In occasione del cinquantesimo anniversario del Concilio Vaticano II, questo volume affronta in forma chiara e discorsiva i temi più importanti che lo hanno animato, offrendone anche una breve ricostruzione storica del contesto in cui si è articolato. L'Autore ha tracciato la storia di ogni documento del Concilio e ne ha risaltato il contenuto dottrinale e spirituale, utilizzando i più recenti interventi del magistero di Benedetto XVI come chiave di lettura. L'intento dell'Autore è stato quello di mettere in evidenza il motivo di fondo che ha animato e ispirato il Concilio Vaticano II, cioè la volontà di annunciare e portare all'uomo moderno, troppo spesso disorientato dalla crisi di valori della società contemporanea, la verita di Cristo e della sua Chiesa.
"Cristianesimo e potere" è dedicato a un tema che costituisce il filo rosso di tutta l'indagine dello storico Prodi: una ricerca dedicata a mettere in luce come la caratteristica della civiltà europea sia la peculiare divisione di ambiti fra Chiesa e Stato. Indagine storica ma insieme riflessione sulle trasformazioni di un presente in cui questo secolare equilibrio pare destinato a spezzarsi.
Allievo di G. Moschos, greco di natali, Maksim Grek giunse a Firenze nel 1492 insieme a Giovanni Lascaris che lo introdusse fra i banchi dello Studium quale allievo di A. Poliziano e M. Ficino. Affiancò in Venezia (1496 - 1498) Aldo Manuzio nella preparazione dell'edizione greca del Salterio. Visse in Firenze il supplizio del Savonarola, prese i voti in San Marco, poi trascorse un decennio nella lavra di Vatopedi sul Monte Athos. Nel 1518 giunse a Mosca su invito ufficiale dello zar. Temuto dalla Chiesa ufficiale, "consacrò alla predicazione della parola di Dio" il proprio stilo e perseguì "la salvezza delle anime" come imponeva il valore intrinseco del voto domenicano al quale mai venne meno.
Giovanni Paolo II si fece un’idea precisa della società italiana di fine Novecento e concepì un progetto per il rilancio della Chiesa che doveva favorire una ripresa di vigore per l’intero paese. Due le proposte che dovevano agevolare una forte ripresa interna e un’irradiazione sull’intero continente europeo: da una parte la riscoperta di una fede più autentica come salda radice capace di generare un nuovo umanesimo; dall’altra, la partecipazione attiva dei cattolici alla ricostruzione civile della nazione.
Ancora oggi la visione di papa Wojtyla può offrire un contributo significativo per superare la crisi e rilanciare il ruolo dell’Italia in Europa e nel mondo.
L?Autore
Antonio Scornajenghi è ricercatore di storia contemporanea all’Università di Roma III. È autore di articoli e saggi sui partiti e i movimenti politici italiani in età liberale, sul rapporto tra mondo cattolico e istituzioni liberali e sul pontificato di Giovanni Paolo II. Tra le sue pubblicazioni: La Sinistra mancata. Dal gruppo zanardelliano al Partito Democratico Costituzionale Italiano (1904-1913), Roma 2004; L’alleanza difficile. Liberali e popolari tra massimalismo socialista e reazione fascista (1919- 1921), Roma 2006. Presso le Edizioni San Paolo ha pubblicato «Stampa laica e mondo politico in Italia di fronte a Giovanni Paolo II», in Shock Wojtyla, (2010).
Paolo VI (Giovanni Battista Montini), è stato il Papa del Concilio. Ricordato anche come il papa della modernità per la sua capacità di percepire e rispondere ai problemi della società, di lui si ricordano anche l'infaticabile lavoro a favore della pace, la fermezza nella difesa dei valori cristiani e l'attenzione con la quale seppe leggere gli anni della contestazione giovanile. Questo volume raccoglie ventiquattro testi scritti dal Papa tra il 1963 e il 1978, gli anni del suo pontificato. Ventiquattro omelie pronunciate durante le Sante messe, celebrate nelle più diverse occasioni dell'anno liturgico che compongono un compendio di commenti al Vangelo sintetico.
