Un prezioso libretto, con illustrazioni, sul Santo Rosario. "... da quando la Vergine Santissima ha dato grande efficacia al Santo Rosario, non c'è problema né materiale né spirituale, nazionale o internazionale, che non si possa risolvere col Santo Rosario e con i nostri sacrifici. Recitato con amore e devozione, consolerà Maria, tergendo tante lacrime dal Suo Cuore Immacolato" (Suor Lucia di Fatima).
È il commento di Tommaso al Vangelo secondo Giovanni. Consiste nell'analisi del testo versetto per versetto, analisi compiuta usando in prevalenza le citazioni più belle e profonde degli autori cristiani greci e latini dei primi secoli. È una miniera inesauribile di interpretazioni efficaci del Vangelo. L'edizione è integrale, cioè riporta il testo latino di Tommaso con la traduzione italiana a fronte.
Destinato a coloro che, toccati da Cristo, hanno deciso nel loro cuore di intraprendere il santo viaggio lasciandolo entrare in ogni angolo dell'esistenza e spendendo con Lui ogni attimo del tempo. Quaresima per i fannulloni... alla scuola dei santi assicura il sostegno dato dalle parole dei grandi amici di Cristo, i maestri della vita spirituale, fonte di luce e di gioia. Entrando ogni settimana in una tematica legata al cammino quaresimale, il testo offre un programma semplice e impegnativo, tratto dall'insegnamento di vita dei santi. Lettura, meditazione ed applicazione pratica sono gli strumenti proposti per aiutarci ad intraprendere il santo viaggio lasciandoci trasformare, alla sequela di Cristo, da Dio Amore.
Il fascicolo, in punto metallico, propone il testo del Vangelo di Marco secondo la nuova traduzione della CEI. La versione tascabile (cm 10,5x15) risponde a ogni esigenza di maneggevolezza e leggibilità. È disponibile anche la versione a caratteri grandi (formato 14x21).
Pochissime scoperte di testi patristici possono competere col ritrovamento di 29 omelie di Origene (185-254) sui Salmi nel 2012. Una nuova catalogazione della Staatsbibliothek di Monaco ha messo in luce nel Codice Greco 314 la presenza di quattro omelie note in versione latina e venticinque inedite. L’attribuzione a Origene, oltre alla lista delle opere tramandataci da Gerolamo, trova piena conferma dai contenuti. Dopo l’edizione critica (Berlino 2015), la pubblicazione delle omelie in italiano è affiancata da un testo greco riveduto e da un approfondito commento. La raccolta omiletica più vasta di quel genio della Bibbia che è stato Origene ci documenta il suo cantiere esegetico principale: il Salterio l’ha accompagnato dall’inizio alla fine. Testo di rivelazione profetica, istruzione morale e nutrimento spirituale, i Salmi sono soprattutto per Origene l’espressione della voce di Cristo e della Chiesa, suo corpo mistico.
La benedizione e la lode a Dio sono all’origine della preghiera e della liturgia ebraica, e sono divenute anche eredità dei cristiani.
Attraverso una storia di purificazione lunga e dolorosa, la liturgia d’Israele è arrivata a uno stile di relazione con Dio basato sulla benedizione. Ogni tipo di preghiera personale o liturgica non poteva che iniziare e terminare così. Anche Gesù Cristo, da ebreo pio e osservante, pronunciò molte benedizioni. La sua più alta berakah fu durante l’Ultima Cena, che i primi cristiani hanno ereditato e trasmesso nella celebrazione dell’Eucaristia. Con la perdita progressiva della componente ebraica nella chiesa primitiva questa tradizione si è sempre più diluita., ma negli ultimi decenni si è assistito alla riscoperta di questa radice comune tra ebrei e cristiani che ha dato una grande spinta al rinnovamento della stessa liturgia cattolica.
Il Signore insegna alla serva di Dio Luisa Piccarreta come stare con Lui dopo aver ricevuto l’ Eucaristia.
La frazione del pane a Emmaus è il momento culminante del riconoscimento di Gesù da parte dei due Discepoli. Sulla tavola, oltre al pane, alcuni particolari: - il pesce che nella successione delle lettere della parola greca contiene le iniziali delle parole Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore - la brocca del vino con chiara allusione all'ultima cena - la carota, spesso la si trova anche sulla tavola dell'Ultima Cena insieme alla cipolla e richiama il cammino nel deserto o la Pasqua ebraica.
