Legata indissolubilmente all'elemento naturale acqua, "La Storia di Portuense" ha origine dalle terre sommerse. Intrappolata tra i grandi bacini, l'acqua marina forma quello che i romani chiameranno Campus Salinarum. Intorno alla metà del I secolo d.C., l'imperatore Claudio fa costruire la via che poi darà il nome al quartiere: la via Portuensis. È il collegamento con Portus, il nuovo scalo marittimo dell'urbe. Portuense è anche terra di martiri cristiani. In seguito alle persecuzioni di Diocleziano del 303, infatti, nella chiesetta di Santa Passera vengono sepolti gli eremiti egiziani Ciro e Giovanni, mentre nelle Catacombe di Generosa vengono deposti i resti dei martiri Portuensi, Simplicio e Faustino. Con la decadenza dell'Impero romano, la via consolare diventa una delle strade percorse dagli invasori per arrivare a Roma. È il 455 quando i vandali di Genserico, sbarcati a Portus, la percorrono per arrivare alla scomparsa Porta Portuensis. Solo l'intervento di papa Leone I riuscirà a scongiurare la completa distruzione della città.
La "Storia di Testaccio" non è quella di un luogo qualunque. Qui la città di Roma scopre i suoi lati più segreti in un incredibile sali-scendi di emozioni.Si parte dal passato più remoto, dagli animali preistorici che calcano un territorio ancora vergine: dai rinoceronti ai mammuth, dalle pericolose iene ai primi uomini di Neanderthal. Durante l'antica Roma, Testaccio diviene uno snodo centrale per la città con la costruzione dell'Emporiume degli Horrea. Grandi imperatori e generali come Lucio Emilio Paolo e Galba sono i protagonisti del cambiamento, ma per assurdo la migliore testimonianza dei ricchi traffici commerciali è una montagna di rifiuti: il celebre e pittoresco Monte Cocci, simbolo unico di una cultura pragmatica e geniale. Il libro tratta anche gli aspetti più misteriosi di Roma, raccontando i culti segreti che si svolgono sul vicino colle Aventino e la costruzione per un oscuro sacerdote della Piramide Cestia.
La "Storia di Primavalle" inizia milioni di anni fa quando il territorio è ancora sommerso dalle acque del mare Tirreno e il Soratte emerge quale isola all'orizzonte. L'innalzarsi delle prime alture, da Monte Mario ai monti vaticani, e la formazione di numerosi corsi d'acqua che scorrono da est verso il mare cominciano a formare piccole valli e altipiani modellando in modo caratteristico questa parte della città. In età storica è la magnifica città etrusca di Veio a dominare incontrastata la zona grazie alla costruzione di una serie di antiche vie difese da centri fortificati e punteggiate di villaggi, come i celebri Septem Pagi. Veio, che vuole arrivare al mare per impadronirsi delle Saline di Fiumicino, entra ben presto in conflitto con una potenza nascente: Roma. Sarà Romolo, il primo re, a iniziare una guerra contro gli Etruschi che si prolungherà per secoli sino alla definitiva vittoria romana del 396 a.C. a opera di Furio Camillo.
Un trattato di teologia sacramentaria simbolica, che usa il simbolo come chiave interpretativa fondamentale in alternativa a un impianto concettuale e intellettualistico.