Il volume riunisce in un unico racconto i quattro Vangeli tradotti integralmente dal greco da Giuseppe Sandri. L’autore, fermamente convinto della verità storica dei fatti ivi narrati, realizzò una "cucitura" di tutti i brani evangelici, evitando aggiunte, detrazioni, manipolazioni e fusioni. In questa nuova edizione una guida alla lettura evidenzia, frase dopo frase, parola per parola, i relativi evangelisti che si alternano come nell’armonia di un unico tema musicale. Confrontando i vari Vangeli si constata ovunque una concordanza sorprendentemente precisa tra di essi, a riprova che le diverse testimonianze attestano un unico fatto storico, così come la tradizione cattolica ha sempre dichiarato. Il libro offre anche un ritratto intimo e profondo di Giuseppe Sandri. Attraverso i suoi scritti personali e una raccolta di aneddoti, viene tratteggiata la figura di uno studioso e di un uomo di fede che ha dedicato la sua vita a far risplendere la Verità del Vangelo.
Si è voluto sostenere che era già stabilito, addirittura dalle Scritture di Israele, che egli avrebbe ‘tradito’ Gesù consegnandolo alla morte; e soprattutto si è voluto ascrivere alla volontà di Dio quello che accadde, motivandolo con l’avidità di denaro o con la possessione diabolica. Ma allora è davvero possibile considerare Giuda responsabile della consegna? Che cosa sarebbe successo se non avesse consegnato Gesù? Ammettiamo che Giuda, pur amando il Maestro non meno degli altri Undici, avesse frainteso il suo modo di essere Messia, leggendolo in chiave soprattutto terrena; ma questo fraintendimento riguardava tutti i discepoli e fu superato solo dopo l’esperienza della Pasqua e della Pentecoste, che Giuda non poté vivere. Giuda si uccise quando scoprì di essere stato lo strumento involontario della consegna di Gesù alle autorità religiose di Israele, e il suo suicidio non fu un modo di disprezzare il perdono di Dio ma piuttosto, secondo la Legge, un tragico tentativo di meritarlo.
Informazioni sull'autore
Dopo la laurea in Lettere moderne alla Sapienza Università di Roma, Lilia Sebastiani ha compiuto il corso degli studi teologici, conseguendo il Baccellierato in Sacra Teologia all’Istituto Teologico di Assisi e la Licenza e il Dottorato in Teologia morale all’Accademia Alfonsiana di Roma. Svolge attività di articolista e conferenziera in materia teologica. È collaboratrice fissa di Rocca e autrice di diversi libri, oltre a contributi in opere collettive, atti di convegni e dossier.
Una comunità piccola, emarginata, assediata. Sostenuta, però, dalla testimonianza di colui che si identifica come «il discepolo che Gesù amava». Giovanni propone un percorso di poche, dense parole: guardare, credere, rimanere, testimoniare. Quattro verbi insistenti, che scandiscono il cammino per riconoscerci anche noi discepoli amati, e perciò testimoni. Il libretto vuol guidare il lettore in tale itinerario, intrecciando esegesi e semantica biblica, teologia e spiritualità, per restituire peso e vita alle parole della Parola: dodici meditazioni che non temono di attraversare le tenebre del mondo, per approdare a una testimonianza di comunione con Gesù e il Padre e di amore reciproco, che è, essa stessa, vita nuova.
Cosa significa comunicare bene oggi, nell'epoca dei social media, degli influencer e dell'intelligenza artificiale? E cosa può insegnarci, in questo scenario, una figura vissuta duemila anni fa? In questo libro, Giorgio Agagliati propone una lettura sorprendente e attuale della figura di Gesù, che non solo è il cuore del messaggio cristiano, ma è anche stato un comunicatore straordinario, capace di parlare a tutti, attraversando le epoche. In un percorso agile e concreto, l'autore analizza gli stili comunicativi di Gesù — il dialogo, la narrazione, la provocazione, l'empatia — per mostrarne l'incredibile efficacia anche nel mondo contemporaneo. Dalle strade dell'Impero romano ai social network, dalla predicazione orale alle piattaforme digitali, emerge un filo rosso: la Buona Notizia si diffonde attraverso strumenti e linguaggi sempre nuovi, ma resta ancorata a un modello insuperabile. Con un taglio pratico e accessibile, il libro si rivolge a catechisti, educatori, comunicatori, influencer e follower (cui è dedicato un "decalogo"), a chiunque desideri annunciare — o semplicemente comprendere — il Vangelo in modo autentico e incisivo. Perché, ieri come oggi, la vera sfida non è solo dire qualcosa, ma dirlo bene.
