Il Graal è un viaggio alla scoperta della verità dell’Ultima Cena di Cristo, ma anche delle mille “ultime cene” degli uomini di ogni tempo, quelle in cui ci si gioca quanto di misterioso e di mistico attraversa le nostre esistenze. Un alone di mistero lo avvolge: esso è una coppa, un calice, spesso un vassoio che si dice abbia poteri taumaturgici e che guarisce come faceva Gesù stesso; un vaso che dispensa cibo nutrendo gli affamati; che rende fertili i campi inariditi; che mette in relazione con il divino chi lo adopera. E non solo: il Graal viene anche considerato essere la vera discendenza di Cristo, il suo sang real.
Partendo dagli innumerevoli racconti che lo riguardano, ma tornando sempre ai vangeli, Orazio Antoniazzi ripercorre il passato del calice di Cristo in un intreccio di storia e leggenda in cui la prima si fonde nell’altra.
Introducción a algunos Padres de la Iglesia, con la ayuda de una antología de sus principales textos. La selección trata de subrayar los aspectos bíblicos de textos que suponen una continuación natural de la Escritura. A menudo se trata de textos contemporáneos al Nuevo Testamento, aunque no se les considere dentro del canon de libros inspirados incluidos en la Biblia.
Será de gran ayuda para el estudiante y para todo el que busque profundizar en autores como san Ignacio de Antioquía, san Justino, Tertuliano y Orígenes, san Atanasio, san Juan Crisóstomo, san Isidoro de Sevilla o san Agustín, entre otros.
Jerónimo Leal es profesor de Patrología en la Pontificia Universidad de la Santa Cruz. Es doctor por el Instituto Patrístico Augustinianum de Roma, donde también desarrolla tareas docentes. Es autor de varios libros, como La antropología de Tertuliano; Tertuliano, a los paganos. El testimonio del alma; Actas latinas de los mártires africanos; Credibile... quia ineptum: Tertuliano y el problema de la interpretación, etc. Con Rialp ha publicado Los primeros cristianos en Roma.
En muchos hijos existe una nostalgia de la mirada de su padre, de su sonrisa, de unos brazos fuertes que sostienen y a la vez abrazan, de unas palabras que alientan y muestran dónde están los límites. Así lo muestra la literatura y el cine, más aún en nuestros días, por la grave crisis de la figura del padre.
Buena parte de lo que somos y de lo que nos pasa procede de nuestros padres. Ellos desempeñaron un papel esencial en el desarrollo de la personalidad, sobre todo durante nuestra infancia. ¿Cómo afecta la actual crisis de la paternidad a cuestiones como la
seguridad o inseguridad en uno mismo, la dependencia emocional, la alta o baja autoestima, la impulsividad, las adiciones o la ansiedad? Conocerme como hijo me ayudará a conocerme como padre, y a entender mejor por qué soy como soy.
Javier Schlatter Navarro (Sevilla, 1963) es psiquiatra y doctor en Medicina. Trabaja en la Clínica Universidad de Navarra desde el año 1996, actualmente en su sede de Madrid, y es autor de varios libros sobre la ansiedad, el perfeccionismo y el perdón.
Li chiamano «cold case», e sono gli unici di cui posso occuparmi, ormai. Casi freddi, come il vento che spira tra queste valli, come il ghiaccio che lambisce le cime delle montagne. Violenze sepolte dal tempo e che d’improvviso riaffiorano, con la crudele perentorietà di un enigma. Ma ciò che ho di fronte è qualcosa di più cupo e più complicato di quanto mi aspettavo. Il male ha tracciato un disegno e a me non resta che analizzarlo minuziosamente e seguire le tracce, nelle valli più profonde, nel folto del bosco che rinasce a primavera. Dovrò arrivare fin dove gli indizi mi porteranno. E fin dove le forze della mia mente mi sorreggeranno. Mi chiamo Teresa Battaglia e sono un commissario di polizia specializzato in profiling. Ogni giorno cammino sopra l’inferno, ogni giorno l’inferno mi abita e mi divora. Perché c’è qualcosa che, poco a poco, mi sta consumando come fuoco. Il mio lavoro, la mia squadra, sono tutto per me. Perderli sarebbe come se mi venisse strappato il cuore dal petto. Eppure, questa potrebbe essere l’ultima indagine che svolgerò. E, per la prima volta nella mia vita, ho paura di non poter salvare nessuno, nemmeno me stessa.
