La figura della Vergine Maria "madre della misericordia" presentata attraverso dieci proposte di "lectio divina" nelle quali l'autore medita le più belle pagine del Nuovo Testamento riguardanti Maria.
P. Tomas uomo di Fede indiscussa, ma P. Tomas uomo di ragione e raziocinio spinti al loro estremo. Ecco la vera lezione del padre domenicano: la Fede come fondamento di una ragione che pur inchinandosi alla fine di fronte a Essa ne coglie tutti gli spunti, per disegnare un sillogismo difficilmente confutabile.
Papa Francesco ha consegnato alla Chiesa la sua Esortazione apostolica, tanto attesa, che racconta, con passi chiari e concretissimi, la gioia e la bellezza dell’amore coniugale e familiare. Datata non a caso 19 marzo, solennità di San Giuseppe, è destinata a rivoluzionare letteralmente la pastorale familiare, che il Papa iscrive nell’orizzonte della misericordia di una Chiesa dedicata ad accompagnare e integrare tutti, nessuno escluso.
L’Esortazione Amoris Laetitia è il frutto di un lungo e articolato cammino della Chiesa; parla, infatti, il linguaggio dell’esperienza, ribadisce con forza non la famiglia «ideale», ma la sua realtà ricca e complessa. Vi è nelle sue pagine uno sguardo schietto, aperto, profondamente positivo, che si nutre di un’attenzione pastorale alla realtà, che permette di affrontare anche le questioni più spinose con estremo realismo, verso percorsi “personalizzati”, con i tre grandi strumenti cui ci esorta il Papa stesso: l’ascolto, la pazienza, l’accompagnamento. Con accanto i tre verbi di azione che completano questi percorsi: curare, ravvivare, sostenere.
Il documento Amoris Laetitia è una lettura densa di spunti spirituali e di sapienza pratica utile a ogni coppia umana o a persone che desiderano costruire una famiglia.
227 Aprile 2023
Sommario
3 Editoriale Lorenzo Bertocchi
7 Ci vuole Costanza Costanza Miriano
8 Chiesa Matteo Matzuzzi
9 Ci piace & Non ci piace Redazione
9 La fede ha ragione Giuliano Guzzo
10 L’era della detransizione AA. VV. Abstract
20 La sfida uomo contro macchina Mario Giordano vs ChatGPT Abstract
24 «Quello dell’auto elettrica è un diktat da soviet» Fabio Dragoni Abstract
28 Non siamo belli senz’anima Claudio Risé Abstract
30 Il Kattolico Rino Cammilleri
42 L'enigma del traditore nell'Ultima Cena di Tintoretto Francesca Saraceno
44 «Il mio nome è Luca, sono la prima cellula vivente» Umberto Fasol
46 Francesco d'Assisi è vivo e abita a Cingoli Annalisa Teggi
50 Draghi e Dragoni Fabio Dragonni
50 Oltre il confine Germano Dottori
51 Transatlantico Mauro Mazza
52 Matita blu Maurizio Caverzan
54 Itinerari religiosi Sara Alessandrini
56 #restiamoliberi Jacopo Coghe
57 La riscoperta del sacro Andrea Zambrano
57 Zona Cesarini Gianpaolo Barra
58 Un vescovo risponde Francesco Cavina
59 L'abito lo fa il monaco Luisella Scrosati
60 Filosofando - L'immortalità dell'amore Giacomo Samek Lodovici
62 La Rosa del Timone Tommaso Scandroglio
63 Catt woman Raffaella Frullone
64 Pagine da leggere Vincenzo Sansonetti
65 Schermi Armando Fumagalli
66 Cronache dall'Oceano padano Mirko Volpi
«Tutto il mistero e il paradosso della fede biblica, e tutta la storia umana come è descritta dalla Bibbia possono sintetizzarsi in queste parole: Dio cerca l’uomo. Quando Adamo ed Eva si nascosero alla presenza di Dio, il Signore gridò ‘Adamo, dove sei?’