Non sarebbe bello capire come le persone si comportano sul lavoro, cosa spiega le loro prestazioni lavorative, come si sentono a riguardo e come tutto ciò può influire sulla loro vita non lavorativa? Questo è l'obiettivo della psicologia del lavoro e delle organizzazioni. Nello specifico, la psicologia del lavoro è una specializzazione incentrata sull'applicazione dei principi psicologici nel tentativo di comprendere le persone al lavoro. Nel corso del libro, questo ci porta a considerare diversi aspetti, a partire da come meglio individuare una buona corrispondenza tra persone e lavoro attraverso le procedure d'assunzione, come formare e valutare i lavoratori, come motivare le persone sul lavoro e come farle sentire soddisfatte. Inoltre si esamina come il lavoro condizioni la vita extra-lavorativa delle persone e cosa i datori di lavoro possono fare per mantenere i lavoratori sani, produttivi e soddisfatti. In altre parole, se volete sapere cosa rende le persone felici e produttive sul lavoro, questo è il libro che fa per voi.
L'arte è bellezza, ma è, prima ancora, storia delle persone e del loro percorso di liberazione e di presa di coscienza del mondo e della società.
"Questo libro, come tutti i libri, è un'idea, una specie di sogno. Il sogno che l'arte possa ancora essere capace di liberarci. L'arte figurativa, il cinema, la letteratura, la musica liberano la mente e i cuori, e possono rompere l'assedio del pensiero unico. È un potere nascosto, perché secondo l'opinione dominante anche l'arte sarebbe solo una merce come le altre. Noi, invece, pensiamo che sia l'arte l'alleata forse più forte dell'umano: contro la morte".
Le opere d'arte non sono solo "pezzi da museo" o, peggio, oggetti di consumo di quella che viene chiamata industria culturale. Studiare l'arte e visitare le sue espressioni serve a diventare cittadine e cittadini. Amare l'arte non significa occuparsi dei gingilli dei ricchi, ma di un patrimonio culturale comune che appartiene anche a chi, apparentemente, non ha nulla. Un patrimonio grazie al quale scoprire che è esistito un passato diverso, e che dunque sarà possibile anche un futuro diverso. Da questa consapevolezza nasce il libro di Tomaso Montanari e Andrea Bigalli, una finestra su venti vere "grandi opere", note e meno note, del nostro Paese. Spaziando fra venticinque secoli e venti regioni, si va da Masaccio ai Murales di Orgosolo, dall'Abbazia di Novalesa a Giotto, dai Bronzi di Riace a Carlo Levi.
La biografia di un uomo di quelli che, con spirito di fede, non ha mai ceduto di fronte a una chiamata personale impegnativa, da perseguire fino in fondo, per buone ragioni. Chi lo ha conosciuto è pronto a testimoniare questa sua tenacia, e nello stesso tempo è felice di dare atto della sua fedeltà nel viverla con pienezza e con slancio. È di certo questa sua costanza a fare di lui un esempio luminoso di uomo e di religioso, in un contesto socio-culturale ed ecclesiale certamente non dei più favorevoli, entro il quale si è mosso con intelligente generosità, prendendo iniziative incisive, che ancora oggi si riflettono nell'attualità corrente.
Il volume ideato e curato da Isabella D’Isola indaga il rapporto tra esseri umani e animali nelle principali religioni mondiali. Partendo dallo studio della Bibbia ebraica, di quella cristiana e del Corano, e passando poi all’analisi di buddhismo, sikhismo, induismo, confucianesimo e taoismo, emergono le differenti concezioni dell’importanza e del ruolo degli esseri umani nell’ordine del creato e della natura.
«L’analisi delle posizioni filosofiche, storiche, etiche, bioetiche, economiche, letterarie, scientifiche non è bastevole per la comprensione delle relazioni con gli animali. Attraverso i secoli le religioni hanno determinato le modalità esistenziali dei credenti e dei non credenti, hanno costituito uno sfondo ideologico di cui è necessario avere coscienza per comprendere come gli esseri umani si sono relazionati con il mondo».