Dopo Fiori sopra l’inferno – l’esordio italiano del 2018 più amato dai lettori – torna la straordinaria Teresa Battaglia: un carattere fiero e indomito, a tratti brusco, sempre compassionevole. Torna l’ambientazione piena di suggestioni, una natura fatta di boschi e cime montuose, di valli isolate e di bellezze insospettabili. Tornano soprattutto il talento, l’immaginazione e la scrittura piena di grazia di una grande autrice.
Con la sua protagonista, Ilaria Tuti fa il miglior regalo che uno scrittore possa fare ai suoi lettori: qualcuno cui affezionarsi.Donato Carrisi, Corriere della Sera
Ilaria Tuti sa conquistare e mantenere alta l'attenzione dei lettori. Claudia Morgoglione, Robinson - La Repubblica
Il primo romanzo di Ilaria Tuti, Fiori sopra l'inferno, è un thriller. Ma racconta, attraverso il mistero e la morte, la vita. Antonella Lattanzi, Vanity Fair
Un thriller che entra nelle pieghe dell'animo, e ci fa scoprire un'autrice da seguire attentamente. Marta Cervino, Marie Claire
Una vicenda piena di colpi di scena con una scrittura tesa, rapida e che sa sfruttare l'ambientazione a dovere: le montagne, la natura primitiva, il bosco. Alberto Grandi, Wired.it
Il 5 agosto 1943, a pochi giorni dall'arresto di Mussolini, i giornali pubblicano una notizia sensazionale: il governo Badoglio ha istituito una commissione con il compito d'indagare sulle fortune accumulate dai gerarchi nel corso del ventennio, i cosiddetti illeciti arricchimenti del fascismo. Il duce e i capi del regime, un tempo intoccabili, finiscono in prima pagina, dati in pasto a un'opinione pubblica che fino al giorno prima li aveva temuti, odiati, riveriti, spesso invidiati. Chi sono e quanto hanno «rubato»? E lo Stato è voluto veramente andare fino in fondo o ha chiuso un occhio, consentendo ai più di farla franca? Infine, quanto è tornato nelle tasche degli italiani? Quello che l'inchiesta scoperchia è un autentico verminaio. Una storia di corruzione e concussione, di tangenti e appalti, di capitali che trovano riparo all'estero, di raccomandazioni; un intreccio perverso tra politica e affari alla faccia del rigore e dell'onestà tanto proclamati dalla propaganda fascista. È una storia anche grottesca, fatta di fughe rocambolesche, di rotoli di banconote nascosti nell'acqua degli sciacquoni, di tesori sotterrati in giardino; e verbali di sequestro così scrupolosi da non crederci: favolosi patrimoni in ville e palazzi, pellicce, arazzi, gioielli, fino al numero di posate in argento, all'ultima pantofola, calza e mutanda del gerarca inquisito. Alla ribalta salgono nomi eccellenti: si scopre per esempio che Alessandro Pavolini, ministro del Minculpop, gran signore del cinema di regime, è pronto a tutto, anche a cambiare le leggi, pur di far felice l'amante, l'attrice e icona sexy Doris Duranti; che l'integerrimo Roberto Farinacci, l'ideologo della purezza fascista, ha accumulato un patrimonio di centinaia di milioni, niente male per un ex ferroviere diventato avvocato copiando la tesi di laurea; o, ancora, che Edmondo Rossoni, ex leader sindacale - «la migliore forchetta del regime» e non solo perché usa pasteggiare con posate d'oro - si è costruito nel Ferrarese un vero e proprio impero immobiliare. C'è poi Mussolini e i suoi «affari di famiglia», con gli intrallazzi di Galeazzo ed Edda Ciano, l'avidità di donna Rachele e la rapacità del clan Petacci. Mauro Canali e Clemente Volpini forniscono con documenti una radiografia del malaffare in camicia nera, facendo i «conti in tasca» ai vertici della nomenclatura fascista.
La sera della prima londinese di questa commedia, il marchese di Queensberry si presentò con un mazzo di ortaggi per Oscar Wilde. Era il 14 febbraio 1895 e la vita di Wilde stava per cambiare in maniera inaspettata, per via dello scandalo provocato dall'opposizione di Queensberry alla relazione tra il figlio, Lord Alfred Douglas, e il drammaturgo. Wilde aveva saputo delle cattive intenzioni del marchese e fece in modo che non fosse ammesso a teatro. La serata andò bene e la commedia fu un gran successo, ma Wilde non sarebbe riuscito a tenere Queensberry alla larga a lungo. "L'importanza di far l'onesto" è anche l'ultima commedia di Oscar Wilde. La più divertente. Una commedia degli equivoci assurdamente mordace. Uno dei testi più rappresentati al mondo, ora in una nuova traduzione attenta soprattutto alla natura performativa del testo. Al tramonto della società vittoriana, l'irlandese Wilde mette alla berlina i costumi, le maschere dell'alta (e non solo) società inglese e i paradossi delle relazioni amorose. Ma non rinuncia di certo a commentare la politica: d'altronde, il piccolo Ernest viene trovato in una borsa nera dimenticata alla Victoria Station... proprio come la bomba esplosa nello stesso luogo qualche anno prima. Wilde allo stato puro: dietro le maschere ci sono altre maschere, la verità è tutta in superficie.
