Oggi il primo, forse il più grande, equivoco è pensare che la felicità sia oltre il "limite": tutti noi, infatti, ciechi adoratori del progresso, delle tecnologie e delle innovazioni, siamo sempre alla ricerca di superare ogni limite per raggiungere una qualche briciola di felicità. Alberto Scicchitano mette a tema la felicità partendo da se stesso, dalla sua esperienza di medico psichiatra e psicoterapeuta, dal suo lungo percorso di osservatore della sofferenza umana e dalla ricca analisi di altri cercatori di felicità, dal mondo scientifico e a quello letterario. La ricchezza del limite è una sfida. Ma ogni sfida è un'opportunità. È un libro che indica una strada di felicità, la strada verso la piena realizzazione di sé, a dispetto delle nostre fragilità e dei nostri limiti, perché se vogliamo essere veramente di aiuto a noi stessi e agli altri, quello che dobbiamo fare - ognuno secondo le proprie possibilità e secondo la propria storia - è essere costruttori di senso.
A partire dal contesto storico e dal rapporto tra neri e bianchi negli Stati Uniti degli anni Cinquanta del Novecento, dal contributo della comunità femminile di Montgomery e di alcuni altri predecessori, l'introduzione di Rufus Burrow Jr. alla vita, al pensiero e all'impegno sociale e politico del grande pastore nero Martin Luther King, leader del movimento per i diritti civili degli afroamericani, ne mette in luce le battaglie e gli studi - in particolare quelli teologici, che tanto influenzarono il suo percorso e impegno pubblico -, l'evoluzione verso la nonviolenza gandhiana nonché le posizioni rispetto a razzismo, sfruttamento economico, guerra, rapporti tra i sessi, pena di morte e omosessualità. «Sarebbe un errore sostenere che Martin Luther King fosse un attivista sociale più che un pensatore. Era sia un pensatore sia un attivista sociale. Non tentò mai di separare le idee (accademiche) dall'attivismo (di strada). Anzi, mise sempre le sue idee migliori al servizio delle campagne di non cooperazione, lasciando che il suo pensiero si formasse e trasformasse grazie alla prassi, perfezionando quest'ultima grazie a idee ben meditate. Nonostante il dottorato in teologia sistematica, gli fu sempre più chiaro che la sua reale vocazione era quella di mettere in pratica un'etica teologica e sociale. Si sentiva chiamato ad applicare tutto ciò che aveva appreso per la costruzione di una "casa mondiale" basata sul principio divino di amore e giustizia universali»
Due sono i protagonisti di questo libro: il cardinale castigliano Gil Albornoz e l’Italia, in cui il cardinale fu inviato dai papi di Avignone dal 1353 al 1367.
In quegli anni Albornoz assunse il ruolo di indiscusso protagonista nella storia politica e militare e seppe riorganizzare profondamente lo Stato della Chiesa, tanto che nella tradizione storiografica ne è considerato il secondo fondatore, dopo Innocenzo III.
L’autore non propone una biografia tradizionale d’impianto cronologico, bensì indaga gli ambiti nei quali si svolse la missione di Albornoz per tentare una sintesi, che consenta di comprendere meglio i cambiamenti nella storia d’Italia. Sia sotto il profilo politico, nella costante ostilità verso i Visconti di Milano, sia per l’aspetto militare, nell’urgenza di una Penisola invasa dalle truppe mercenarie europee, o nella riconfigurazione dei poteri all’interno dello Stato della Chiesa, l’attività di Albornoz fu vigorosa.
Se il suo ruolo di legato dei papi avignonesi si poneva sul solco di una tradizione che percorre tutto il Trecento, è indubbio però che la sua forte personalità e la sua personale visione sulla realtà italiana seppero dar vita ad assetti e soluzioni innovative.
Il libro indaga luci e ombre di questa vicenda, talora complicata dai difficili rapporti fra Albornoz e i papi di Avignone, e valorizza al contempo il ricco lascito ereditario del cardinale: il Collegio di Spagna di Bologna, istituito dal cardinale nel suo testamento, è infatti il più antico collegio universitario italiano che abbia conosciuto una vita ininterrotta fino ad oggi.
Francesco Pirani
è ricercatore in Storia medievale all’Università di Macerata. Si occupa di storia istituzionale, in particolare della civiltà comunale e signorile, e rivolge al contempo i suoi interessi alle strutture politiche dello Stato della Chiesa. Tra le sue pubblicazioni: Tiranni e città nello Stato della Chiesa. «Informatio super statu provincie Marchie Anconitane» (1341), 2012.
Maria Alfonsina nasce a Gerusalemme il 4 ottobre 1843 in una famiglia cristiana. All’età di 30 anni, quando abita a Betlemme, le appare la Madonna che la invita a fondare una comunità religiosa araba, il cui nome sarebbe stato di Suore del Rosario. Il 4 ottobre del 1890, vigilia della festa di Santa Maria del Rosario, Maria Alfonsina entra nel Terz’Ordine Domenicano, nel convento di Saint-Etienne di Gerusalemme, più noto come Ecole Biblique. Il 25 marzo 1927 muore ad Ain Karima. La sua comunità continua la missione nelle scuole, orfanotrofi, cliniche a favore delle donne arabe in Egitto, Giordania, Italia, Kuwait, Libano, Palestina e Siria.
