Un incontro che cambia tutto. Al Liceo Berchet di Milano, tra il 1955 e il 1958, un giovane studente incrocia don Luigi Giussani (1922-2005), fondatore del Movimento di Comunione e Liberazione, destinato a diventare il “padre” della sua fede. Da lì nasce un’avventura cristiana capace di stare dentro ogni circostanza con uno sguardo costruttivo.
Questo epistolario fra l’autore e il «don Gius», inconsueto perché postumo, è un tributo riconoscente e vibrante, fatto di ricordi personali e riflessioni limpide sulla Chiesa e sul mondo. Un filo rosso lo attraversa: l’appartenenza a una comunità guidata con tenerezza e fermezza, in cui ogni persona è al centro e il riferimento di tutti è Gesù Cristo, come compimento di ogni desiderio di bene.
Zola testimonia che obbedienza e libertà non sono in conflitto: nell’unità vissuta si accende una creatività audace, una presenza “baldanzosa” nella realtà, nella vocazione, nelle responsabilità, nelle amicizie, nella società. Il volume è introdotto da un Invito alla lettura di Davide Prosperi e da una Prefazione di mons. Massimo Camisasca.
Martina Kluzer ha sette anni quando un tumore feroce la strappa alla vita. È il 7 giugno 2007. Il libro riporta la cronaca nuda di due anni di dolore che travolgono una famiglia, tra ospedali, paura e amore ostinato. Ma queste pagine, infine, sorpendono: non sono un atto d'accusa né un grido di rabbia. Perché Marti, prima di «volare via come un uccellino», racconta altro: una fede che cresce nel buio, una gioia disarmante, incontri reali, vivi con il Gesù-Sacro Cuore caro a santa Faustina Kowalska e la Madonna-Rosa Mistica delle apparizioni di Montichiari. La morte arretra, la speranza avanza.
Un racconto che scuote e seduce, che rivela la grazia nell'esperienza della croce, dove il dolore diventa offerta di sé e promessa di vita nuova, profumo di Paradiso. E l'invito preciso, consegnato da una bambina ai famigliari, di testimoniare con la sua storia «che Gesù e la Madonna ci vogliono bene». Mamma Giovanna ha raccolto le memorie di tutti, trovando un aiuto di penna in Riccardo Caniato.
Quando Messori pubblicò il primo libro, Ipotesi su Gesù, divenuto subito un bestseller mondiale, molti lo esortarono a scrivere anche delle «ipotesi su Maria». La proposta fu accolta quasi trent’anni dopo, nel 2005, e anche in questo caso la fatica dell’Autore è stata premiata con traduzioni estere, numerose ristampe fino alla nuova presente edizione. In anni di lavoro è nato un volume di oltre sessanta capitoli che si possono leggere da soli prima che in un unicum. Il risultato è vivace e «colorato»: il dogma si unisce all’aneddoto, l’esegesi biblica alle apparizioni, la spiritualità alla storia, la teologia al mistero. Vi si incrociano dotti, letterati, veggenti e mistiche, pellegrini, miracolati, santi e peccatori, inquisitori ed eresiarchi, imperatori e contadini. Una carrellata sorprendente in un mondo spesso segreto, che l’autore affronta da devoto confesso, allergico però alla retorica mielosa di certo devozionalismo. Queste pagine sono al contempo rigorose e divulgative. Sono l’esito – come sempre – della vivacità e chiarezza del grande giornalista unite alla solidità dello studioso aggiornato, dalla documentazione implacabile.
Il libro di Vincenzo Zambello, intitolato «Bien vivir. La coscienza al cuore della missione», pubblicato dalla Casa editrice Mazziana nel marzo 2026, si presenta come un'opera-testimonianza che intreccia memoria personale, impegno civile e riflessione teologica. Con la prefazione del biblista Marcelo Barros e un contributo del cardinale Gianfranco Ravasi, il volume ripercorre trentasette anni di vita missionaria dell’autore in Brasile, offrendo una prospettiva radicale sulla "mistica del Regno" e sul destino della nostra casa comune.
CopertinaZambello 1Un cammino tra fede e giustizia
Zambello, prete "Fidei donum" ordinato nel 1965 alla conclusione del Concilio Vaticano II, racconta il suo passaggio dalle strade di Verona alle periferie geografiche ed esistenziali del Brasile. Il libro documenta con intensità il periodo della dittatura militare brasiliana, durante il quale l’autore scelse consapevolmente di schierarsi dalla parte dei perseguitati e dei poveri, vivendo in favela e lavorando persino in fabbrica.
