te ensayo se adentra en preguntas tan simples como decisivas: ¿qué significa que Dios se ha hecho un cuerpo de carne? ¿Cómo pensó Joseph Ratzinger el cuerpo de Jesús? No como un detalle más de la fe cristiana, sino como una clave para entender toda su vida, su pensamiento y su misión.
Lejos de enfoques abstractos, el autor explora cómo, en los textos de Ratzinger, el cuerpo de Jesús aparece como algo sensato, pensado, lleno de sentido, y también persuasivo, porque es por medio de su cuerpo que realiza la salvación del hombre.
Un libro que invita a los cristianos y a los laicos a redescubrir la encarnación con una mirada nueva, y que ofrece herramientas para pensar hoy, con seriedad, sin prejuicios y de modo razonable en un Dios que se hizo carne.
Il testo dei vangeli e dei salmi nella versione ufficiale a cura della CEI con nuove introduzioni e nuovo apparato critico di note. Un assaggio della nuova Bibbia di Gerusalemme, un commento esegetico rinnovato a partire dalle più recenti ricerche esegetiche e archeologiche è accompagnato da un vero e proprio tesoro: sono miniature provenienti dall'Occidente latino e germanico e dall'Oriente armeno ed etiopico; uniscono il loro splendore arcaico a una chiarezza contemporanea, dimostrando in ciò l'unità sinfonica della chiesa. Non intendono illustrare, ma attestare. L'alleanza tra parola, nero su bianco, e linea, oro su porpora, fa di quest'opera un volume alla maniera spirituale degli antichi manoscritti monastici. Tradizionalmente, vangeli e salmi sono il percorso essenziale per coloro che si mettono in cammino per incontrare Dio, la sua Parola e il suo Spirito. Ecco un lezionario per l'oggi, una fonte costantemente nuova di conoscenza e preghiera, di contemplazione e lode.
Un luogo magico, una guida molto dettagliata, scena per scena, della Cappella degli Scrovegni. Oltre a spiegare ai lettori il ciclo degli affreschi di Giotto, Chiara Frugoni ne presenta un’interpretazione nuova, con protagonista il committente Enrico Scrovegni, per nulla pentito delle ricchezze accumulate e dell’ombra del peccato d’usura (che aveva portato il padre Rinaldo all’inferno, secondo Dante). Il turista in poltrona si trova così sui ponteggi fra i pittori, mentre l’autrice gli addita dettagli e particolari, spesso quasi invisibili ad occhio nudo, affinché l’ammirazione per il capolavoro di Giotto sia più consapevole e piena.
In un’epoca in cui l’educazione rischia di perdere il suo significato più autentico, "Introduzione alla dottrina dell’intersoggettività" di Edda Ducci rappresenta un richiamo essenziale. Non si tratta solo di riproporre un testo del passato, ma di riscoprire una delle radici più profonde della riflessione pedagogica: la relazione come origine del soggetto e luogo fondamentale dell’apprendimento. Pubblicato nel 1971 come supporto universitario, il volume segna l’avvio di un percorso teorico originale che Ducci svilupperà negli anni successivi. Il testo anticipa i fondamenti della sua pedagogia dell’intersoggettività, poi pienamente espressa in Essere e Comunicare (1974). Contro le tendenze riduttive di una pedagogia sempre più tecnica e psicologista, Ducci propone una visione etica e relazionale dell’educazione. La relazione educativa non è uno strumento, ma una dimensione costitutiva dell’essere umano: è nell’incontro con l’altro che il soggetto si forma e si trasforma. Con rigore teorico e chiarezza espositiva, questo libro continua a offrire spunti attuali per ripensare l’educazione come esperienza profonda di relazione e crescita reciproca. Presentazione di Cosimo Costa.