Il suo carisma è centrato sulla preghiera del Rosario: grazie a questa preghiera Maria Alfonsina ha suscitato la fiducia delle donne cristiane e musulmane nella protezione da parte della Madonna e un atteggiamento di confidenza anche in Gesù Cristo Salvatore.
La missione prevalente della sua comunità è l’insegnamento: grazie ad esso “contribuì a vincere l’analfabetismo ed elevare le condizioni della donna di quel tempo nella terra dove Gesù stesso ne esaltò la dignità”, così papa Benedetto XVI il 22 novembre 2009.
A proposito di “quote rosa” è molto interessante rilevare che delle donne, arabe, suore, cristiane cattoliche siano apprezzate in Medio-Oriente per la loro presenza a vantaggio della donna araba e della sua formazione. Ma, non deve sorprendere: è la Madonna che domanda alla Santa di fondare la Congregazione del Rosario per la promozione della donna nella sua sempre amata patria terrena.
Il 17 maggio 2015 papa Francesco ha canonizzato Maria Alfonsina.
Massimo Negrelli è frate domenicano e sacerdote, dottore in filosofia e teologia, vive a Bologna, ed è promotore delle cause dei santi.
La Gazzetta Ufficiale del 14 febbraio 2019 ha pubblicato il Decreto Legislativo n. 14 del 12 gennaio 2019, n. 14, recante il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza che entra così a pieno titolo nell'ordinamento giuridico italiano. Il "Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza", interviene sulla materia delle procedure concorsuali in modo generale ed organico. Il volume intende offrire un primo esame della riforma con riflessioni sulle innovazioni più rilevanti e raffronti con la precedente disciplina.
La disciplina del Regolamento UE 2016/679 è ormai penetrata stabilmente nella trama dell'ordinamento. Con l'emanazione del d.lgs. 18 maggio 2018, n. 51 di attuazione della direttiva 2016/680 e con l'adozione del d.lgs. 10 agosto 2018, n. 101, di adeguamento del Codice privacy alle nuove norme dettate nel Regolamento, il quadro è sufficientemente completo per consentire una riflessione che non si limiti alla mera esegesi delle disposizioni del Regolamento, ma proponga una lettura organica del sistema del trattamento dei dati personali qual è delineati dalla normativa di fonte europea.
Roman Catholic theology experienced profound growth and development with the Second Vatican Council and since. With the renewal in scriptural, historical and ecumenical studies, open to new philosophical currents, and sensitive to diverse cultural contexts, Catholic systematic theology has undergone a remarkable evolution. The Church is societas sui generis, but vera societas “constituted and organized in this world as a society” (LG 8). That the Church is a true society is obvious to all who look at its history; but its specific nature is involved in mystery. In particular there is the relationship between faith, law and liturgy in the light of the classical adage Legem credendi statuat lex supplicandi. The Church is an adoring society. But the Church is also an acting society, and the adage should hold: Legem agendi statuat lex canonica.
The author is emeritus professor of the Pontifical Oriental Institute, Rome, where he has taught canon law, theology of law and philosophy of law. He has published several works in the series Kanonika, of which he was editor from the beginning till 2012. His recent publications include: Quest for the Historical Thomas Apostle of India: a Re-reading of the Evidence, Theological Publications in India, Bangalore 2008; “The Council in Trullo Revisited: Ecumenism and the Canon of the Councils,” Theological Studies 71 (2010) 651-676; “Christian Origins in India According to the Alexandrian Tradition,” OCP 77 (2011) 399-422; “Typology of Peter in the Symbolic Theology of Aphrahat,” OCP 80 (2014) 291-328; Renewal of Life and Law: An Indian Contribution (Dharmaram Canonical Studies, 10), Dharmaram Publications, Bangalore, 2015. His latest book is Covenant life, law and ministry according to Aphrahat (Kanonika series n.26), Edizioni Orientalia Christiana & Valore Italiano™, Rome, 2018.
A chiunque cerca di fronteggiare l’emergenza educativa, qualunque sia l’ambito in cui agisce (familiare, scolastico, oratoriano, parrocchiale, associativo di tempo libero...), desidero proporre un orizzonte in cui credo con tutta me stessa. È quanto via via è maturato nel contatto col mondo giovane nella scuola e in variegati altri campi di esperienze di animazione giovanile.
Il vivere a lungo tra i giovani mi ha fatto sentire il polso dell’evoluzione delle generazioni, della società, della vita nel nostro tempo.
E mi ha avvertito della necessità di cambiamenti nella mia mentalità e nel mio rapportarmi a loro senza per nulla rinunciare o lasciare scadere la mia identità di educatrice.
Desidero condividere alcune convinzioni confrontate e rafforzate nei numerosi incontri di riflessione con genitori ed educatori a vari livelli, sulle problematiche psicologiche e pedagogiche di bimbi, fanciulli, preadolescenti, adolescenti e giovani.