Il libro attraversa l'intero Vangelo di Giovanni, sostando davanti ai versetti ed entrando in dialogo con i grandi interpreti e con il genio umano che nei secoli lo ha custodito. Ne nasce una lettura non tecnica ma rigorosa, insieme libera e responsabile, che non teme domande difficili. Giovanni, il Vangelo della maturità, arriva dopo i Sinottici e li compie: più certo della divinità di Gesù, ma capace di sorprendere con un'umanità inattesa. Con lo sguardo da economista attento alle povertà e alle disuguaglianze, l'Autore resta "a terra", tra i sotto-tavoli della storia, e invita uomini e donne di oggi - credenti e non - a fare amicizia con il Gesù di Giovanni e con il suo Dio. Il testo commenta in modo integrale il Vangelo di Giovanni.
Il libro di Giona si compone di 48 versetti, ed è certamente uno dei libri più commentati dell'Antico Testamento. La comunità di Israele, negli anni in cui l'Autore biblico scrive - la fine del sec. III a.C. -, può sperimentare la gioia del ritorno, della ricostruzione di Gerusalemme e del suo tempio. Ma vive anche una delusione a cui l'Autore vuole rispondere con questo testo che per la sapienza ebraica è un vero e proprio midrash: il Signore ha mandato Israele ad annunciare la rovina, eppure le nazioni si sono salvate! Perché? Il libro di Giona è una risposta a questa delusione profonda: la misericordia di Dio avvolge i popoli, le nazioni e lo stesso Israele, va oltre, e tutto porta a sé. Nel commento al testo il curatore applica recenti procedimenti esegetici: la Gezerah Shawah e Qal Wahomer usati nei midrashim.
In questo piccolo scrigno, Silvano Petrosino — fra i più autorevoli pensatori del nostro tempo — affronta uno dei temi cruciali della Bibbia e della tradizione filosofica occidentale: il sacrificio. Al centro dell'opera l'episodio della "legatura" di Isacco del Libro della Genesi e la crocifissione di Gesù di Nazaret narrata nei Vangeli. Se da un lato il "sacrificio sospeso" dell'Antico Testamento viene letto come luogo di interrogazione radicale sul senso dell'obbedienza e della fede, dall'altro il Golgota sembra invece essere il compimento di un necessario riscatto sanguinoso. Attraverso un serrato confronto con l'amico intellettuale francese Jacques Rolland e l'incursione nei testi di grandi filosofi, Petrosino conduce il lettore dentro una domanda radicale: che cosa significa davvero "sacrificio"? Lontano da ogni lettura convenzionale o edificante, l'autore evidenzia come la logica sacrificale non appartenga soltanto alla religione, ma attraversi la vita quotidiana, il lavoro, gli affetti, la politica. Un saggio che intreccia filosofia, teologia ed esperienza esistenziale. Un libro che inquieta e illumina, rivolto a chiunque voglia comprendere non solo il senso del sacro, ma anche la fragile verità delle relazioni umane, dove amare non può più significare sacrificare.
Dopo aver illustrato il cammino geografico-teologico dei patriarchi della Genesi, in questo nuovo studio Michelangelo Priotto offre il profilo del cammino geografico-teologico di Mosè, l’ultimo grande patriarca del Pentateuco. L’attenzione primaria sarà sulla sua persona e in particolare sul suo dialogo con Yhwh. Vengono perciò selezionati e commentati i passi più significativi che delineano il cammino interiore dell’incontro di Mosè con Dio, a cominciare dai prodromi connessi con la sua nascita miracolosa sulle rive del Nilo fino alla sua morte ai piedi del monte Nebo.