LA PASSIONE DEL FIGLIO DI DIO, VERO DIO E VERO UOMO, RIVELATA DA GESÙ STESSO
A CATALINA
Gesù a Catalina: "Oggi il mondo dovrà conoscere più di quello che fino ad ora gli ho concesso, perché così vuole il Padre mio. Per questo, nella mia Chiesa fiorisce un raggio d'amore per tutto l'insieme delle vicissitudini che dall'Orto mi portarono al Calvario. Manifesto la mia Passione agli amati che furono con me nell'Orto, più che a chiunque altro. Loro possono riferire qualcosa che si adatti alla mente degli attuali viandanti. E se possono, debbono farlo.
Per questa ragione, piccola, scrivi tutto ciò che Io ti dico, per te e per molti altri, a conforto delle anime e per la gloria della Trinità, che vuole siano conosciute le mie sofferenze nel Getsemani".
DAL TESTO:
GESÙ VA IN CERCA DEI SUOI DISCEPOLI, CHE SONO ADDORMENTATI
Malgrado tutto, l'enorme peso e la terribile fatica, unitamente al sudore di sangue, mi avevano colpito talmente che, nell'andare a cercare i miei Apostoli, mi sono sentito tremendamente affaticato.
Pietro, Giovanni, Giacomo! Dove sono, che non li vedo vigilanti? Svegliatevi, guardate il mio volto, vedete come trema il mio corpo per questo turbamento che provo! Perché dormite? Svegliatevi e pregate con Me, perché Io ho sudato sangue per voi!
Pietro, discepolo eletto, non ti importa della mia Passione?... Giacomo, a te ho dato la mia predilezione: guardami e ricordati di Me! E tu, Giovanni? Perché ti lasci prendere dal sonno insieme agli altri? Tu puoi capire più di loro... Non dormire, veglia e prega con Me!
Ecco ciò che ho ottenuto: mentre cercavo conforto, ho trovato un amaro sconforto. Neppure loro sono con Me. Da chi mai potrò andare?...
È vero, il Padre mio mi dà soltanto ciò che Io ho saputo chiedergli: che il Giudizio di tutta l'umanità cada sopra di Me.
Padre mio, aiutami! Tu che puoi tutto, aiutami!
Sono tornato a pregare come un uomo a cui sono state tolte tutte le speranze e che cerca dall'alto comprensione e consolazione. Ma che cosa poteva fare il Padre mio, se Io avevo liberamente scelto di pagare per tutti?
La mia scelta non era mutata. Certamente, però, la mia resistenza naturale era arrivata ad un tale eccesso che la mia umanità ne era soverchiata.
Di nuovo, mi sono gettato con il volto a terra, per la vergogna di tutti i vostri peccati; di nuovo, ho chiesto al Padre mio di allontanare da Me quel calice. Ma Egli mi rispose che se non lo avessi bevuto, sarebbe stato come se non fossi venuto al mondo; che mi consolassi perché molte creature avrebbero partecipato alla mia agonia nell'Orto.
Risposi: Padre, non si faccia la mia Volontà ma la tua. Questo Angelo mi ha rassicurato del tuo amore, e la breve gioia che mi hai inviato ha compiuto la sua buona opera anche nella mia naturale riluttanza.
Dammi le mie creature, quelle che Io ho redento.
Prendile Tu stesso perché è per Te che Io ho accettato. Voglio vederti contento: Ti offro tutte le mie sofferenze e la mia immutabile Volontà che, in verità, non è in disaccordo con la tua, perché siamo sempre stati una cosa sola... In questo modo il nostro amore sarà conosciuto. Si faccia la tua Volontà, non la mia!
Sono ritornato a svegliare i discepoli, ma i raggi della divina Giustizia avevano lasciato in Me dei segni indelebili...
[...] Avevo preso con Me i miei tre amici perché mi aiutassero, condividendo la mia angoscia; perché pregassero con Me, per aver riposo in loro, nel loro amore... come posso descrivere ciò che provai, quando li vidi addormentati?
Quanto soffre, ancora oggi, il mio Cuore; e, volendo trovare sollievo nelle mie anime, vado da loro e le trovo addormentate. Più di una volta, quando voglio svegliarle e farle uscire da se stesse, dalle loro preoccupazioni, mi rispondono, con le opere se non con le parole: "Adesso non posso, sono troppo stanca, ho molto da fare, questo nuoce alla mia salute, ho bisogno di un po' di tempo, voglio stare un po' in pace".
Io insisto e dico soavemente a quell'anima: Non temere; se per Me tralasci questo riposo, Io ti ricompenserò. Vieni a pregare con Me, anche soltanto per un'ora! Guarda, in questo momento ho bisogno proprio di quanto ti chiedo!
[...] Oh uomini, se Io ho sofferto non è stato certamente senza frutto, nemmeno senza motivo. Il frutto che ho ottenuto è stato la gloria e l'amore.
Venite a Me! Venite da Colui che vibra d'amore per voi, il solo che può darvi il vero amore, l'amore che regna nel Cielo e che vi trasforma sulla terra.