Come si può vivere nella fede se si è pigri nella preghiera, se non si prova piacere nella meditazione della Scrittura, se dormire, mangiare e i piaceri carnali rubano sempre di nuovo il piacere della comunione con Dio?
Dietrich Bonhoffer
La laicità dello Stato ha segnato la modernità e cambiato il volto dell’Occidente, assumendo forme storiche diverse, con il separatismo statunitense amico della religione e delle Chiese, con l’illuminismo dell’Europa latina impregnato di anticlericalismo e ostilità verso la religione.
La laicità ha superato le sfide dei totalitarismi del XX secolo, del comunismo che l’ha distrutta perseguitando le Chiese, del fascismo che l’ha umiliata utilizzando la religione a fini nazionalistici.
Ma proprio quando in Occidente ha trionfato un po’ dovunque il diritto di libertà religiosa, ed è venuta meno ogni forma di confessionismo, ateismo di Stato, anticlericalismo, la laicità si trova ad affrontare le sfide più difficili: il relativismo etico che può spezzare ogni legame tra etica e diritto e il diffondersi di tradizioni religiose che negano il diritto di professare la propria fede, di cambiare religione, di fare proselitismo, fino a colpire al cuore quell’eguaglianza tra uomo e donna che costituisce uno dei tratti essenziali della modernità.
Di fronte a queste sfide si avverte il rischio di un’impotenza dell’Occidente, disponibile a relativizzare anche il principio di laicità, e di un’Europa pavida di fronte alle minacce della violenza religiosa, pronta a subire il declino della propria tradizione laica.
Destinatari
Ampio pubblico.
Autore
Carlo Cardia è Professore di Diritto ecclesiastico ed insegna Filosofia del diritto nell’Università di Roma Tre. È collaboratore di riviste scientifiche, periodici e quotidiani. È autore di numerosi testi e saggi in materia storica, giuridica e filosofica, con particolare riguardo ai temi della libertà religiosa, dei diritti umani e dell’etica, del multiculturalismo. Tra i suoi principali scritti: Il Governo della Chiesa (Bologna 1984-2004); Laicità, etica, spiritualità (1994); Vaticano e Santa Sede dal Trattato del Laterano a Giovanni Paolo II (Bologna 1994); Stato e confessioni religiose (Bologna 1996); Manuale di diritto ecclesiastico(Bologna 1996-1999);Teologia, cultura, università (2001); Ordinamenti religiosi e ordinamenti dello Stato (Bologna 2003); Laicità, multiculturalismo, diritti umani (2004); Principi di diritto ecclesiastico.Tradizione europea, legislazione italiana (Torino 2003-2005); Genesi dei diritti umani (Torino 2003-2005).
Una delle caratteristiche del nostro tempo è la crescente fame di spiritualità. Non c’è da meravigliarsi. L’uomo è a due dimensioni e non basta certo l’abbondanza dei beni materiali a renderlo felice. Le profezie sulla scomparsa della religione nelle società evolute sono miseramente fallite. La stessa diffusione della spiritualità orientale conferma il desiderio insopprimibile di vita interiore. Questo libro vuole essere una risposta in chiave cristiana al bisogno di percorrere un cammino dello spirito. Il cristianesimo ha alle spalle una tradizione straordinaria di direzione spirituale che testimonia una conoscenza senza eguali della condizione umana. Con il linguaggio semplice e diretto, proprio dello stile epistolare, viene delineato un itinerario che ogni uomo è in grado di percorrere. È il cammino dal tempo all’eternità, dalle tenebre alla luce, dalle tribolazioni della terra alla gioia del cielo.
Destinatari
Ampio pubblico.
