Nel cuore del nostro tempo, la relazione tra genitori e realtà educative è attraversata da tensioni profonde. Un figlio è fatto per andarsene, ma oggi, più che mai, il sentire sembra lontano da questo principio. L’ansia genitoriale di proteggere i figli da ogni forma di frustrazione e insuccesso si scontra con il bisogno di crescita attraverso l’esperienza diretta della vita. La protezione emotiva in educazione un nuovo comandamento, ‘manca’ la traumaticità della vita, portando alla ricerca di ambienti "impossibili" che, anziché aprire, chiudano. Attraverso un’indagine nelle realtà educative, emerge il conflitto tra la necessità di educare all’affidamento e la volontà di evitare l’inedito. Ma è davvero possibile crescere senza ferite? Il libro di Loris Benvenuti esplora questa dicotomia, offrendo una riflessione critica sulla deriva affettiva della società e sulla necessità di ristabilire un’alleanza educativa che aiuti i giovani a diventare uomini e donne capaci di affrontare il mondo.
L’esperienza della responsabilità che nasce nell’incontro con il prossimo è assunta nel presente volume come punto di partenza della riflessione sulle condizioni di possibilità di una vita autenticamente umana. La descrizione dei fenomeni costitutivi di questa esperienza e l’esplicitazione dei loro significati etici e antropologici conducono, attraverso il dibattito con i pensatori del passato e del giorno d’oggi, alla fondazione meta-antropologica dei valori e delle norme morali. Nella prospettiva aperta dalla visione della persona come essere relazionale e «dono autonomo», vengono individuati quei modi di vivere e agire «con» e «per» gli altri, che alla luce della «sapienza dell’amore» appaiono alla ragione pratica come virtuosi, moralmente obbligatori e universalmente validi. In tal modo il discorso etico fondamentale, pur ispirandosi alla parola biblica, si svolge interamente sul piano filosofico.
Il dominio occidentale sul mondo, che si è affermato con il colonialismo, poi con la rivoluzione industriale e, negli ultimi decenni, con l'imposizione di un ordine mondiale basato sul mercato, è in profondissima crisi. Alla crisi interna delle economie capitalistiche, che non riescono più a garantire il benessere della popolazione, si aggiungono la crisi ambientale e quella dei rapporti internazionali. La consapevolezza della fine di un'epoca è diffusa, ma ciò che sorprende non è tanto la sua conclusione, quanto l'apparente assenza di alternative. In Occidente, infatti, si continua a interpretare il mondo con le stesse categorie mentali che hanno determinato e sostenuto il suo dominio. La convinzione degli autori del volume è che pensieri e ideologie costituiscano le vere strutture di ogni realtà sociale, e che la mancanza di alternative sia dovuta al fatto che conservazione, reazione e spinte al cambiamento condividano schemi culturali affini, cosicché ogni superamento dello stato attuale delle cose è ostacolato. Questi schemi culturali riguardano, in sostanza, il modo di concepire l'essere umano, la formazione del pensiero, il ruolo degli affetti per l'identità di ciascuno e le fondamenta stesse della nostra natura sociale. A partire dalla teoria e dall'esperienza dello psichiatra Massimo Fagioli, gli autori tracciano alcuni percorsi di ricerca per una trasformazione possibile. Le loro proposte muovono dalla teoria della nascita, che consente di dare un senso nuovo a concetti quali uguaglianza, libertà e nonviolenza, rinnovando le basi dell'agire collettivo e della prassi politica.
Ugo La Malfa (1903-1979) e Giovanni Spadolini (1925-1994) esercitarono una forte leadership nell’area laica della Repubblica dei partiti. La Malfa, attivo nei movimenti antifascisti dagli anni venti, rappresentante del Partito d’azione nel Cln, deputato dal 1946, fu dagli anni Sessanta alla morte leader del Pri. Spadolini, storico e giornalista, senatore nel 1972, segretario del Pri dal 1979 al 1987, fu il primo capo di governo non democristiano nella storia della Repubblica. Diversi per creatività, temperamento e tempi dell’agire politico, La Malfa e Spadolini animarono la cultura politica della sinistra laica democratica, esercitando un’influenza incomparabile rispetto alla scarsa fortuna elettorale. Il libro per la prima volta pone a confronto il loro operato, ne ricostruisce la memoria pubblica e l’influenza sulla cultura politica italiana.
