Uno strumento indispensabile affinché il ministro straordinario possa svolgere il servizio liturgico della distribuzione della comunione eucaristica agli infermi. Il libretto contiene: Introduzione; Rito aggiornato al Nuovo Messale Romano; Preghiere del mattino; Preghiere della sera; Rosario con le litanie lauretane; Invocazioni introdotte da Papa Francesco.
Il garbo, l'educazione e le formalità non sono orpelli inutili, ma il prerequisito del dialogo e, dunque, della democrazia. Le basi di una vita degna. La perdita del rispetto - per gli altri, per le regole, per sé stessi - è sintomo e causa di un malessere diffuso. Nell'attuale società della prestazione, la capacità di ascolto e la volontà di empatizzare, essenziali per il riguardo verso l'Altro, sono state abbandonate come reliquie del passato. Con esse un tassello di ciò che ci rende umani rischia di andare perduto. Il filosofo Byung-chul Han non si limita a diagnosticare questo allarmante fenomeno. Propone, con veemenza e visionarietà, una politica dell'amicizia, basata sulla coesistenza e il riconoscimento reciproco nella diversità. Un primo passo verso una società giusta, nella quale il rispetto non va conquistato, comprato o strappato con forza, ma è caratteristica intrinseca di ogni individuo.
Come devono comportarsi i pastori della Chiesa, cioè i vescovi e tutti quelli che si propongono di guidare una comunità? Intorno all’anno 590, poco dopo essere diventato papa, Gregorio Magno scrisse questo testo in cui approfondisce, in modo particolare, quali siano le qualità morali e spirituali richieste a chi vuole guidare una comunità, quale debba essere la sua condotta morale, come debba essere elaborato il suo messaggio ai diversi tipi di ascoltatori e, infine, come sia necessario che persegua sempre il massimo grado di umiltà. Il testo divenne il manuale di riferimento per la formazione dei vescovi in tutto il Medioevo. Qui se ne propone una nuova traduzione italiana, con un importante saggio introduttivo di Alessandro Cossu che ne approfondisce i vari aspetti inserendolo nel contesto delle opere di Gregorio.
Medjugorje è una cosa seria, da prendere in considerazione: è questo il titolo del primo dei quaranta temi proposti alla riflessione per dimostrare la fondatezza e la serietà della lunga mariofania nella cittadina dell’Erzegovina, da oltre quattro decenni al centro di pellegrinaggi provenienti da ogni parte del mondo. Come è noto, la Chiesa ha atteso molto tempo prima di dare il nulla osta, che non è ancora il riconoscimento della soprannaturalità dell’evento, ma l’apprezzamento dei frutti spirituali e dei numerosi messaggi di indubbio valore per il cammino di fede. Ciò che ha reso difficile il giudizio dell’autorità ecclesiastica è stata la novità con cui questa volta la Madonna si è manifestata, proponendosi in un modo totalmente nuovo, come mai era accaduto prima. La vera novità di questo evento stupefacente è la sintonia con i grandi problemi del momento storico attuale, la crisi spirituale dell’umanità, il dilagare della violenza e l’approssimarsi di un conflitto mondiale capace di distruggere il mondo. In questa prospettiva, la presenza della Madonna a Medjugorje appare sempre più come l’unica àncora di salvezza che l’umanità ha a disposizione per poter sperare nel futuro. Questo infatti è il senso delle parole che il grande Pontefice San Giovanni Paolo II ha rivolto alla veggente Mirjana: «Medjugorje è la speranza del mondo».
Gesù è stato raccontato per secoli come il fondatore di una nuova religione, quasi in contrapposizione al mondo ebraico da cui proveniva. Eppure tutto, nelle sue parole e nei suoi gesti, parla la lingua dell’ebraismo: la Torah, i Profeti, lo Shema Israel, il sabato, l’attesa del Regno di Dio, la misericordia, il linguaggio sapienziale e parabolico dei maestri d’Israele. Questo libro nasce dal desiderio di restituire a Gesù la sua identità storica: quella di un ebreo del suo tempo, radicato nella tradizione d’Israele, nella sua fede, nelle sue attese e nelle sue Scritture. Con rigore storico e chiarezza divulgativa, Giuseppe Altamore guida il lettore alla scoperta del vero volto di Gesù: il maestro che pregava il Dio d’Israele, che parlava con la voce dei profeti e che si comprende pienamente solo dentro l’universo ebraico da cui è nato. Ma questo è anche un libro sulle deformazioni che, nei secoli, hanno oscurato quella verità: contrapposizioni artificiose, letture distorte, antigiudaismo cristiano, fino alle manipolazioni ideologiche dei nostri giorni. Per capire chi fosse davvero Gesù, e perché riconoscerne l’identità ebraica sia oggi più necessario che mai.
Costanza ha undici anni quando, dopo un anno vissuto in Libia con la famiglia, improvvisamente torna in Italia per passare tre mesi in una delle colonie estive organizzate dal Duce. Costanza è convinta che il Duce vegli su di lei come un padre amorevole, così le è stato insegnato in famiglia, e fa di tutto per difendere la fede che nutre per lui. Ma dopo il 10 giugno 1940, quando l’Italia entra in guerra, Costanza prende improvvisamente consapevolezza della realtà: non tornerà a casa e dovrà lottare per difendere ciò che rimane della colonia, insieme con le sue compagnie e a Raoul, un partigiano che le salva la vita e la accompagnerà nei primi, timidi passi verso l’età adulta.