Autore
Padre Livio Fanzaga, nato a Bergamo nel 1940, ordinato sacerdote fra i Padri Scolopi nel 1966, si è laureato in teologia presso la Pontificia Università Gregoriana (Roma) e in filosofia presso la Cattolica (Milano). Per anni si è impegnato nella pastorale giovanile in una parrocchia di Milano. Nel 1987 assume la direzione dei programmi di Radio Maria. Attualmente è direttore della medesima emittente, ormai divenuta un network di dimensioni internazionali. Di lui le Edizioni San Paolo hanno pubblicato il libro intervista Tra cielo e terra, Radio Maria. Un miracolo di volontariato e due volumi di catechesi per giovani: Ragioni per vivere, ragioni per credere e Decidersi per Dio.
Il Maestro Luigi de Mitri, affermato artista a livello internazionale, ha voluto presentare con miniature e originali illustrazioni, questo testo di Joseph Ratzinger. Si tratta del volume "Cercate le cose di lassù", che contiene una raccolta di riflessioni, scritte da Papa Benedetto XVI, su diversi argomenti. Il percorso principale seguito da queste meditazioni si sviluppa attorno alle festività e ai tempi liturgici, a partire dall'Avvento fino alla Pentecoste; tuttavia sono presenti anche riflessioni su altre tematiche religiose, quali il Corpus Domini e il Mese Mariano, e non mancano neppure considerazioni riguardo argomenti più insoliti, come i mondiali di calcio o i furti nelle chiese. La raffinata ed elegante veste grafica rende questo libro un gradito ed originale dono, in occasione delle imminenti festività natalizie, per tutti coloro che intendono avvicinarsi al magistero del Santo Padre.
Benedetto XVI, dopo aver dedicato le precedenti catechesi ai Padri della Chiesa, alle più grandi figure cristiane del Medioevo e ai Dottori della Chiesa continua ora questo percorso proponendo le sue riflessioni sul tema della Preghiera. In particolare, in questo nono volume delle sue Catechesi, il Santo Padre si sofferma sulla preghiera cristiana, quella cioè che la Chiesa ha insegnato e continua ad insegnare all'uomo, rafforzando così la profondità e l'intimità del rapporto con Dio.
Traducido por: Carlos Manzano
De mayor Zezé quiere ser poeta y llevar corbata de lazo, pero de momento es un niño brasileño de cinco años que se abre a la vida. En su casa es un trasto que va de travesura en travesura y no recibe más que reprimendas y tundas; en el colegio es un ángel con el corazón de oro y una imaginación desbordante que tiene encandilado a su maestra. Pero para un niño como él, inteligente y sensible, crecer en una familia pobre no siempre es fácil; cuando está triste, Zezé se refugia en su amigo Minguinho, un arbolito de naranja lima, con quien comparte todos sus secretos, y en el Portugués, dueño del coche más bonito del barrio.
Publicada por primera vez en 1968, Mi planta de naranja lima es la emocionante historia de un niño al que la vida hará adulto precozmente. En esta novela, José Mauro de Vasconcelos recreó sus recuerdos de infancia en el barrio carioca de Bangú con un lirismo y una ternura que cautivaron a los lectores desde su aparición y que la han convertido en uno de los libros más leídos de la literatura brasileña contemporánea.
"Scrivere un nuovo libro su Gesù è come avventurarsi in un mare in tempesta su una scialuppa. L'immagine dà l'idea della massa di pubblicazioni che su questo argomento si sono moltiplicate negli ultimi decenni. Solo l'interesse per il protagonista delle narrazioni evangeliche mi ha spinto a proseguire nella ricerca. Per ricostruire il profilo di Gesù e il contenuto storicamente attendibile delle sue parole, delle sue azioni e prese di posizione, analizzo i quattro Vangeli canonici e i Vangeli apocrifi, svolgendo una lettura incrociata dei testi. Il Gesù che sta sullo sfondo dei Vangeli e delle rispettive tradizioni appare come una personalità forte, con un grande fascino sulla gente, appassionato di Dio e della sua causa, disposto a pagare il prezzo delle sue scelte anche a rischio della sua vita. Gesù è radicato nel suo ambiente, nella cultura religiosa ebraica del suo tempo. Non può essere rinchiuso in nessun modello preconfezionato: il "maestro" di sapienza, il "profeta", il "terapeuta" o l'"esorcista", il riformatore religioso o il rivoluzionario sociale. Quello che colpisce in Gesù non è solo e tanto la sua originalità etico-religiosa, ma la sua eccedenza umana e spirituale, che spinge tutti quelli che vi si accostano - credenti o laici - ad approfondire la sua identità sullo sfondo della ricerca umana del volto di Dio." (dalla Prefazione)
Il dibattito intorno al rapporto tra Chiesa e laicità dello stato occupa un vasto spazio sui giornali e nei talk show televisivi, e genera vivaci dibattiti e scontri polemici.