Che ruolo hanno avuto e hanno oggi i mezzi di comunicazione di massa in Italia e Germania nel formare una conoscenza storica su fascismo e nazionalsocialismo? In quale grado la storiografia cosiddetta "scientifica" influenza una memoria collettiva sulle esperienze dittatoriali nei due paesi? In che forma essa riesce a interagire con il condizionamento dei mass-media nella formazione di un immaginario collettivo sul passato fascista e nazista? Storici e protagonisti del mondo della comunicazione s’interrogano sulle complesse dinamiche che in Italia e Germania, spesso in modalità assai diverse, legano nel XXI secolo l’elaborazione storiografica e le rappresentazioni pubbliche veicolate da stampa, pubblicistica, televisione, cinema, letteratura e web su fascismo e nazismo. Centrale è la riflessione se e come siano cambiate nel nuovo millennio, a distanza di più di mezzo secolo, la percezione e la raffigurazione di Mussolini e Hitler e dei loro regimi da parte di italiani e tedeschi.
Le attestazioni linguistiche disposte, nei vari schemi interpretativi della lingua, sul fondo dell’asse diastratico hanno via via assunto, nel corso degli anni, una posizione di particolare rilievo nel dibattito scientifico. La riflessione sull’italiano popolare o italiano dei semicolti ha interessato infatti una quantità considerevole di studi impegnandosi nell’analisi di un numero consistente di testi, diversi tra loro per tipologia, livello socioculturale degli scriventi, periodo e luogo di composizione. Dopo la disamina delle direttrici essenziali delle indagini che hanno scelto a proprio oggetto l’italiano semicolto, il volume si propone due obiettivi: far emergere le convergenze e le divergenze esistenti tra le ricerche recenti per definire lo stato dell’arte e prestare una particolare attenzione all’esistenza dell’italiano popolare nel repertorio linguistico contemporaneo, comprendendo in esso l’uso dell’italiano come lingua seconda.
In tempi in cui i fondamenti della convivenza civile sembrano sempre più incerti e le ideologie appaiono svanite, i temi del radicalismo politico e della rivoluzione tornano a imporsi con forza. Con La rivoluzione dei santi, classico dimenticato di Michael Walzer, il grande filosofo statunitense individua nell'esperienza puritana del Seicento l'emergere di una forma originale di politica radicale, costruita sull'insolita convergenza tra vocazione religiosa, disciplina collettiva e tensione trasformativa dell'ordine sociale. Per mezzo di una indagine magistrale capace di intersecare storia, politica e filosofia, sociologia e teologia, Walzer restituisce il senso della mobilitazione puritana come origine di un modello politico alternativo sia alla monarchia tradizionale che alla razionalità secolare dell'Illuminismo. Lontano da una lettura convenzionale, il saggio propone una riconsiderazione delle interpretazioni tradizionali sia marxiste che liberali, mettendo in luce l'autonomia dell'ideologia e il ruolo decisivo degli "intellettuali radicali" nei momenti di svolta storica. Il puritanesimo emerge così non tanto come moralismo religioso, ma come forza culturale e organizzativa capace di prefigurare le logiche dei moderni partiti rivoluzionari. Un testo imprescindibile per comprendere come, tra Vecchio e Nuovo mondo, la coscienza religiosa abbia potuto dare forma a uno dei primi laboratori della modernità politica e di come, ancora oggi, ideologia e fede continuino a bruciare sotto la cenere di un tempo che si vorrebbe disincantato, ma che resta attraversato da impulsi irrazionali e visioni totalizzanti.
La vittoria di Zohran Mamdani alle primarie democratiche per il sindaco di New York ha sorpreso tutti: trentatré anni, origini indiane, musulmano, nessuna esperienza politica significativa. Eppure è riuscito a battere Andrew Cuomo, uno dei nomi più potenti e controversi della politica americana, sostenuto dall’intero establishment democratico. Una vittoria clamorosa, che arriva in un momento cruciale: con Donald Trump alla Casa Bianca per il secondo mandato e un Partito Democratico in crisi d’identità, incapace di offrire una leadership credibile, New York diventa un laboratorio politico. Mamdani incarna la nuova sinistra americana, quella dei Democratic Socialists of America, che rifiuta i compromessi del centrismo e propone un’agenda esplicitamente egualitaria, attenta ai diritti sociali, alla redistribuzione e al welfare. La sua affermazione apre una domanda decisiva: si tratta di un caso isolato, limitato alle metropoli progressiste, o di un modello replicabile su scala nazionale? Nella sfida tra due visioni opposte - quella liberal e quella socialista - si gioca il futuro del Partito Democratico e, forse, della sinistra occidentale. Dall’esperienza di questo outsider potrebbe nascere una nuova via per un’America che cerca, ancora, una narrazione alternativa al trumpismo.