Cosa cerchiamo davvero in una relazione? Quando il desiderio di essere amati diventa bisogno o perfino dipendenza? Come si può spezzare il circolo che ci tiene legati, restituendo dignità e libertà ai sentimenti? Chissà quante volte, parlando di un'amica, di un familiare o di persone che magari conosciamo appena, ci è capitato di esprimerci sulla loro vita sentimentale immedesimandoci, con dispiacere o con disapprovazione, in quelle che sembrano evidentemente relazioni disfunzionali: "Ma perché si lascia abbindolare da un tizio del genere?". Può sembrare facile uscire da una dipendenza affettiva per chi la vede da fuori, ma per chi la patisce in prima persona appare come una meta complessa, dolorosa e spesso irraggiungibile. "Come fossi una bambola" nasce dall'incontro di Francesca Fialdini con lo psicoterapeuta Massimo Giusti e dall'esigenza di raccontare le storie di chi è riuscito a uscire da relazioni che magari non lasciano sempre lividi sulle braccia o segni sulla pelle, ma che, giorno dopo giorno, diventano prigioni soffocanti, invisibili e invalicabili, finendo per inibire ogni slancio vitale. Grazie alla chiarezza e alla capacità narrativa di Fialdini e all'analisi psicologica di Giusti, queste storie avvincono il lettore come fossero un romanzo e illuminano come in un saggio, senza giudizi né semplificazioni, dinamiche complesse ma che sono straordinarie nella loro sconcertante ordinarietà, in cui tutti possiamo riconoscerci. Del resto a chi non è mai capitato di rimanere, con la speranza di fare del suo meglio, dentro una relazione in cui sente mortificazione, paura, senso di colpa, pur sapendo di trovarsi in una gabbia dove non riesce più a crescere, a esprimersi, a essere felice? Perché le prigioni sono tante: alcune ce le vestono addosso, su misura, ma altre le costruiamo con le nostre mani senza nemmeno rendercene conto. E sta a noi trovare la chiave per uscirne.
L'intelligenza artificiale non è soltanto una nuova tecnologia: è la forza che sta ridefinendo il nostro presente. Capace di apprendere, adattarsi e decidere in autonomia, l'IA sta già trasformando in profondità la nostra vita quotidiana, l'economia, le imprese, il lavoro, l'istruzione, la politica, la cultura e persino il tessuto delle relazioni sociali. Mai come oggi è urgente comprenderne la vera natura per distinguere il possibile dall'illusione e affrontare con lucidità le sfide che ci attendono. L'IA è davvero un'intelligenza paragonabile alla nostra? Oppure è la nostra mente che funziona, in parte, come una macchina computazionale? E come cambierà il mondo dopo il suo avvento? Luciano Floridi, tra i massimi filosofi contemporanei e riferimento internazionale per l'etica del digitale, offre una prospettiva nuova e sorprendente: l'IA non va intesa come una forma di intelligenza, bensì come una nuova forma di "agency". Non pensa né comprende come un essere biologico, come un essere umano, ma è un insieme potentissimo di capacità computazionali in grado di agire nel mondo con efficacia e successo, senza però possedere alcuna intelligenza. Questa svolta concettuale ha conseguenze decisive. Solo distinguendo l'intelligenza dalla agency artificiale possiamo evitare errori di valutazione, orientare il progresso in modo responsabile e trovare risposte concrete ai problemi concettuali, etici, giuridici e politici che l'IA sta già creando. Comprendere davvero che cosa sia - e che cosa non sia - l'intelligenza artificiale significa imparare a conoscerla e usarla meglio, invece di subirla. È questa la condizione necessaria per affrontare con coraggio e lucidità le sfide del futuro.
La Sardegna arcaica e fiabesca dei primi del Novecento riemerge dalla neve in questa raccolta di racconti natalizi di Grazia Deledda. Un mondo pastorale, aspro e incantato, dove le tradizioni si tramandano attorno al camino, in famiglia, attraverso i profumi antichi e i silenzi che custodiscono il calore domestico. La scrittura, al tempo stesso semplice e intensa, intreccia il filo del ricordo lungo brevi storie che restituiscono la magia dell'infanzia: i paesi rurali avvolti da leggende senza tempo, le attese misurate dal suono delle campane, le parole sussurrate dagli anziani, le usanze che abitano ancora le case. Ne scaturisce un dono prezioso: l'appartenenza alla propria terra che, nella voce di Deledda, si trasforma nella poesia e nella meraviglia tipiche del Natale, quando gli affetti si rinnovano e ci si ritrova vicini.
Siamo entrati nell'epoca dei tecnomonarchi. Una nuova rivoluzione reazionaria, concepita tra la Silicon Valley e i circoli intellettuali della destra americana e basata su sofisticate tecnologie di sorveglianza e controllo, è divenuta oggi programma politico a Washington. I suoi protagonisti sono imprenditori tech, ideologi e politici animati da una visione del mondo fondata sul ritorno a idee arcaiche di diseguaglianza, gerarchia naturale e monarchia assoluta. Il loro obiettivo? La fine della democrazia.