Isabella D’Isola
Indice testuale
Introduzione
di Isabella D’Isola
1. «Non metterai la museruola al bue, mentre sta trebbiando» (Deut. 25,4)
Esseri umani e cura degli animali nella tradizione ebraica
di Claudia Milani
2. Un cantico per le creature
Tracce animaliste nel pensiero cristiano
di Raffaele Mantegazza
3. Gli animali nel Corano: il rapporto fra Allah, uomo e natura
di Francesca Badini e Francesco Cargnelutti
4. «Aspiro soltanto ad essere l’asina di Balaam»
Protestantesimo e animali
di Daniela Di Carlo
5. Religioni indiane e mondo animale
di Donatella Dolcini
6. Buddhismo: che tutti gli esseri possano essere felici
di Marilia Albanese
7. Rappresentazioni degli animali nei miti e nelle leggende dalla Cina arcaica ai nostri giorni
di Isabella Garofali
Gli autori
Bibliografia
di Michele Cacciapuoti e Isabella D’Isola
A te che questo tempo ha appena portato a sfogliare le pagine di questo libro. Devo dirti una cosa importante: ti prego, fa' attenzione. In questo libro, non troverai nessun supereroe e nemmeno parole come "mantello" o "e dalla lampada uscì", no, niente di tutto questo. Qui troverai una vita vera, una vita che esiste, e le vite vere che esistono sono fragili, delicate, forti ma piene di cuore e di spaventi che ci portiamo dentro da anni e anni o, forse, da tantissime vite. Ci sono dentro coraggi e amore e amici, e c'è il mare, e un parco giochi incastrato nel centro della città. Ci sono i ricordi, tantissimi ricordi. E come ci insegna il piccolo Noah, il protagonista di questa avventura calma, i ricordi sono importanti. Meglio salvarli, quelli buoni. Età di lettura: da 6 anni.
Sommario
3 Editoriale Lorenzo Bertocchi
6 In bacheca
7 Di vedetta Gianpaolo Barra - Riccardo Cascioli
8 Chiesa Matteo Matzuzzi
9 Mondo Benedetta Frigerio
10 Economia e Stato alla prova delle criptovalute AA. VV. Abstract
18 ESCLUSIVO – Cardinale Pell: le mie prigioni George Pell Abstract
23 Attacco all’embrione, qualcosa o qualcuno? AA. VV. Abstract
26 Kattolico Rino Cammilleri
28 L'abito lo fa il monaco Luisella Scrosati
41 Jocelyne della terra e del cielo AA. VV. Abstract
44 Alla mente non basta il cervello Francesco Agnoli
46 Ican Illich, la dittatira sanitaria Marco di Matteo
49 La democrazia di Atena, mito e realtà Valerio Pece
52 Matita blu - La nuova sinistra di Elly Schlein Andrea Zambrano
53 Parole proibite Andrea Zambrano
54 Filosofando - Attento a dove metti i soldi Giacomo Samek Lodovici
56 La riscoperta del sacro Andrea Zambrano
57 Un vescovo risponde Francesco Cavina
58 Miracoli - Quel ritratto tecnicamente inspiegabile Saverio Gaeta
61 Schermi Laura Cotta Ramosino
62 La rosa del Timone Tommaso Scandroglio
63 Catt woman Raffaella Frullone
64 Biblioteca Vincenzo Sansonetti
65 Social
66 Don Camillo sul crinale Lorenzo Bertocchi
Dossier
Sgranando la corona si fa la storia AA. VV. Abstract
La Nuova Psicoterapia Cognitiva è il frutto di un lavoro di approfondimento e ricerca durato oltre quindici anni, condotto avendo sempre davanti la realtà clinica in cui sfilano le forme di disagio psichico più comuni nell’uomo di oggi che sollecitano lo psichiatra e lo psicologo a fornire l’aiuto necessario. Il risultato di questa opera di riflessione e perfezionamento dei metodi per giungere alla comprensione delle cause della sofferenza mentale è riportato in questo primo libro di una nuova serie dedicata alla Psicoterapia Cognitiva Causale. L’addetto ai lavori, ma anche il lettore mosso da un naturale interesse a conoscere la vita mentale personale, troverà qui nuovi percorsi che l’intelligenza umana può intraprendere per svelare il prezioso tesoro nascosto nell’esperienza dei disturbi d’ansia, depressivi o di altre problematiche emotive che all’apparenza opprimono senza condurre a frutti di qualche significato. L’Autore è certo che ciò che noi chiamiamo patologia è, nella sua essenza, una forma di fisiologia indispensabile all’uomo perché lo stimola e lo motiva a rintracciare la struttura delle cause permettendo la ripartenza e una risposta nuova compatibile con una più piena realizzazione personale.