Mi auguro che quanto cercherò di comunicare, possa essere di utilità a quanti di noi spendono il tempo e la vita nella educazione delle giovani generazioni.
Nel corso di questo testo vediamo quali sono gli ingredienti di successo per fronteggiare l’attuale emergenza educativa.
Destinatari
Insegnanti, genitori, educatori in genere.
Operatori massmediali.
Autrice
Rosetta Calì, docente di filosofia, pedagogia, psicologia e altre discipline. Educatrice, animatrice di giovani sia di educandato che di sistema scolastico, si occupa di numerose iniziative a favore del mondo giovanile. Ha una particolare sensibilità per il rapporto giovani e mass media e le implicanze pedagogiche ed esistenziali che ne derivano
Il momento della giornata preferito da Albert Einstein a Princeton era la passeggiata per tornare a casa dall'Institute for Advanced Studies, dove era considerato una celebrità. A rendere la camminata ancora più gradita fu l'arrivo dall'Europa, nei primi anni Quaranta, di un collega eccentrico e bizzarro, che a molti appariva sospetto. Si trattava di Kurt Gödel, un logico e matematico austriaco sconosciuto al pubblico ma ammirato dagli scienziati di tutto il mondo. Einstein amava quelle chiacchierate in tedesco, e coloro che li osservavano lungo la strada, probabilmente, avrebbero voluto sapere cosa ci trovasse di tanto interessante in un personaggio così inavvicinabile, annichilito dal terrore di essere avvelenato dai gas del frigorifero. Che cosa li appassionava tanto? La politica, la teoria quantistica, la relatività? Ispirato dalle loro ipotetiche conversazioni e affascinato da questa insolita amicizia, Jim Holt, divulgatore scientifico, ha raccolto i suoi saggi più brillanti scritti negli ultimi vent'anni per raccontare alcune tra le teorie e le scoperte più innovative in campo matematico, fisico e filosofico degli ultimi secoli: dal teorema dei quattro colori al panpsichismo, dai frattali all'infinitesimo, dalla macchina di Turing all'ipotesi di Riemann, dalla natura della verità all'illusione del tempo. I progenitori di questi concetti così disparati hanno tutti vissuto vite stravaganti, incredibili e spesso dall'esito tragico, come Sir Francis Galton, cugino di Darwin e primo eugenista della storia, che visse avventure strabilianti nell'Africa meridionale e affrontò re Nangoro, che si diceva fosse l'uomo più grasso del mondo. Le loro idee hanno tutte esercitato un'influenza fondamentale sul nostro modo di concepire la realtà, la conoscenza e la condotta morale: fisica, astronomia, matematica pura, metafisica e neuroscienze condividono una serie di domande su di noi e su come viviamo, ma anche la ricerca estenuante di risposte tanto plausibili ed efficaci quanto semplici e belle. Una vera e propria visita guidata in un museo cosmico, in cui ogni opera è introdotta da una guida preparata e capace di suscitare uno stupore genuino di fronte ai capolavori più sconvolgenti e misteriosi mai elaborati dall'uomo.
Chi sono i padri del terzo millennio? Sono quelli che mettono al mondo un figlio desiderosi di essere presenti nella sua vita. Quelli che vogliono diventare uomini migliori grazie alla paternità. Quelli che sanno essere disponibili e coinvolti e così facendo sostengono la crescita dei loro figli in modo autorevole e affettuoso. La paternità oggi è «contaminata» da bisogni emotivi nuovi per il mondo degli uomini. I «papà millennial» pensano ai propri figli e vivono loro accanto in modo completamente differente rispetto ai padri da cui sono nati. Non più solo «padri della legge», ma anche padri emotivi, affettivi, teneri, sensibili. Non più solo padri preoccupati di dare sicurezza, norme e protezione ai figli, attraverso il proprio lavoro, ma anche profondamente convinti del loro ruolo affettivo e educativo. Un saggio sulla paternità, scientificamente solido e basato sulle più recenti scoperte delle neuroscienze e sulle evidenze della teoria dell'attaccamento di John Bowlby, che è anche un percorso di self-help, in grado di aiutare gli uomini che stanno pensando di diventare padri, quelli che già lo sono e quelli che, non essendolo, stanno rielaborando la loro storia di figli a fianco del padre che li ha cresciuti. Casi clinici, storie di uomini alle prese con la paternità, ma anche informazioni e competenze che ogni uomo deve saper mettere in gioco nel passaggio da uomo a padre. Un saggio che si legge come un romanzo, perché arricchito da una serie di narrazioni sviluppate attraverso il metodo della NPO (narrativa psicologicamente orientata), di cui Alberto Pellai stesso ha teorizzato modello e metodo, realizzando molti libri per bambini e adulti. Un volume per aiutare gli uomini e le donne a comprendere in modo competente ed emozionale al tempo stesso che cosa succede nella mente degli uomini quando diventano padri e come rendere la paternità una tappa evolutiva nel proprio ciclo di vita, capace di rendere migliore ogni uomo che tiene per mano il proprio figlio lungo il percorso della crescita.