«Come camminare due milioni di passi senza raggiungere uno straccio di illuminazione.» Un lutto insopportabile, coinciso con un periodo difficile sul piano privato e professionale, spinge Antonio, graphic designer quarantenne, a ritornare all’amata India, ma con l’intenzione, stavolta, di attraversarla a piedi, «alla ricerca di qualche sorta di illuminazione». Percorre così oltre 1800 chilometri da Dharamsala, nell’estremo nord del Paese, in direzione sud, verso Mumbai, inseguendo elusive verità superiori e scovando doni ancora più preziosi: umanità, accettazione e ascolto da una terra che lo accoglie a volte come matrigna, più spesso come madre amorevole e protettiva. Tra scimmie aggressive, rituali ancestrali e volti segnati da storie più antiche del tempo, giorno dopo giorno Vagaboots (l’alter ego dell’autore) abbandona la vecchia identità scoprendo nuove parti di sé e portando a termine un irresistibile, autoironico e mai retorico cammino di trasformazione.
Il Codice di Procedura Penale Minor, per le sue caratteristiche, costituisce uno strumento utile per studenti, operatori del diritto (Avvocati, magistrati e forze dell’ordine) e di quanti sentano la necessità di consultare un codice maneggevole, pratico ed aggiornato alle ultime novità legislative. Il codice infatti è pubblicato tenendo conto di tutti quei provvedimenti che hanno modificato sia la normativa codicistica sia le leggi complementari, alcune delle quali sono riportate in Appendice. Un dettagliato indice analitico-alfabetico e un esauriente indice cronologico chiudono il Codice di Procedura Penale Minor, consentendo il facile reperimento delle norme. Tra le espansioni online è disponibile, infine, l’App CodiciSimone per consultare i codici dal tuo Smartphone e averli sempre aggiornati in tempo reale. L’App, disponibile per Android e iOS, è scaricabile gratuitamente attraverso il QR Code in calce a questo volume.
Chi è l’essere umano? A questa domanda cruciale, in sé stessa per il sapere filosofico e in termini esistenziali per ciascuna persona, intende rispondere Michele Federico Sciacca con questo volume che, nelle sue intenzioni, costituiva uno dei pilastri della sua "filosofia dell’integralità". Il testo esplora, in un percorso argomentativo serrato e appassionato, quali siano gli elementi costitutivi della condizione umana e l’abissale differenza tra "intelligenza morale" e "ragione etica" proponendo lo "squilibrio ontologico" - radicamento nel finito innestato nell’apertura e tensione all’Infinito - non come un deficit, ma quale essenza dell’umano e segno valoriale della sua unicità. L’opera, pubblicata dall’autore per la prima volta nel 1963, esce in un’edizione fedele all’originale e insieme rinnovata, in occasione del 50° anniversario della morte di Sciacca.
Il rapporto tra società, istituzioni e potere è stato sempre al centro dei vari interessi di ricerca di Marco Meriggi, a cui questo volume rende omaggio. I saggi che lo compongono coprono un arco temporale disteso tra il Medioevo e la contemporaneità novecentesca, riconnettendosi a campi d’indagine e nodi problematici a cui Meriggi si è dedicato nella sua lunga attività di storico: dalle questioni costituzionali ai processi di statalizzazione in Europa, dalle forme di sociabilità e mobilitazione politica alle modalità di controllo del territorio, dalla storia del Risorgimento alla storia globale.
"Le Chiese del Novecento e la Santa Sede per la pace. Storia e diplomazia in Europa centro-orientale", si colloca come nono volume della collana Storia della Chiesa in Europa centro-orientale diretta dal prof. Jan Mikrut, offrendo un ampio quadro delle azioni della Chiesa cattolica e della Santa Sede a favore della pace nel corso del XX secolo nei paesi dell’Europa centro-orientale. Attraverso contributi di autorevoli studiosi internazionali, il libro mette in luce come la diplomazia pontificia e le Chiese locali abbiano affrontato le grandi sfide del secolo - guerre mondiali, regimi totalitari, conflitti etnici, Guerra Fredda - promuovendo dialogo, riconciliazione e difesa della dignità umana. Il volume esplora contesti nazionali diversi, dall’Albania alla Polonia, dall’ex Jugoslavia alla Germania orientale, fino alla Bulgaria e alla Turchia, restituendo la complessità di un’area segnata da persecuzioni, divisioni e transizioni politiche. Ne emerge la centralità della Chiesa locale e della diplomazia della Santa Sede come moderatori capaci di tessere relazioni in situazioni critiche e di mantenere viva la tensione verso la pace e la libertà religiosa. Questo volume, dedicato al prof. Jan Mikrut da un gruppo di suoi antichi allievi ed estimatori, costituisce un contributo imprescindibile per comprendere il ruolo storico e attuale della Chiesa cattolica e della diplomazia vaticana nella costruzione della pace in Europa e oltre.