Perché abbiamo bisogno di amici? Come possiamo fare nuove amicizie? Come si riconosce un vero amico? Cosa possono fare gli amici insieme? Scoprilo in questo fantastico libro. Età di lettura: da 3 anni.
La fama di Saladino in Occidente affonda le sue radici nel 1187, quando «il re vincitore» riconquistò Gerusalemme sconfiggendo i cristiani, che la detenevano da quasi novant'anni. Nonostante li avesse sconfitti, il sultano si guadagnò il rispetto e l'ammirazione dei «franchi» perché non si era lasciato andare al massacro efferato dei nemici, in stridente contrasto con le violenze brutali e ingiustificate perpetrate dagli eserciti della Prima crociata. Jonathan Phillips, esperto di storia delle crociate, parte da qui per riscoprire le origini lontane dell'eccezionale popolarità di cui godette Saladino, indagando una vasta quantità di fonti arabe ed europee. In due decenni, il fondatore della dinastia degli Ayyubidi unificò Egitto e Siria, dando vita a un impero compatto e leale che abbracciava tutto il Vicino Oriente. Affrontò la rabbia prorompente dei soldati della Terza crociata, tra le cui file spiccava Riccardo Cuor di Leone, e fu ricordato, nelle cronache coeve e nei resoconti successivi, come un uomo generoso, onesto, devoto e colto. Il suo animo quasi cavalleresco lo rese un condottiero stimato al punto da meritarsi un posto tra gli spiriti di grande valore della "Divina Commedia", impossibilitati a salvarsi soltanto perché non cristiani. Tolleranza, sobrietà e generosità furono le virtù che rinvigorirono il suo prestigio nel XIX secolo, quando la fascinazione europea verso il medioevo fu condivisa da storia, letteratura e teatro. La sapienza militare e politica, che non risparmiò di contrastare gli eretici e gli infedeli con un obiettivo unificatore, fu invece alla base della celebrità del sultano, assurto a simbolo della resistenza e della vittoria sull'Occidente invasore, nella cultura di massa del mondo islamico. Saladino ebbe un ascendente ancora maggiore quando il nazionalismo arabo cominciò la sua ascesa e Nasser, Saddam Hussein, bin Laden cercarono di sfruttarne l'eredità richiamandosi a lui nei modi più disparati. A seconda dei casi, dunque, Saladino fu ricordato come un sovrano mite ed erudito, oppure spregiudicato e senza scrupoli. "Il sultano Saladino" ci consegna un resoconto, spogliato di qualsiasi pregiudizio, di un uomo che dopo otto secoli può ancora contare su un'eredità vibrante che mescola storia e leggenda, e ci aiuta a capire quanto possa essere ambiguo, nella contemporaneità, il travisamento della realtà storica.
