Una vita avventurosa, ricca di avvenimenti straordinari ma anche tragici, caratterizzata - un secolo e mezzo fa - da un'intuizione i cui effetti sociali ed economici hanno migliorato nel mondo l'esistenza di centinaia di milioni di persone sotto il profilo materiale e morale: la vita di Friedrich Wilhelm Raiffeisen. Innovatore sociale vissuto in Germania nell'Ottocento, Raiffeisen è stato l'ideatore delle prime cooperative di credito, oggi note per lo più con le denominazioni di Casse Raiffeisen, Casse Rurali e Banche di Credito Cooperativo. Questo romanzo - il più famoso dello scrittore austriaco Franz Braumann - narra le vicende personali e familiari, appassionanti e drammatiche, attraverso le quali Raiffeisen, con la sua fede incrollabile in Dio e nell'uomo, è arrivato a realizzare la sua opera.
Quella raccontata in "La Madonna appare a Ghiaie di Bonate" è una storia meravigliosa. E oltre a essere meravigliosa, questa è una storia vera, accaduta tanti anni fa in un minuscolo paese della Lombardia, Ghiaie di Bonate, nel periodo in cui in Italia si combatteva una guerra chiamata seconda guerra mondiale. Era il mese di maggio 1944…
La Vergine Maria, Regina della famiglia, apparve alla piccola Adelaide Roncalli, di 7 anni, affidandole dei messaggi di straordinaria attualità. Una storia poco conosciuta che merita la massima diffusione. Un libro unico per le sue stupende illustrazioni e per la grafica divertente e colorata.
«Questo è un testo bellissimo, che ci aiuta ad amare tanto Maria, Madre del Redentore e Madre nostra, che per amore nostro ha collaborato alla nostra salvezza ed è sempre pronta a soccorrerci». Michael Brehl, C.Ss.R. Superiore Generale dei Redentoristi (dalla Prefazione)
Lo spirito dell'etica persegue la ricerca di ciò che genera, alimenta e sostiene l'esperienza morale. Percorrendo questa strada il testo non solo raggiunge l'uomo integrale nelle sue radici spirituali, ma scopre che la stessa esperienza morale è di natura spirituale. Per dirla con papa Francesco, quando si ha a che fare con l'etica "non si tratta tanto di parlare di idee, quanto soprattutto delle motivazioni che derivano dalla spiritualità al fine di alimentare una passione per la cura del mondo. Infatti, non sarà possibile impegnarsi in cose grandi soltanto con delle dottrine, senza una mistica che ci animi, senza 'qualche movente interiore che dà impulso, motiva, incoraggia e dà senso all'azione personale e comunitaria'" (papa Francesco, "Laudato si'", n. 216).
Peter Pan è uno dei testi più incompresi e mistificati della letteratura per l'infanzia. Presentato come la storia di un bambino che non vuole crescere, esso rivela in realtà la tendenza diffusa a etichettare il comportamento dei bambini e a creare teorie salva-adulti: il complesso di Edipo, di Telemaco, di Peter Pan. Ma chi è Peter? Basta aprire il libro per scoprirlo: "Se voi, o io, o Wendy fossimo stati là, avremmo visto che Peter Pan assomigliava proprio al bacio della signora Darling". Il volto di Peter è quello del bacio che mamma Darling trattiene sull'angolo della sua bocca: il bacio che non raggiunge Wendy, il suo desiderio, il suo corpo. Il bacio che sotto le specie del bottone di Peter di lì a poco le salverà la vita. Tale è lo sfondo ermeneutico da cui emerge in questo libro il punto di vista gestaltico su Peter. Con registri diversi: dalla teoria clinica alla psicoterapia infantile, dalla critica semantica al pensiero educativo.
Che la libertà impeccabile di Cristo non sia un ossimoro, è una convinzione di cui parte un'indagine irradi smentite: se Gesù potesse venir meno alla volontà del Padre, non sarebbe impeccabile (e quindi non sarebbe Dio: se peccasse, il Figlio di Dio peccherebbe), ma se è impeccabile e non può che eseguire il progetto salvifico divino, comunque gli sia noto, dove sta il merito nel compiere in obbedienza quel che non ha la scelta di fare? Contemplando la persona del Crocifisso Risorto, la teologia può imparare ancora una volta, come sempre, a sorprendersi del suo Signore.
Da almeno venti anni si è diffusa una precisa consapevolezza sull'importanza della comorbidità psichiatrica nelle tossicodipendenze, ovvero la copresenza di disturbi psichici e di disagio psicologico in questi pazienti. L'abuso di sostanze può essere alla base di patologie e disturbi psichiatrici. La dipendenza, sovrapponendosi ad altri disturbi, può compromettere il quadro psichiatrico rendendo difficile la valutazione del paziente. Scopo di questo manuale è fornire gli strumenti e le conoscenze utili per individuare un disturbo da abuso di sostanze e facilitare la diagnosi clinica. In quest'ottica il volume costituisce una guida pratica e concisa rivolta a studenti, medici e ad altre figure professionali.