Questa scelta di campo non è presentata come un’azione politica fine a se stessa, ma come una "scelta evangelica preferenziale" alimentata dalla teologia della liberazione e dalle conclusioni della Conferenza di Medellin del 1968, che sognava una Chiesa "povera e spoglia di mezzi di potere".
Il paradigma del "bien vivir"
Il cuore pulsante dell’opera è il concetto indigeno di "bien vivir" (buon vivere), che Zambello ha appreso durante i suoi dodici anni di missione nello Xingu, in Amazzonia. Contrariamente al concetto occidentale di benessere basato sul profitto individuale, il bien vivir è descritto come un paradigma comunitario che privilegia l'armonia con la Madre-Terra e con tutti gli esseri viventi.
L'autore denuncia con forza la distruzione dell'Amazzonia operata dalle multinazionali e dal capitalismo estrattivo, definendo tale scempio un "ecocidio" che minaccia l'intera umanità. Il libro dedica ampio spazio alla lotta dei popoli originari per la difesa dei fiumi e delle foreste, citando martiri come Chico Mendes e il sindacalista Ademir Alfeu Federicci.
La coscienza come bussola
Un tema trasversale a tutta l'opera è quello della coscienza, definita come "una fiaccola del Signore che scruta tutti i segreti recessi del cuore" nel contributo di Gianfranco Ravasi. Zambello radica questa riflessione nell'integrità del padre Domenico, che rifiutò di firmare bolle superfatturate nonostante le minacce, e la proietta sulle grandi sfide contemporanee.
L'autore critica aspramente ciò che chiama "peccati che addormentano la coscienza": l'ipocrisia, l'indifferenza e l'abuso di potere, sia politico che ecclesiale. Arriva a mettere in discussione la libertà della Chiesa stessa quando questa è vincolata da concordati che ne frenano la capacità profetica, chiedendosi apertamente perché non vi sia una denuncia più netta della presenza di armi atomiche in Italia o della complicità nei conflitti internazionali.
Un invito alla "strada"
Il libro si chiude con un richiamo alla "spiritualità della strada", ispirata a figure come don Tonino Bello e don Primo Mazzolari. Zambello invita il lettore a non restare "seduto" o indifferente davanti alle "strutture di peccato" che creano povertà, ma a riscoprire la fraternità universale come unica meta possibile.
Corredato da un prezioso appendice-calendario dei "santi ed eroi" indigeni, il volume non è solo un resoconto di vita vissuta, ma un grido di speranza e un manuale di resistenza spirituale per chiunque cerchi di conciliare la fede con la lotta per la giustizia.
L'Autore, Vincenzo Zambello (Canale d’Isonzo, Gorizia 1941, oggi Slovenia) è stato ordinato prete nel 1965 dal vescovo Giuseppe Carraro nella diocesi di Verona; missionario fidei donum in Brasile dal 1967 al 2015, con un passaggio nella parrocchia di San Pietro di Morubio (Vr) e quindi a Roma per dieci anni, nella borgata di Torre Angela in una comunità presbiterale. Oggi collabora con parrocchie di Verona ed è volontario per l’assistenza in carcere e sulle strade della città. Per Gabrielli editori ha curato «Dema: una vita donata» (2019), con il diario del sindacalista Ademir Alfeu Federicci, detto Dema, assassinato in Amazzonia nel 2001, e una sintesi della vita di suor Dorothy May Stang, martire dell’Amazzonia (prefazione del cardinale Matteo Zuppi); «Il potere nella Chiesa: quale profezia?», Gabrielli editori, 2017; «Racconti di vita», prefazione di Raffaele Nogaro, Gabrielli editori, 2019.
Che cos'è la massoneria? Come è nata, quali realtà la compongono, quali riti vi si celebrano? Quali progetti persegue? E perché la Chiesa la condanna scomunicando i cattolici che vi aderiscono? È vero che Caino è considerato il primo massone? E che il luciferismo gioca un ruolo importante, decisivo.
all'ombra delle logge?
A queste e a molte altre domande risponde il presente Quaderno del Timone, scritto dallo studioso Mario Arturo lannaccone e che si conclude con una intervista a padre Paolo Siano, religioso appartenente alla famiglia dei Francescani dell'Immacolata, che ha studiato la massoneria fin nelle sue oscure profondità.
Mario A. lannaccone (Milano, 1964) scrive per mestiere, ha pubblicato molti libri di storia e storia della cultura.
Ha scritto centinaia di articoli per quotidiani e riviste.
Con il Timone ha pubblicato il romanzo La fuga ed è stato co-autore e curatore di cinque dei nostri Dizionari.
