
Quando politica, tecnica e cittadinanza smettono di parlarsi, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ma cosa accade quando imparano davvero ad ascoltarsi? Questo libro racconta una storia controcorrente: quella di Nantes, città-laboratorio in cui il dialogo fra cittadini, professionisti ed eletti è diventato metodo di governo. Marianella Sclavi ci accompagna in un’indagine storico-etnografica e insieme militante, che ricostruisce le "radici molteplici" di una democrazia capace di apprendere dai conflitti invece di soffocarli. Attraverso ritratti di protagonisti, esperienze urbane, pratiche istituzionali e quindici "ricette" di democrazia deliberativa, emerge un’idea forte: senza il sapere d'uso delle persone comuni, il sapere tecnico e il potere decisionale della politica restano monchi. Solo il loro intreccio genera innovazione, giustizia sociale e intelligenza collettiva. Un viaggio dentro una città che ha osato cambiare la politica, dimostrando che la democrazia non è un ideale astratto, ma una pratica quotidiana da coltivare.
Ascolto attivo, mediazione creativa, un tocco di umorismo: ecco gli ingredienti che oggigiorno permettono a ragazzi e insegnanti di comunicare fra loro in modo non superficiale e soporifero, di trasformare gli attriti e le difficoltà in occasioni di crescita e di conoscenza e di mettere in atto leadership che promuovono l'intelligenza collettiva. Sono questi gli ingredienti presenti e necessari in ogni scuola ad alto tasso di apprendimento. Le due autrici, con generosità, sapienza e allegria, restituiscono a piene mani in questo libro un insieme di strumenti messo a punto nel corso di una lunga esperienza professionale nel mondo della scuola e in quello extrascolastico. Una vera e propria arte, che va acquisita e praticata, poiché mediare le differenze e risolvere i conflitti e le tensioni che nascono tra i ragazzi e tra loro e gli educatori è una condizione essenziale e preliminare a qualsiasi discorso didattico, ed estremamente utile per la società e nella formazione delle future classi dirigenti.
Una donna italiana, bianca, insegnante universitaria di Arte dell'ascolto, da anni residente a Manhattan, decide di andare nel Sud del Bronx, per vedere di persona come si vive, cosa si pensa "dall'altra parte della barricata". In tre mesi di permanenza raccoglie una quantità di informazioni sulle forze positive e costruttive del Bronx, sui nuovi pionieri urbani. Il libro si colloca nel punto di incrocio fra il romanzo verità e l'etnografia urbana e narra l'incontro-scontro fra l'autrice, la sua cultura, le sue aspettative e gli straordinari organizzatori di comunità che la guidano dentro la vita quotidiana del Sud del Bronx, raccontandole dove e come sono riusciti a rendere abitabile e perfino amabile un intero quartiere.
In questo libro il lettore è invitato a osservare l'autrice mentre "segue come un'ombra" due studentesse di diciassette anni nel corso di una giornata di scuola in due "ottimi" licei pubblici, uno nei sobborghi di New York e l'altro al centro di Roma. A ogni ora di scuola è dedicato un capitolo e nel racconto le ore negli Stati Uniti e in Italia sono alternate in modo da indurre anche il lettore a fare per proprio conto continui raffronti. Il libro, pubblicato precedentemente da Feltrinelli, non solo smantella stereotipi sulla scuola italiana e americana, ma anche e soprattutto esemplifica come si osserva "se stessi intenti a osservare".
Tutti noi, se la nostra vita non è completamente manicomiale, mettiamo in pratica esperienze di osservazione guidata dall'ascolto attivo. Lo scopo di questo libro è di renderci consapevoli di cosa facciamo quando ci riusciamo, in modo da permetterci di riflettere su queste dinamiche e darci la possibilità di metterle in atto sistematicamente e volontarimente ogniqualvolta lo riteniamo necessario.