Dopo le prime prove letterarie ancora influenzate da un Romanticismo attardato e dalla Scapigliatura, Giovanni Verga, sin dalla novella Nedda (1874), tenta una nuova maniera narrativa, volta a rappresentare con sempre maggior realismo temi e personaggi ispirati alla natia Sicilia. Egli approfondirà e consoliderà con esiti sempre più rigorosi tale ricerca nelle raccolte successivamente pubblicate (Vita dei campi, 1880; Novelle rusticane, 1883; Per le vie, 1883; Vagabondaggio, 1887; I ricordi del capitano d'Arce, 1891; Don Candeloro e C: 1894) e nei romanzi "veristi": I Malavoglia e Mastro Don Gesualdo. Specie ne I Malavoglia - ove il Verga sperimenta canoni stilistici radicalmente innovativi - l'estrema durezza della vita quotidiana delle popolazioni meridionali e la loro condizione di "vinti", in balìa di un fato cieco e incomprensibile, sono senz'altro fra gli aspetti più incisivi della narrazione. Introduzione di Lorenzo Tinti.
"Il più povero dei poveri": così Madre Teresa di Calcutta che conosceva la povertà più di ogni altro definiva il concepito. L'affettuosa e riconoscente presentazione di analisi e proposte da parte di un laico a coloro che nella Chiesa hanno una particolare responsabilità pastorale supera il timore ricordando Colei che Giovanni Paolo II ha dichiarato presidente spirituale di tutti i Movimenti per la vita del mondo e che Papa Francesco verso la fine dell'anno della misericordia proclamerà santa. Di lei non parlano le pagine di questo libro ma la sua immagine traspare dietro di esse, con il suo coraggio, la sua fermezza, la sua tenacia nel proclamare la piena umanità del concepito anche di fronte ai potenti del mondo e contemporaneamente con la sua eroica condivisione di ogni ultimità umana. Sono due indicazioni pastorali di una misericordia che da un lato incessantemente guarda, riconosce, parla, prega e dall'altro senza sosta e teneramente accoglie, condivide, conforta.
Quale rapporto esiste tra l'annuncio del vangelo e la riforma della chiesa? Papa Francesco, primo papa postconciliare, viene riletto nei suoi documenti Evangelii gaudium e Laudato si', presentando la sua interpretazione nuova e originale del Vaticano II: lo stile della fraternità e l'intento evangelico del dialogo sono la cifra per interpretare il nuovo corso della chiesa.
"Trauma ed esistenza umana" è un libro denso di riflessioni psicoanalitiche, filosofiche e soprattutto autobiografiche in cui l'autore approfondisce il tema del trauma da una prospettiva di prima persona. È in ciò che si situa la peculiarità di tale saggio che trasuda di autenticità e di vita vera dall'esordio alle conclusioni. Stolorow ci dona intense descrizioni di vissuti profondamente personali consentendoci quasi di toccarli con mano pagina dopo pagina. I due temi centrali riguardano la contestualità della vita emozionale in generale e dell'esperienza del trauma emozionale nel particolare e il riconoscimento che la possibilità stessa del trauma sia insita nella costituzione di base dell'esistenza umana.
Il problema del rapporto tra medico e paziente, e della sua rilevanza dal punto di vista diagnostico e soprattutto terapeutico, tende a diventare di competenza non più di una ristretta branca specialistica, ma di tutta la medicina. Il medico d'oggi, se da un lato è portato ad avere interessi sempre più specifici, dall'altro è costretto, nell'interesse stesso del malato, a non perderne di vista l'unità psicosomatica che in ogni caso fa sentire il suo peso come modo di reagire del paziente alla situazione di malattia con tutta la sua personalità. Questo libro, scritto in maniera semplice e accessibile anche a chi non ha specifiche conoscenze psicologiche, presenta i risultati di una ricerca svolta alla Tavistock Clinic di Londra da un gruppo di medici e psichiatri che hanno affrontato assieme il problema delle implicazioni psicologiche dello stato di malattia. I tentativi di Balint di risalire a principi generali hanno sempre il supporto di casi clinici dimostrativi e i risultati della sua esperienza ci vengono posti senza alcun pretenzioso atteggiamento di raggiunta conclusione. In ogni caso, questo è un libro utile: al medico in genere, per una maggiore comprensione dei propri pazienti e allo psichiatra per orientarlo a portarsi fuori dall'isolamento del proprio gabinetto di consultazione, spingendolo ad affrontare in maniera concreta il problema dell'aiuto al proprio collega medico nel suo impegno emotivo con i pazienti.