L’Atlante Geopolitico del Mediterraneo 2026 si propone come strumento indispensabile di analisi dei grandi cambiamenti in corso nel bacino del Mare nostrum, segnato dalla tragedia senza fine del conflitto israelo palestinese e sconvolto dalla guerra aperta tra Israele e Iran. Nella sezione Approfondimenti, il saggio di Dalia Ghanem racconta la percezione che di Israele hanno gli Stati arabi della regione, con uno scollamento non di rado significativo tra governi e opinioni pubbliche. Il contributo di Nimrod Goren ribalta invece la prospettiva, descrivendo come Israele percepisce se stesso dopo il 7 ottobre e restituendo la fotografia di un Paese che spesso si ritiene incompreso dagli alleati, ma in cui parte della società civile non si esime da un approfondito esame di coscienza. La sezione Schede Paesi offre poi una ricostruzione storica e una lettura aggiornata delle dinamiche politiche, economiche, sociali e internazionali degli 11 Stati della sponda sud del Mediterraneo, mentre quella dei Dialoghi mediterranei inquadra il ruolo di alcuni rilevanti attori politici nell’area e la loro reazione alla crescente instabilità che l’attraversa. Giunto alla sua dodicesima edizione, l’Atlante si conferma punto di riferimento editoriale per capire il Mediterraneo, in uno dei momenti più travagliati della sua millenaria storia.
Da questo libro non si esce indenni. Mutilati nel cuore, senza dubbio - stigmatizzati è ciò che speriamo. Tra i Vangeli, quello di Marco è il più crudo: pare inciso nel legno, pare istoriato su uno scudo. È il più duro: sigillato da un sepolcro, da un manipolo di donne in fuga. È un Vangelo latrato, questo, di ammutolite grida. E un Vangelo - in questa versione - ammutinato, pura rivolta del verbo. Va intonato coi tamburi, va letto sulla soglia del bosco più che nei recessi del tempio.
Gian Ruggero Manzoni, poeta di arcaica potenza, che da tempo milita modellando i sacri testi, ha la pazienza degli obbedienti e la voracità dell'eresiarca. I vasti apparati con cui ha corredato il "suo" Vangelo di Marco fanno di questo libro uno strumento necessario alla ricerca spirituale - singolare e in contrasto con le correnti del mondo. È, in fondo, uno spregiudicato sprofondare nel corpo di Gesù, l'uomo più folgorante mai caduto su questa terra.
Papa Francesco, nella sua ultima e più cristologica lettera enciclica, Dilexit nos, che ha come tema proprio l'amore umano e divino del Cuore di Gesù Cristo, sottolinea come questo amore incarnato è ben espresso attraverso il simbolo del suo Cuore, che come uomo condivide i nostri sentimenti. Partendo da questo presupposto il testo ci invita a riflettere sulle caratteristiche dell'amore divino-umano di Gesù Cristo per poter partecipare alla redenzione che proprio attraverso il suo amore si è realizzata riconsegnando all'uomo la capacità di vincere i suoi limiti.
Età di lettura: da 6 anni.
Nel cuore delle Scritture la salvezza divina non appare mai un evento limpido e lineare, ma come un cammino attraverso ombre e luci, silenzi e rivelazioni. In questo libro, la Bibbia diventa guida in un viaggio che attraversa la notte dell'anima e l'alba della redenzione. Partendo da alcuni passi dell'Antico e del Nuovo Testamento, l'autore sviluppa il tema del chiaroscuro spirituale: il mistero di un Dio che si nasconde per farsi trovare, parla nel buio, salva nonostante e a volte attraverso l'ambiguità della vita umana. Alle riflessioni esegetiche e spirituali si intrecciano poesie originali, ispirate ai testi sacri, e storie simboliche che danno voce a personaggi universali: il pellegrino, la madre, l'uomo ferito, la cercatrice d'alba. Semplici domande alla fine di ogni capitolo aiutano il lettore a guardare dentro di sé e a fare proprio il messaggio della Scrittura.
Auschwitz, 14 agosto 1941, un frate avanza di un passo e si offre al posto di un padre di famiglia condannato a morte. Da quel giorno buio del passato l'autore risale all'origine di un uomo capace di dire che «l'odio non serve a niente, solo l'amore crea». La vita di san Massimiliano Maria Kolbe, tra povertà, genialità e devozione all'Immacolata, diventa un itinerario di fede concreta non improvvisata. Tra Roma, la Milizia dell'Immacolata e la prigionia, si scopre che la santità è una scelta possibile, persino in tempi feroci come quelli della seconda guerra mondiale.