Editoriale: I. Bertoletti, "Paolo De Benedetti, un rabbino editore"; P. De Benedetti, "In morte di Miciotti, gatta diciottenne". Alleanze con Dio. Simboli, metafore e segni, a cura di Massimo Giuliani. M. Giuliani, "Presentazione"; G.I. Gargano, "Noè nella tradizione patristica"; E. Korn, "L'alleanza noachide nel pensiero rabbinico"; M. Cassuto Morselli, "Ma il noachismo è un'etica universale? Elia Benamozegh e Hans Küng"; M. Giuliani, "Brit milà: la circoncisione. Segno dell'alleanza tra Dio e Israele"; P. Stefani, "Radici, potature e innesti. La paradossale agricoltura spirituale di Paolo"; L. Maggi, "Alleanza "nuova ed eterna". Tra esegesi, liturgia e teologia"; A. Grillo, "Le alleanze mai revocate. Su un concetto biblico-teologico"; S. Adami, "Tra la bocca e il cuore. La nuova alleanza di Sabbetay ?evi"; R.M. Parrinello, "Alleanze con il divino nelle religioni antiche non monoteiste". Articoli: D. Antiseri, "Tommaso d'Aquino. La "mistica"di un "metafisico""; F. De Giorgi, "Le porpore e la sarda salata. Risposte di un laico coniugato a quattro cardinali che dubitano". Inediti: P. Prodi, "Quale Chiesa? Il paradigma tridentino".
Il volume contiene la traduzione di tutti gli scritti filosofici e teologici di Nicolò Cusano (1401-1464) e la prima versione italiana dei suoi più importanti scritti matematici. La traduzione, condotta sul testo dell'edizione critica curata dall'Accademia delle Scienze di Heidelberg, è corredata di note esplicative, che illustrano tutti i riferimenti contenuti nei testi e le loro fonti, sia dirette sia indirette, e di un ampio e accurato commentario sistematico, mentre il saggio introduttivo ripercorre i temi fondamentali del pensiero e dell'opera di Cusano.
La "Quaestio disputata de unione Verbi incarnati" è un fedele specchio del metodo teologico di Tommaso d'Aquino. L'autore, Fabio Ruffini, ne dimostra definitivamente la paternità tommasiana. Ne stabilisce un testo prudentemente ponderato sulla base dei migliori manoscritti disponibili, ricorrendo cioè alla più antica tradizione manoscritta parigina - specialmente al cod. Paris, BnF, lat. 15811 (F) - proveniente dal lascito di Goffredo di Fontaines. Per consentire un confronto ben fondato e un'analisi comparata sono riportati anche gli altri testi in cui Tommaso tratta dell'unione del Verbo incarnato e della conseguente questione dell'essere di Cristo, o traendoli dall'edizione Leonina o trascrivendoli dall'autografo e dall'exemplar. Di tutti i testi è offerta una traduzione italiana a cura dell'autore. Fabio Ruffini stabilisce anche la datazione della "Quaestio" sulla base degli indizi di critica esterna ed esamina lo svolgersi del pensiero tommasiano nei diversi testi per rilevarne il metodo, ottenendone un indizio di critica interna. Inedite, infine, nell'Appendice all'opera sono riportate alcune trascrizioni integrali di estratti presenti nel manoscritto F in margine al testo delle "Quaestiones disputatae de anima".
Nel volume viene affrontato lo studio della teologia dell'anamnesi e dell'epiclesi, quali elementi strutturali portanti delle preci eucaristiche, attraverso un'analisi di tipo esegetico e filologico di numerosi formulari anaforici appartenenti tanto alla tradizione liturgica di oriente che di occidente. Si tratta di un percorso che contribuisce a sviluppare quella idea di circolarità ermeneutica tra lex orandi e lex credendi, che caratterizzava lo spirito della teologia liturgica della chiesa nascente e che la riforma liturgica conciliare ha tentato di riportare in uso con esiti a volte incerti e altalenanti. I risultati prodotti dall'analisi dei testi, invece, vogliono sostenere la necessità di un ritorno alle fonti liturgiche per una comprensione piena del dato celebrativo e per un suo adeguato vissuto nella fede. È così che mentre l'anamnesi ci aiuta a comprendere il senso del mistero celebrato, la pneumatologia intesa quale chiave di lettura del dato liturgico, diviene a sua volta strumento per cogliere diverse dimensione teologiche sottese all'esperienza celebrativa.
