascolta davvero, che non perde occasione per tendere la mano ai più fragili. Prendendo spunto dalla vicenda personale di Zuppi, l’autore riflette sui temi scottanti della Chiesa, della società e della politica italiana e internazionale, di cui Zuppi, anche su incarico di papa Francesco, si è più volte occupato. Chiuso da una conversazione esclusiva con Francesco Guccini, questo libro è anche una riflessione a più voci su una Chiesa che deve tornare a sognare insieme. Perché, come ama ripetere don Matteo, "il sogno si fa in tanti, a occhi aperti-.
Maria Goretti, giovane originaria di Corinaldo, nelle Marche, si trasferì presto con la famiglia nelle Paludi Pontine, dove visse in estrema povertà. Fu uccisa non ancora dodicenne, vittima di un tentativo di violenza. L’attualità di questa piccola santa non è nel fatto di cronaca nera, simile a tanti altri del nostro tempo, ma nella preparazione vigile e operosa al sacrificio della vita. L’aspetto tipico della spiritualità di Marietta è la semplicità della fede. Alle grandi scelte non si arriva attraverso un atto solitario di eroismo, ma attraverso un cammino ordinario di piccoli gesti quotidiani, un cammino iniziato dentro una comunità, vissuto dentro una famiglia, assunto e concretizzato ogni giorno. Anche nel nostro tempo Marietta può diventare piccola pietra di volta nella costruzione della nostra fede.
Pubblicato in inglese a New York nel 1923, Il Profeta è unanimemente considerato il capolavoro dello scrittore-pittore libanese. Si tratta — come scrive il curatore del volume, Francesco Medici — di un "inno sublime di lode alla vita, a Dio e soprattutto all’uomo che, avendo le sue radici in Dio, non può in alcun modo essere malvagio" e anzi è destinato lui stesso "a trascendere i confini dell’esistenza verso la luce di un assoluto infinito e senza limiti". Questa edizione con testo originale a fronte è arricchita da un’ampia introduzione.
Testo ebraico e aramaico della Biblia Hebraica Stuttgartensia; Traduzione interlineare italiana di Claudio Balzaretti; Testo greco dei Settanta a cura di Rahlfs - Hanhart; Testo latino della Vulgata Clementina; Testo italiano della Nuovissima Versione della Bibbia dai testi originali In calce alle pagine pari: Rimando a passi paralleli; Note per un primo confronto critico fra TM LXX VG NVB In calce alle pagine dispari: Analisi grammaticale di tutte le forme verbali presenti.