. Questa è una chiamata che viene lanciata ripetutamente, una chiamata avvolta nel silenzio, eppure è come se tutte le cose fossero l’eco nascosta di questo interrogativo. La fede in Dio da parte dell’uomo è una risposta alla ricerca di Dio» (A. J. Heschel). Rileggendo gli incontri di alcune figure bibliche significative con Dio, fr. Enzo Bianchi ha meditato sulla rivelazione di Dio fatta agli uomini, in un itinerario che a partire da Abramo giunge fino alle soglie del Nuovo Testamento. Gesù è il compimento della rivelazione di Dio all’umanità: la sua vita umana, il modo in cui Gesù ha vissuto, le parole che ha detto narrano il volto di Dio. Che cosa ha fatto Gesù se non venire da parte di Dio incontro agli uomini, a ripetere di nuovo all’umanità l’interrogativo: «Dove sei?». Ma oggi dove possiamo incontrare Dio? Dove c’è un uomo, là dobbiamo cercare Dio. Il cristianesimo è questo: si può amare Dio? Lo si ama nell’uomo che si serve. Contenuto del CD: 1. Introduzione - 2. Gen 12,1-9: La fede di Abramo - 3. Chiamata e benedizione di Abramo; Gen 15,1-21: una “notte di fuoco” - 4. Gen 15-17; Abramo alle querce di Mamre: Gen 18,1-15 - 5. La paternità di Abramo e il sacrificio di Isacco: Gen 22,1-19 - 6. L’incontro di Dio con Giacobbe: Gen 28,10-22; 32,23-33 - 7. L’incontro di Dio con Mosé: Es 3,1-15; Es 33-34 - 8. L’incontro di Dio con Elia: 1Re 17,1-19,21 - 9. Dove incontriamo Dio?
È possibile nella vita la felicità? Questa domanda così decisiva è al cuore dell’antico insegnamento cristiano sui vizi capitali, riletti da fr. Enzo Bianchi alla luce dei rapporti che l’uomo intrattiene con le dimensioni essenziali della vita umana e spirituale. Non è possibile l’edificazione di una persona sul piano umano e spirituale senza la lotta interiore contro gli idoli, che porta come frutto un cuore unificato e libero, e rende capaci di fare della propria vita un capolavoro di umanità. Il CD contiene le registrazioni del ciclo di incontri I vizi capitali tenuto da fr. Enzo Bianchi a Bose nel 2007.
Una biografia dalla lettura agevole, che ripercorre in maniera esaustiva e suggestiva la breve ma articolata avventura umana e spirituale di uno straordinario testimone del laicato cattolico italiano della prima metà del secolo scorso: Teresio Olivelli. "Iscritto all'Azione Cattolica e alla Fuci, non volle separare la sua fede dalla vita pubblica, per questo non esitò ad inserirsi dentro tutte le realtà umane, anche nel fascismo e nella resistenza, per essere testimone di un agire evangelicamente fecondo e portare il suo contributo di credente nella costruzione della città dell'uomo. Nel corso della sua vita di studente, docente, alpino, resistente e deportato, visse i momenti difficili e dolorosi guidato dall'amore assoluto per Dio; per questo non esitò a condividere la sofferenza e la disperazione altrui nei campi di concentramento nazifascisti, fino all'olocausto di sé, in nome della carità e delle virtù cristiane." (dalla Prefazione di Maurizio Gervasoni, Vescovo di Vigevano)
A seguito delle alterne vicende che portarono alla codificazione del canone ebraico delle Scritture, il Siracide, pur conosciuto e citato come testo sacro anche in ambiente giudaico, non fu incluso tra i testi canonici ebraici durante l'assemblea di Iamnia del 90 d.C. Le ragioni non ci sono note. Possiamo tuttavia supporre, a partire dalle caratteristiche del testo e del contesto storico che portarono a fissare il canone ebraico, che il Siracide conteneva alcuni elementi non favorevoli alla sua accettazione. Il prevalente interesse per il tema della sapienza, il significato attribuito al ruolo del sacerdozio e del sommo sacerdote nel mutato contesto storico e religioso della Palestina della fine del I secolo d.C., a seguito della caduta del tempio di Gerusalemme e della fine dell'istituzione sacerdotale, oltre alla diffusione del testo in ambiente cristiano ne determinarono un progressivo accantonamento in ambiente giudaico, fino a quando rabbi Aqiba intorno all'anno 100 d.C. ne vietò espressamente la lettura. In ambito cristiano il libro del Siracide fu considerato canonico nella Chiesa latina, mentre nella Chiesa orientale, a causa dell'influenza del canone ebraico, fu ritenuto extracanonico.