La forma della Chiesa, determinata dalle condizioni della sua esistenza in una società secolarizzata, democratica e strutturata in uno stato laico, non sembra però godere di una abbondante letteratura nell’ambito teologico.
In questo volume, Severino Dianich affronta consapevolmente questa tema così scomodo e tenta valutazioni e suggerirmenti che intercettano alcune linee dell’attuale politica ecclesiastica in Italia; convinto che, in una situazione in cui la missione della chiesa nei paesi di antica tradizione cristiana sta attraversando una crisi che coinvolge la stessa permanenza nella fede di molti battezzati e la proposta della fede in Gesù ai non credenti, sia un dovere della riflessione teologica studiare il problema sul piano fondamentale, quello della "forma evangelici" come carattere essenziale della missione della chiesa.
Destinatari
Un libro destinato a laici e religiosi.
Autore
Severino Dianich, prete della diocesi di Pisa, si è laureato in teologia alla Pontificia Università Gregoriana, è stato professore ordinario di ecclesiologia e cristologia alla Facoltà di Teologia di Firenze, dove ha diretto un Master in Teologia e Architettura di Chiese. Negli ultimi dieci anni la sua ricerca si è orientata sui problemi della relazione fra espressioni artistiche e riflessione teologica. Della sua vasta bibliografia basti ricordare La chiesa mistero di comunione (Marietti, 1990); La Chiesa e le sue chiese. Teologia e architettura (San Paolo, 2009); Per una teologia del papato (San Paolo, 2010), La Chiesa. Una «realtà complessa» tra istituzione e mistero (San Paolo, 2010).
Punti forti
La costante attualità del tema avvalorata dall’importanza dell’autore.
Omelie delle feste del Signore
Tempo ordinario
A cura della Piccola Famiglia dell’Annunziata
Introduzione di Bruno Forte
Questo testo, il quinto della serie «Omelie», si colloca in un arco di tempo che va dal 1968 al 1996, anno della morte di Dossetti. Raccoglie le omelie pronunciate da don Giuseppe durante la liturgia eucaristica delle principali solennità e feste del Signore del Tempo Ordinario: Gesù Cristo, re dell’universo; Presentazione del Signore;Annunciazione; Santissima Trinità; Corpus Domini;Trasfigurazione del Signore...
In esse il cuore di don Giuseppe, innamorato di Dio e immerso nell’esperienza spirituale della Trinità, parla per sovrabbondanza di luce, con umile saggezza ed eco di profonda esperienza. I temi dominanti ritornano, quasi a tracciare la «cristologia mistica» del grande Monaco e lettore dei segni del tempo, che fu don Giuseppe: fra tutti, però, è il tema della Trasfigurazione del Signore che sembra dominare.
Che Dossetti amasse in modo peculiare questo fra i «misteri» del Signore è noto: «Il mistero della trasfigurazione è veramente immenso e deve conservarsi la tradizione della nostra Famiglia di dare ad esso un rilievo eccezionale nel corso dell’anno liturgico. Ricordatevelo sempre! ...Vi lascio questo invito come un dolce e gradito deposito per tutto il percorso della nostra comunità» (6 agosto 1992). L’ultima omelia festiva da lui pronunciata, il 6 agosto 1996, fu appunto dedicata alla Trasfigurazione.