L’oggetto di questo studio è il Mosè letterario, quello cioè che appare dalle pagine del racconto biblico. Non si tratta però di una semplice figura creata dal narratore, bensì del ritratto teologico delineato dalla generazione dell’esilio, che sulla scia di una lunga tradizione voleva non solo celebrare il personaggio, ma proporlo come modello della rinnovata fede in Yhwh. Quello che ci descrive la pagina biblica è un Mosè vivo, profondamente legato al suo popolo e allo stesso tempo testimone di un’intensa ricerca e comunione con l’Altissimo.
In concreto, verranno descritti i tratti essenziali del rapporto di Mosè con Dio che emergono dalla narrazione dei libri dell’Esodo, dei Numeri e del Deuteronomio; non si tratta di tre personaggi diversi, ma di un’unica figura plasmata dall’articolazione di una storia ricca e appassionante.
Re, saggio e architetto, e, più tardi, mago, profeta, esorcista e compositore, Salomone è una delle figure più complesse e famose della letteratura antica. Se le sue immagini più familiari sono ispirate da ciò che racconta di lui la Bibbia ebraica, meno conosciute sono le tradizioni su Salomone elaborate dal giudaismo rabbinico e i ricchi ricami narrativi costruiti dai Maestri ebrei. Le pagine di questo libro offrono per la prima volta al lettore italiano leggende rabbiniche tradotte dall'ebraico o dall'aramaico - oltre a tre saggi introduttivi che inquadrano la figura e la recezione di Salomone. Radicate nell'antico folklore di Israele, sono allo stesso tempo innovative perché forniscono nuove interpretazioni e prospettive sia degli episodi biblici sia dei loro protagonisti.
Il volume tratta uno dei temi più discussi e spesso fraintesi della storia umana: il rapporto tra sesso e fede. Nel corso dei secoli, infatti, la sessualità è stata talvolta interpretata come qualcosa di sospetto o moralmente pericoloso, generando l'idea che desiderio, piacere e religione siano realtà incompatibili. Attraverso l'analisi di diversi passi dell'Antico e del Nuovo Testamento, il libro mostra invece come la Bibbia presenti una visione positiva del corpo, dell'amore umano e dell'unione tra uomo e donna. La sessualità, quando vissuta nell'amore, nel rispetto e nella responsabilità, non è qualcosa da reprimere ma un dono voluto da Dio, parte integrante della creazione e della vita spirituale. Con uno stile narrativo, il volume invita il lettore a superare paure, pregiudizi e miti radicati, riscoprendo la prospettiva in cui fede e intimità non si oppongono, ma si illuminano a vicenda. Un percorso che mira a riconciliare sessualità e spiritualità, restituendo al corpo e al desiderio il loro significato più profondo.
Il volume non pretende di sostituirsi ai molti e pregevoli commenti al Vangelo di Marco, ma piuttosto mira ad aiutare i catechisti e gli operatori pastorali a leggere assieme a catecumeni, cresimandi, persone in ricerca quello che è stato definito il “Vangelo del catecumeno” (card. Carlo Maria Martini).
La struttura in schede propone il testo evangelico nella versione della CEI, affiancato da riquadri di approfondimento biblico o teologico, il messaggio centrale del brano, alcune domande per la riflessione personale e la condivisione, una preghiera conclusiva ispirata al testo in esame.
La sezione conclusiva mette a disposizione dei lettori un sobrio commento, articolato ‘scheda per scheda’ secondo lo schema della prima parte, nonché attività e suggerimenti per ogni incontro.
Sommario
Al lettore. Un inizio originale. Prima sezione (1,1-3,6): Gesù, il regno di Dio tra noi. Seconda sezione (3,7-8,26): Gesù annuncia e guarisce. Terza sezione (8,27-10,52): come seguire Gesù, il Messia. Quarta sezione (11,1-13,37): riconoscere Gesù, il Messia e il Figlio dell’uomo. Quinta sezione (14,1-16,18): Gesù è il Figlio di Dio. Materiali per accompagnatori e catechisti. Premessa. Scheda per scheda. Indice dei riquadri tematici. Bibliografia essenziale.
Note sugli autori
Gli autori sono incaricati, per le diocesi di Milano e di Firenze, del catecumenato e della catechesi per gli adulti. Insieme hanno già pubblicato il volume Vivere la Pasqua dei cristiani. Un sussidio per la mistagogia, Leumann (TO) 2001.