Edith Stein, come la sua maestra santa Teresa di Gesù, considera la preghiera come un modo di essere e di vivere, come l'impresa più alta di cui è capace lo spirito umano. Quindi, parlare di preghiera in Edith Stein non è parlare di una semplice pratica devozionale, ma di un'esistenza umana modellata sotto il principio di un Dio vicino e presente nella vita dell'essere umano. In questo senso, la preghiera di Edith Stein ci invita a tornare alle vere radici della preghiera cristiana, che è relazione d'amore, considerato che il vero culto che dobbiamo a Dio non è altro che quello di riconoscerlo come Padre.
È stato detto che Maria di san Giuseppe - Salazar (1548-1603) è la prima grande scrittrice carmelitana dopo santa Teresa di Gesù, e non solo per motivi cronologici. In effetti, sarebbe difficile trovare un'interprete di Teresa più fedele e acuta, in particolare riguardo al suo insegnamento sulla vita religiosa. Nell'affrontare i temi del governo, della pratica dei voti e della formazione iniziale, sembra che prenda la parola per dare continuità all'insegnamento della santa Madre, che rischia altrimenti di essere dimenticato, male interpretato o deformato.
Come dev'essere stato profondo il silenzio del mare nel quinto secolo a.C., al largo delle coste di Atene. E chissà com'era intenso il profumo di spezie appena sbarcati alle foci del fiume Narmada, nell'India nord-occidentale, quando queste erano le propaggini più esotiche dell'Impero romano. E quanto grande doveva sembrare il mondo agli occhi di un mercante appena arrivato alla Grande muraglia dopo aver affrontato la Via della seta nel nono secolo. Per non parlare dell'eccitazione della velocità di chi per la prima volta a Krasnojarsk, in Siberia, nel 1899 salì sulla carrozza della Transiberiana diretta a Mosca. Esistono strade che, a guardarle bene, mostrano un'antichità quasi geologica. Come se fossero nate prima dell'uomo, con la Terra stessa. Vie tracciate dalla natura che l'umanità ha cominciato a percorrere dalla notte dei tempi. Con Alessandro Vanoli diventiamo pellegrini del nostro passato, attraversiamo sentieri, deserti e mari e, in un viaggio pieno di meraviglia, scopriamo la rete millenaria che per terra e per mare ha unito regioni distanti e talvolta interi continenti. Facciamo esperienza delle nostre radici, trovandole lontanissimo. Forse è così che per migliaia di anni abbiamo visto il mondo e forse è così che dovremmo ricominciare a vederlo, oltre ogni confine e barriera. Possiamo rimetterci in cammino, come è stato per secoli e millenni. "Si può guardare alla nostra storia da infiniti punti di vista, ma c'è una caratteristica che ci appartiene da sempre: siamo esseri in movimento. Ogni nostro cambiamento, ogni nostra scoperta, ogni nostra crisi è legata a uno spostamento". Allora per scoprire chi siamo non resta che metterci in viaggio.
L'Islanda è una terra in continuo cambiamento, movimento ed evoluzione. Ricca di sorgenti termali, geyser, ghiacciai e vulcani, solo negli ultimi anni sta scoprendo un fiorente turismo, accorso qui per ammirare il suo carattere selvaggio. L'Islanda è anche Reykjavík, cuore del paese e città rilassata che si anima di notte, in cui il vento che la circonda è in grado di spostare le lancette degli orologi in cima ai campanili. In Islanda troverete scenari spettacolari come quelli dei Fiordi occidentali, oltre alle toccanti testimonianze del suo passato vichingo e soprattutto entrerete in contatto con la sua popolazione e la sua forte coscienza etica e civile.
L'elevatissimo indice del consumo di sport in Italia ha pochi paragoni. Il libro racconta le origini di questa particolarità partendo dalle origini del fenomeno, la seconda metà dell'Ottocento, per arrivare ai nostri giorni. Dalla cultura del corpo coltivata per difendere i confini della patria il libro passa ad analizzare la nascita del divismo sportivo negli anni Trenta e la funzione dello sport come strumento del consenso durante il fascismo. Nel dopoguerra lo sport diventa strumento di riscatto di una nazione uscita in macerie dal conflitto: la conquista del K2 o le vittorie di Coppi e Bartali risarciscono il sentimento nazionale. Dagli anni Settanta e Ottanta lo sport accompagna i nuovi miti di una nazione proiettata nel lancio del Made in Italy: la vittoria della nazionale di calcio ai mondiali del 1982, i trionfi della Ferrari o le imprese di Azzurra paiono certificare l'inserimento dell'Italia nel novero delle economie più avanzate.
Che cosa differenzia un expat da un migrante? In questo libro si parla di expat e di migranti mescolando con misura considerazioni e racconti di storie anche autobiografiche. Lo si fa dall’esterno, cioè da parte di chi osserva l’ondata di migranti infrangersi, in senso reale e in senso metaforico, sulle coste dei paesi-fortezza. E lo si fa dall’interno, ovvero a partire dalla condizione di chi ha provato l’espatrio e/o la migrazione, due aspetti di un fenomeno antico e moderno.