Il cammino dell’umanità non è mai stato agevole. Troppo spesso, però, ce ne dimentichiamo e siamo preda dell’antico adagio del «si stava meglio prima». È così che finiamo per avere paura del futuro e abbiamo l’impressione che le speranze nell’umanità si assottiglino giorno dopo giorno. I conflitti si aggravano, l’economia ci stritola, il clima si ribella, la tecnologia inquieta, i sentimenti sono sempre meno lineari, la gioventù sembra perdere valori e guide, la società invecchia. Sullo sfondo di questo panorama preoccupante c’è una sola vera chiave di salvezza ed è quella che passa attraverso i nostri giovani, le nuove generazioni. Sono loro la speranza dell’umanità: donne e uomini del futuro senza confini mentali - né tra i popoli, né tra le culture, né nei confronti del nuovo che avanza. In questo libro, Don Antonio Mazzi spiega per la prima volta come è nata l’ormai ventennale esperienza di Educatori Senza Frontiere. Un’esperienza in grado di far entrare i giovani in contatto con il mondo e le sue diversità, un progetto ambizioso ma concreto, ricco di storie straordinarie tra Milano e il Madagascar, la Bolivia, l’Angola, la Palestina e molti altri Paesi. Una realtà sorprendente che racconta qual è l’educazione di cui tutti abbiamo bisogno, una formazione che ha come primo scopo la rinascita e la riscoperta di sé in rapporto all’altro. Perché è vero che «non esistono "il" tempo giusto, "la" società ideale, l’uomo sicuro di sé in ogni circostanza e sempre coerente con i suoi principi. Ma esistono persone in continua crescita, e ciò che conta è come queste persone riescono a "essere", in ogni epoca e in ogni luogo».
Difficile sfuggire a quel sentimento formidabile e sublime che chiamiamo amore. Ma che cosa significa amare? Cosa accade quando ci innamoriamo? E perché le parole «ti amo» possono generare tanto sconcerto? Sono alcune delle domande a cui non solo i filosofi, ma donne e uomini di ogni tempo hanno tentato di rispondere. L’amore ci guida lungo i sentieri del sapere, in una ricerca di sé e dell’altro che è il cuore di ogni possibile felicità; spesso si accompagna alla paura, a passioni che ci fanno perdere il contatto con il mondo, anche se poi è proprio nello smarrimento che è possibile ritrovarsi. Questo libro è un insieme di indagini sull’amore. Ne esplora volti, incognite, enigmi, restituendo la complessità di un sentimento che la filosofia continua a interrogare e che oggi, nell’epoca del consumismo, resiste alla sua mercificazione imperante.
In questa biografia l’autore lascia che sia la protagonista stessa a raccontarsi. Ne nasce così una sorta di "autobiografia", possibile grazie ai molti scritti che Chiara Lubich ha lasciato: appunti, diari, lettere, interviste… Numerosi gli inediti. Ciò consente di entrare nell’intimo del suo vissuto, nelle esperienze più profonde, dagli inizi fino al 1962, quando la sua "Idea" raggiuge il primo riconoscimento ecclesiale.
L’alfabetizzazione scientifica è un aspetto essenziale della formazione universitaria. Il libro risponde a questo bisogno fornendo un’introduzione ai metodi e ai ragionamenti scientifici, rappresentando uno strumento imprescindibile per qualsiasi studente universitario. Può essere utilizzato in un’ampia varietà di corsi, compresi quelli introduttivi al ragionamento scientifico, quelli di metodologia nelle discipline scientifiche e quelli di educazione scientifica e di filosofia della scienza. Gli autori offrono casi di studio contemporanei e storici nel campo delle scienze fi siche, biologiche e sociali; ausili visivi per chiarire e illustrare le idee; riquadri di testo per esplorare argomenti correlati; numerosi esercizi per supportare il richiamo e l’applicazione dei concetti da parte degli studenti; suggerimenti per ulteriori letture alla fi ne di ogni capitolo; un glossario con definizioni utili dei termini chiave; e materiali online con l’indicazione di ulteriori risorse, slide, appunti delle lezioni, esercizi aggiuntivi e brevi video originali su argomenti chiave.