«Forse la storia della chiesa cattolica costituisce il racconto più affascinante di un’istituzione della storia mondiale. Per i cattolici, però, questa storia è di cruciale importanza anche per quel che riguarda il ruolo normativo della Tradizione». Ne risulta un libro di ampia portata, dal ritmo narrativo avvincente, sulla storia del popolo cristiano dalla Pentecoste ai giorni nostri.
Descrizione
Questo libro contiene la storia del popolo cristiano dalla Pentecoste ai giorni nostri e si concentra in modo particolare sulla Chiesa cattolica. Avendo superato l’anno 2000 dopo Cristo, sembra appropriato e necessario poter disporre di una storia dei primi due millenni dell’era cristiana.
Nella seconda metà del secolo scorso è stato svolto un enorme lavoro di ricerca sulla storia della Chiesa, pubblicato in articoli specialistici e in libri di più volumi. Tali recenti progetti sono stati tenuti presenti scrivendo questo breve resoconto che, a sua volta, costituisce una lettura interessante.
La dimensione istituzionale e quella più direttamente religiosa della Chiesa cattolica sono presentate in ciascuna sezione in modo equilibrato. Questi alcuni degli elementi trattati: carità, concili, crociate, devozioni, diritto canonico, eresie, laici, liturgia, martiri, missionari, ordini religiosi, papi, parrocchie, pellegrinaggi, preghiera, sacerdozio, sacramenti, scuole, teologi, università, vescovi e vita consacrata.
In questo trentunesimo volume della collana «Pubblicazioni dell'Istituto Paolo VI» sono raccolti gli Atti dell'XI Colloquio Internazionale di Studio, svoltosi a Concesio (Brescia) nei giorni 24-25-26 settembre 2010 sul tema «Verso la civiltà dell'amore. Paolo VI e la costruzione della civiltà umana». Il tema della civiltà dell'amore fu sempre caro a Giovanni Battista Montini, che, durante il pontificato, si dedicò con particolare impegno e con fede incrollabile al suo sviluppo teologico, magisteriale e pastorale, in una lucida e realistica visione di un mondo sempre più indifferente ai veri valori, sempre più incapace di superare il ristretto ambito personale per ispirarsi alla legge dell'amore, per la realizzazione della quale Cristo si fece uomo e morì sulla croce. Paolo VI cercò di dialogare con questo mondo, senza sovrastarlo, e di esserne un interlocutore paterno e illuminato. L'articolazione del Colloquio si svolge secondo due linee principali, quella storica e quella teologica, e ci guida lungo un cammino che inizia nella prima metà del Novecento dalla «civiltà cattolica», fin verso le varie modulazioni della «civiltà cristiana» (De Giorgi), per approdare, dopo Pio XI, alla ricerca della «civiltà dell'amore» (Veneruso). Questa, necessariamente, deve essere costruita su una «civiltà umana» nella sua accezione più profonda e completa (Durand), formata da uomini in quanto persone e in quanto esseri sociali (Sesboüé). In tale prospettiva una particolare importanza assunsero nel magistero di Paolo VI l'enciclica Populorum progressio e i Messaggi per la Giornata della Pace che egli stesso istituì (Joblin), dove si evince che il superamento armonico del contrasto tra religione e secolarizzazione, nell'interpretazione cristiana della transizione occidentale (Sequeri, conduce alla realizzazione di un nuovo legame sociale, la «civiltà dell'amore» appunto.
Contenuto
Giovanni Paolo I, solo trentatré giorni da Papa. «Papa del sorriso», con quel suo presentarsi semplice, dimesso, colloquiale, più da parroco di campagna che da Sommo Pontefice. E la gente aveva cominciato a conoscerlo e ad amarlo. Era anche l’uomo delle sorprese, le sorprese di Dio. Figlio della montagna e di operai migranti, culturalmente molto preparato, di spiccata capacità comunicativa e pastorale, di fede robusta e di grande attenzione ai problemi della gente, non ha mai fatto molto per imporsi all’attenzione. Perciò, fu una sorpresa la sua nomina a vescovo di Vittorio Veneto, una sorpresa la nomina a patriarca di Venezia; sorpresissima la sua elezione a Sommo Pontefice. Una sorpresa la fece anche lui, presentandosi in bicicletta a una visita pastorale: era una delle domeniche di austerity, senza auto per tutti, e lui non voleva privilegi. E poi, la sua morte improvvisa, evento naturale e misterioso insieme, l’ultima sorpresa di Dio.