Anche se gli expat hanno i documenti in regola, denaro in banca e un buon posto di lavoro, la vita non è rosea neanche per loro. Ancor meno per i migranti che nessuno vuole, “povera gente! lontana da’ suoi, in un paese qui che le vuol male”. Eppure entrambi conoscono qualcosa di speciale: la libertà dei migranti.
Uno dei personaggi più affascinanti e divertenti di Georgette Heyer, Venetia Lanyon è una giovane donna cresciuta in totale isolamento a causa di un padre freddo e distante, che anni prima, alla morte della moglie, aveva deciso di rinchiudersi con i figli nella tenuta di, campagna. Sua unica compagnia i libri, il fratello minore Aubrey, sempre immerso nello studio, e un grande senso dell'umorismo. Giunta ai venticinque anni, Venetia immagina per sé un futuro solitario: da un lato i corteggiatori noiosissimi e dall'altro l'indipendenza economica le fanno ritenere che non sposarsi possa essere la soluzione migliore. All'improvviso però nella sua vita precipita lord Damerel, vicino di tenuta e libertino dalla reputazione orribile, con cui Venetia condivide da subito il senso dell'umorismo e la passione per discussioni argute.
Tra la fine dell'estate e l'autunno 1921, Pavel A. Florenskij teneva un corso decisivo per gli studenti dell'Accademia teologica di Mosca. Nei difficili tempi della smobilitazione generale, portava avanti il suo insegnamento di storia della filosofia con un atto di profonda onestà intellettuale e di resistenza. Forse temendo che potessero essere le sue ultime lezioni - siamo all'indomani della Rivoluzione, in pieno processo di nazionalizzazione dei beni religiosi - Florenskij ha tentato di riprendere tutti gli argomenti affrontati in lunghi anni di ricerca filosofica e teologica. Il privilegiato incontro con gli studenti che amava è rimasto indelebile in una serie di appunti: di recente riscoperti in Russia, vengono qui restituiti ai lettori nella traduzione integrale.
Perché ridere fa bene? Perché la risata permette di liberarci dai nostri impulsi inibiti in modo piacevole e non danneggiando gli altri e perché scarichiamo l'aggressività senza compiere atti aggressivi. Per questo, oltre alla lunga tradizione di scritti umoristici, anche la psicoanalisi ci viene in soccorso: è dagli scritti di Freud sul motto di spirito che il riso con i suoi meccanismi è al centro dell'indagine analitica. Ridere, e capire come e perché ridiamo, è veramente importante per tutti noi. Mario Farné con "Guarir dal ridere" ci offre un excursus sui meccanismi che animano le dinamiche del riso, e raccoglie per ogni tipo di «battuta» un vero e proprio catologo di storie umoristiche.
"Questo libro è stato scritto per le persone che si interessano al proprio corpo, al proprio essere e alla propria voce. Il metodo che qui espongo dà la possibilità di accedere al proprio mondo interiore e di essere presenti con il corpo e con la voce nello spazio circostante". Così introduce il proprio lavoro Maria Höller-Zangenfeind: il testo, frutto di una ricerca durata anni, nasce dalla forte esigenza dell'autrice di trasformare il raffinato lavoro con il respiro della sua maestra Ilse Middendorf, riflessivo, contemplativo e introvertito, in voce, in espressione di sé e relazione con l'esterno. Maria Höller sviluppa a partire da queste premesse il metodo Atem-Tonus-Ton ('Respiro-Tono-Suono'), una ricerca molto originale sulla voce in cui vi è continua alternanza tra interno ed esterno, tra raccoglimento ed espressione di sé. È molto chiaro in questo processo il ruolo che ha non soltanto l'espirazione ma l'intero ciclo respiratorio. Ogni intervento attivo fatto durante l'espirazione è preceduto da un'inspirazione accurata e libera, ed è proprio durante l'inspirazione che avviene il cambiamento. È durante l'inspirazione che il corpo si apre, crea spazi di risonanza, costruisce piano piano una memoria che renderà sicura ogni futura esecuzione. Il libro (corredato di una lunga serie di esercizi, spiegati e illustrati nel dettaglio) conduce dunque attraverso la scoperta e la costruzione degli spazi del respiro e degli spazi di risonanza, proponendo al lettore anche l'esplorazione e la percezione di spazi raramente presi in considerazione. Una vera mappa di risuonatori. Un metodo che si rivolge a chiunque sia interessato a utilizzare la voce come strumento di esplorazione personale, e naturalmente di grande interesse per cantanti, strumentisti, performer, terapeuti e per tutti coloro che lavorano con la voce e con il respiro.
Qual è il rapporto tra musei e media digitali? Quali sono i mezzi più adatti per creare un dialogo fra istituzione museale e visitatore? Il libro offre una risposta concreta a queste e altre domande. Dopo aver ripercorso brevemente la storia della relazione fra musei e comunicazione, indaga il contesto attuale in cui tale rapporto si sviluppa. Analizza gli strumenti che possono essere impiegati nei percorsi museali per coinvolgere il visitatore, agevolando la fruizione e la comprensione delle opere esposte e del loro contesto. Affronta, inoltre, il tema della comunicazione museale online, fra siti web e piattaforme social, per individuare le buone pratiche comunicative, in ambito italiano e internazionale. Chiude il libro una riflessione sulle modalità della fondamentale e irrinunciabile trasformazione digitale dei musei italiani.