Il convegno "Poetiche Artificiali. Umanesimo Tecnologico, AI e altre forme di intelligenza" rappresenta la seconda edizione di un convivio di studi organizzato dalla rivista «1001 Umanesimo Tecnologico», sostenuto e promosso dall’Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia. La prospettiva è quella di contribuire all’affermazione di attività di studio che prevedono la combinazione tra analisi di carattere accademico-teorico e ricerche di natura scientifico-artistica, da intendere innanzitutto in chiave creativa. L’obiettivo dell’evento è quello di creare un ecosistema di idee, prospettive, ricerche e buone pratiche che dimostrano la necessità di partire da "noi stessi" per definire e progettare futuri in cui la tecnologia è co-protagonista nella «poiein», nella cultura del "fare". I diversi interventi testimoniano - attraverso l’analisi di alcuni esempi particolarmente significativi, sia storicizzati che più recenti - che "umanesimo" e "tecnologia" sono termini che interagiscono, integrandosi, dando forma a nuove categorie estetiche che richiedono ulteriori innovative "funzioni" capaci di renderle reali, in ambienti on/off line.
La recente gestione pandemica ha dimostrato tutti i limiti dei governi occidentali: diritti proclamati sacri e inviolabili sono stati spazzati via da un potere statale virtualmente assoluto e totalitario con l'unica giustificazione data dallo stato di emergenza sanitaria. Questo libro, che contiene gli atti del convegno "San Tommaso e la dottrina sociale della chiesa" dell'Osservatorio Van Thuân, riflette sui concetti di libertà e autorità, sulla loro origine e sulla loro possibile armonia: solo così sarà possibile lavorare alla riedificazione della societas christiana dove la vera autorità (discendente da Dio e finalizzata al bene comune) si coniuga armonicamente con l'esercizio della sana libertà nel comune fondamento della verità.
Tra l'aprile 1946 e il novembre 1948, Tokyo fu teatro del più importante processo per crimini di guerra, insieme a quello di Norimberga. Il tribunale internazionale che portò a giudizio ventotto tra le più alte cariche della leadership giapponese rappresentò per le potenze alleate e vincitrici una duplice opportunità: non solo di giudicare i nemici sconfitti, ma anche di stabilire un quadro giuridico che consentisse di perseguire i crimini di guerra e proibire il ricorso alla guerra d'aggressione. Come per la negoziazione delle condizioni di pace per la Germania, la questione non riguardava però soltanto la punizione dei criminali di guerra, ma anche la creazione di un nuovo ordine postbellico. «Nella sua nascita, nel suo decorso e nelle sue conseguenze, il processo di Tokyo fu una sorta di rappresentazione degli enormi mutamenti militari e politici che hanno plasmato l'Asia moderna, oggi la regione strategicamente più importante del mondo.» Per oltre due anni, avvocati di entrambe le parti dibatterono di fronte a un collegio di giudici provenienti non solo da Stati Uniti, Unione Sovietica, Gran Bretagna, Francia, Canada e Paesi Bassi, ma anche dalle nazioni dell'Asia-Pacifico, come Australia, India, Cina, Nuova Zelanda e Filippine. Eppure, nonostante le montagne di documenti prodotti, anziché chiarezza e unanimità il processo portò divisioni e dilemmi. Nel suo dettagliato resoconto, sempre vivace e critico, il già finalista al Premio Pulitzer Gary J. Bass restituisce con grande precisione l'atmosfera di quei giorni e tratteggia i profili psicologici dei tanti protagonisti, mettendone in luce fragilità e contraddizioni. In un'opera ambiziosa e magistrale, frutto di un decennio di scrupolose ricerche che hanno interessato diciotto archivi in oltre sette paesi, Bass fonde con maestria il rigore accademico e una narrazione avvincente, suggerendo fondamentali spunti di riflessione per i dibattiti attuali e futuri sull'approccio della comunità internazionale ai crimini di guerra e al diritto internazionale.