Destinatari
Tutti.
Autore
PIERO LAZZARIN, giornalista, per anni caporedattore del «Messaggero di sant’Antonio» è autore di varie opere biografiche, di storia e di arte, presso diverse case editrici. Per le Edizioni Messaggero Padova ha pubblicato una decina di titoli, tra cui il fortunato Libro dei santi che ha già venduto quasi diecimila copie.
Una raccolta di tutte le lettere che Albino Luciani, patriarca di Venezia, scrisse indirizzandole a personaggi storici e mitici di tutti i tempi e luoghi. Penelope, Mark Twain, Maria Teresa d'Austria, Charles Dickens, Pinocchio, Goethe e Gesù sono solo alcuni dei destinatari di queste lettere, scritte negli anni '70.
"Fede e Luce" è un movimento che riguarda una delle condizioni più precarie che l'uomo può incontrare: l'handicap mentale. Jean Vanier, già fondatore dell'Arca, vera esperienza pilota, insieme a Marie-Hélène Mathieu ha dato vita a "Fede e Luce", che dopo quarant'anni è presente in ottantuno Paesi con oltre cinquantamila membri. Questa opera parte dagli inizi e percorre, attraverso varie peripezie, la storia del movimento. Una nascita paradossale nel dolore e nella gioia: il dolore delle famiglie messe di fronte all'handicap in una società così timorosa della diversità; ma anche la gioia di scoprire il valore unico di ciascuno, malgrado limiti e fragilità, semplicemente perché ognuno è immagine di Dio. Si tratta di un percorso scioccante, raccontato in forma viva: il racconto è l'occasione di scoprire come una particolare intuizione, quella di credere che i più piccoli hanno un posto speciale nel cuore della Chiesa e del mondo, si sia rivelata, negli anni, profetica. Questo volume è anche l'occasione di misurare il cammino percorso in quarant'anni e le nuove sfide sociali, etiche e umane che si presentano a tutti quelli che si preoccupano dell'uomo. Il cardinale Martini considerava Fede e Luce una pagina del Vangelo che lo Spirito ha scritto e ancora scrive per gli uomini e le donne del nostro tempo. Prefazione di Carlo Maria Martini. Postfazione di Mariangela Bertolini, Enza Gucciardo, Cristina Tersigni.
Questo studio contribuisce a ripercorrere un particolare momento storico, non molto dibattuto, della Chiesa e della politica italiana. Questa pubblicazione, frutto della tesi di dottorato di ricerca dell'autore, prende in esame il rapporto tra la Chiesa e il Fascismo, soffermandosi in particolare sulla crisi che coinvolse l'Azione Cattolica nel 1931. Lo studio si focalizza dapprima sulla dimensione politico-istituzionale del rapporto tra la Santa Sede e il Regime, analizzando le prospettive dei soggetti coinvolti per poi offrire una ricostruzione dettagliata del conflitto per l'Azione Cattolica.
Giunto al suo XI numero l'Annale dell'ISSR di Rimini, Parola e Tempo, si propone come di consueto nella sua raffinata veste editoriale, con un'accurata scelta di materiali (operata dal direttore N. Valentini, insieme alla redazione). Pensato originariamente come strumento di formazione e confronto culturale, ma anche di elaborazione e ricerca nelle Scienze Religiose, il corposo volume pubblicato dall'Editore Pazzini, raccoglie materiali di particolare rilevanza teoretica e spirituale, quasi interamente frutto di esperienze concrete di formazione e ricerca promosse nel corso dell'ultimo Anno Accademico.