Il nostro rapporto con la verità è quello della ricerca. Seguendo la folgorante metafora di George Steiner, ci sentiamo costretti ad aprire, una dopo l'altra, tutte le porte del Castello di Barbablù: lo facciamo perché ce le troviamo di fronte, e perché ognuna di esse conduce alla successiva. Lasciare chiusa una di quelle porte significherebbe tradire l'atteggiamento indagatore, avido di sapere, che contraddistingue la nostra specie. Questa convinzione è profondamente radicata nel carattere occidentale, almeno dai tempi di Atene: la mente umana deve procedere incessantemente nella sua ricerca, lungo un progresso in sé naturale e meritorio. Tuttavia questo atteggiamento, che sta al cuore della nostra idea di cultura e della nostra civiltà, attraversa da tempo una crisi profonda, segnato dal tramonto dell'ottimismo illuminista (malgrado i successi innegabili di scienza e tecnologia), dai genocidi dell'ultimo secolo di storia, ma anche dalle minacce dell'inquinamento. "Nel castello di Barbablù" coglie con profetica lucidità le ragioni di questa crisi, e ci aiuta a capire le nostre prospettive nell'epoca della "post-cultura".
A lungo Basilicata ha voluto dire Cristo si è fermato a Eboli (1945). Una immagine forte e dolente, che non esaurisce però la ricchezza di quel mondo, salito all'attenzione internazionale prima con l'inserimento dei Sassi fra i siti Unesco nel 1993, poi con Matera capitale europea della cultura 2019. Ad accompagnarci nell'itinerario che si snoda tra vari centri lucani, alcune guide di eccezione: non solo Carlo Levi, visceralmente legato ad Aliano, ma anche Pier Paolo Pasolini, innamorato degli antichi rioni materani, Rocco Scotellaro, sindaco di Tricarico, poeta e scrittore, Giovanni Pascoli, che insegnò al liceo classico di Matera per due anni, la poetessa cinquecentesca Isabella Morra, straziata nella rocca di Valsinni, Albino Pierro e la sua Tursi, Leonardo Sinisgalli, mai dimentico di Montemurro. Su tutti, Orazio e la sua Venosa.
Rivoluzionaria e mistica a un tempo, Simone Weil in soli 34 anni di vita ha impresso un segno nei campi di storia, filosofia e religione. Anche chi non ha mai letto i suoi libri associa il suo nome alla lotta di classe, al riscatto degli ultimi, alla devozione. L’autrice, che ha curato l’opera omnia di Simone Weil, permette di contestualizzare e capire i punti fondamentali della sua vita e del suo pensiero, tra azione e contemplazione.
Indice testuale
Un’educazione intellettuale - Il pensiero come vocazione - Difendere ‘quelli di sotto’ - Un lento passaggio verso la trascendenza - I Quaderni: quaderni di laboratorio e diario di un’anima - Verso la pura speculazione - Una strana cristiana - Tra la sventura e la gioia - Messaggi impercettibili - Errori ed eccessi - Il personaggio, la scrittura - Conclusione - Cronologia - Note - Bibliografia - Indice dei nomi.
Biografia dell'autore
Florence de Lussy, specialista internazionalmente riconosciuta su Simone Weil, è stata conservatrice del Dipartimento di manoscritti della Bibliothèque Nationale de France. Per Gallimard ha curato l’edizione delle opere complete di Simone Weil.
Una guida pratica, pensata espressamente per chi vuole intraprendere il Cammino in maniera autonoma, anche senza una preparazione particolare. Un viaggio non solo tra Spagna, Francia e Portogallo, ma anche tra storia e leggenda. Interamente a colori, questa guida è ricca di suggerimenti per vivere al meglio l’esperienza del Cammino.
Indice testuale
Introduzione - Il Cammino in pillole - Prima di partire - In viaggio - A Santiago - Dopo il Cammino.
Biografia dell'autore
Simone Ruscetta conduttore radiofonico, imprenditore, scrittore e blogger (primocamminodisantiago.com, camminacon.me) ha scoperto il Cammino di Santiago nel 2017 e non si è ancora fermato.