Ad occhi aperti è stato uno slogan dell'Azione Cattolica dei Ragazzi. Ad occhi ben aperti, per conoscere a fondo la novità cristiana, il mistero di Gesù. Il testo raccoglie tutti gli interventi dei responsabili ACR in occasione dei Campi scuola del 2000 ed è rivolto agli educatori, ai catechisti, ai genitori, ai sacerdoti. Tutti ad occhi aperti, per "vedere" davvero i ragazzi con cui la Chiesa ci chiama a servire il Regno di Dio.
Un antichissimo aneddoto persiano descrive il narratore come un uomo ritto su uno scoglio di fronte all'oceano, completamente solo. Egli racconta incessantemente una storia dietro l'altra, facendo appena una pausa per bere. L'oceano ascolta tranquillo, affascinato. Nessuno sa quale sarebbe la sua reazione se il narratore tacesse. Gli educatori sono così, narratori instancabili di storie di fede vissuta, creduta, sperata, amata, sempre pronti a raccontare ciò che essi stessi hanno visto, sentito e toccato con mano.
Un sussidio formativo della fede cristiana, per fanciulli e ragazzi, ma anche per adulti.
Il testo è una breve esposizione della fede cattolica.
Le "schede" di questo sussidio offrono le indicazioni e i messaggi per un cammino catecumenale personale o di gruppo. Ogni scheda non esaurisce in sé l'argomento trattato: rappresenta un incentivo alla riflessione e all'azione. Toccherà all'accompagnatore proporre approfondimenti, impegni e celebrazioni coerenti con la tematica e lo svolgimento della scheda stessa.
Un giovane, che sceglie di donarsi al Signore nella povertà, castità e obbedienza di una vita religiosa consacrata, apre il suo diario, la sua Smemoranda e scrive ai suoi coetanei con semplicità, senza difese, con entusiasmo, immediatezza, ingenuità, dubbi e prime forti convinzioni.
Dalla quarta di copertina:
Un giovane, che sceglie di donarsi al Signore nella povertà, castità e obbedienza di una vita religiosa consacrata, apre il suo diario, la sua Smemoranda e scrive ai suoi coetanei con semplicità, senza difese, con entusiasmo, immediatezza, ingenuità, dubbi e prime forti convinzioni.
Non è un teologo, fra qualche anno si esprimerà con concetti teologici più raffinati e - chissà? - forse i suoi amici non lo capiranno più. Oggi scrive loro così, utilizzando lo stesso linguaggio, con il loro modo di capire la fede, che va bene per la loro vita e non pretende di diventare ‘normativa’ e li aiuta a sognare da innamorati pazzi di Gesù. Fa insomma parte della prima generazione che è passata dalla categoria dei timorati di Dio a quella degli innamorati di Dio.
Sei schede per la catechesi, su Matteo.