Punti forti
Per la prima volta il grande patrimonio spirituale di Dossetti è reso pubblico in una collana articolata secondo la natura degli scritti, proponendosi come un ricco e profondo commento ai testi biblici delle principali feste del Signore del Tempo Ordinario.
Ottimo sussidio per la meditazione.
Destinatari
Cristiani «adulti», quanti vogliono conoscere o approfondire la figura umana e spirituale di Dossetti.
Autore
Giuseppe Dossetti (1913-1996), giurista, canonista, professore di diritto ecclesiastico all’Università di Modena, dirigente politico nella Resistenza, deputato all’Assemblea Costituente e nella I Legislatura, vicesegretario della Democrazia cristiana, lascia la vita politica nel luglio del 1952. Nei mesi successivi promuove un progetto per la formazione, a Bologna, di una biblioteca per la ricerca storica e teologica per laici (Centro di documentazione). Nel 1956, ancora laico, dà vita alla comunità Piccola Famiglia dell’Annunziata, con l’assenso dell’allora arcivescovo di Bologna card. Giacomo Lercaro. Nel 1957 lascia la cattedra universitaria. Nel 1959 viene ordinato sacerdote. Diventa stretto collaboratore, durante il Vaticano II e il postconcilio, del card. Lercaro, fino alla conclusione del suo episcopato bolognese nel 1968. Dal 1968 fino alla morte, avvenuta il 15 dicembre 1996, ha vissuto come monaco nelle comunità della Famiglia da lui fondata, in Italia e in Medio Oriente.
"C'è effettivamente un robusto filo femminile che percorre non solo i testi sacri, ma anche la grande tradizione successiva: esso rivela non soltanto un'ermeneutica originale, ma anche un'appropriazione personale della Scrittura da parte delle donne, molto maggiore di quanto si immaginasse, sia pure attraverso il superamento di barriere, la faticosa conquista di varchi, la cancellazione di sospetti e di riserve... I percorsi sono molteplici, spesso affascinanti, non di rado sorprendenti, le iridescenze sono varie, le figure che vengono fatte salire sulla ribalta sono ora celebri, altre volte escono dal buio dell'anonimato." (dalla premessa di Gianfranco Ravasi)
L'amore, il dono e la giustizia sono nozioni spesso usate e abusate nel linguaggio ordinario. Ma anche nel pensiero critico, teologico e filosofico, non è facile giungere a un loro chiarimento teorico. Il testo che presentiamo propone di approfondire le nozioni di amore e di giustizia, a partire dalla riflessione, filosofica e biblica, di Paul Ricoeur. Ma in quest'opera il suo pensiero sarà lo spunto per elaborare anche una riflessione sulle questioni fondamentali in esso implicate. Quale contributo dà la riflessione di Ricoeur a tali interrogativi? Quale significato ha l'idea di amore, intesa da lui nel senso teologico e meta-etico di agape, non riducibile ad un comandamento? Quale rapporto ha l'agape teologica, all'interno di una economia del dono gratuito, con l'esperienza umana che si caratterizza come esperienza 'morale'? Quale è il nesso tra la giustizia del politico, la vita buona dell'etico e il teologico dell'agape?
Dalla morte di Adamo e di Eva a quella di Maria, passando attraverso quella degli uomini dell'Antico Testamento fino a quella dei Santi, la von Speyr prende per mano ciascuno di noi, immergendoci nel mistero della morte che è un modo attraverso il quale Dio ha scelto di farsi vicino all'uomo, riconciliandoci a lui, mediante la morte e risurrezione del suo Figlio. Nulla, infatti, dell'esperienza umana della morte, come abbandono e derelizione, è estraneo alla morte e risurrezione del Figlio. E la sua Chiesa, assieme alla Vergine Maria e a tutti i Santi, è chiamata sempre di nuovo ad immergersi in essa, così da poter testimoniare ad un mondo che è alla ricerca della Vita il luogo nel quale proprio la Vita ha scelto di farsi prossima a ciascuno.