La libreria Natsuki è un luogo speciale: un negozio polveroso e solitario, dove gli amanti della lettura possono trovare, tra le pagine dei grandi capolavori di tutto il mondo, un'oasi di pace, un rifugio lontano dal frastuono della quotidianità. Quando il proprietario, uomo colto e appassionato, muore improvvisamente, il nipote Rintaro, un ragazzino timido e introverso, eredita la libreria. Il nonno si è preso cura di lui dopo la morte di sua madre e, ora che è scomparso, Rintaro deve imparare a fare a meno della sua saggezza dolce e pacata. La libreria è sull'orlo del fallimento: un'eredità pesante per il ragazzo, anche perché i segnali dal mondo sono piuttosto scoraggianti: poca gente è davvero interessata alla lettura. Un giorno, mentre Rintaro si crogiola malinconico nel ricordo del nonno, entra in libreria un gatto parlante. Nonostante le iniziali perplessità del ragazzino, il gatto lo convince a partire per una missione molto speciale: salvare i libri dalla loro scomparsa. Inizia così la storia di un'amicizia magica: un'avventura che li porterà a percorrere quattro diversi labirinti per risolvere altrettante questioni esistenziali sull'importanza della lettura e sulla forza, infinita e imperscrutabile, dell'amore. Una favola dei nostri tempi, un'ode straordinaria al potere del libro e dell'immaginazione.
Fin dall'antichità il fegato è considerato un organo di grande rilevanza. Sede di sentimenti e passioni per i Greci, secondo Etruschi e Romani il fegato di animali era la chiave per interpretare il volere degli dei riguardo al futuro. La scienza, in seguito, ha confermato il suo ruolo strategico: il fegato è il più importante «laboratorio» del nostro organismo, perché porta in sé le tracce delle nostre abitudini e può preannunciare la vulnerabilità del nostro corpo rispetto a patologie future.
Organo tra i più complessi, il fegato non finisce mai di sorprenderci: continuiamo infatti ad apprendere nuovi dettagli sul suo funzionamento. Grazie allo studio della bile, ad esempio, abbiamo oggi una nuova visione dell'apparato gastroenterico, animato da un fitto scambio di segnali che ci consente di valutare fegato e intestino non più come entità a sé stanti, ma come un unico organo. Inoltre sappiamo che il fegato svolge un ruolo centrale nel metabolismo, è un «altruista» che sintetizza molecole utili per tutti gli organi, neutralizza sostanze tossiche, contribuisce a salvaguardare il benessere fisiologico e a mantenere in equilibrio il nostro corpo.
Tra i suoi compiti principali vi è quello di somatizzare le disfunzioni e i danni causati da infezioni, abuso di alcol, fumo, farmaci e grassi nell'alimentazione. Perciò, se intossicato, anche il fegato rivela sintomi di sofferenza: calcoli biliari, ipercolesterolemia e cirrosi sono solo alcune delle possibili manifestazioni del suo malessere, che possono contribuire all'insorgenza di malattie quali epatiti, «fegato grasso», NASH e cancro. Oggi, per fortuna, grazie al progresso tecnologico, abbiamo a disposizione strumenti che ci offrono la speranza di sconfiggere tali patologie con prevenzione, procedure all'avanguardia e personalizzazione delle cure. Eppure, non dobbiamo dimenticare che basta modificare il nostro stile di vita spesso errato, prediligere una sana alimentazione e praticare attività fisica per permettere al nostro fegato di svolgere la sua funzione primaria: prendersi cura di noi.
Antonio Moschetta è medico, professore ordinario di Medicina Interna all'Università Aldo Moro di Bari. Dottore di ricerca in epatologia presso l'Università di Utrecht, è stato allievo del premio Nobel Al Gilman presso lo Howard Hughes Medical Institute di Dallas. È titolare del progetto di ricerca AIRC sul metabolismo dei tumori e la regolazione genica. Autore di numerose pubblicazioni, ha ricevuto riconoscimenti internazionali come il Richard Weitzman Award a Chicago, il Rising Star in epatologia a Vienna, il David Williams Award a Vail (Colorado) e l'European Lipid Award a Göteborg. Da Mondadori ha pubblicato Il tuo metabolismo (2018) e L'intestino in testa (2019).