Non solo Colosseo e San Pietro. Quasi sconfinata per estensione, Roma nasconde centinaia di gioielli semisconosciuti che restano fuori dalle “rotte” abituali tanto dei turisti quanto degli stessi abitanti. In questa guida insolita Alessandra Spinelli e Piero Santonastaso ne hanno raccolti alcune decine, ordinati geograficamente: il Centro storico e i quattro punti cardinali per esplorare i segreti dell’immenso territorio comunale. Dalla Polledrara di Cecanibbio al lago rosso di Decima Malafede, dalle rovine di Antemnae dentro Villa Ada a quelle di Crustumerium nella riserva della Marcigliana, dai casali medievali del IV Municipio al Castello della Porcareccia. Ognuno di questi luoghi è pronto a svelare un’anima segreta e poco conosciuta della Città Eterna, la cui storia straordinaria non smette mai di stupire.
Luoghi sconosciuti, nascosti e bizzarri della Città Eterna
Pronti per essere svelati
La Polledrara di Cecanibbio, il cimitero degli elefanti
Santa Tecla, la catacomba di san Paolo
Il pozzo Pantaleo al portuense
Il Monte Cugno, Ficana e i draghi
Il lago rosso di Decima Malafede
Crustumerium e la Marcigliana
Villa Gordiani e le necropoli prenestine
Le tombe sulla Flaminia: il “gladiatore”, Fadilla e gli altri
Monte Antenne e le rovine di Antemnae
Il Monte Vaticano e la valle dell’inferno
La basilica sotterranea di Porta Maggiore
Il beato pace Jerzy Popieluszko - di cui il 20 settembre 2014 è iniziato il processo di canonizzazione - "combattuto come oppositore politico, morì come testimone di Cristo" nella Polonia del regime comunista. Di lui resta ancora vivido in coloro che lo hanno conosciuto, l'incoraggiamento ad agire da cristiani, testimoniando che la fede rende veramente liberi contro ogni tentativo di violenza e di oppressione.
La meraviglia del Natale. Il Signore ha reso pura la nostra carne
Il testo tradotto in lingua italiana dell’Omelia sul Natale di San Giovanni Crisostomo.
Contiene le riflessioni del Boccadoro sul Natale e sulla data del Natale. Nella sua argomentazione i due temi si intrecciano e in tal modo la celebrazione della festa viene a rappresentare un’occasione per parlare del mistero dell’incarnazione e reciprocamente, a partire da ciò, egli affronta e approfondisce la questione cronologica della nascita di Cristo.
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Non ebbe una nascita normale. Scioccò i genitori ed il parentado. Fu
battezzato il giorno dei morti. Non fu allattato normalmente dalla mamma. Fu rifiutato dall'asilo infantile, dalle scuole e dalla parrocchia. Camminava a stento, udiva molto poco, pativa l'auto. Faticava a parlare e a stare seduto, dormiva con gran parte del corpo proteso nel vuoto. Era stonato. Lo chiamarono "diavolo". Temeva di essere sgozzato dal padre. Gli piallarono il volto, gli ridussero la bocca ad una fenditura quasi perpendicolare, gli estirparono gli occhi. Non poteva sorridere, né baciare, nè piangere, né fischiettare. Aveva il corpo seminato di protuberanze. Uscì di casa in tutto nove volte. Incalcolabile il numero delle operazioni subite.
Era un Freak dotato di un'intelligenza superiore alla media, un autodidatta che teneva testa ai professori universitari. Un punto di riferimento per anime in ricerca. Un innamorato del vangelo, un gran teologo, un santo anomalo. Diciannovenne, presso la grotta di Lourdes, disse di SÌ alla volontà di Dio. E vi rimase fedele per tutta la vita.
Ogni mese "Con acqua viva" mette alla portata di tutti la liturgia delle ore, la preghiera liturgica più importante dopo la santa Messa!
Recitando le lodi, l'ora sesta, i vespri e la compieta, infatti, il cristiano si associa alla preghiera che Cristo, unito alla Chiesa, suo co{po mistico, eleva al Padre. Santifica così la giornata intera, che viene ritmata dall'ascolto del1a parola di Dio, fonte d'acqua viva che disseta per sempre. Il libro, unico nel suo genere, si rivolge non solo
ai fedeli che quotidianamente desiderano pregare con la preghiera ufficiale della Chiesa, ma anche a coloro che vogliono iniziare a celebrarla e non sanno come fare.
Madou ha tenuto come in uno scrigno, come un tesoro, l'esperienza incredibile ma vera di una vita sbocciata in piena guerra dei diamanti: «Ero molto piccola, ma ricordo bene di aver visto, verso sera, i ribelli entrare con dei grandi fucili nella nostra casa e sparare a tutta la mia famiglia. Solo io sono rimasta viva sotto il corpo di mia mamma». Si trascina nella foresta dove vive con le scimmie per un tempo imprecisato, finché non viene trovata da un missionario.