Editoriale: I. Bertoletti, L'elezione di Trump. Una risposta populista al paradosso di Böckenförde. Lapira, Gli Ebrei, La Terra Santa, a cura di Daniele Menozzi. D. Menozzi, Introduzione; B. Bocchini Camaiani, La Pira e gli ebrei. Nuove fonti e prospettive di ricerca; M. Simoni, Una storia di relazioni mancate. Giorgio La Pira e il conflitto israelo-palestinese; P. Stefani, Da Damietta a San Miniato al Monte; G. Conticelli, Tre questioni ancora da disputare. Giorgio La Pira e Fioretta; Mazzei, il lessico lapiriano e il negoziato nel diritto internazionale. Note E Rassegne: R. Maiolini, «La malinconia è l'inquietudine dell'uomo che avverte la vicinanza dell'infinito». Il tentativo di teologia della malinconia di Romano Guardini; E. R.A. Calogero Giannetto, "Canta(re) l'epistola" è introdurre al Vangelo. Note sulle possibili fonti neo-testamentarie della novella di Luigi Pirandello; S. Marcucci, Quando la letteratura diventa teologia. Il Giobbe di Karol Wojtyla e la ricerca del senso della sofferenza; P. Capelli, Sul Giorno della Memoria. Documenti: P. Ricoeur, Hannah Arendt. Dalla filosofia alla politica, a cura di I. Bertoletti.
Chi non conosce Pinocchio e le sue avventure? Quando e da chi uno le ha conosciute? Difficile la risposta. Pinocchio fa parte della memoria di tutti. Poche cose sono così radicate nella cultura popolare del nostro come di altri paesi. Ma questo significa che nel rimettersi a leggere, a capire le avventure di Pinocchio, si possono capire le esigenze più profonde di quella umanità che le ha fatte proprie. Le esigenze dell'uomo sono la grande strada per comprendere il suo senso della vita, il suo senso religioso. Questo spiega la nascita di un libro di teologia che, capitolo per capitolo, segue le avventure di Pinocchio. La differenza tra burattino e figlio, nolenti o volenti, resta la sintesi del dramma dell'uomo contemporaneo.
L’Oriente racchiude in sé antichissime tradizioni apostoliche che rappresentano una componente essenziale della Chiesa ed esprimono una teologia diversa da quella elaborata in Occidente, soprattutto nel secondo millennio del cristianesimo.
La connotazione di «orientale» ed «occidentale» (o ‒ se si preferisce ‒ di «greca» e «latina») ha assunto anche una dimensione dogmatica solo con la separazione giuridico-canonica tra Roma e Costantinopoli, dapprima parziale e progressiva, poi totale e definitiva nel 1054.
Se in passato si parlava di Chiese e teologia orientale riferendosi quasi unicamente a quelle Chiese bizantine, slave, greco-ortodosse del Medio Oriente e russa, oggi si tende ad allargare la visione fino a includere tutte le Chiese dell’Oriente originario, comprese le antico-orientali, l’assira e la variegata gamma dei «Cristiani di San Tommaso» nel Sud-India, di tradizione siriaca.
Questo volume propone un panorama descrittivo e una classificazione alfabetica delle Chiese orientali e si sofferma sulla teologia – con un approfondimento sulla teologia trinitaria e la questione del Filioque – l’ecclesiologia, la mariologia, la liturgia, la sacramentaria e le icone.
In questo volume, l’autore presenta il pensiero di Enrico Castelli (1900-1977), che ha suggerito negli anni Sessanta e Settanta una filosofia cristiana dell’esistenza attraverso una forma sintetica e asistematica.
Corporeo, processuale e originariamente emotivo, il Sé delle neuroscienze dà da pensare. Esposto al mondo, si ritrova estremamente vulnerabile, ma anche aperto alle promesse di felicità racchiuse nella storia. L'eco delle neuroscienze si espande sempre di più: raccontando di un Sé in divenire tra memoria e desiderio, quella voce raggiunge ogni teologia che voglia immaginare il percorso di risveglio della creatura nuova in una forma che sia all'altezza del presente.
Attraverso il commento a Gaudium et spes 22 da diversi punti di vista, l'autore evidenzia come il testo vada considerato nella sua interezza, per offrire nuovi spunti alla teologia morale dopo quelli già constatati nell'elaborazione teologica dei principali documenti del Magistero riguardanti la morale fino a Dignitas personae 7, che ne è la "trasposizione" nell'ambito della bioetica. In questo percorso GS 22 suggerisce una analogia filii (analogia del figlio) in quanto Cristo, il Figlio, e i cristiani, figli di Dio, svelano all'uomo stesso i suoi tratti filiali. Questi tre modi diversi di essere figli dello stesso Dio Padre costituiscono, grazie all'azione dello Spirito, una analogia filii discendente: non dall'humanum al divinum, ma dal divinum all'humanum, passando per il christianum. Infine un surplus è compreso nei testi biblici che strutturano GS 22 (Gv 1, Rm 8, Col 1), collegando così la sapienza filiale con alcuni concetti significativi in bioetica (figlio, corpo, vita, immagine). L'esperienza dello scienziato Shinya Yamanaka, premio Nobel 2012 per la Medicina, mostra come la dinamica teologico-sapienziale della analogia filii discendente abbia una portata razionale eticamente convincente per il rispetto della dignità di ogni uomo.