Molte coppie di fronte al primo vero silenzio, al calo fisiologico del desiderio o alla fatica di capirsi, vanno nel panico. Si convincono di aver "sbagliato persona", restando ostaggio di una narrazione tossica che esige che l’amore sia una passione bruciante e perenne, che i ruoli nella coppia siano gabbie da distruggere e che la felicità consista in un’uguaglianza piatta dove ognuno fa la sua metà. "Divorziare dalle illusioni" è un viaggio coraggioso e controcorrente. Fonde la pratica del Marital Coaching con una visione antropologica profonda, per strapparci di dosso dieci falsi miti che inquinano la nostra intimità. Tra questi: decostruisce la "fatica decisionale" delle coppie troppo democratiche, smaschera la "sindrome del coinquilino" e smonta l’ossessione per l’immagine della famiglia da copertina e per l’intimità come vetrina da esibire sui social network. Un libro spietato con le illusioni, ma profondamente tenero con le persone: smettere di pretendere l’impossibile è il primo, decisivo, passo per iniziare la meravigliosa danza di una vita insieme.
L’autrice ricostruisce una vicenda che ha segnato la sua infanzia e, con lei, la sua stessa persona. Si ricompone così il mosaico della vita di una bambina che nei primi anni Ottanta attraversa la nascita e la perdita del fratello minore per una grave malattia. È la lei adulta che racconta in prima persona la sua storia. Un flashback che lascia spazio ad una duplice narrazione: quella della bambina che viene descritta in terza persona, e le parole che l’adulta rivolge a sé stessa nel presente. Una riflessione sul significato che un lutto può avere su un bambino e la necessità di dargli voce attraverso le parole.
Un nome che attraversa sedici secoli. Quattordici Papi lo hanno scelto - da Leone Magno, che nel 452 fermò Attila alle porte di Roma, al recentissimo Leone XIV eletto nel 2025. Mons. Vincenzo Bertolone ne ripercorre le vicende con sguardo storico e teologico, per approdare a una sorpresa editoriale: sessanta pagine di una Rerum Novissimarum mai scritta, immaginata come enciclica di Leone XIV sulle sfide del nostro tempo - intelligenza artificiale, biotecnologie, crisi ecologica, guerra totale. Un libro che non consola né accusa: legge il presente della Chiesa alla luce della memoria di tutti i Leone che l’hanno preceduta. In tempi di polarizzazioni rapide, è già una forma di grazia.
Un agile volume per trasformare il detto finché c’è vita c’è speranza in finché c’è speranza c’è vita! Potrai volare sulle ali della speranza, vincendo ogni pessimismo e nichilismo d’oggi. Non bastano né l’intelligenza artificiale né le seduzioni dell’influencer in agguato. Sarai spronato a valorizzare testa e cuore alla luce della fede, conscio che è come il paracadute: funziona se si apre! La speranza viva vede la spiga quando i nostri occhi di carne non vedono che il seme che marcisce. Non si può vivere senza la virtù teologale della speranza, senza il divino trainer invisibile, lo Spirito Santo. Solo così potrai gridare: «Tutto posso in colui che mi dà la forza» (Fil 4,13). Senza la speranza non siamo capaci di sostenere il peso dell’esistenza. Dietrich Bonhoeffer affermava: «L’essenza della speranza è guardare al di là della situazione presente, ed è la forza vitale di lottare quando gli altri si rassegnano, quando sembra che tutto fallisca»; perché quanti sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali come aquile (Is 40,31).
Fra gli anni Venti e Trenta del Novecento un laico scrive al suo parroco: lettere pungenti, ironiche e a tratti spietate in cui gli dice quello che ai suoi occhi proprio non va in parrocchia: troppo clericalismo, un Vangelo troppo recitato e poco vissuto, troppa indifferenza verso i poveri. L'epistolario sarebbe già sorprendente in sé per la lungimiranza profetica e il coraggio di parlare alla chiesa di quegli anni, ma diventa una testimonianza straordinaria perché quel finto laico è in realtà lo stesso don Primo Mazzolari.
Pensatore straordinario già agli occhi dei contemporanei, Tommaso d’Aquino risulta ancora oggi una figura di grande fascino intellettuale e spirituale, di cui si continuano ad apprezzare il genio speculativo e il rarissimo e armonico connubio dello scienziato e del santo. Come mostra questa voce enciclopedica di Martin Grabmann e Franz Pelster, suoi autorevoli studiosi, ha saputo spaziare dalla teoria della conoscenza alla metafisica, dalla filosofia naturale alla psicologia, dall’estetica all’etica, fino alla filosofia sociale e politica, indagando magistralmente sia i misteri del cristianesimo sia la complessità della metafisica aristotelica. Pasquale Porro, che a Tommaso ha dedicato numerosi studi, colloca il saggio nel contesto della medievistica della prima metà del Novecento, cogliendovi la presenza di tutti i temi classici del neotomismo dell’epoca.