Nella "Philosophie der Natur" di Nicolai Hartmann (1882-1950), la natura è un processo unitario che si snoda nel tempo. Al suo interno innumerevoli sotto-processi si dipanano, si modificano, si influenzano a vicenda. In questa incessante trasformazione i singoli enti si danno una e una sola volta, con tratti di radicale contingenza, e contendono gli uni con gli altri per durare nel processo - per continuare, scrive Hartmann, a far parte del cerchio del possibile. Elementi inorganici, sistemi atomici e planetari, specie biologiche e organismi, esseri umani (di volta in volta intesi come centri psichici, soggetti conoscenti e persone), tendenze storiche e istituzioni: a seconda dello strato ontologico a cui appartengono, le entità reali dispiegano varie strategie di permanenza. Tra queste ultime spicca per Hartmann la dinamica della Konsistenz, ossia il processo di attivo mantenimento e ripresa della propria identità da parte dell’Io e della persona morale. In questo punto del pensiero hartmanniano, ontologia naturale e riflessione etica convergono. La stabilità della persona è infatti il presupposto della realizzazione concreta dei valori morali.
Quale legame esiste tra politica e crisi ecologica? Può esserci continuità nell'era dell'Antropocene con la democrazia moderna? Può la stessa adattarsi o trasformarsi in base alle esigenze delle future generazioni e dell'intera biosfera? Il racconto della crisi ecologica in chiave multidisciplinare attraverso la lente della eco-democrazia potrebbe costituire al contempo un metodo e un cambiamento radicale di visione. Natura e storia, teoria e prassi, diritto e filosofia dell'ambiente si intrecciano nel tentativo di revisionare la tradizionale idea di sviluppo sostenibile, forgiata in base al paradigma della crescita, a favore di una differente narrazione del benessere individuale e collettivo, ma nel rispetto dei confini planetari. Da tale tentativo si manifestano nuove forme e spazi di democrazia riflessiva, partecipativa e radicale, non riducibili a una mera governance internazionale di sistema, oltre il territorio locale e i confini nazionali. Così che si possa agire cooperando per una alternativa forma di vita entro un mondo comune ed evitare la catastrofe.
Hans-Georg Gadamer ripercorre le tappe fondamentali della filosofia del ventesimo secolo che hanno portato a maturazione la sua filosofia ermeneutica, e con Riccardo Dottori ne discute i temi fondamentali: la fine della metafisica con Heidegger e la sua filosofia nella bufera del Nazionalsocialismo, il problema del pluralismo, della globalizzazione e del necessario dialogo delle culture e delle religioni. Salvando tutto quello che in tutto questo si può salvare, un ultimo dio, ovvero un ultimo concetto di verità. È la verità del dialogo, che non è legata ad un sapere, ma al fare e al suo principio guida: la saggezza.
Questo testo intende evidenziare e analizzare il contributo determinante che il romanzo di formazione ha dato alla forma-romanzo, all'indomani del grande quindicennio di sperimentalismi degli anni Sessanta e Settanta, attraverso una serie di opere, tra cui Altri libertini, Seminario sulla gioventù, Treno di panna, Camere separate, Gli sfiorati, che diventeranno riferimenti imprescindibili per la letteratura e gli autori successivi. Questi romanzi di formazione, liberandosi gradualmente dal timbro generazionale, offrirono, attraverso il racconto della maturazione dei propri personaggi, giovani irrequieti ed in cerca di identità, una rappresentazione e interpretazione di quel tempo nuovo che furono gli anni Ottanta, il decennio dell'Io, al tempo stesso rinnovando e rilanciando il romanzo italiano. Dopo aver definito il perimetro del romanzo di formazione, e averne tracciato brevemente la storia, europea e italiana, questo libro, partendo da una approfondita analisi del ritorno del romanzo del decennio precedente, ne descrive la parabola vitale lungo gli anni Ottanta, le ragioni della sua affermazione e della sua diffusione, i motivi della sua ancora attuale validità.
La narrativa cinese del Novecento ha incarnato tutte le sfide e le contraddizioni della modernità. Eletta a genere letterario più rappresentativo all'inizio del secolo, ne ha attraversato i tumultuosi mutamenti intrecciando suggestioni occidentali ed elementi stilistici e filosofici della tradizione. Il volume propone un percorso storico e tematico analizzando in profondità gli autori e i testi che hanno contribuito fino ai nostri giorni alla creazione di un universo letterario unico e innovativo. Particolare attenzione viene posta sulle idee, il linguaggio e lo stile che caratterizzano gli autori del Novecento cinese, da Lu Xun a Wang Shuo, da Zhang Ailing a Mo Yan. La complessa commistione e la contrapposizione tra arte e ideologia che convivono nella loro narrativa rivelano anche la complessità dell'interazione tra correnti, movimenti e istanze dei singoli scrittori e scrittrici con una società cinese in continua trasformazione, e il fascino di scritture lontane ma sempre in dialogo con il mondo.