Molte volte le paure ci tolgono la voglia di vivere e gettano ombre sulla gioia e sulla pace interiore. Il futuro si presenta ai nostri occhi come una nuvola nera e temiamo che il domani ci trovi soli, abbandonati, malati o che capiti qualcosa ai nostri cari. La potenza di Dio è infinita, Egli può tutto, noi però dobbiamo intraprendere un cammino spirituale per imparare a utilizzare le risorse che Dio ci offre per proteggerci.
Se cadiamo nella tentazione dell'egoismo e dell'isolamento, la nostra vita spirituale andrà via via morendo e non saremo felici, poiché tutto il nostro essere è fatto per vivere unito agli altri, per amarli e perseguire il loro bene. Non lasciamoci ingannare: l'isolamento, il rancore, l'egoismo sono veleni che finiscono per distruggerci. Se ci illudiamo di essere più felici fuggendo dagli altri, ci sbagliamo di grosso. La verità è che molte persone che si isolano dagli altri presto si ammalano o perdono la capacità di gioire. E altri guariscono dalle loro infermità o angosce solo quando imparano a vivere in comunità. Questo volume offre ai lettori un cammino per sanare i turbamenti interiori e gli egoismi che impediscono di aprirsi agli altri, unica strada per essere veramente felici.
La vita in famiglia può essere un tesoro prezioso, ma può anche trasformarsi in un inferno. A molte persone capita di avere un desiderio profondo di vivere in famiglia, ma gli altri membri vorrebbero spesso solo avere una specie di hotel dove andare a mangiare o a dormire. Altre volte sono forti i rancori, le discussioni, le gelosie, e la famiglia smette di essere un luogo dove trovare un po' di pace e di consolazione. Pregare per la propria famiglia significa allora, motivati dalla Parola di Dio, avanzare diverse richieste per noi e i nostri cari. In realtà, la cosa peggiore che può capitarci è che noi, che ci diciamo cristiani, non sappiamo condurre con profondità la nostra vita in famiglia, non riusciamo a capire che la famiglia è un cammino di maturazione, di santificazione. Dobbiamo perciò imparare la spiritualità della vita in famiglia.
Quando soffriamo, quando siamo tristi, quando ci ribelliamo, quando falliamo in qualcosa, quando ci infastidisce un dolore che riappare nel corpo, quando non riusciamo a dominare alcune cose che ci superano? Che cosa c'è al fondo di tutte queste sofferenze? C'è se non un'intensa sensazione di malessere, una debolezza interiore. Tale senso di fragilità può essere necessario per purificarci e per farci raggiungere una profonda umiltà, o anche per farci prendere coscienza del nostro bisogno di Dio e degli altri. Questo effetto positivo, però, trova conferma quando le cattive esperienze ci rendono più gioiosi e semplici, più aperti e fiduciosi. Se non è così, e se ci capita solo di ritrovarci con una sensazione di amarezza, c'è allora una debolezza interiore che dev'essere curata. Possiamo iniziare un cammino spirituale per divenire più forti dentro di noi: in tal modo, le cose che ci capitano non ci toglieranno la gioia e potremo affrontare qualunque cosa. Non è questione di forza fisica, di potere del denaro o di prestigio. Si tratta di una forza spirituale, di sentire che le nostre fibre più intime sono stabili, che siamo radicati nella vita. Scomparirà allora il nodo che avvertiamo nella gola, quella sensazione di abbandono, quell'angoscia che ci rende fiacchi. Intraprendiamo allora questo cammino per liberarci dal malessere e dalla debolezza per conseguire una vita piena di nuovo vigore.